
{"id":58187,"date":"2016-06-10T08:16:23","date_gmt":"2016-06-10T06:16:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=58187"},"modified":"2016-06-10T08:16:23","modified_gmt":"2016-06-10T06:16:23","slug":"aosta-museo-archeologico-regionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58187\/arte\/aosta-museo-archeologico-regionale.html","title":{"rendered":"Aosta, Museo Archeologico Regionale ENRICO BAJ  L&#8217;INVASIONE DEGLI ULTRACORPI"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-58188\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/48-306x400.jpg\" alt=\"48\" width=\"306\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/48-306x400.jpg 306w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/48-230x300.jpg 230w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/48-768x1003.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/48.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><\/p>\n<p>ENRICO BAJ<\/p>\n<p>L&#8217;INVASIONE DEGLI ULTRACORPI<\/p>\n<p>Aosta, Museo Archeologico Regionale<\/p>\n<p>11 giugno \u2013 9 ottobre 2016<\/p>\n<p>A cura di Chiara Gatti con Roberta Cerini Baj<\/p>\n<p><em>Dall\u201911 giugno al <\/em><em>Museo Archeologico Regionale di Aosta <\/em><em>una straordinaria selezione di dipinti, collage e sculture del grande <\/em>Artista-intellettuale<em> Enrico Baj, tra cui una parata di otto grandi \u201cmeccani\u201d. Per l\u2019occasione saranno proposti <\/em><em>l\u2019installazione monumentale dell\u2019Apocalisse e il ciclo del Teatro di Ubu. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Enrico Baj \u00e8 il protagonista dall\u201911 giugno al 9 ottobre 2016 di una mostra antologica dal taglio inedito allestita al Museo Archeologico Regionale di Aosta.<\/strong> L\u2019esposizione \u00e8 realizzata dall\u2019Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d\u2019Aosta &#8211; che anche quest\u2019anno conferma il suo impegno nel sostenere la proposta culturale del territorio con un evento di grande richiamo &#8211; in collaborazione con Silvana Editoriale e il coordinamento generale di Raffaella Resch.<\/p>\n<p><strong>La curatrice Chiara Gatti, con il contributo di Roberta Cerini Baj, ha selezionato<\/strong> <strong>cinquanta opere<\/strong> tra le pi\u00f9 significative del maestro: dipinti e collage, esemplari dalle serie dei \u201cmobili\u201d e degli \u201cspecchi\u201d, dei \u201cmeccani\u201d, dei \u201cgenerali\u201d e delle \u201cmodificazioni\u201d; <strong>oltre a trenta piccoli personaggi \u00a0\u201cin meccano\u201d che costituiscono il <em>Teatro di Ubu<\/em> (1985) e l\u2019installazione monumentale dell\u2019<em>Apocalisse <\/em>(1978-83).<\/strong><\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 dedicata al tema dell\u2019ultracorpo nell\u2019opera di Enrico Baj a partire dal 1951 fino al 1985.<\/strong> Passando attraverso i diversi periodi produttivi essa ricostruisce le trasformazioni e i cambiamenti di questa particolare \u201cfigura\u201d sempre al centro della ricerca dell\u2019artista milanese.<\/p>\n<p>Il titolo <strong>Enrico Baj. L&#8217;invasione degli ultracorpi<\/strong> \u2013 che cita la celebre pellicola diretta da Don Siegel nel 1956, tratta dal romanzo di fantascienza di Jack Finney \u2013 rimanda quindi a un elemento costante nel pensiero di Baj, fervido di soluzioni, sin dagli esordi della sua ricerca. <strong>L\u2019ultracorpo \u00e8 una creatura antropoide, un\u2019invenzione frutto di una scienza cosmica ancora misteriosa, un\u2019allegoria di una vita oltre la conoscenza, capace di spaziare da un microcosmo cellulare a un macrocosmo extra-terrestre.<\/strong><\/p>\n<p>Baj cre\u00f2, da un magma primordiale, questa creatura mutante che prese anima e corpo nella sua riflessione, non solo come veicolo di amara ironia, motivo di un humour noir, ma anche come metafora di timori profondi, di paure inconsce: il rischio contingente di una guerra nucleare o, pi\u00f9 in generale, la paura dell&#8217;ignoto, del cosmo infinito, di ci\u00f2 che si nasconde nell\u2019ombra, al di l\u00e0 dei confini dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p><strong>La mostra indaga quest\u2019aspetto legato alla natura dell&#8217;uomo, alle sue pulsioni.<\/strong> Esplora e approfondisce l&#8217;attenzione di Baj per la germinazione di un \u201corganismo\u201d primigenio. Masse molecolari o corpi radianti sono \u201cprefigurazioni\u201d destinate a creare altri esseri pi\u00f9 riconoscibili, per quanto deformi; come gli antesignani dei \u201cgenerali\u201d, gli stessi \u201cmobili\u201d animati da fogge e intarsi antropomorfi, fino a <em>Ubu<\/em>, protagonista della vocazione teatrale di Baj, anello di congiunzione con il Surrealismo di cui fu anticipatore Alfred Jarry con il suo <em>Ubu re.<\/em><\/p>\n<p>Di questa fervida attivit\u00e0 artistica, teorica e intellettuale, la mostra intende rendere conto, attingendo ai pi\u00f9 importanti nuclei di opere di Baj, ovvero quello della Fondazione Marconi di Milano, costituito dal gallerista Giorgio Marconi, costante riferimento del lavoro di Baj e dall\u2019Archivio di Roberta Cerini Baj di Vergiate.<\/p>\n<p><strong>Molti i capolavori esposti<\/strong>, tra cui si ricordano: <em>Quamisado II<\/em> del 1951 (olio e smalto su tela), <em>Piccolo bambino con i suoi giochi <\/em>del 1952 (smalto su tela), <em>Trillali-Trillal\u00e0 <\/em>del 1955 (olio e collage su tela), <em>Personaggio urlante del<\/em> 1964 (olio, collage, meccano e ovatta su stoffa), <em>Ultracorpo in Svizzera<\/em> del 1959 (olio e collage su tela).<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo segue uno sviluppo cronologico <\/strong><strong>scansito in alcune sezioni tematiche, accompagnate da un vasto corredo didattico e da contributi video-documentari<\/strong>. \u00a0Partendo dalle opere del periodo nucleare, attraverso un ricco susseguirsi di dipinti, collage e sculture, il pubblico giunge al grande salone che ospita l\u2019<em>Apocalisse <\/em>&#8211; collocata volutamente al termine &#8211; che lo avvolger\u00e0 in una vorticosa messa in scena. Questa grande installazione, composta da sagome e teli,\u00a0 \u00e8 stata esposta per la prima volta a Milano allo Studio Marconi nel 1979 e nel corso del tempo, fino al 2000, Baj l\u2019ha arricchita di nuovi elementi. L\u2019opera \u00e8 a composizione variabile, quindi \u00e8 stata sempre allestita con differenti modalit\u00e0, a seconda degli ambienti destinati ad accoglierla. L\u2019ultima esposizione risale al 2008 nel Chiostro di Sant\u2019Agostino a Pietrasanta.<\/p>\n<p>Due sale con allestimenti specifici sono dedicate rispettivamente, la prima, a un\u2019installazione con otto \u201cmeccani\u201d che sfilano come in una parata e, la seconda, alle sculture per l\u2019opera teatrale di <em>Ubu re<\/em> di Alfred Jarry del 1896, che testimoniano l\u2019interesse di Baj per il teatro e la commedia dell\u2019arte. Lo spettacolo messo in scena dal famoso <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regista\">regista<\/a> e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marionetta\">marionettista<\/a> italiano Massimo Schuster nel 1984, fu rappresentato per oltre dieci anni in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Il <strong>catalogo <\/strong>pubblicato in italiano e francese da Silvana Editoriale contiene le riproduzioni a colori di tutte le opere in mostra, i testi di Chiara Gatti, Luca Bochicchio, Angela Sanna e Daria Jorioz e una testimonianza di Roberta Cerini Baj. Grazie a una ricca antologia di testi, \u00e8 documentata la sua attivit\u00e0 di teorico, giornalista e scrittore, come pure il dialogo da lui intrattenuto con i maggiori intellettuali e artisti del Novecento, da Andr\u00e9 Breton ad Arturo Schwarz, da Italo Calvino e Dino Buzzati, a Umberto Eco e Jean Baudrillard, ad Octavio Paz a Edoardo Sanguineti, per fare solo qualche nome.<\/p>\n<p><em>Biografia<\/em>_Enrico Baj (1924-2003), nasce a Milano, frequenta l\u2019Accademia di Brera e contemporaneamente consegue la laurea in legge. Nel 1951 fonda il Movimento Nucleare e partecipa ai movimenti d\u2019avanguardia italiani e internazionali con mostre, pubblicazioni e manifesti, collaborando con Lucio Fontana, Piero Manzoni, Arman, Yves Klein, il gruppo Phases, Asger Jorn e gli artisti del gruppo CoBrA.\u00a0 A partire dagli anni Cinquanta \u00e8 presente sulla scena internazionale e in particolare espone regolarmente a Parigi. Vi \u00e8 una costante che d\u00e0 significato e coerenza alla vita e al lavoro di questo artista: in oltre cinquant\u2019anni di attivit\u00e0 Baj non ha mai cessato di sperimentare e di rinnovarsi, sia nella scelta delle tematiche, sia delle tecniche pittoriche e incisorie. Tra queste preferito \u00e8 il collage che, associato o no al colore, gli ha permesso di utilizzare ogni sorta di materiale in un continuo gioco combinatorio. Oltre alle stoffe e alle passamanerie, ai bottoni, ai pizzi, alle medaglie<em>, <\/em>entrano nelle sue opere vetri colorati, frammenti di specchio, impiallacciature e intarsi, parti di Meccano e di Lego, plastiche e celluloidi, pezzi di legno e oggetti di uso quotidiano. Oltre a questo aspetto ludico, costante \u00e8 l\u2019impegno di Baj contro la violenza e l\u2019aggressivit\u00e0 del potere. A partire dai quadri nucleari che rappresentano le paure dell\u2019uomo dopo Hiroshima, attraverso le immagini dei \u201cgenerali\u201d e delle parate militari che denunciano l\u2019arroganza del potere, Baj approda negli anni Settanta a tre grandi composizioni in cui maggiormente si concretizza il suo impegno\u00a0: <em>I funerali dell\u2019anarchico Pinelli<\/em> (1972)\u00a0; <em>Nixon Parade <\/em>o<em> Watergate, <\/em>(1974); <em>Apocalisse <\/em>(1978-2001), <em>work in progress <\/em>che mette in scena il degrado della contemporaneit\u00e0 e i mostri generati dal sonno della ragione. \u00a0Per quanto feroce, la sua critica \u00e8 sempre temperata dall\u2019ironia che conferisce alle sue opere una certa leggerezza: Baj non dimentica mai la lezione di Rabelais e soprattutto di Jarry, creatore di Re Ubu, emblema della tronfia vacuit\u00e0 del potere. Enrico Baj \u00e8 stato anche scrittore e critico: autore di libri, ha ideato e curato numerosi manifesti e collaborato a molti giornali e riviste.<\/p>\n<h5><strong>ENRICO BAJ. L&#8217;INVASIONE DEGLI ULTRACORPI<\/strong><\/h5>\n<h5>Sede \u01c0 Aosta, Museo Archeologico Regionale, Piazza Roncas 12\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Periodo \u01c0 11 giugno &#8211; 9 ottobre 2016<\/h5>\n<p>Orario \u01c0 Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Biglietti \u01c0 \u20ac 6,00 intero, \u20ac 4,00 ridotto<\/p>\n<p>Mostra a cura di Chiara Gatti con Roberta Cerini Baj<\/p>\n<p>Promossa dall\u2019Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d\u2019Aosta in collaborazione con Silvana Editoriale<\/p>\n<p>Coordinamento generale a cura di Raffaella Resch<\/p>\n<p>Catalogo Silvana Editoriale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per informazioni \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>\u00b7<\/strong> \u00a0Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d\u2019Aosta: tel. 0165.274401, <a href=\"mailto:u-mostre@regione.vda.it\">u-mostre@regione.vda.it<\/a><\/p>\n<ul>\n<li>Museo Archeologico Regionale: Tel 0165.275902, <a href=\"http:\/\/www.regione.vda.it\">www.regione.vda.it<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ENRICO BAJ L&#8217;INVASIONE DEGLI ULTRACORPI Aosta, Museo Archeologico Regionale 11 giugno \u2013 9 ottobre 2016 A cura di Chiara Gatti con Roberta Cerini Baj Dall\u201911 giugno al Museo Archeologico Regionale di Aosta una straordinaria selezione di dipinti, collage e sculture del grande Artista-intellettuale Enrico Baj, tra cui una parata di otto grandi \u201cmeccani\u201d. 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