
{"id":58948,"date":"2016-07-13T08:16:01","date_gmt":"2016-07-13T06:16:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=58948"},"modified":"2016-07-17T12:35:30","modified_gmt":"2016-07-17T10:35:30","slug":"contaminafro-identita-evoluzione-teatro-dellarte-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58948\/spettacoli\/contaminafro-identita-evoluzione-teatro-dellarte-milano.html","title":{"rendered":"CONTAMINAFRO   identit\u00e0 in evoluzione  Teatro dell\u2019Arte Milano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-58949\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/CONTAMINAFRO-1-ph-carlo-mari-500x333.jpg\" alt=\"CONTAMINAFRO 1 ph carlo mari\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/CONTAMINAFRO-1-ph-carlo-mari-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/CONTAMINAFRO-1-ph-carlo-mari-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/CONTAMINAFRO-1-ph-carlo-mari-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/CONTAMINAFRO-1-ph-carlo-mari-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/CONTAMINAFRO-1-ph-carlo-mari-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p><strong>CONTAMINAFRO<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>identit\u00e0 in evoluzione<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>13 &gt; 17 luglio 2016<\/strong><\/p>\n<p>un progetto di<strong> Mo \u2018O Me Ndama<\/strong><\/p>\n<p>in collaborazione con <strong>\u00a0CRT Teatro dell\u2019Arte, Psicologi per i Popoli nel Mondo, Studio Azzurro<\/strong><\/p>\n<p>direzione artistica<strong> Lazare Ohandja<\/strong><\/p>\n<p>coordinamento<strong> Valentina Bellinaso<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>CONTAMINAFRO &#8211; identit\u00e0 in evoluzione<\/strong> \u00e8 un festival di teatro, danza, musica, arricchito da un ciclo di tavole rotonde, per far emergere <strong>un\u2019immagine dell\u2019Africa diversa dagli stereotipi correnti<\/strong>, lontana dalle connotazioni folkloristiche e indifferenziate ma rispettosa del mosaico di culture presenti nel continente africano al tempo stesso <em>contaminata<\/em> dalle vicende che ne hanno contrassegnato la storia e mutato l\u2019identit\u00e0, dal colonialismo ai lontani e presenti percorsi migratori.<\/p>\n<p>Un\u2019identit\u00e0 tuttora in evoluzione, complessa e multiculturale.<\/p>\n<p>Il successo riscontrato nelle tre precedenti edizioni del festival, ideato e promosso dall\u2019associazione <strong>Mo \u2018O Me Ndama<\/strong> fondata a Milano dal coreografo camerunense <strong>Lazare Ohandja<\/strong>, ha aperto nuove prospettive di partecipazione culturale coinvolgendo una struttura creativa legata alla sperimentazione delle nuove tecnologie dell\u2019immagine come <strong>Studio Azzurro<\/strong> e una di intervento sociale e di tutela della diversit\u00e0 culturale come l\u2019associazione <strong>Psicologi per i Popoli <\/strong><strong>n<\/strong><strong>el Mondo<\/strong>.<\/p>\n<p>A questi si unisce ora il <strong>CRT Teatro dell\u2019Arte<\/strong> per ampliare l\u2019iniziativa, aprendo cos\u00ec \u00a0una finestra sull\u2019intenso fermento creativo degli artisti africani e non, con un festival che <em>contamina<\/em> tutte le arti performative.<\/p>\n<p>Danze, musiche e colori africani saranno i protagonisti dei cinque giorni di spettacoli, installazioni concerti &#8211; <strong>molti a ingresso libero<\/strong> &#8211; realizzati negli spazi del Teatro e nell\u2019Arena della Triennale.<\/p>\n<p><strong>CONTAMINAFRO<\/strong> non \u00e8 solo intrattenimento: oltre ai numerosi artisti provenienti dal continente nero, ogni giorno l\u2019agenda prevede momenti di dibattito e incontro a ingresso libero sotto forma di tavole rotonde.<\/p>\n<p>Al CRT Teatro dell\u2019Arte uno scambio creativo a tutto tondo ricco di appuntamenti, realizzato nell\u2019ambito della <strong>XXI Esposizione Internazionale della Triennale<\/strong>, per contribuire ad una nuova narrazione sul continente africano.<\/p>\n<p><strong><u>PROGRAMMA<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Mercoled\u00ec 13 luglio<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Ore 10 &gt; 23<\/strong> (12\u2019, loop)<\/p>\n<p><strong>YUVAL AVITAL &#8211; IZAAC &amp; DEBORAH <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(installazione)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>I volti dei due protagonisti sono quelli di Izaac e Deborah, rifugiati nigeriani che narrano la loro storia in un\u2019intervista silenziosa, un racconto senza l\u2019uso di parole. La memoria li riporta alle loro radici, alla loro Casa, quello spazio fisico che \u00e8 punto di arrivo e partenza, che \u00e8 riferimento a partire dal quale l\u2019essere umano orienta e misura costantemente la propria posizione nel mondo.<\/p>\n<p><strong>Ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>ARTE CHE CURA <\/strong><\/p>\n<p><strong>(tavola rotonda)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>Danza, Musica e Arte come forma di cura, integrazione, contaminazione tra le persone<\/p>\n<p>a cura di Valentina Bellinaso<\/p>\n<p><strong>Ore 21.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>IBRAHIM DRABO &#8211; MI TAMAR\u00c0 | SONO IN CAMMINO <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(concerto | Burkina Faso &#8211; Italia)<\/strong><\/p>\n<p>Prodotto da Davide Abbruzzese &amp; Alfonso Barbiero<\/p>\n<p>Registrato da Groovefarm [Roma]<\/p>\n<p>Coordinamento di produzione Fabrizio Santarelli<\/p>\n<p>Arrangement Federico Camici | Ibrahim Drabo<\/p>\n<p>Musica e testi Ibrahim Drabo<\/p>\n<p>Percussioni Davide Abbruzzese<\/p>\n<p>Tromba Charles Ferris<\/p>\n<p>Basso, Synth, organo, piano elettrico\u00a0 e pianoforte Federico Camici<\/p>\n<p>Chitarra elettrica Emiliano Bonafede<\/p>\n<p>Sax Marco Zurzolo<\/p>\n<p>Cori Manuela Renno<\/p>\n<p>Griot\u00a0 Badara Seck<\/p>\n<p>Voce, Balafon, N\u2019goni and Djembe\u2019 Ibrahim Drabo<\/p>\n<p>Ibrahim Drabo \u00e8 un musicista polistrumentista, un artista in viaggio attraverso le tradizioni musicali del suo paese d\u2019origine, il Burkina Faso, e la contaminazione dei differenti stili musicali europei contemporanei.<\/p>\n<p>Il dejamb\u00e8, il n\u2019goni e il balafon sono in dialogo con batteria, chitarra elettrica, basso, sax, tromba e piano.<\/p>\n<p>Momenti di riflessione si alternano a brani che scatenano l\u2019irrefrenabile voglia di ballare.<\/p>\n<p><strong><u>Gioved\u00ec 14 luglio<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ore 10 &gt; 23<\/strong> (12\u2019, loop)<\/p>\n<p><strong>YUVAL AVITAL &#8211; IZAAC &amp; DEBORAH <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(installazione)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>I volti dei due protagonisti sono quelli di Izaac e Deborah, rifugiati nigeriani che narrano la loro storia in un\u2019intervista silenziosa, un racconto senza l\u2019uso di parole. La memoria li riporta alle loro radici, alla loro Casa, quello spazio fisico che \u00e8 punto di arrivo e partenza, che \u00e8 riferimento a partire dal quale l\u2019essere umano orienta e misura costantemente la propria posizione nel mondo.<\/p>\n<p><strong>Ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>RITORNO ALLA VITA <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(tavola rotonda)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>Prospettive di intervento psicosociale nei contesti africani<\/p>\n<p>a cura di Paolo Castelletti, Presidente di Psicologi per i Popoli nel Mondo<\/p>\n<p>Presentazione della \u201cMaison des Arts\u201d a Yaounde<\/p>\n<p>a cura di Lazare \u00a0Ohandja, presidente di Mo O Mendama,\u00a0 con la partecipazione di Mohammed Ba, mediatore culturale.<\/p>\n<p><strong>Ore 20.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>TEATRINGESTAZIONE \u2013 ABSOLUTE BEGINNERS <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(spettacolo | Italia)<\/strong><\/p>\n<p>itinerari scenici<strong>\u00a0Gesualdi \/ Trono<\/strong><\/p>\n<p>itinerari drammaturgici<strong>\u00a0Loretta Mesiti<\/strong><\/p>\n<p>Absolute Beginners \u00e8 una meditazione filosofico-visionaria sui confini, identitari, politici, fisici, linguistici, in tensione, immaginandone la loro dissoluzione, affinch\u00e9 estraneo e familiare possano poi rimarginarsi in una nuova traccia. TeatrInGestAzione produce opere dal forte impatto visivo; persegue un\u2019estetica basata sul rigore della presenza, la sobriet\u00e0 e l\u2019uso essenziale dello spazio.<\/p>\n<p><strong>Ore 21.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>DANIEL KOLLE\u2019 &#8211; THE SINGER PROJECT <\/strong><\/p>\n<p><strong>Arena Triennale<\/strong><\/p>\n<p><strong>(concerto | Camerun &#8211; Italia)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>Daniel Koll\u00e8 \u00e8 un singer camerunense ed \u00e8 percussionista di riferimento per il maestro italo-brasiliano Martinho Lutero.<\/p>\n<p>Ha collaborato con Angelique Kidjo, Mauro Pagani, Mouna Amari, Albert Hera, Liz McComb, Sandro Cerino, Andrea Bandel. Nel 2010 pubblica il single BOBE che anticipa l\u2019uscita nel 2012 del suo primo lavoro da cantante solista dal titolo emblematico DANI KOLL THE SINGER PROJECT.<\/p>\n<p><strong><u>Venerd\u00ec 15 luglio<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><strong>Ore 10 &gt; 23<\/strong> (12\u2019, loop)<\/p>\n<p><strong>YUVAL AVITAL &#8211; IZAAC &amp; DEBORAH <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(installazione)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>I volti dei due protagonisti sono quelli di Izaac e Deborah, rifugiati nigeriani che narrano la loro storia in un\u2019intervista silenziosa, un racconto senza l\u2019uso di parole. La memoria li riporta alle loro radici, alla loro Casa, quello spazio fisico che \u00e8 punto di arrivo e partenza, che \u00e8 riferimento a partire dal quale l\u2019essere umano orienta e misura costantemente la propria posizione nel mondo.<\/p>\n<p><strong>Ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>PSICONTAMINAZIONI <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(tavola rotonda)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>La salute mentale in Africa raccontata attraverso i lavori di Franz Fanon, Ibrahima Sow e Abdelmalek Sayad, presentati da Eleonora Riva, Direttore Corso di Specializzazione in Psicologia Transculturale, Fondazione Cecchini Pace, Pietro Barbetta, Direttore del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, Paolo Castelletti, presidente di Psicologi per i Popoli nel Mondo.<\/p>\n<p><strong>Ore\u00a0 20.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>MARTINO ZAM EBALE &#8211; AKOUSS \u2013 LA VEUVE <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(spettacolo | Camerun \u2013 Belgio)<\/strong><\/p>\n<p>Alla morte del marito, la vedova africana subisce le prove dell\u2019Akouss, l\u2019insieme di pratiche estreme che hanno lo scopo di esorcizzare, la donna scacciando dal suo corpo l\u2019anima del defunto.<\/p>\n<p>Con le coreografie di Ebal\u00e9 Zam, la compagnia Nyanga Zam racconta rituali degradanti\u00a0 e nefasti con un linguaggio contemporaneo, rielaborando storie africane nel segno dell\u2019interculturalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ore 21.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>MOH! KOUYATE <\/strong><\/p>\n<p><strong>Arena Triennale<\/strong><\/p>\n<p><strong>(concerto | Camerun \u2013 Belgio)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;identit\u00e0 musicale di Moh! Kouyat\u00e9 \u00e8 un intreccio di musica tradizionale e pop\/rock.<\/p>\n<p>Combinando il tradizionale genere Mandingo alla chitarra rock, la musica di Moh! ha temi forti, e parla di felicit\u00e0, della vita, dell&#8217;esilio, della sua Guinea, dove si convive tra lotta e speranza. Moh! esprime la propria visione della vita: la perseveranza, la pazienza e la motivazione sono le chiavi per emergere<\/p>\n<p><strong><u>Sabato 16 luglio<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ore 10 &gt; 23 <\/strong>(12\u2019, loop)<\/p>\n<p><strong>YUVAL AVITAL &#8211; IZAAC &amp; DEBORAH <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(installazione)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>I volti dei due protagonisti sono quelli di Izaac e Deborah, rifugiati nigeriani che narrano la loro storia in un\u2019intervista silenziosa, un racconto senza l\u2019uso di parole. La memoria li riporta alle loro radici, alla loro Casa, quello spazio fisico che \u00e8 punto di arrivo e partenza, che \u00e8 riferimento a partire dal quale l\u2019essere umano orienta e misura costantemente la propria posizione nel mondo.<\/p>\n<p><strong>Ore\u00a0 20.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>MO \u2018O ME NDAMA &#8211; ISSE IL CERCHIO <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(spettacolo | Camerun \u2013 Italia)<\/strong><\/p>\n<p>progetto di Mo\u2019O Me Ndama e Studio Azzurro<\/p>\n<p>coreografia\u00a0Lazare Ohandja<br \/>\ncon\u00a0Lazare Ohandja, Britta Oling e Rufin Doh<br \/>\nprogetto e regia video Fabio Cirifino, Laura Marcolini<br \/>\npostproduzione video\u00a0Lisa Cartuccia<\/p>\n<p>programmazione video Matteo Massocco<br \/>\nlight designer\u00a0Marco D\u2019Amico<br \/>\nmusicisti\u00a0Etogo Ayassi Edmond, Daniel Koll\u00e9 Seme<br \/>\nsuono\u00a0Gioele Cortese<br \/>\ncostumi e accessori\u00a0Andrea Zorba, Maria Lucia Lapolla<\/p>\n<p>coordinatrice progetto Valentina Bellinaso<\/p>\n<p>produzione CRT Milano<\/p>\n<p>Lazare Ohandja, coreografo camerunese, da bambino assiste al lungo rito riservato alle donne che rimangono vedove. Nella sua memoria rimane un segno che non lo abbandona. Cresce, cos\u00ec, il suo desiderio di progettare uno spettacolo che sia metafora per un\u2019esperienza pi\u00f9 universale, quella della violenza rivolta verso le donne, in tutte le sue declinazioni, dalle abitudini pi\u00f9 sottili alle pratiche pi\u00f9 brutali.<\/p>\n<p><strong>Ore 21.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>BABA SISSOKO &amp; ANTONELLO SALIS <\/strong><\/p>\n<p><strong>(concerto | Mali \u2013 Italia)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Arena Triennale<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>Tamani, n\u2019goni, voce Baba Sissoko<\/p>\n<p>Pianoforte, fisarmonica, tastiere Antonello Salis<\/p>\n<p>Un incontro inedito fra due dei musicisti pi\u00f9 effervescenti della scena jazz internazionale per un concerto in cui ritmi tradizionali africani e improvvisazione jazz si fondono in uno spettacolo pirotecnico e pieno di energia creativa.<\/p>\n<p>Baba Sissoko, discendente da una grande famiglia di Griot, divide questo progetto con Antonello Salis, per molti versi il pi\u00f9 \u201cfisico\u201d e africano dei jazzisti italiani.<\/p>\n<p><strong><u>Domenica 17 luglio<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ore 10 &gt; 23<\/strong> (12\u2019, loop)<\/p>\n<p><strong>YUVAL AVITAL &#8211; IZAAC &amp; DEBORAH <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(installazione)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>I volti dei due protagonisti sono quelli di Izaac e Deborah, rifugiati nigeriani che narrano la loro storia in un\u2019intervista silenziosa, un racconto senza l\u2019uso di parole. La memoria li riporta alle loro radici, alla loro Casa, quello spazio fisico che \u00e8 punto di arrivo e partenza, che \u00e8 riferimento a partire dal quale l\u2019essere umano orienta e misura costantemente la propria posizione nel mondo.<\/p>\n<p><strong>Ore\u00a0 18.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>MO \u2018O ME NDAMA &#8211; ISSE IL CERCHIO <\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>(spettacolo | Camerun \u2013 Italia)<\/strong><\/p>\n<p>Progetto di Mo\u2019O Me Ndama e Studio Azzurro<\/p>\n<p>coreografia\u00a0Lazare Ohandja<br \/>\ncon\u00a0Lazare Ohandja, Britta Oling e Rufin Doh<br \/>\nprogetto e regia video Fabio Cirifino, Laura Marcolini<br \/>\npostproduzione video\u00a0Lisa Cartuccia<\/p>\n<p>programmazione video Matteo Massocco<br \/>\nlight designer\u00a0Marco D\u2019Amico<br \/>\nmusicisti\u00a0Etogo Ayassi Edmond, Daniel Koll\u00e9 Seme<br \/>\nsuono\u00a0Gioele Cortese<br \/>\ncostumi e accessori\u00a0Andrea Zorba, Maria Lucia Lapolla<\/p>\n<p>coordinatrice progetto Valentina Bellinaso<\/p>\n<p>produzione CRT Milano<\/p>\n<p>Lazare Ohandja, coreografo camerunese, da bambino assiste al lungo rito riservato alle donne che rimangono vedove. Nella sua memoria rimane un segno che non lo abbandona. Cresce, cos\u00ec, il suo desiderio di progettare uno spettacolo che sia metafora per un\u2019esperienza pi\u00f9 universale, quella della violenza rivolta verso le donne, in tutte le sue declinazioni, dalle abitudini pi\u00f9 sottili alle pratiche pi\u00f9 brutali.<\/p>\n<p><strong>Ore 20.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>VIOLA VENTO E BRADFORD SMITH &#8211; KAYDARA <\/strong><\/p>\n<p><strong>Arena Triennale<\/strong><\/p>\n<p><strong>(spettacolo | USA \u2013 Costa D\u2019Avorio)<\/strong><\/p>\n<p><strong>ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>racconto Fulbe del Mali<\/p>\n<p>trascritto da Amadou Hamp\u00e2t\u00e9 B\u00e2<\/p>\n<p>adattamento Rufin Doh Zeyenouin e Viola Vento<\/p>\n<p>regia Rufin Doh Zeyenouin<\/p>\n<p>attrice Viola Vento<\/p>\n<p>musiche Bradford Smith<\/p>\n<p>Kaydara \u00e9 un racconto iniziatico che fa parte dell\u2019insegnamento tradizionale dei Fulbe del Mali. Narra il viaggio di tre giovani alla ricerca di Kaydara, il dio dell\u2019oro e della conoscenza, un viaggio fantastico e di rivelazione. Viola Vento e Rufin Doh hanno reso il testo adatto a un pubblico di oggi, alternando narrazione, dialogo dei personaggi e canti accompagnati dalla musica di Bradford Smith.<\/p>\n<p><strong>Ore 22.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>AISSATA KOUYAT\u00c9 FROM GUINEA CONAKRY <\/strong><\/p>\n<p><strong>(concerto | Guinea)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro dell\u2019Arte<\/strong><\/p>\n<p>La band di Aissata Kouyat\u00e9 conduce\u00a0 nel cuore dei suoni africani, impreziositi dalle influenze della World Music. Il suo universo\u00a0 parte dalla tradizione africana per presentare al meglio l&#8217;Africa di oggi, guardando a un futuro in continua evoluzione. Aissata \u00e8 una <em>Griot <\/em>contemporanea, che assume pienamente la sua africanit\u00e0 e la sua apertura al mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CONTAMINAFRO\u00a0 identit\u00e0 in evoluzione Teatro dell\u2019Arte 13 &gt; 17 luglio 2016 un progetto di Mo \u2018O Me Ndama in collaborazione con \u00a0CRT Teatro dell\u2019Arte, Psicologi per i Popoli nel Mondo, Studio Azzurro direzione artistica Lazare Ohandja coordinamento Valentina Bellinaso\u00a0 CONTAMINAFRO &#8211; identit\u00e0 in evoluzione \u00e8 un festival di teatro, danza, musica, arricchito da un ciclo &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58948\/spettacoli\/contaminafro-identita-evoluzione-teatro-dellarte-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">CONTAMINAFRO   identit\u00e0 in evoluzione  Teatro dell\u2019Arte Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":58949,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[18347,18348,17,1609],"class_list":["post-58948","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-spettacoli","tag-contaminafro","tag-identita-in-evoluzione","tag-milano","tag-teatro-dellarte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58948","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58948"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58948\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58950,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58948\/revisions\/58950"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58949"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58948"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58948"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58948"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}