
{"id":58277,"date":"2016-06-14T01:25:04","date_gmt":"2016-06-13T23:25:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=58277"},"modified":"2016-06-14T01:25:04","modified_gmt":"2016-06-13T23:25:04","slug":"xxi-triennale-after-umbracula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58277\/arte\/xxi-triennale-after-umbracula.html","title":{"rendered":"XXI TRIENNALE  AFTER \/ UMBRACULA"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58278\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/umbracula-1140x641-300x169.jpg\" alt=\"umbracula-1140x641\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/umbracula-1140x641-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/umbracula-1140x641-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/umbracula-1140x641-500x281.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/umbracula-1140x641.jpg 1140w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>AFTER \/ UMBRACULA<\/p>\n<p><em>i due Savi di Fausto Melotti<\/em><\/p>\n<p>a cura di Antonella Ranaldi e Fulvio Irace<\/p>\n<p>progetto di Attilio Stocchi<\/p>\n<p>Totem di Italo Lupi<\/p>\n<p>Soprintendenza belle arti e paesaggio di Milano<\/p>\n<p>in collaborazione con la \u00a0Direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, il Segretariato regionale del MiBACT per la Lombardia<\/p>\n<p>e Citt\u00e0 Metropolitana di Milano<\/p>\n<p>La Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per la XXI Triennale declina il tema <strong><em>Design After Design<\/em><\/strong> in <strong><em>Umbracula<\/em><\/strong>,\u00a0un padiglione,\u00a0che si ispira ai gelsi nella sala delle asse al Castello Sforzesco e alle forme della natura, come la spugna, la foglia, l&#8217;ombra e la luce che filtra da intrecci ramificati.<\/p>\n<p><em>Umbracula <\/em>espone all\u2019interno due <em>Savi<\/em> del gruppo <em>L<\/em><em>a disputa dei sette savi di Atene<\/em> di Fausto Melotti, del 1960-1962<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>. I <em>Savi<\/em> in pietra di Viggi\u00f9, come quelli in marmo al PAC con sfondo l\u2019opera di Gardella, vengono dai prototipi in gesso di <em>Costante uomo<\/em>, esposti alle Triennali del 1936 e del 1940, negli allestimenti dei BBPR.<\/p>\n<p><em>Umbracula<\/em> ne propone la riesumazione dai depositi nel luogo da cui part\u00ec la loro vita.<\/p>\n<p>Dedicata a <strong><em>Costante uomo<\/em><\/strong> e a<em> <strong>Coerenza uomo<\/strong><\/em>, una prima serie di proiezioni esamina la presenza dell\u2019uomo nel rapporto Architettura \u2013 Scultura.<\/p>\n<p>Segue <strong><em>After design<\/em><\/strong>. Selezionati esempi di architetture esplorano la poetica della distanza e dell&#8217;addizione all\u2019esistente.<\/p>\n<p>Presidiata\u00a0 dai <em>Savi<\/em> di Melotti, <em>Umbracula<\/em> propone le trame del divenire: <em>intra, super, sub, apud<\/em>.<\/p>\n<p><em>Versus <\/em>e pro, s\u2019interrogano i due <em>Savi<\/em>. Inizia la disputa su <em>After design<\/em>: la contemporaneit\u00e0 che si misura con l\u2019esistente,\u00a0nel rapporto di vicinanza\/distanza dentro, sopra, sotto, accanto.<\/p>\n<p>Quando dei corpi si toccano, &#8211; scrive Paul Klee &#8211; si manifesta una certa sete d\u2019avventura; se questo non avviene, meglio mantenere la distanza, e la distanza dovr\u00e0 mantenersi armonica.<\/p>\n<p>Ci sono oggetti che non tollerano l\u2019avvicinamento. La dose di rischio di questa operazione \u00e8 ben presente, se non si comprendono i valori e i reciproci effetti. Pu\u00f2 essere d\u2019aiuto la cognizione selettiva del limite. La disputa continua tra i due Savi: l\u2019opera blindata e l\u2019opera aperta, in divenire ma alla giusta distanza.<\/p>\n<p>Milano e l\u2019architettura invitano all\u2019avventura intrigante di <em>After<\/em>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;architettura a Milano \u00e8 contagiosa. Ma il contagio non porta malattia, ma una piacevole euforia.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> I <em>Sette savi<\/em> furono realizzati da Fausto Melotti\u00a0 per il Liceo Carducci, poi danneggiati, il gruppo \u00e8 stato restaurato nel 2013, in occasione della sua esposizione all\u2019Aeroporto Malpensa, cfr. \u00a0P. Buratti, V. Castoldi, D. Formica e C. Stigliani, <em>I sette Savi di Fausto Melotti. Il restauro come riscoperta<\/em>, in XII Congresso Nazionale IGIIC, <em>Lo Stato dell\u2019Arte<\/em>, 12, atti del Convegno (Milano, Accademia di Brera, 23-24 ottobre 2014), pp. 339-346;<em> Fausto<\/em> <em>Melotti. I Sette Savi a Malpensa<\/em>, Skira, Milano, 2014. Si ringrazia Citt\u00e0 Metropolitana per il prestito delle sculture.<\/p>\n<p>Nota informativa<\/p>\n<p><strong>I SAVI di FAUSTO MELOTTI <\/strong><strong>a La Triennale nel padiglione AFTER \/ UMBRACULA<\/strong><\/p>\n<p>Nella XXI Triennale di Milano 2016, il padiglione \u00a0Padiglione After\/Umbracula, progettato dall\u2019arch. Attilio Stocchi, ospita al suo interno due dei Savi del gruppo scultoreo<strong> \u201cLa disputa dei sette savi di Atene\u201d <\/strong>realizzato nel 1960-1962 da <strong>\u00a0Fausto Melotti<\/strong> (Rovereto\/TN 1901 \u2013 Milano 1986), per il nuovo Liceo Carducci.<\/p>\n<p>I sette savi di Atene erano Talete di Mileto, Pittaco di Mitilene, Biante di Priene, Solone di Atene, Cleobulo di Lindo, Misone di Chene e per settimo si diceva ci fosse Chilone spartano\u00a0(Platone, <em>Protagora<\/em>, 343a).\u00a0 La disputa consisteva nel decidere chi fosse tra loro il pi\u00f9 sapiente. Ma ognuno di quei saggi indicava l\u2019altro, e cos\u00ec via in modo che mai si sarebbe avuta\u00a0 una concordanza di giudizio tra loro. Erano tutti e nessuno.<\/p>\n<p>Riprendendo il tema della disputa, i Savi di Melotti erano disposti in modo che ognuno fosse rivolto verso l\u2019altro, ma nessuno sguardo s\u2019incrociava, solo il settimo non guardava nessuno degli altri, ovvero si rivolgeva allo spettatore.<\/p>\n<p>Le sculture di Melotti, dopo essere state imbrattate, furono rimosse e dimenticate nei depositi e a seguito di vari spostamenti subirono fratture e rotture in pi\u00f9 pezzi. Nel 2013 in occasione della loro esposizione all\u2019Aeroporto Malpensa, nell\u2019allestimento degli architetti Pierluigi Nicolin e Sonia Calzoni, sono state accuratamente ricomposte e restaurate \u00a0(Studio Restauri Formica).<\/p>\n<p>I Savi in pietra di Viggi\u00f9, come quelli successivi in marmo al PAC con sfondo l\u2019opera di Gardella, ebbero una loro precedente versione in gesso negli esemplari del <em>Costante uomo<\/em>, esposti alla Triennale del 1936 e poi in quella del 1940.<\/p>\n<p>Il \u2018Costante Uomo\u2019 fu eseguito da Fausto Melotti nel 1936 assieme ad altri undici statue analoghe, per la Sala della Coerenza allestita dallo studio di architetti B.B.P.R. (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers)\u00a0 presso il Palazzo dell&#8217;Arte in occasione della VI edizione della Triennale di Milano. Dodici sculture scandivano ritmicamente lo spazio in un progetto che armonizzava colore, parola e piani, in una compiuta installazione ambientale.<\/p>\n<p>Delle dodici statue, due sono state riesposte alla Triennale del 1940, sempre in un allestimento dei BBPR. In questa, i due Savi era posti di spalle. E a questa disposizione, su felice suggerimento della figlia di Melotti, Marta, ci si \u00e8 ispirati nel nuovo padiglione per la XXI Triennale 2016, vicino al Palazzo della Triennale di Giovanni Muzio, nel luogo prossimo a quello delle precedenti edizione che videro partecipi il Costante Uomo.<\/p>\n<p>Gli esemplari in gesso avevano sul petto l\u2019impronta di una mano, che era quella ingrandita di Peressutti. In uno l\u2019impronta era colorata di rosso.<\/p>\n<p>Dell\u2019originale composizione cinque sono andate perdute nei bombardamenti della seconda Guerra Mondiale, sette sono attualmente disperse in diverse collezioni private italiane.<\/p>\n<p>La disposizione e collocazione,\u00a0 dietro a griglie di parole, di queste immobili, geometriche ed eleganti <em>silhouettes<\/em> antropomorfe, \u00e8 documentata da foto storiche e dalle testimonianze successive dello stesso artista che ne scrisse, nonch\u00e8 da una fitta bibliografia (Celant, 1994). Le erme si ispirano alle statue greche arcaiche e\u00a0 ai manichini e ai busti della pittura metafisica di De Chirico e di Morandi.<\/p>\n<p>www.triennale.org<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AFTER \/ UMBRACULA i due Savi di Fausto Melotti a cura di Antonella Ranaldi e Fulvio Irace progetto di Attilio Stocchi Totem di Italo Lupi Soprintendenza belle arti e paesaggio di Milano in collaborazione con la \u00a0Direzione generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, il Segretariato regionale del MiBACT per la Lombardia e Citt\u00e0 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58277\/arte\/xxi-triennale-after-umbracula.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">XXI TRIENNALE  AFTER \/ UMBRACULA<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":58278,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-58277","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58277","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58277"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58277\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58279,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58277\/revisions\/58279"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58277"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58277"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58277"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}