
{"id":58914,"date":"2016-07-14T12:35:10","date_gmt":"2016-07-14T10:35:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=58914"},"modified":"2016-07-14T23:14:24","modified_gmt":"2016-07-14T21:14:24","slug":"flashback-fotografia-sperimentazione-italiana-1960-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58914\/arte\/flashback-fotografia-sperimentazione-italiana-1960-2016.html","title":{"rendered":"FlashBack fotografia di sperimentazione italiana 1960-2016"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58915\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/1-Pina-Inferrera-RERUM-NATURA-2012-stampa-lambda-sotto-plexiglas-cm-100x70--300x198.jpg\" alt=\"1 Pina Inferrera - RERUM NATURA 2012 - stampa lambda sotto plexiglas -cm 100x70-\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/1-Pina-Inferrera-RERUM-NATURA-2012-stampa-lambda-sotto-plexiglas-cm-100x70--300x198.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/1-Pina-Inferrera-RERUM-NATURA-2012-stampa-lambda-sotto-plexiglas-cm-100x70--768x506.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/1-Pina-Inferrera-RERUM-NATURA-2012-stampa-lambda-sotto-plexiglas-cm-100x70--500x329.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/07\/1-Pina-Inferrera-RERUM-NATURA-2012-stampa-lambda-sotto-plexiglas-cm-100x70-.jpg 1701w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Mostra \u00a0Flashback, fotografia di sperimentazione italiana 1960 -2016<\/p>\n<p>A cura di Sabrina Raffaghello e Roberto Mutti<\/p>\n<p>Dal 14 luglio al 28 agosto 2016<\/p>\n<p><strong>Vernice 14 luglio 2016 h.18<\/strong><\/p>\n<p><strong>Performance : Grace Zanotto Non pi\u00f9 fango ma terra cruda | ore 20<\/strong><\/p>\n<p>Orari: dal Luned\u00ec al venerd\u00ec\u00a0 11-13 e 15-19\u00a0\u00a0 sabato e domenica 11-19<\/p>\n<p>Biglietto: 5\u20ac ridotto 4\u20ac<\/p>\n<p>Ideazione : SR\u00a0 Arte Contemporanea , info@sabrinaraffaghello.com<\/p>\n<p>Catalogo : S.Raffaghello\u00a0 R.Mutti<\/p>\n<p>FlashBack fotografia di sperimentazione italiana 1960-2016<br \/>\n\u20ac30 ed.Gli Alberi<\/p>\n<p><strong>La Mostra<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un percorso nella fotografia italiana degli ultimi 50 anni raccontata attraverso le opere di autori che hanno sperimentato la fotografia contribuendo all\u2019evoluzione di un linguaggio divenuto oggi parte essenziale del nostro sistema di comunicazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Artisti:<\/strong><\/p>\n<p><strong>ANNI SESSANTA<\/strong><\/p>\n<p>ENRICO CATTANEO, ELIO CIOL, MARIO CRESCI, MARIO DE BIASI, MARIO GIACOMELLI, FRANCO GRIGNANI , NINO MIGLIORI,\u00a0 FULVIO ROITER , LUIGI VERONESI<\/p>\n<p><strong>ANNI SETTANTA<\/strong><\/p>\n<p>OLIVO BARBIERI,\u00a0 FRANCO FONTANA , MARIO LASALANDRA, UGO MULAS, MAURIZIO OSTI, SARENCO, ALDO TAGLIAFERO, MARIROSA TOSCANI BALLO,OLIVIERO TOSCANI, MICHELE ZAZA<\/p>\n<p><strong>ANNI OTTANTA<\/strong><\/p>\n<p>COSIMO DI LEO RICATTO, LUIGI ERBA, GIORGIO LOTTI, OCCHIOMAGICO,<\/p>\n<p><strong>ANNI NOVANTA<\/strong><\/p>\n<p>MARINA BALLO CHARMET, GIANNETTO BRAVI, FRANCO DONAGGIO, VITTORE FOSSATI, MAURIZIO GALIMBERTI, BARBARA LA RAGIONE, DAVIE MOSCONI,\u00a0 VETTOR PISANI, PIETRO PRIVITERA<\/p>\n<p><strong>ANNI DUEMILA<\/strong><\/p>\n<p>ALESSANDRA BALDONI, LUCIANO BOBBA, ANDREA BOYER, \u00a0LUCA CAMPIGOTTO,GIANLUCA CHIODI, GIANNI COLOSIMO, ROBERTO COTRONEO, MATTEO FERRARI, GIANLUCA GIORDANO, PINA INFERRERA, PIERPAOLO KOSS, GIANCARLO MARCALI, ORIELLA MONTIN, PAOLO NOVELLI, IVAN PIANO, STEFANIA RICCI, ROSSELLA ROLI, EDOARDO ROMAGNOLI, LUCIANO ROMANO, GIOVANNI SESIA, ZANOTTO CHRISTIAN , ZANOTTO GRACE, ZONTA FABIO.<\/p>\n<p><strong>PROGETTO ESPOSITIVO<\/strong> \u00a0Premessa\u00a0 :<\/p>\n<p>Una premessa \u00e8 indispensabile: questa non \u00e8 una storia della fotografia di ricerca scientificamente esaustiva quindi l\u2019esercizio della scoperta dei nomi che mancano (lo sappiamo bene, ce ne sono) \u00e8 perfettamente inutile. Quello che proponiamo \u00e8, al contrario, una riflessione di ampio respiro che si sofferma su alcuni autori considerati come snodi significativi di un discorso di pi\u00f9 ampio respiro al cui interno altri nomi e altre opere possono essere inserite. Non tanto e non solo per riflettere criticamente sul passato quanto per aprirsi a quello che gi\u00e0 si coglie in luce nel presente e a quanto ci riserver\u00e0 il futuro.<\/p>\n<p>GLI ANNI SESSANTA<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 prescindere, iniziando il nostro percorso, dagli autori che negli anni precedenti hanno lavorato con coerenza e lungimiranza cos\u00ec da stabilire un ponte fra passato e futuro che abbiamo voluto sintetizzare nell\u2019immagine simbolo del \u201cTuffatore\u201d Nino Migliori proteso nel suo slancio. Ecco perch\u00e9 qui appaiono per un verso fotografi che hanno conferito al reportage i segni di un nuovo ritmo narrativo, per l\u2019altro autori che si sono dedicati al paesaggio con una visione moderna figlia del rapporto con la fotografia americana e con le suggestioni dell\u2019arte informale. Uno spazio ulteriore lo occupano poi quanti hanno operato in modo specifico sul linguaggio sia ribadendo il legame con la pittura e la grafica sia dando vita a colti percorsi originali tutti giocati sul metalinguaggio che avrebbero aperto una\u00a0 nuova strada indicando le linee di una ricerca di grandi potenzialit\u00e0 espressive e concettuali.<\/p>\n<p>GLI ANNI SETTANTA<\/p>\n<p>Se il passaggio dagli anni Sessanta ai Settanta \u00e8 stato caratterizzato da un acceso dibattito sulla fotografia \u201cconcerned\u201d tutto vissuto, per\u00f2, all\u2019interno del mondo del fotoreportage, sono gli autori d\u2019avanguardia (questo era il termine allora prevalentemente usato) a incarnare davvero l\u2019impegno. Pur lavorando su un orizzonte espressivo rivolto a un \u00e9lite intellettuale, hanno avuto la capacit\u00e0 di rivolgersi a un pubblico pi\u00f9 ampio, quello formatosi grazie alla vivacit\u00e0 culturale del periodo, al nuovo ruolo giocato dai giovani e alla stagione dell\u2019universit\u00e0 di massa che avvicina l\u2019Italia ai livelli formativi di altri paesi: alla fine degli anni Settanta gli iscritti sono un milione (il doppio rispetto al decennio precedente) di cui quasi la met\u00e0 donne. La rivisitazione della fotografia classica sia nella sua chiave di linearit\u00e0 che riconosce il valore espressivo del lavoro professionale su commissione, sia in quella della sua valenza poetica immessa in atmosfere poetiche, si accompagna ad altri e altrettanto audaci percorsi. Sono quelli della scoperta delle potenzialit\u00e0 del supporto Polaroid su cui molti operano con estro creativo e dell\u2019utilizzo dell\u2019immagine in ambiti come quello della poesia visiva, dell\u2019installazione, del rapporto sempre pi\u00f9 stretto di creazioni artistiche di cui la fotografia non \u00e8 pi\u00f9 soltanto testimonianza ma elemento fondamentale che si fonde con le opere fino a diventarne elemento costitutivo.<\/p>\n<p>GLI ANNI OTTANTA<\/p>\n<p>Ora le atmosfere cambiano, nuove immagini attraversano un\u2019epoca caratterizzata dallo sviluppo del consumismo e dell\u2019importanza dell\u2019apparire. In campo fotografico predomina il colore, che caratterizza ogni tipo di comunicazione \u2013 bisognerebbe ricordare al proposito l\u2019importanza della cartellonistica che nuove tecniche di stampa rendono pi\u00f9 imponente e l\u2019avvento della televisione a colori \u2013 da quella pubblicitaria a quella della moda che pu\u00f2 contare su autori fortemente inventivi come \u00e8 stato sempre in evitabile in un settore in costante ricerca di innovazione. Sono caratteristiche che animano il migliore fotoreportage e che si ritrovano nelle ricerche sulla luce che animano una intera generazione di autori non giovanissimi e forse per questo pronti a una riflessione di grande spessore. L\u2019oggetto \u00e8 il paesaggio, uno dei grandi temi su cui si sono misurati i fotografi del passato finendo per fornirne un\u2019immagine stereotipata e, talvolta, retorica. La necessit\u00e0 di rileggerlo in una chiave contemporanea ha portato a esiti di grande interesse che si sono distinti nettamente sia dalla Nuova Oggettivit\u00e0 di matrice tedesca sia dal Dialectical Lanscape americano (dai quali peraltro sono stante talvolta espunte suggestioni), per far emergere uno stile personale marcatamente mediterraneo.<\/p>\n<p>GLI ANNI NOVANTA<\/p>\n<p>Se all\u2019inizio del nostro percorso avevamo affermato la necessit\u00e0 di legare come imprescindibili gli anni Sessanta al decennio precedente dove gi\u00e0 si trovavano i prodromi di quanto si sarebbe poi sviluppato, un discorso non dissimile va fatto ora che ci avviciniamo alla contemporaneit\u00e0. In questa fase, infatti, il segno pi\u00f9 evidente \u00e8 costituito dalla scelta di finalizzare la fotografia a progetti decisamente vicini alle ricerche concettuali: non ci si accontenta pi\u00f9 dell\u2019aspetto pi\u00f9 tradizionale di questo linguaggio (che pure continua a svilupparsi e con esiti pi\u00f9 che positivi in altri campi lontani dalla ricerca) ma se ne fa emergere con pi\u00f9 forza la valenza artistica. Lo si fa utilizzando le immagini in progetti inediti che sviluppano le potenzialit\u00e0 delle carte pronte a diventare sculture o a inserirsi come elementi importanti di installazioni, e delle pellicole (il recupero di vecchie stampe da accostare alle nuove, il mosaico Polaroid come rapporto fra immediatezza e progettualit\u00e0) alla ricerca di un nuovo ruolo di fronte all\u2019avanzata, sempre pi\u00f9 travolgente, di quella che \u00e8 stata giustamente definita la rivoluzione.<\/p>\n<p>GLI ANNI DUEMILA<\/p>\n<p>La contemporaneit\u00e0 \u00e8, per sua natura, difficile da definire perch\u00e9 in continuo divenire. Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 vero quando ci troviamo di fronte a un\u2019epoca caratterizzata da un generalizzato soggettivismo che porta gli autori a seguire percorsi individuali cos\u00ec da rendere ardua l\u2019individuazione di precise tendenze. Senza contare poi che sono sempre pi\u00f9 numerosi coloro che misconoscono la peraltro nobilissima parola \u201cfotografo\u201d per autoproclamarsi \u201cartisti\u201d con il paradossale risultato di inflazionare quest\u2019ultimo termine e ottenere il risultato opposto a quello perseguito. Che la fotografia di ricerca o d\u2019avanguardia abbia una valenza artistica \u00e8, peraltro, innegabile anche se spetta alla critica certificarlo e inserirla nel pi\u00f9 generale contesto culturale. Noi abbiamo qui provato a individuare alcune tendenze per avvicinare autori che operano pi\u00f9 o meno consapevolmente in direzioni comuni: quanti rivisitano le Avanguardie Storiche, quanti prediligono la dimensione installativa, quanti operano sul senso geometrico dello spazio,\u00a0 quanti concepiscono la fotografia come materia su cui intervenire con diversi tipi di contaminazione, quanti ne\u00a0 recuperano il tradizionale aspetto formale per inserirla in progetti che aprono un rapporto dialettico con la realt\u00e0, quanti riflettono concettualmente sul metalinguaggio della visione. Questa \u00e8 una proposta su cui si pu\u00f2 e si deve dibattere: ognuno ha la possibilit\u00e0, osservando le opere di questa sezione, di immaginare un proprio percorso per ribadire che la fotografia di ricerca \u00e8 tale proprio perch\u00e9 sa suggerire intrecci, rimandi, analogie, per presentarsi complessivamente nella sua affascinante valenza di \u201copera aperta\u201d.<\/p>\n<p><strong>Vernice 14 luglio 2016 h.18<\/strong><\/p>\n<p><strong>Performance : Grace Zanotto Non pi\u00f9 fango ma terra cruda | ore 20<\/strong><\/p>\n<p>Fare della TERRA la propria casa,<\/p>\n<p>Fare la propria CASA in terra cruda.<\/p>\n<p>La partenza per una nuova educazione alla vita collettiva, passa attraverso il punto di vista dell&#8217;arte che permette di vedere una nuova prospettiva: non pi\u00f9 fango, ma architettura sostenibile ed integrazione sociale.<\/p>\n<p>Lo sguardo dell&#8217;uomo orientato, ha portato a costruire con logiche funzionali solo al suo interesse, in totale conflitto con la natura. Il ciclo dell&#8217;acqua nel tempo si riprende gli spazi che gli sono propri, distruggendo ci\u00f2 che lo invade.<\/p>\n<p>La natura \u00e8 rivoluzione: tutto si crea e tutto si distrugge per una nuova evoluzione.<\/p>\n<p>Un nuovo inizio \u00e8 possibile, ripartendo dall&#8217;auto-costruzione del s\u00e9, del proprio habitat e della socialit\u00e0 condivisa.<\/p>\n<p>Un cencio che riveste tutto il corpo dona la libert\u00e0 di viaggiare all&#8217;infinito dentro se stessi.<\/p>\n<p>In lontanissimi tempi e nei remoti luoghi dove le trib\u00f9 umane inventarono le religioni, vennero create delle maschere come ausilio all&#8217;espressione della spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell&#8217;era delle migrazioni e della globalizzazione, emerge il bisogno di creare un mattone di terra cruda, su cui la Terra possa ribaltarsi e trovarvi fondamenta. Nasce l&#8217;esigenza di condividere le antiche tradizioni manuali, vocali e di costume per riconoscerci negli archetipi di comuni bisogni, per ricordarci di essere appartenenti ad un&#8217;unica specie vivente.<\/p>\n<p>Le Super Burka Girl, regine del riscatto dalla sottomissione, assumono la responsabilit\u00e0 di accompagnare la rivoluzione per una realt\u00e0 rigenerata. Poesie che provengono da ogni tempo e spazio del percorso dell&#8217;umanit\u00e0 vi invitano a celebrare il rituale alla vita, collaborando alla realizzazione di un nuovo tempio per una nuova idea di vita, che pone la Terra come luogo di condivisione dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>La performance \u00e8 accompagnata da un video \u00a0realizzato da Roberto Marsella in cui un cubo nero su fondo nero esplode, per lasciare lo spazio ad una piramide gialla su fondo giallo destinata anch&#8217;essa ad esplodere..<\/p>\n<p>Questo loop di forme e colori alternate ad esplosioni ci riporta nel ciclo di costruzione e distruzione delle civilt\u00e0 umane, relativizzando il nostro piccolo tratto d&#8217;intersezione esistenziale nel grande flusso.<\/p>\n<p>Il video \u00e8 frutto del &#8220;Movimento Non Perdono&#8221; che utilizza la tecnica dell&#8217;esplosione come possibilit\u00e0 di nuova verginit\u00e0, rifiutando il culto dell&#8217;arte per l&#8217;arte, a favore dell&#8217;arte come pratica diretta verso scopi sociali.<\/p>\n<p>Performance multimediale:\u00a0<strong>NON PIU&#8217; FANGO, MA TERRA CRUDA<\/strong><\/p>\n<p>Un progetto SUPER BURKA GIRL di GRACE ZANOTTO<\/p>\n<p>Performer : Alessandra Camera, David Zanotto e Grace Zanotto<\/p>\n<p>Video proiezione : Roberto Marsella<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra \u00a0Flashback, fotografia di sperimentazione italiana 1960 -2016 A cura di Sabrina Raffaghello e Roberto Mutti Dal 14 luglio al 28 agosto 2016 Vernice 14 luglio 2016 h.18 Performance : Grace Zanotto Non pi\u00f9 fango ma terra cruda | ore 20 Orari: dal Luned\u00ec al venerd\u00ec\u00a0 11-13 e 15-19\u00a0\u00a0 sabato e domenica 11-19 Biglietto: 5\u20ac &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58914\/arte\/flashback-fotografia-sperimentazione-italiana-1960-2016.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">FlashBack fotografia di sperimentazione italiana 1960-2016<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":58915,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[18332,159,1162],"class_list":["post-58914","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-flashback","tag-fotografia","tag-genova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58914","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58914"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58916,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58914\/revisions\/58916"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58915"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}