
{"id":58464,"date":"2016-06-27T01:03:09","date_gmt":"2016-06-26T23:03:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=58464"},"modified":"2016-06-27T01:03:09","modified_gmt":"2016-06-26T23:03:09","slug":"the-vegetarian-chance-suoi-best-mudec-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58464\/enogastronomia\/the-vegetarian-chance-suoi-best-mudec-milano.html","title":{"rendered":"THE VEGETARIAN CHANCE E I SUOI BEST MUDEC MILANO"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58465\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0714-300x225.jpg\" alt=\"Foto0714\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0714-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0714-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0714-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0714.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58466\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0716-300x225.jpg\" alt=\"Foto0716\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0716-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0716-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0716-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0716.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58467\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0711-300x225.jpg\" alt=\"Foto0711\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0711-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0711-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0711-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0711.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58469\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0709-300x225.jpg\" alt=\"Foto0709\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0709-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0709-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0709-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0709.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58471\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0712-300x225.jpg\" alt=\"Foto0712\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0712-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0712-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0712-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0712.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58472\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0718-225x300.jpg\" alt=\"Foto0718\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0718-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0718-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0718-300x400.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/Foto0718.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p>Festival Internazionale di cultura e cucina vegetariana<\/p>\n<p>Un\u2019idea di Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi<\/p>\n<p>11\/12 Giugno 2016 Milano MUDEC<\/p>\n<p>THE VEGETARIAN CHANCE E I SUOI BEST<\/p>\n<p>Contemporaneamente a The Vegetarian Chance si \u00e8 svolta a New York l\u2019annuale premiazione dei 50 best con Massimo Bottura trionfatore e altri italiani in classifica. Due eventi imparagonabili per livello di notoriet\u00e0 internazionale e potenza di comunicazione, eppure Pietro Leemann vi ha trovato punti in comune e spiega: \u201cDei 50 best mi piace molto il carattere internazionale anche extraeuropeo, molti sudamericani e qualche asiatico. Tra gli italiani: al 17simo posto Enrico Crippa, assieme a Alain Passard il pi\u00f9 vegetariano nel gotha delle classifiche. Non per nulla Antonio Zaccardi ha vinto il nostro concorso. Al 39simo posto Massimiliano Alaimo, anche in questo caso il suo chef della \u201cMontecchia\u201d, Tommaso Segato, era in finale con due piatti eccezionali. Tuttavia io rimango convinto che la cucina pi\u00f9 alta oggi si faccia in Giappone, troppo poco presente nei conteggi. Il vero salto di qualit\u00e0 avverr\u00e0, per\u00f2, quando nella lista si considerer\u00e0, oltre all\u2019aspetto del buono e dello straordinario, quello del rispetto del pianeta e di tutti gli esseri che lo abitano. Che solo saltuariamente dovrebbero abitare i nostri piatti. Bella questa coincidenza di tempi col nostro evento. Si vede che con The Vegetarian Chance ci vediamo lontano. Noi naturalmente con mezzi artigianali e molta buona volont\u00e0, loro con mezzi infiniti. La sostanza conta, per\u00f2, e chi la mantiene alla lunga sar\u00e0 premiato. Mi immagino un successo crescente e tanti piatti vegetariani nei ristoranti, gi\u00e0 sempre pi\u00f9 presenti nell\u2019alta ristorazione e nella maggior parte dei 50 best, che ho visitato come il Noma o Berton\u201d.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte \u201cIl vegetarianismo non \u00e8 solo per vegetariani, dice Gabriele Eschenazi, cofondatore e animatore con Leemann di The Vegetarian Chance. La terza edizione del nostro Festival lo ha dimostrato. Prima di tutto con i piatti del concorso, che per qualit\u00e0, gusto e creativit\u00e0 non sono secondi a nessun piatto di carne o di pesce. E poi con i partecipanti onnivori tra il pubblico e gli ospiti di tutte le estrazioni e competenze. Il vegetarianismo \u00e8 per tutti perch\u00e9 di tutti sono la salute, l\u2019ambiente, il gusto, le tradizioni. Tutti temi dei quali, a volte, si hanno informazioni incomplete o fuorvianti. Il cibo che arriva sul nostro piatto ha una sua genesi, che sarebbe bene conoscere prima di mangiarlo. Da qui il nostro impegno con conferenze, lezioni di gastronomia, documentari. La crescita dell\u2019offerta e della domanda vegetariana e vegana sono un segnale. Si mangia e si sceglie vegetariano facendo una scelta e non per imposizione di nessuno. Il nostro messaggio \u00e8 passato e continueremo a veicolarlo senza contrapposizioni, ma col dialogo e l\u2019approfondimento\u201d.<\/p>\n<p>In due giorni, 11 e 12 giugno, al MUDEC di Milano un migliaio di persone complessive ha seguito il variegato programma del festival. Onnivori di larghe vedute, vegetariani novizi e di lunga data, vegani convinti si sono seduti fianco a fianco per assaggiare, ascoltare e guardare. Sul palco degli show cooking \u00e8 salito, per primo, Simone Salvini, che ha presentato kitchari, un piatto a base di riso e lenticchie capace di riequilibrare il nostro organismo. A presentarlo e aiutarlo, il suo mentore Pietro Leemann, che lo stesso Salvini ha definito \u201cil cuoco vegetariano migliore del mondo\u201d. L\u2019effetto Crozza non si \u00e8 sentito, tutti hanno preso sul serio Simone e la sua maestria culinaria. Dopo Simone Salvini Jenny Sugar \u201cchef pasticciera dal cuore vegano\u201d ha presentato una sua versione dei dorayaki, tipico dolce giapponese a base di pancake e marmellata di fagioli rossi. Al posto delle uova semi di chia e di lino e poi marmellata senza zucchero, ma dolcificata con fibre. Dolci golosi e salutari: un miracolo possibile. Al pomeriggio nell\u2019Auditorium l\u2019artista-cuoca svizzera di Locarno, Agnese Z\u2019graggen ha confezionato per il pubblico insieme con la sua assistente Danila gioielli di verdura raccolta dalla terra, che aveva steso sul tavolo. L\u2019aroma della terra umida e i colori di rape, peperoncini, carote, coste rosse, pomodori, rapanelli e altre verdure hanno messo il numeroso pubblico a contatto diretto con la natura. In tanti si sono trovati al collo collane che mai avrebbero pensato di comporre o acquistare. \u201cGioielli per una notte: gioielli che ci decorano e poi tornano alla terra, dalla quale sono venuti\u201d, ha detto Agnese. Vegetarianismo: ritorno alle origini della civilt\u00e0 o sguardo al futuro? era il tema della tavola rotonda condotta da Gabriele Eschenazi e che ha visto la partecipazione del biologo Remo Egardi, Paola Maugieri, conduttrice tv, Giulia Innocenzi, giornalista e Pietro Leemann, chef e alimentarista. Egardi, Maugieri e Innocenzi hanno ognuno da un punto di vista diverso sottolineato l\u2019aspetto pi\u00f9 inquietante dell\u2019alimentazione onnivora e cio\u00e8 la produzione e lo smercio di prodotti animali malsani biologicamente ed eticamente. Da Remo Egardi il pubblico ha saputo come l\u2019uso di antibiotici per affrettare la crescita degli animali e mantenerli \u201csani\u201d risalga gi\u00e0 agli anni \u201980 e sia codificato provocando negli esseri umani quell\u2019antibioticoresistenza, che oggi allarma tutto il mondo. Paola Maugieri ha sottolineato come tra sofferenza umana e sofferenza animale non esista in realt\u00e0 alcuna differenza. E si \u00e8 appellata alla coscienza individuale per far crescere bambini sani nella morale e nel fisico seguendo il suo esempio personale. Giulia Innocenzi, nota per le sue inchieste televisive sugli allevamenti intensivi degli animali ha denunciato la lobby dei produttori di carne che difendono il loro crudele sistema produttivo appellandosi alla difesa di posti di lavoro e a una tradizione italiana storicamente artefatta.<\/p>\n<p>Nella sua introduzione Gabriele Eschenazi ha negato l\u2019assioma Mangiamo e mangeremo carne perch\u00e9 l\u2019uomo l\u2019ha sempre mangiata. Sia nell\u2019antichit\u00e0 che in tutta la storia dell\u2019umanit\u00e0 c\u2019\u00e8 sempre stato chi ha ragionato sulla scelta vegetariana e questo vale oggi pi\u00f9 che mai di fronte all\u2019inquinamento e alla crescita della popolazione mondiale. Pietro Leemann ha concluso con una nota di ottimismo verso il futuro ponendo l\u2019accento su come nell\u20198% dei vegetariani calcolati oggi in Italia ci sia un 20% di giovani e come le donne, grazie alla loro innata sensibilit\u00e0 arrivino prima degli uomini a cambiare il loro modo di mangiare. Gli uomini mangiano carne per sentirsi competitivi, ma sbagliano, ha detto Leemann. Se c\u2019era bisogno di una prova per capire quali danni l\u2019uomo fa all\u2019ambiente questa l\u2019hanno data i documentari di Yann Arthus Bertrand, presentati nell\u2019auditorium del MUDEC da Roberta Cecchetto della Fondazione Good Planet. Il mondo assetato era il tema di The Thirsty World, che ci ha edotto su quanta acqua consumiamo inutilmente, su come ci sono parti del mondo dove le guerre per l\u2019acqua sono gi\u00e0 cominciate, ma anche parti dove la cooperazione e la solidariet\u00e0 fanno miracoli. Il secondo documentario, Terra ci ha guidato in un viaggio nel nostro bellissimo e affascinante pianeta, che noi non conosciamo e dal quale ci estraniamo come se quello che vi succede non ci riguardasse, come se la nostra sopravvivenza non dipendesse da altri esseri viventi e dal loro benessere. Domenica 12 giugno l\u2019Istituto Internazionale Chocolier ha insegnato al pubblico come l\u2019analisi sensoriale sia fondamentale per scegliere un buon cioccolato e distinguere tra prodotti mediocri e prodotti di qualit\u00e0. Il pubblico ha ripreso confidenza con i propri sensi e ha scoperto quanto rivelatore possa essere un assaggio. A seguire Vittorio Castellani, aka Chef Kumal\u00e8, ha ridato lustro a un piatto banalizzato come l\u2019insalata proponendone versioni diverse come la marocchina Salade de betterave arabo-andalouse (barbabietola alle spezie e acqua di fiori d&#8217;arancio) o la turca Gavurdagi salatasi (noci, melograno e verdure). L\u2019evento clou del Festival, il concorso internazionale, si \u00e8 svolto nel MUDEC restaurant di Enrico Bartolini sotto gli occhi attenti di una giuria qualificata e composta dallo stesso Enrico Bartolini, il gastronauta Davide Paolini, la cuoca ayurvedica Marisa Scotto, la nutrizionista vegana Michela De Petris e il biologo ambientalista Carlo Modonesi, lo chef israeliano Moshe Basson. Lo staff del MUDEC restaurant e la squadra della Joia Academy guidata da Sauro Ricci hanno governato l\u2019uscita dei piatti e dei cuochi. Durante la premiazione avvenuta di fronte a quasi 200 persone sono stati proiettati tutti i piatti in concorso fotografati da Yoshie Nishikawa e consegnati gli attestati con i nomi scritti a mano dall\u2019artista calligrafo Jean Blanchaert.<\/p>\n<p>A chiudere il festival \u00e8 stato lo chef gerosolimitano Moshe Basson, introdotto da Avital Kotzer direttrice dell\u2019Ufficio Nazionale del Turismo Israeliano, partner dell\u2019evento. Basson ha raccontato come l\u2019uomo scopr\u00ec il sapore del pane per caso grazie a un fulmine, che bruci\u00f2 un raccolto di grano verde. E poi ha servito la madre del grano \u201cfrick\u201d con polpa di melanzana bruciacchiata, sapori ancestrali, oggi molto gourmet. Di grande impatto la presentazione della Makluba, un piatto a base di burgul e verdure. Davanti al pubblico Moshe ha capovolto con l\u2019aiuto di Jenny Sugar un pentolone versandone il contenuto sul tavolo e invitando tutti a servirsi in una sorta di rito collettivo. Alla realizzazione della terza edizione di The Vegetarian Chance hanno contribuito diversi partner senza i quali l\u2019evento non sarebbe stato possibile. Il MUDEC con il Comune di Milano e il Bartolini MUDEC restaurant hanno dato gli spazi e l\u2019assistenza tecnica, S.Pellegrino, EcorNaturaS\u00ec e Vitamix hanno dato un contributo finanziario, l\u2019Ufficio Nazionale del Turismo Israeliano ha portato a Milano Moshe Basson, la Tenuta Fornace con i suoi vini olistici e la Cantina Tollo con i suoi vini biovegani hanno proposto assaggi e contribuito alle spese, il Best Western Hotel Madison e Un Posto a Milano di Esterni hanno offerto l\u2019ospitalit\u00e0 ai cuochi, l\u2019Istituto Carlo Porta \u00e8 venuto con i suoi allievi a supportare l\u2019organizzazione, la Joia Academy ha fornito braccia e competenza agli show cooking e al concorso, Novamont ha dato contenitori ecologici per gli show cooking, la Fondazione Good Planet e l\u2019Istituto Internazionale Chocolier hanno nobilitato il programma con la loro presenza, Italian Friends of Citizens Foundation hanno ricordato a tutti il dovere di aiutare le ragazze che in Pakistan non ricevono un\u2019istruzione adeguata, la rivista Vegan Italy, nostro media partner ha coperto l\u2019evento prima e dopo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.thevegetarianchance.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=it&amp;q=http:\/\/www.thevegetarianchance.org&amp;source=gmail&amp;ust=1467067186005000&amp;usg=AFQjCNHMUXAw64vvsEOcE540ipBuUxu2Ww\">www.thevegetarianchance.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Festival Internazionale di cultura e cucina vegetariana Un\u2019idea di Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi 11\/12 Giugno 2016 Milano MUDEC THE VEGETARIAN CHANCE E I SUOI BEST Contemporaneamente a The Vegetarian Chance si \u00e8 svolta a New York l\u2019annuale premiazione dei 50 best con Massimo Bottura trionfatore e altri italiani in classifica. 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