
{"id":58474,"date":"2016-06-27T01:25:57","date_gmt":"2016-06-26T23:25:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=58474"},"modified":"2016-06-27T01:25:57","modified_gmt":"2016-06-26T23:25:57","slug":"palazzo-reale-la-grande-mostra-dedicata-escher","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58474\/arte\/palazzo-reale-la-grande-mostra-dedicata-escher.html","title":{"rendered":"A PALAZZO REALE LA GRANDE MOSTRA DEDICATA A ESCHER"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58475\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/12_Dragon-220x300.jpg\" alt=\"12_Dragon\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/12_Dragon-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/12_Dragon-768x1047.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/12_Dragon-293x400.jpg 293w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/12_Dragon.jpg 1733w\" sizes=\"auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58476\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/08_Stelle-241x300.jpg\" alt=\"08_Stelle\" width=\"241\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/08_Stelle-241x300.jpg 241w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/08_Stelle-768x957.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/08_Stelle-321x400.jpg 321w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/08_Stelle.jpg 1865w\" sizes=\"auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><\/p>\n<p>Incisore, intellettuale e\u00a0matematico,\u00a0Maurits Cornelis Escher (1898-1972), il poliedrico\u00a0genio olandese\u00a0che con la sua arte visionaria ha incantato anche\u00a0grafici e\u00a0scienziati, approda finalmente a Milano con una grande retrospettiva di oltre 200 opere.\u00a0La mostra, promossa dal Comune di Milano &#8211; Cultura, \u00e8 prodotta e organizzata da Palazzo Reale, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura &#8211; Gruppo 24 ORE, in collaborazione con la Escher\u00a0Foundation, ed \u00e8 curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea.<\/p>\n<p>A Palazzo Reale\u00a0sono esposti,\u00a0 dal 24 giugno fino\u00a0al 22 gennaio 2017,\u00a0tutti i capolavori di Escher, come &#8216;Mano con sfera riflettente&#8217;, &#8216;Relativit\u00e0 (o Casa\u00a0di scale)&#8217;, &#8216;Metamorfosi&#8217; e &#8216;Belvedere&#8217;, oltre a esperimenti scientifici, giochi e approfondimenti didattici\u00a0che consentono ai visitatori di comprendere le invenzioni spiazzanti, le prospettive impossibili,\u00a0gli universi apparentemente inconciliabili che si armonizzano in una dimensione artistica assolutamente originale.<\/p>\n<p>Artista complesso, Escher\u00a0attinge a piene mani ai vari linguaggi fondendoli in un\u00a0nuovo intrigante percorso che costituisce un\u00a0unicum nel panorama della storia dell\u2019arte.\u00a0A lui\u00a0si deve l&#8217;ampliamento dell&#8217;immaginario\u00a0di tutti coloro che hanno potuto entrare in contatto con\u00a0i suoi lavori, in cui tutto \u00e8\u00a0connesso: scienza, natura, rigore analitico e capacit\u00e0 contemplativa.\u00a0L&#8217;arte di Escher\u00a0non\u00a0accusa dunque\u00a0i segni del tempo, sebbene siano trascorsi quarantaquattro anni dalla scomparsa dell&#8217;artista, e le sue opere\u00a0sembrano quasi il manifesto &#8220;pop&#8221;\u00a0di quest&#8217;epoca dominata dalla tecnologia digitale. Anche per questo, la mostra approda a Milano dopo il grande successo delle mostre a lui dedicate a Roma, Bologna e Treviso, che\u00a0hanno totalizzato\u00a0580.000 visitatori e scalato le classifiche delle esposizioni pi\u00f9 amate e seguite dal pubblico.<\/p>\n<p>Le oltre 200 opere sono suddivise in sei sezioni:<\/p>\n<p>\u2022 La formazione: l\u2019Italia e l\u2019ispirazione Art Noveau<\/p>\n<p>\u2022 Dall\u2019Alhambra alla tassellatura<\/p>\n<p>\u2022 Superfici riflettenti e struttura dello spazio<\/p>\n<p>\u2022 Metamorfosi<\/p>\n<p>\u2022 Paradossi geometrici: dal foglio allo spazio<\/p>\n<p>\u2022 Economia escheriana ed eschermania<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58477\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/06_Vortici-180x300.jpg\" alt=\"06_Vortici\" width=\"180\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/06_Vortici-180x300.jpg 180w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/06_Vortici-768x1280.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/06_Vortici-240x400.jpg 240w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/06_Vortici.jpg 1417w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58478\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/09_Altro_mondo_II-246x300.jpg\" alt=\"09_Altro_mondo_II\" width=\"246\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/09_Altro_mondo_II-246x300.jpg 246w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/09_Altro_mondo_II-768x937.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/09_Altro_mondo_II-328x400.jpg 328w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/09_Altro_mondo_II.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/p>\n<p>Prima sezione &#8211;\u00a0La formazione: l\u2019Italia e l\u2019ispirazione Art Noveau<\/p>\n<p>La prima sezione\u00a0pone in risalto il rapporto di Escher con l\u2019Art Noveau. L\u2019anello di congiunzione fra il\u00a0futuro incisore, allora studente, e questa importante corrente internazionale fu il suo maestro, Samuel\u00a0Jessurum de Mesquita. Uno degli elementi distintivi dello stile iniziale di Escher \u00e8 la componente liberty\u00a0che gli susciter\u00e0 in lui il grande interesse per la tassellazione o divisione regolare del piano.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 prescindere poi dall\u2019approfondire il tema del rapporto stretto con l\u2019Italia, dove Escher visse a\u00a0pi\u00f9 riprese tra il 1921 e il 1935: nella sezione sono riportati confronti con alcuni artisti contemporanei a\u00a0Roma, dall\u2019avanguardia futurista, al richiamo al simbolismo e al divisionismo. Un\u2019attenzione particolare \u00e8\u00a0dedicata a Giuseppe Haas Triverio (1889 &#8211; 1963), l\u2019incisore svizzero &#8211; attratto non solo dai monumenti\u00a0italiani ma anche dalla natura del nostro Paese &#8211; con cui Escher condivise molti viaggi nella nostra\u00a0penisola che diedero vita a una cospicua produzione di opere.<\/p>\n<p>Seconda sezione &#8211; Dall\u2019Alhambra alla tassellatura<\/p>\n<p>Momento scatenante nel percorso della creativit\u00e0 artistica di Escher fu la seconda visita\u00a0a L\u2019Alhambra e Cordova nel 1936 che, dopo l\u2019interesse per la tassellatura gi\u00e0 ampiamente manifestato\u00a0per via della formazione art noveau, lo indusse a studiare\u00a0le soluzioni decorative\u00a0moresche caratterizzanti quello straordinario edificio. Fra le eccellenze in mostra e pezzo forte della\u00a0sezione, infatti, \u00e8 Fl\u00e4chenschmuck di Koloman Moser (1868-1918) pubblicata nel 1902: una sorta di\u00a0prontuario delle arti applicate, punto di riferimento per tutto il movimento Art Noveau europeo.<\/p>\n<p>Terza sezione &#8211; Superfici riflettenti e struttura dello spazio<\/p>\n<p>Da sempre affascinato dalle superfici riflettenti, il primo autoritratto di Escher su specchi curvi \u00e8 del 1921.\u00a0La sfera che riflette i raggi provenienti da tutte le direzioni dello spazio rappresenta tutto lo spazio intorno\u00a0e gli occhi dell\u2019osservatore sono sempre al centro: L\u2019io al centro del mondo \u00e8 la sensazione che si\u00a0sperimenta nell\u2019interfacciasi con lo spazio e la luce riflessi. Cos\u00ec, l\u2019Io \u00e8, lo scrive lo stesso Escher, il\u00a0protagonista indiscusso al centro del mondo che gli gravita intorno.<\/p>\n<p>Tuttavia, non solo sfere: figure piane si alternano a figure solide nella rappresentazione tassellare dello\u00a0spazio nelle pi\u00f9 svariate possibilit\u00e0 compositive senza lasciare vuoti, come nell\u2019opera &#8220;Profondit\u00e0&#8221; del\u00a01955 che sembra riprendere la disposizione degli atomi del ferro (Fe). L\u2019altra passione di Escher, infatti,\u00a0furono metalli e cristalli di cui scopr\u00ec tutte le leggi di organizzazione molecolare nello spazio.<\/p>\n<p>Quarta sezione &#8211; Metamorfosi<\/p>\n<p>La sezione prende il nome dall\u2019opera &#8216;Metamorfosi&#8217;, uno dei capolavori assoluti nella produzione di\u00a0Escher. L\u2019opera mostra un turbinio di trasformazioni basate su diversi tipi di tassellature e assonanze\u00a0logiche e formali che si concludono con la veduta di Atrani, il paesino della scogliera amalfitana, caro\u00a0all\u2019artista, che vi aveva trascorso il suo viaggio di nozze. Escher aveva ritratto Atrani nel 1931. Mettendo\u00a0le due incisioni in relazione tra di loro si pu\u00f2 fare capire al pubblico che i paesaggi presenti nelle opere\u00a0\u201cconcettuali\u201d di Escher, successive al 1936, anno della sua dipartita dall\u2019Italia sono, con poche eccezioni,\u00a0paesaggi italiani. \u00c8 come se Escher privato del paesaggio che lo affascinava, abbia trovato l\u2019ispirazione\u00a0in strutture mentali interiori, ma ancorate ai suoi ricordi del periodo italiano.<\/p>\n<p>Quinta sezione &#8211; Paradossi geometrici: dal foglio allo spazio<\/p>\n<p>La sezione richiama l\u2019attenzione sugli ambiti scientifici dell\u2019arte di Escher: la matematica e la geometria. La linea di confine tra Escher e i matematici \u00e8 sottile e\u00a0determinante; ma l\u2019attrazione fu reciproca e felice. L&#8217;artista\u00a0olandese, infatti, era l\u2019unico in grado di dare\u00a0un\u2019immagine alle sue fantasie attirando a s\u00e9 l\u2019attenzione degli scienziati e iniziando col loro mondo uno\u00a0scambio che non si ferm\u00f2 neppure dopo la sua scomparsa.<\/p>\n<p>&#8220;Galleria di stampe&#8221; (1956) \u00e8 una raffinata versione dell\u2019artificio \u201cdell\u2019immagine nell\u2019immagine\u201d detto anche &#8220;Effetto Droste&#8221; (nome che deriva dalla scatola del famoso cacao olandese) che ha attirato gli scienziati in\u00a0un dibattito protrattosi per quarantasette anni, senza che si riuscisse a risolvere un problema che pareva\u00a0insolubile per la sua complessit\u00e0 enigmatica e per il mistero sul quale la stessa opera di Escher cercava\u00a0di far chiarezza.\u00a0L\u2019&#8221;Effetto Droste&#8221; rende l\u2019opera incompleta a causa della difficolt\u00e0 di farla congiungere al centro. Escher\u00a0lasci\u00f2 uno spazio vuoto riempiendolo con la propria firma. Il mistero del \u2018buco\u2019 lasciato da Escher e di\u00a0come e se fosse possibile riempirlo, fu risolto da Henrick Lenstra, matematico dell\u2019universit\u00e0 di Leida\u00a0solo nel 2003.<\/p>\n<p>Sesta sezione &#8211; Economia escheriana ed Eschermania<\/p>\n<p>L\u2019ultima sezione si sofferma su quell\u2019attivit\u00e0 \u201cquotidiana\u201d di Escher indirizzata pi\u00f9 a soddisfare le\u00a0esigenze del committente che gli interessi della sua ricerca artistica personale. Tuttavia, non per questo\u00a0si tratta di opere di minore interesse. Come tutti i grandi artisti, Escher, per realizzare gli ex libris oppure i\u00a0biglietti da visita per i\u00a0pi\u00f9 svariati committenti, non tradiva la propria arte ma affrontava il tema con un\u00a0approccio originale ed immediatamente riconoscibile.<\/p>\n<p>Un esempio tipico \u00e8 l\u2019opera Larix che fu usata per illustrare una poesia di Hennriette Roland Holet\u00a0(poetessa olandese che ader\u00ec nel 1917 alla rivoluzione di ottobre).<\/p>\n<p>La sua arte uscita dal torchio del suo studio si \u00e8 trasformata in scatole da regalo francobolli e biglietti\u00a0d\u2019auguri; \u00e8 entrata nel mondo dei fumetti, \u00e8 finita sulle copertine degli LP di noti gruppi come i Pink\u00a0Floyd; le sue strutture impossibili sono usate per alludere a situazioni paradossali e per stupire con\u00a0architetture, nella realt\u00e0, irrealizzabili.\u00a0Incisioni come &#8220;Relativit\u00e0 (o Case di Scale)&#8221; si ritrovano nel turbinio di rampe che vedono di volta in volta\u00a0prima Mickey Mouse e poi i Simpson perdersi nel mondo di Escher. Situazioni escheriane sono\u00a0impiegate in clip pubblicitarie come quella dell\u2019Audi del 2007 basata su stampe famose come Cascata. &#8220;Mano con Sfera Riflettente&#8221;, &#8220;Altro mondo&#8221; e &#8220;Belvedere&#8221; sono utilizzati da Illy Caff\u00e8 in una pubblicit\u00e0 del\u00a02006. Nel film fantastico &#8220;Labyrinth&#8221; del 1986 con David Bowie, prodotto da George Lucas, una scena \u00e8\u00a0costruita sull\u2019immagine di &#8220;Case di scale&#8221;. Anche le celebri rampe fatate del Castello di Hogwarts nella\u00a0saga di Harry Potter sono la trasposizione dinamica di quest\u2019opera, ripresa perfino in una delle scene pi\u00f9\u00a0strabilianti di Una notte al museo III e nella pubblicit\u00e0 di Sky.<\/p>\n<p>Grazie alla collaborazione con Studio Azzurro &#8211; da sempre un punto di riferimento della creazione\u00a0artistica legata alle nuove tecnologie &#8211; lungo il percorso di mostra, in una stanza quadrata scorrono, a\u00a0diverse altezze, quattro rampe di scale. Scale sognanti \u00e8 una poetica istallazione &#8211; che suggerisce\u00a0l\u2019opera di Escher &#8220;Relativit\u00e0 (o Casa di scale, 1953)&#8221; &#8211; dove un universo profondo affonda sotto i piedi del\u00a0visitatore. Tra le scale compaiono piccoli animali, sfuggiti alle metamorfosi escheriane.\u00a0L\u2019esperienza interattiva catapulta il visitatore in uno spazio popolato d\u2019immagini, ma d\u2019un tratto le scale si\u00a0fermano e gli animali scompaiono. Cade dall\u2019alto un oggetto, tocca una scala e rimbalza, cade pi\u00f9 in\u00a0basso e tocca un\u2019altra rampa, rimbalza di nuovo finch\u00e9 scompare lontano nel vuoto. Una voce, intanto,\u00a0racconta una brevissima storia.\u00a0Quando l\u2019oggetto ricompare fluttuando di fronte allo spettatore, ruota come il satellite di un pianeta, si\u00a0deforma attraverso una lente e poi nulla: solo allora le scale riprendono il moto.<\/p>\n<p>La mostra vede come Main sponsor M&amp;G Investments,\u00a0sponsor Generali, special partner Ricola, con il sostegno di la Rinascente e NH\u00a0Hotels, e vede come sponsor tecnici ATM, Trenitalia, Coop Lombardia, Kartell e lighting partner\u00a0Reggiani.\u00a0Con il supporto di Il Sole 24 ORE, Domenica 24 ORE e Radio24.<\/p>\n<p>Catalogo edito da Fondazione Escher.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Orari<\/u><\/p>\n<p>luned\u00ec 14,30 &#8211; 19,30<\/p>\n<p>marted\u00ec &#8211; mercoled\u00ec &#8211; venerd\u00ec &#8211; domenica 9,30 &#8211; 19,30<\/p>\n<p>gioved\u00ec &#8211; sabato 9,30 &#8211; 22,30<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Informazioni e prenotazioni<\/u><\/p>\n<p>T +39 02 89 29 711<\/p>\n<p><u>Informazioni didattica<\/u><\/p>\n<p><a href=\"mailto:didattica@arthemisia.it\" target=\"_blank\">didattica@arthemisia.it<\/a><\/p>\n<p>T. +39 06 91511055<\/p>\n<p>Hashtag ufficiale<\/p>\n<p>#EscherMilano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Biglietti:<\/u><\/p>\n<p>Intero 12 \u20ac<\/p>\n<p>Ridotto 10 \u20ac<\/p>\n<p>Ridotto speciale 6 \u20ac<\/p>\n<p>Biglietto Famiglia \u20ac 10 adulto (1 o 2 adulti); \u20ac 6 per\u00a0bambino da 6 a 14 anni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Incisore, intellettuale e\u00a0matematico,\u00a0Maurits Cornelis Escher (1898-1972), il poliedrico\u00a0genio olandese\u00a0che con la sua arte visionaria ha incantato anche\u00a0grafici e\u00a0scienziati, approda finalmente a Milano con una grande retrospettiva di oltre 200 opere.\u00a0La mostra, promossa dal Comune di Milano &#8211; Cultura, \u00e8 prodotta e organizzata da Palazzo Reale, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura &#8211; Gruppo 24 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58474\/arte\/palazzo-reale-la-grande-mostra-dedicata-escher.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">A PALAZZO REALE LA GRANDE MOSTRA DEDICATA A ESCHER<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":58475,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[12627,17,140],"class_list":["post-58474","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-escher","tag-milano","tag-palazzo-reale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58474"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58474\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58479,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58474\/revisions\/58479"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}