
{"id":59316,"date":"2016-07-14T01:43:58","date_gmt":"2016-07-13T23:43:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=59316"},"modified":"2016-09-04T11:54:09","modified_gmt":"2016-09-04T09:54:09","slug":"reporting-from-the-front-curata-alejandro-aravena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/59316\/la-biennale-20122014\/reporting-from-the-front-curata-alejandro-aravena.html","title":{"rendered":"REPORTING FROM THE FRONT Curata da Alejandro Aravena"},"content":{"rendered":"<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59317\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/OBDIYRRXHJ30240-300x83.jpg\" alt=\"OBDIYRRXHJ30240\" width=\"300\" height=\"83\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/OBDIYRRXHJ30240-300x83.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/OBDIYRRXHJ30240-768x212.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/OBDIYRRXHJ30240-500x138.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/09\/OBDIYRRXHJ30240.jpg 961w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<div>Durante un suo viaggio in America del Sud, Bruce Chatwin incontr\u00f2 un\u2019anziana signora che camminava nel deserto trasportando una scala di alluminio sulle spalle. Era l\u2019archeologa tedesca Maria Reiche, che studiava le linee Nazca. A guardarle \u00a0stando con i piedi appoggiati al suolo, le pietre non avevano alcun senso, sembravano soltanto banali sassi. Ma dall\u2019alto della scala, le pietre si trasformavano in uccelli, giaguari, alberi o fiori.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Maria Reiche non aveva abbastanza denaro per noleggiare un aereo e studiare le linee dall\u2019alto, e la tecnologia dell\u2019epoca non disponeva di droni da far volare sul deserto. Ma l\u2019archeologa era abbastanza creativa da trovare comunque un modo per riuscire nel suo intento. Quella semplice scala \u00e8 la prova che non dovremmo chiamare in causa limiti, seppure duri, per giustificare l\u2019incapacit\u00e0 di fare il nostro lavoro.<\/div>\n<div>Contro la scarsit\u00e0 di mezzi: l\u2019inventiva.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>D\u2019altra parte, \u00e8 molto probabile che Maria Reiche si sarebbe potuta permettere un\u2019automobile o un furgone per viaggiare nel deserto, salire sul tetto della vettura e guardare da una certa altezza; e cos\u00ec facendo si sarebbe anche potuta spostare con maggiore rapidit\u00e0. Ma questa scelta avrebbe distrutto l\u2019oggetto del suo studio. Quindi, in questo caso, si \u00e8 arrivati a una valutazione intelligente della realt\u00e0 grazie all\u2019intuizione dei mezzi con cui prendersene cura.<\/div>\n<div>Contro l\u2019abbondanza: la pertinenza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Vorremmo che la 15. Mostra Internazionale di Architettura offrisse un nuovo punto di vista, come quello che Maria Reiche aveva dall\u2019alto della scala. Di fronte alla complessit\u00e0 e alla variet\u00e0 delle sfide che \u00a0l\u2019architettura deve affrontare, REPORTING FROM THE FRONT si propone di ascoltare coloro che sono stati capaci di una prospettiva pi\u00f9 ampia, e di conseguenza sono in grado di condividere conoscenza ed esperienze, inventiva e pertinenza con chi tra noi rimane con i piedi appoggiati al suolo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019architettura si occupa di dare forma ai luoghi in cui viviamo. Non \u00e8 pi\u00f9 complicato, n\u00e9 pi\u00f9 semplice di cos\u00ec. Questi spazi comprendono case, scuole, uffici, negozi e aree commerciali in genere, musei, palazzi ed edifici istituzionali, fermate dell\u2019autobus, stazioni della metropolitana, piazze, parchi, strade (alberate o no), marciapiedi, parcheggi e l\u2019intera serie di programmi e parti che costituiscono il nostro ambiente costruito.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La forma di questi luoghi, per\u00f2, non \u00e8 definita soltanto dalla tendenza estetica del momento o dal talento di un particolare architetto. Essi sono la conseguenza di regole, interessi, economie e politiche, o forse anche della mancanza di coordinamento, dell\u2019indifferenza e della semplice casualit\u00e0. Le forme che assumono possono migliorare o rovinare la vita delle persone. La difficolt\u00e0 delle condizioni (insufficienza di mezzi, vincoli molto restrittivi, necessit\u00e0 di ogni tipo) \u00e8 una costante minaccia a un risultato di qualit\u00e0.<\/div>\n<div>Le forze in gioco non intervengono necessariamente a favore: l\u2019avidit\u00e0 e la frenesia del capitale, o l\u2019ottusit\u00e0 e il conservatorismo del sistema burocratico, tendono a produrre luoghi banali, mediocri, noiosi. Ancora molte battaglie devono essere dunque vinte per migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente costruito e, di conseguenza, quella della vita delle persone.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Inoltre, il concetto di qualit\u00e0 della vita si estende dai bisogni fisici primari alle dimensioni pi\u00f9 astratte della condizione umana. Ne consegue che migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente edificato \u00e8 una sfida che va combattuta su molti fronti, dal garantire standard di vita pratici e concreti all\u2019interpretare e realizzare desideri umani, dal rispettare il singolo individuo al prendersi cura del bene comune, dall\u2019accogliere lo svolgimento delle attivit\u00e0 quotidiane al favorire l\u2019espansione delle frontiere della civilizzazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La nostra proposta curatoriale \u00e8 duplice: da una parte, vorremmo ampliare la gamma delle tematiche cui ci si aspetta che l\u2019architettura debba fornire delle risposte, aggiungendo alle dimensioni artistiche e culturali che gi\u00e0 appartengono al nostro ambito, quelle sociali, politiche, economiche e ambientali. Dall\u2019altra, vorremmo evidenziare il fatto che l\u2019architettura \u00e8 chiamata a rispondere a pi\u00f9 di una dimensione alla volta, integrando pi\u00f9 settori invece di scegliere uno o l\u2019altro.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>REPORTING FROM THE FRONT riguarder\u00e0 la condivisione con un pubblico pi\u00f9 ampio dell\u2019opera delle persone che scrutano l\u2019orizzonte alla ricerca di nuovi campi di azione, offrendo esempi in cui pi\u00f9 dimensioni vengono sintetizzate, integrando il pragmatico con l\u2019esistenziale, la pertinenza con l\u2019audacia, la creativit\u00e0 con il buonsenso. Questi sono i fronti da cui vorremmo che vari professionisti ci dessero notizie, condividendo storie di successo e casi esemplari in cui l\u2019architettura ha fatto, fa e far\u00e0 la differenza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Per individuare tali esempi, siamo partiti da quattro diverse angolazioni:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A. Temi<\/div>\n<div>Siamo giunti a un elenco di problematiche da affrontare. Disuguaglianza, sostenibilit\u00e0, insicurezza, segregazione, traffico, inquinamento, spreco, migrazione, calamit\u00e0 naturali, casualit\u00e0, periferie e carenza di alloggi sono problemi in cui i bisogni primari i diritti umani sono a rischio. Siamo andati a cercare professionisti creativi, innovativi e desiderosi di avventurarsi in campi cos\u00ec complessi. Inoltre, abbiamo capito che problematiche quali mediocrit\u00e0, banalit\u00e0 e monotonia dei luoghi in cui viviamo stanno ugualmente minacciando la qualit\u00e0 della vita. Quindi abbiamo invitato questi professionisti coerenti e solidi che costituiscono una sorta di resistenza e di \u201criserva naturale\u201d dell\u2019architettura contro queste minacce.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>B. Progetti<\/div>\n<div>Eravamo a conoscenza di progetti che secondo noi avevano apportato un contributo, per cui abbiamo voluto conoscere la storia, le difficolt\u00e0, i momenti critici e le strategie messe in atto per arrivare alla loro realizzazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>C. Architetti (o professionisti)<\/div>\n<div>Abbiamo contattato coloro che ammiriamo, o che avevano alle spalle una produzione qualitativamente costante. Abbiamo chiesto loro di cosa si fossero occupati di recente o quali sarebbero stati i loro progetti futuri. In breve: bravi architetti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>D. Candidature spontanee<\/div>\n<div>Da ultimo, La Biennale ed Elemental hanno cominciato a ricevere candidature spontanee di persone o progetti di cui non si era a conoscenza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Continuando su questa linea, siamo passati a invitare le persone. Non ci eravamo prefissati alcuna quota geografica, di et\u00e0 o di genere: abbiamo cercato soltanto la qualit\u00e0. Alcuni non hanno mai risposto. Altri hanno declinato l\u2019invito sostenendo che, pur interessati al tema, non avevano abbastanza tempo per fornire una risposta appropriata. La maggior parte ha accettato la sfida e ha iniziato un dialogo con il team curatoriale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Volevamo che la selezione finale fosse in grado di evidenziare alcune caratteristiche: per esempio, desideravamo dare risalto a quegli studi che, anche nelle circostanze pi\u00f9 convenzionali (costruire edifici), hanno risposto con precisione e coerenza alle richieste, hanno realizzato i bisogni e i desideri che li avevano originati, resistendo alla prova del tempo. Volevamo insistere (e continueremo a farlo finch\u00e9 non diventer\u00e0 un denominatore comune) su quegli esempi che, evitando tendenze e mode, hanno resistito alla tentazione di inutili orpelli. Volevamo riuscire a mettere insieme una certa \u201cmassa critica\u201d di architetti, pi\u00f9 o meno giovani, pi\u00f9 o meno famosi, che fossero alla ricerca di un infinito senza tempo, pur rimanendo desiderosi di rispondere alle sfide dei nostri giorni. Abbiamo cercato progetti capaci di integrare pi\u00f9 di una dimensione alla volta, componendo vecchie tematiche in modo originale, per muoversi in avanti. In ogni caso, era fondamentale ci fosse una proposta; limitarsi a sollevare la consapevolezza di un problema (o fare ricerca), a prescindere da quanto rilevante fosse la sfida, non era abbastanza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>L\u2019importanza del problema o la difficolt\u00e0 delle circostanze non dovrebbe giustificare i professionisti dal non rispondere con un\u2019architettura di qualit\u00e0. N\u00e9 era sufficiente l\u2019approccio opposto: edifici belli, ma che non riescono a esprimere quale problema cerchino di affrontare non sono stati selezionati. Abbiamo fatto del nostro meglio per scegliere esempi che affrontano un problema importante e per il quale una architettura di qualit\u00e0 ha fatto la differenza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Alejandro Aravena<\/i><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<div>Sabato 23 luglio appuntamento <b>all\u2019Arsenale di Venezia<\/b> con il <b>Politecnico di Milano<\/b> nell\u2019ambito del nuovo progetto <b>Reporting from the Italian Front<\/b>, una speciale iniziativa organizzata dalla <b>Biennale di Venezia<\/b> all\u2019interno del programma della <b>15. Mostra Internazionale di Architettura<\/b>, in collaborazione con una serie di Atenei italiani convenzionati con <b>Biennale Sessions.<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div>A partire dalle 10.30 fino alle 17.00 presso le <b>Artiglierie<\/b>, la <b>Scuola di Architettura AIUC (Urbanistica, Ingegneria delle Costruzioni) del<\/b> <b>Politecnico di Milano<\/b> presenter\u00e0 i risultati di due laboratori durante un seminario dal titolo \u201c<b><i>Resilient Environments \u2013 Ambienti Resilienti\u201d <\/i><\/b>sulla riabilitazione ambientale ed economica delle zone costiere di Imperia e lungo la linea ferroviaria Sulmona &#8211; L\u2019Aquila (<i>si veda la scheda allegata<\/i>).<\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div>Tutti gli Atenei coinvolti nel progetto <b>Reporting from the Italian Front<\/b> sono stati invitati dal Presidente della Biennale di Venezia <b>Paolo Baratta<\/b> ad arricchire la <b>15. Mostra<\/b> con un programma di interventi e ospiti\u00a0che possano rappresentare lavori e progetti gi\u00e0 realizzati o in via di realizzazione, che riguardino il <b>territorio italiano<\/b> \u00abe siano caratterizzati da una viva e concreta\u00a0descrizione dei processi analitici e decisionali con cui sono state chiarite ed espresse\u00a0 le domande e si \u00e8\u00a0 costruita\u00a0 l\u2019offerta progettuale.\u00bb Si \u00e8 sollecitata infine la partecipazione di \u00abprogetti che abbiano raccolto sfide, in Italia, affrontando problemi e cercando di fornire risposte utili, anche nella sfera pubblica\u00bb.<\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>RECORD DI ADESIONI PER BIENNALE SESSIONS<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div>\u00c8 record di adesioni per le iniziative promosse nell\u2019ambito del progetto <b>Biennale Sessions<\/b> della <b>Biennale di Venezia<\/b>, che ad oggi ha raggiunto il numero di <b>81<\/b><b> Universit\u00e0 convenzionate<\/b> e di <b>42 <\/b><b>Istituti coinvolti tramite progetto congiunto<\/b>, per un totale di <b>123 Istituzioni partecipanti<\/b>.<\/div>\n<div><b><u>\u00a0<\/u><\/b><\/div>\n<div>Rispetto allo stesso periodo dell\u2019ultima edizione della Biennale Architettura, nel 2014, si \u00e8 registrato un <b>aumento del 10% degli Istituti partecipanti<\/b>tramite convenzione diretta e <b>un +29% dei partecipanti totali<\/b> (convenzionati e progetti congiunti).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Biennale Sessions<\/b> \u00e8 un progetto rivolto alle Universit\u00e0 nato nel 2010 in occasione della 12. Mostra Internazionale di Architettura. Oltre alle numerose agevolazioni per gli studenti, offre i propri spazi perch\u00e9 Universit\u00e0 e Istituti di formazione e di ricerca possano progettare e realizzare visite utili ad attivit\u00e0 formative e didattiche attraverso seminari.<\/div>\n<div>Biennale Sessions \u00e8 organizzata anche durante le Esposizioni Internazionali d\u2019Arte, anch\u2019essa con alte partecipazioni e numerose adesioni.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b>PROGRAMMA DEL 23 LUGLIO DEL POLITECNICO DI MILANO<\/b><\/div>\n<div>dalle 10.30 alle 17.00 &#8211; Artiglierie dell\u2019Arsenale<\/div>\n<div><\/div>\n<div><u>10.30 \u2013 14.30<\/u><\/div>\n<div>Gli studenti presenteranno i lavori dei due laboratori di ricerca e risponderanno alle domande degli ospiti e del pubblico<\/div>\n<div><u>15.00 \u2013 17.00<\/u><\/div>\n<div>Docenti e ospiti discuteranno i lavori presentati durante la sessione mattutina:<\/div>\n<div><b>Gennaro\u00a0Postiglione<\/b>, POLIMI-AIUC: benvenuto e apertura dei lavori<\/div>\n<div><b>Mauro Baracco<\/b>, RMIT Melbourne: presentazione a\u00a0Officina Imperia \u2013 Resilient Imperia<\/div>\n<div><b>Maria Teresa Parodi<\/b>, Assessore Arredo Urbano, Verde Pubblico, Commercio, Comune di Imperia<\/div>\n<div><b>Paolo Della Pietra<\/b>, Direttore Confindustria Imperia<\/div>\n<div><b>Emilia Corradi<\/b>, POLIMI-AIUC: presentazione a\u00a0PoSt-Azioni Subequane<\/div>\n<div><b>Giovanni Pizzocchia<\/b>, Comunit\u00e0 Montana Sirentina e Comune di Molina Aterno<\/div>\n<div><b>Rosa Giammarco<\/b>, Regione Abruzzo<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>PROSSIMI APPUNTAMENTI DEL PROGETTO REPORTING FROM THE ITALIAN FRONT<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b><u>Sabato 1 ottobre<\/u><\/b><\/div>\n<div>Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tre &#8211; Dipartimento di Architettura<\/div>\n<div><i>Roma 2025 &#8211; <\/i><i>Il sistema degli spazi aperti e l\u2019orto botanico diffuso<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><u>Venerd\u00ec 14 ottobre<\/u><\/b><\/div>\n<div>IUAV<\/div>\n<div><i>Territori della Rigenerazione: Notizie dal Fronte Veneto<\/i><\/div>\n<div><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div><b><u>Sabato 22 ottobre<\/u><\/b><\/div>\n<div>Universit\u00e0 di Roma La Sapienza<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><u>Sabato 29 ottobre<\/u><\/b><\/div>\n<div>Universit\u00e0 degli Studi di Perugia &#8211; Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale e Accademia di Belle Arti Perugia<\/div>\n<div><i>FONTIVEGGE, PERUGIA: cento anni di architettura italiana<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><u>Sabato 5 novembre<\/u><\/b><\/div>\n<div>Politecnico di Milano &#8211; Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni<\/div>\n<div><i>Ri-formare Milano_Nuovi paesaggi urbani<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><u>Sabato 19 novembre<\/u><\/b><\/div>\n<div>Universit\u00e0 degli Studi di Genova \u2013 Dipartimento di Scienze per l\u2019Architettura<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><u>Sabato 26 novembre<\/u><\/b><\/div>\n<div>Universit\u00e0 degli Studi di Trento &#8211; Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica<\/div>\n<div><i>UNIVERCITY<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante un suo viaggio in America del Sud, Bruce Chatwin incontr\u00f2 un\u2019anziana signora che camminava nel deserto trasportando una scala di alluminio sulle spalle. 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