
{"id":58298,"date":"2016-06-15T09:58:45","date_gmt":"2016-06-15T07:58:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=58298"},"modified":"2016-06-15T09:58:45","modified_gmt":"2016-06-15T07:58:45","slug":"marotta-russo-monster-id","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58298\/arte\/marotta-russo-monster-id.html","title":{"rendered":"Marotta &#038; Russo Monster ID  Whitelight Art Gallery Milano"},"content":{"rendered":"<div class=\"Xx xJ\">\n<div class=\"Ig At dn\">\n<div class=\"Bt Pm\">\n<div class=\"tG QF\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58299\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/unnamed-300x298.jpg\" alt=\"unnamed\" width=\"300\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/unnamed-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/unnamed-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/unnamed-403x400.jpg 403w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/unnamed.jpg 426w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<div class=\"Ct\">Marotta &amp; Russo<br \/>\nMonster ID<br \/>\nA cura di Martina Cavallarin<br \/>\nVia Lunigiana angolo Via Copernico<br \/>\n15 giugno \u2013 14 settembre 2016<\/p>\n<p>Marotta &amp; Russo sono un duo di artisti che lavora insieme dal 1995. La loro ricerca disegna i confini espressivi e concettuali di un personale neoumanesimo digitale votato alla sperimentazione dei linguaggi e delle logiche postdigitali contemporanee. Monster ID \u00e8 la loro prima mostra personale a Whitelight Art Gallery.<\/p>\n<p>Marotta &amp; Russo lavorano sulla comunicazione e la manipolazione dei segni che trovano nel mondo e che restituiscono secondo la loro privata visione. Si tratta di un punto di vista che comprende testi e sottotesti della cultura digitale, sviluppati attraverso la coniugazione espressa dai nuovi media. L\u2019indagine si svolge nella direzione del passaggio che va dall\u2019individuale al collettivo, dal personale al plurale per effettuare l\u2019esplorazione necessaria del paesaggio contemporaneo.<br \/>\nI linguaggi impiegati vanno dal video all\u2019installazione, dalla fotografia alla costruzione di pannelli su stampa digitale la cui unicit\u00e0 risiede, anche, nell\u2019elaborazione compiuta da macchinari che inevitabilmente escono dalla produzione con la conseguente irriproducibilit\u00e0 dell\u2019opera nel tempo.<\/p>\n<p>Marotta &amp; Russo riprendono oggetti e soggetti simboli della nostra societ\u00e0 traducendoli, nel costruire e realizzare l\u2019opera, in un\u2019altra forma attraverso un procedimento di rielaborazione che ci conduce di continuo dal dato reale all\u2019esperienza digitalmente estesa. La struttura della loro poetica artistica s\u2019innesta in una visione democratica che intercorre tra le cose implicando una conversione di oggetti e luoghi, segni e simboli, spiazzamenti e percorsi verticali e orizzontali tra dentro e fuori, dato esperibile e tangibile, e interfaccia tecnologica. La distinzione tra dati e certezze, effettuata da Marotta &amp; Russo, spoglia la struttura della nostra visione esteriore sbalzandoci in una contro realt\u00e0. L\u2019opera finale prodotta non disarma comunque lo spettatore, ponendolo frontale a un lavoro che taglia e innesta complessit\u00e0 e domande attraverso un allestimento scenico di macchine moltiplicate e cromatismi che intercedono con la progettualit\u00e0 interna del processo. Quello di Marotta &amp; Russo \u00e8 un linguaggio davvero del qui e ora che indaga la complessit\u00e0 di un mondo in vorticosa e veloce trasformazione, mondo i cui effetti ci sono sconosciuti e imprevisti, inserito in una forma d\u2019interrogazione sociale mai celata, ma protocollata e legiferata dal territorio impertinente dell\u2019arte, inteso questo come diffusore di una pratica di relazione volta al confronto e all\u2019interrogazione necessaria sulla direzione ineluttabile del destino collettivo.<\/p>\n<p>Il lavoro di Marotta &amp; Russo ci trasporta nel Raum heideggeriano inteso come delimitazione studiata, ma anche come centro d\u2019accoglienza per i profughi del presente. Raum anticamente significava \u201cun posto reso libero per un insediamento di coloni o per un accampamento\u201d (Martin Heidegger, L\u2019arte e lo spazio, Il Nuovo Melangolo, Genova, 1997), un limite quindi, che come intendono i greci con la parola p\u00e9ras non \u00e8 la fine di qualcosa, bens\u00ec un inizio, un ambiente soggettivo in cui l\u2019uomo impara a convivere con se stesso e a conoscersi. L\u00ec vige sicurezza ed emarginazione, lontananza dal vedere e dal sentire, immersione nella privata visione, nel territorio della restituzione di un pensiero che fornisce la possibilit\u00e0 di entrare e uscire senza soluzione di continuit\u00e0, per intraprendere un viaggio che costituisce un pericolo come tutte quelle rotte che, come afferma Andr\u00e9 Gide, solo il coraggio permette di tracciare distanti dalla costa, per affrontare le acque abissali dell\u2019arte, universali e senza coordinate, laddove esiste la scoperta e le sue incognite.<\/p>\n<p>Cenni biografici:<\/p>\n<p>Stefano Marotta \u00e8 nato a La Chaux de Fonds (CH) nel 1971, vive a Udine (I). \u00c8 docente presso la scuola di \u201cNuove Tecnologie per l\u2019Arte\u201d dell\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, nonch\u00e9 cofondatore e Visual Designer presso \u201ceflux\u201d, digital studio di Udine.<br \/>\nRoberto Russo \u00e8 nato a Udine (I), dove vive, nel 1969. \u00c8 docente presso la scuola di \u201cNuove Tecnologie per l\u2019Arte\u201d dell\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, nonch\u00e9 cofondatore e Concept Designer presso \u201ceflux\u201d, digital studio di Udine.<\/p>\n<p>Installazioni Pubbliche Permanenti e Collezioni<\/p>\n<p>2012<br \/>\nIn Teoria, installazione, collezione permanente di \u201cCasa Cavazzini &#8211; Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea\u201d, Udine; Due+, installazione, collezione permanente della \u201cFondazione Ado Furlan\u201d, Pordenone;<br \/>\n2011Due+, installazione site specific, Parco di Palazzo Rota, San Vito al Tagliamento (Pn);<br \/>\nMousetrap, installazione interattiva multicanale, collezione permanente di Rhizome &#8211; New Museum, New York, USA. 2010eFlux, installazione site specific, Centro Piscine, Caldogno (Vi).<br \/>\n2008<br \/>\nTimeline, stampa inkjet su carta, collezione permanente dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine.<br \/>\n2002Avatar Project, sito web, nell\u2019ambito di \u201cCurrent Positions of Italian Netart\u201d, collezione permanente del \u201cJavaMuseum -Forum for Internet Technologies in Contemporary Art\u201d (<a class=\"ot-anchor aaTEdf\" dir=\"ltr\" href=\"http:\/\/javamuseum.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">javamuseum.org<\/a>);Avatar Project, sito web, collezione permanente di Rhizome &#8211; New Museum, New York, USA.<\/p>\n<p>Premi<br \/>\n2010<br \/>\nPremio In Sesto, a cura di Emanuela Pezzetta, Antico Ospedale dei Battuti, San Vito al T. (Pn).<br \/>\n2005Premio Pagine Bianche d\u2019Autore 2004\/2005, a cura di Luca Beatrice, Seat Pagine Bianche.<br \/>\n2003<br \/>\nThe Classic II Exhibition, Electrohype-ROM (<a class=\"ot-anchor aaTEdf\" dir=\"ltr\" href=\"http:\/\/electrohype.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">electrohype.org<\/a>), Malm\u00f6, Svezia.<\/p>\n<p>Mostre Personali Selezionate<br \/>\n2013<br \/>\n&amp;, a cura di Martina Cavallarin, scatolabianca(etc), Milano. 2011Are You Human?, Spazio Ultra, Udine;Due+, a cura di Denis Viva, Fondazione Furlan, Pordenone. 2009<br \/>\nOut of Order, Design Center, San Don\u00e0 di Piave (Ve).<br \/>\n2007Pi\u00f9 che Reale Virtuale, a cura di Angelo Bertani, Associazione Culturale Colonos, Villacaccia (UD). 2006Marotta &amp; Russo, a cura di Riccardo Caldura, Galleria Comunale Contemporaneo, Mestre (Ve); Object Oriented, a cura di Luca Beatrice, Sergio Tossi Arte Contemporanea, Firenze;ObjectKit, a cura di Alberto Zanchetta, Andrea Arte Contemporanea, Vicenza.<br \/>\n2005Pattern, a cura di Gianluca Marziani, Stop Sistemacreativo, Roma.2004Under the Domain Name, Teatro San Giorgio, Udine;Avatar Project, a cura di Gianluca Marziani e Sabrina Zannier, 3g Arte Contemporanea, Udine.<\/p>\n<p>Mostre e Rassegne Selezionate<\/p>\n<p>2015<br \/>\n0m\/no place to hide, a cura di Martina Cavallarin e Stefano Monti, Galleria Comunale D\u2019Arte Contemporanea di Monfalcone, Monfalcone (Go);Verbovisioni &#8211; Esperienze fra parola e immagine all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, a cura di Riccardo Caldura, Magazzino del Sale 3, Venezia;<\/p>\n<p>2014<br \/>\nDE.fragmentation\/University of Maine, a cura di BridA\/Tom Ker\u0161evan, Sendi Mango, Jurij Pavlica, IMRC Center, University of Maine, USA;DE.fragmentation\/GRO, a cura di BridA\/Tom Ker\u0161evan, Sendi Mango, Jurij Pavlica, GRO Gallery, Campus Allegro, Jakobstad, Finlandia.<\/p>\n<p>2013<br \/>\nStendardi d\u2019Artista, Museo d\u2019Arte Contemporanea, Lissone (Co);Festival Internazionale di New Media Art Pixxelpoint 2013 &#8211; DE.fragmentacija\/DE.fragmentation, a cura di BridA\/Tom Ker\u0161evan, Sendi Mango, Jurij Pavlica, Nova Gorica City Gallery, Nova Gorica, Slovenia;Open 16, a cura di Paolo De Grandis e Chiara Scarpa, Lido di Venezia, Venezia;Art Stays 2013 &#8211; Expose New Media, a cura di Jernej Forbici, Museo Regionale di Ptuj, Ptuj (Slo);Paesaggi Contemporanei &#8211; Reale e Immaginario in una terra di Confine, a cura di Alessandro Fontanini e Chiara Santi, Chiesa di Santa Maria dei Battuti, Cividale del Friuli (Ud).<\/p>\n<p>Official Partner<br \/>\nCopernico Milano<\/p>\n<p>A glass of beer offered by<br \/>\nWARSTEINER<\/p>\n<p><a class=\"ot-anchor aaTEdf\" dir=\"ltr\" href=\"http:\/\/www.whitelightart.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">www.whitelightart.it<\/a><\/div>\n<\/div>\n<p><span class=\"d-s Xv zt gj\" tabindex=\"0\">Comprimi<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"yx Nf\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Marotta &amp; Russo Monster ID A cura di Martina Cavallarin Via Lunigiana angolo Via Copernico 15 giugno \u2013 14 settembre 2016 Marotta &amp; Russo sono un duo di artisti che lavora insieme dal 1995. 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