
{"id":58094,"date":"2016-06-06T10:59:02","date_gmt":"2016-06-06T08:59:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=58094"},"modified":"2016-06-06T10:59:02","modified_gmt":"2016-06-06T08:59:02","slug":"150-troubetzkoy-immaginare-giardino-al-museo-del-paesaggio-verbania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58094\/arte\/150-troubetzkoy-immaginare-giardino-al-museo-del-paesaggio-verbania.html","title":{"rendered":"150 TROUBETZKOY e IMMAGINARE IL GIARDINO al Museo del Paesaggio di Verbania"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58095\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2129-Troubetzkoy-Sheila-Johnson-300x200.jpg\" alt=\"2129 Troubetzkoy Sheila Johnson\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2129-Troubetzkoy-Sheila-Johnson-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2129-Troubetzkoy-Sheila-Johnson-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2129-Troubetzkoy-Sheila-Johnson-500x334.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2129-Troubetzkoy-Sheila-Johnson-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2129-Troubetzkoy-Sheila-Johnson-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2129-Troubetzkoy-Sheila-Johnson.jpg 1198w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58096\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2038-Troubetzkoy-Elin-Troubetzkoy-nuda-300x200.jpg\" alt=\"2038 Troubetzkoy Elin Troubetzkoy nuda\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2038-Troubetzkoy-Elin-Troubetzkoy-nuda-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2038-Troubetzkoy-Elin-Troubetzkoy-nuda-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2038-Troubetzkoy-Elin-Troubetzkoy-nuda-500x334.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2038-Troubetzkoy-Elin-Troubetzkoy-nuda-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2038-Troubetzkoy-Elin-Troubetzkoy-nuda-272x182.jpg 272w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/2038-Troubetzkoy-Elin-Troubetzkoy-nuda.jpg 1198w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-58097\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/06\/6.-IMMAGINARE-IL-GIARDINO-LeRouge2-copia-300x204.jpg\" alt=\"6. 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Il Museo conserva infatti 306 tra bozzetti e modelli in gesso, 1 in terra cruda, 9 in plastilina, 6 cere per fusione, 6 bronzi e 12 marmi per un totale di 340 opere del grande artista. <strong>Le opere esposte sono tutte straordinarie per qualit\u00e0 tecnica e intensit\u00e0 emotiva<\/strong> e rappresentano una eccellente selezione dell\u2019opera di quello che fu considerato uno dei maggiori scultori del Novecento, paragonato a Rodin.<\/p>\n<p><strong>Si tratta di opere fondamentali nella formazione di uno scultore definito \u201cimpressionista\u201d<\/strong> dalla critica internazionale. Troubetzkoy, nato a Intra nel 1866, secondogenito del principe russo Pietro e della cantante americana Ada Winans, viene a contatto, nella villa di famiglia a Ghiffa, con i pittori <strong>Tranquillo Cremona<\/strong> e <strong>Daniele Ranzoni<\/strong> ed \u00e8 proprio dal particolare impressionismo della pittura scapigliata lombarda che inizia la sua ricerca scultorea. Nel 1884 il giovane Paolo, insofferente agli studi, si trasferisce a Milano e comincia il suo apprendistato, prima con <strong>Donato Barcaglia<\/strong> e poi con <strong>Ernesto Bazzaro<\/strong>, frequentando l\u2019ambiente culturale dell\u2019epoca, dove conosce, tra gli altri, <strong>Grubicy<\/strong>, <strong>Segantini<\/strong>, <strong>D\u2019Annunzio<\/strong>, <strong>Crispi<\/strong>, di cui esegue i ritratti.\u00a0 Partecipa ai primi concorsi per monumenti alle glorie nazionali tra cui <strong>Fanti, Dante, Amedeo IV di Savoia <\/strong>e<strong> Garibaldi<\/strong>. Di quest\u2019ultimo esegue un bozzetto nel 1888 e un colossale gesso alto quasi tre metri nel 1894, esposto alla II Esposizione Triennale di Belle Arti di Milano dello stesso anno. Eseguir\u00e0 anche il monumento al <strong>generale Cadorna<\/strong>, nativo di Pallanza.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo, curato da <strong>Federica Rabai<\/strong>, conservatore del Museo, si apre dunque con <strong>opere, fotografie e documenti storici che ripercorrono questa prima formazione<\/strong>, il suo rapporto con il territorio di Verbania e del Lago Maggiore oltre che le sue esperienze internazionali. <strong>Nel 1898 Troubetzkoy lascia infatti Milano per la Russia<\/strong>, dove tiene un corso di scultura all\u2019Accademia di Belle Arti di Mosca. Qui incontra <strong>Lev Tolstoj<\/strong>, a cui dedica due busti, un ritratto a cavallo, un dipinto a olio e alcuni disegni; esegue diversi ritratti di esponenti dell\u2019aristocrazia russa e di politici, dove \u00e8 evidente la ricerca di <strong>un\u2019introspezione psicologica o di una forte caratterizzazione sociale<\/strong>.\u00a0 Vince inoltre il concorso per il monumento a cavallo dello <strong>zar Alessandro<\/strong> <strong>III<\/strong> da erigersi a Pietroburgo, visibile ancora oggi. Alto pi\u00f9 di cinque metri, con un piedistallo di quattro monoliti di granito rosso di oltre tre metri, richiese otto tonnellate di bronzo verde per la sua fusione e venne inaugurato nel 1909 dopo molte polemiche e rifacimenti.<\/p>\n<p>Particolare attenzione viene rivolta in mostra al prolifico periodo russo che si conclude nel 1905 con il ritorno a Milano e <strong>il trasferimento poi a Parigi<\/strong>. Qui nel 1908 \u00e8 protagonista di una mostra personale alla Galleria H\u00e9brard e si inserisce nell\u2019ambiente artistico colmo di fermenti della capitale francese. Con diversi viaggi a Londra: nello studio del pittore Sargent esegue il busto di <strong>George Bernard Shaw<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nel 1911 viene invitato dal collezionista americano Archer Milton Huntington a New York<\/strong> e comincia un tour di mostre personali in varie citt\u00e0 americane. Vince a Los Angeles il concorso per il monumento al generale <strong>Harrison Gray Otis<\/strong> e nel suo studio hollywoodiano ritrae molti attori del cinema come <strong>Mary Pickford<\/strong> e <strong>Douglas Fairbanks senior<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dal 1921 torna a Parigi<\/strong> dove affitta una villetta con studio nel sobborgo di Neuilly sur Seine in cui vive quasi ininterrottamente fino alla morte, alternando soggiorni estivi nella Villa Ca\u2019 Bianca a Suna sul Lago Maggiore. Negli anni Venti \u00e8 ancora attivissimo e realizza vari ritratti tra cui quelli di <strong>Clemenceau<\/strong> e <strong>Mussolini<\/strong> e la statua di <strong>Giacomo Puccini<\/strong> per il Teatro alla Scala di Milano. Continua i suoi viaggi in Inghilterra e in Egitto, ed espone in varie citt\u00e0 italiane, pur gi\u00e0 gravemente malato. Muore nel 1938 per una grave forma di anemia, restando un vegetariano convinto.<\/p>\n<p>La mostra presenta i materiali e i soggetti da lui prediletti: <strong>eleganti figure femminili, delicati nudi, animali, ballerine e ritratti dal vivo, sculture leggere e quasi parlanti<\/strong>. Il segreto della <strong>leggerezza delle sculture di Troubetzkoy <\/strong>sta infatti nel lavorare materiali teneri come l\u2019argilla, la cera modellata, il mastice con la stecca e utilizzare le sue dita insolitamente sottili e affusolate, lasciando nella materia malleabile delle pennellate colorite e piene di temperamento, che trasmettono l\u2019essenza della sua natura psico-fisica e reagiscono in modo diverso alla luce. <strong>Famose sono le patinature dei suoi gessi <\/strong>&#8211; bronzo, giallo ocra, verde oliva \u2013 e la <strong>esclusiva tecnica di fusione a cera persa<\/strong>, unica, a suo parere, che riuscisse a mantenere tutti i particolari del manufatto originale.<\/p>\n<p>Termina il percorso della mostra <strong>la parziale ricostruzione<\/strong>, realizzata partendo da alcune foto storiche in possesso del Museo,\u00a0 <strong>dell\u2019amato studio francese di Troubetzkoy e dello studiolo di Suna<\/strong>, andato distrutto in un incendio.<\/p>\n<p>Un grandissimo artista dunque, conosciuto in tutto il mondo, di cui il Museo del Paesaggio \u00e8 orgoglioso di presentare una serie di opere davvero straordinarie, connotate da una eccellente maestria tecnica e una intensa e lirica interiorit\u00e0 che le rende indimenticabili.<\/p>\n<p>********<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei bellissimi spazi espositivi di <strong>Villa Giulia<\/strong>, affacciati sul Lago Maggiore a <strong>Pallanza<\/strong>, apre invece dal <strong>25 giugno al 2 ottobre<\/strong> <strong><em>Immaginare il giardino<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p>Il curatore della mostra, <strong>Michael Jakob<\/strong>, docente universitario e curatore internazionale, parte dalla premessa che ogni giardino \u00e8 sottoposto a una continua mutabilit\u00e0 per gli effetti del lavorio del tempo, e che anche giardini importanti rimangono impressi nella mente solo grazie a documenti iconici.<\/p>\n<p>Propone dunque <strong>una affascinante esposizione dove il giardino viene rappresentato in due diverse modalit\u00e0<\/strong>. <strong>Una sezione presenta 140 splendide incisioni<\/strong>, forma artistica utilizzata nei secoli per raffigurare e celebrare il giardino, provenienti da una straordinaria collezione privata di libri e materiali iconografici, che illustrano <strong>la costruzione dell\u2019immaginario del giardino nei secoli tra il Seicento e l\u2019Ottocento<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Sfilano meravigliosi parchi<\/strong> come quello illustrato nella raccolta <em>Hofstede van Clingendaal <\/em>(Amsterdam, 1690 ca<em>.<\/em>), sulla <strong>tenuta di Clingendael<\/strong> con l\u2019imponente frontespizio di <strong>Laurens Scherm<\/strong>, composta da <strong>32 stampe<\/strong> delineate da <strong>Daniel Stoopendaal<\/strong> e incise da <strong>Leon Schenk<\/strong>. <strong>Philips Doublet<\/strong> (1633-1707), proprietario della tenuta nei pressi de L\u2019Aia, era un gentiluomo amante di architettura, giardino e botanica. Tra il 1670 e il 1680 diede al proprio giardino una forte impronta di stile francese. Clingendael divenne in seguito un modello di riferimento per la diffusione della moda geometrica in tutto il paese.<\/p>\n<p>Si prosegue con <strong>il palazzo e il giardino di Heemstede<\/strong> costruiti nel 1645 e acquistati nel 1680 da <strong>Diderick van Velthuysen<\/strong> (1651-1716). I bellissimi <em>parterres de broderie<\/em>, le statue, le fontane e un arco trionfale che conduceva all\u2019<em>orangerie<\/em>, all\u2019orto e a un grotto sopravvivono ormai soltanto nelle graziose tavole di <strong>Isaac de Moucheron<\/strong>. La raccolta di incisioni del 1690 ca. contiene <strong>26 tavole incise<\/strong>, compreso il frontespizio.<\/p>\n<p><strong>Passiamo poi in Italia<\/strong> con le straordinarie e rarissime incisioni <strong><em>Otto vedute di giardini di Roma<\/em><\/strong>, di cui sette portano la firma di <strong>Giuseppe Vasi<\/strong> (1710-1782). La serie non trova riscontri nei repertori bibliografici. Vista la qualit\u00e0 artistica delle tavole, dalle figurine dei personaggi alle ombreggiature, dalla delineazione degli alberi ai tratti delle nuvole, <strong>\u00e8 probabile che l\u2019autore reale sia stato il giovane Piranesi<\/strong> che, tra il 1741 e il 1744, svolgeva il suo apprendistato presso il Vasi.<\/p>\n<p><strong>Proseguiamo il percorso in Austria<\/strong> con il giardiniere-paesaggista tedesco <strong>Rudolph Siebeck<\/strong> (1812-1878) famoso per essere l\u2019autore, nel 1862, del <strong>Parco della citt\u00e0 di Vienna<\/strong>, chiamato anche, per l\u2019appunto, <em>Siebeckpark<\/em>. In mostra, dalla rarissima prima edizione de <em>L\u2019arte dei giardini nelle sue forme moderne<\/em>,<em>\u00a0<\/em>la raccolta di <strong>venti litografie colorate a mano<\/strong> che riunisce alcuni dei pi\u00f9 interessanti progetti di Siebeck per vari parchi e giardini.<\/p>\n<p>E infine \u00a0possiamo ammirare la raccolta <strong><em>Elenco dei nuovi giardini alla moda<\/em><\/strong> di <strong>Georges-Louis Le Rouge<\/strong> (1712-1790), cartografo, architetto e stampatore francese e autore di una grandiosa impresa editoriale. L\u2019opera venne pubblicata a fogli e fascicoli separati nell\u2019arco di tredici anni, a partire dal 1776 fino al 1789. Alla fine i quaderni saranno 21 e le tavole 496. Le Rouge \u00e8 un divulgatore eclettico: non esita, oltre a presentare gli esempi classici, a intervenire a difesa della rivoluzione culturale del giardino, che da formale va sempre pi\u00f9 affermandosi come pittoresco, o <em>anglo-cinese<\/em>, termine che l\u2019autore prende in prestito a Horace Walpole. La rivoluzione francese, snodo importante nella storia dei giardini, metter\u00e0 fine al suo progetto.<\/p>\n<p><strong>La seconda sezione della mostra<\/strong> presenta invece <strong>la proiezione di filmati sperimentali del Novecento<\/strong>, dove molti artisti e <em>video maker<\/em> \u2013 tra gli altri <strong>Chris Welsby, Stan Brakhage, Rose Lowder<\/strong> \u2013 hanno scelto proprio il giardino come specchio delle loro fantasie e proiezioni mentali.<\/p>\n<p>Uno dei filmati presentati nella mostra \u00e8 <strong><em>Park Film<\/em><\/strong>, un\u2019opera sperimentale del 1972 dell\u2019artista britannico-candese <strong>Chris Welsby<\/strong>. <em>Park Film<\/em> \u00e8 una pellicola strutturale, che indaga le interazioni tra persone, spazio verde urbano e macchina da presa. Welsby ed altri cineasti degli anni \u201970-\u201990 scelsero proprio il giardino come un luogo particolare dove forme, colori e presenza umana se mescolano. Il risultato \u00e8 quasi sempre una riflessione fenomenologica ed estetica che indaga, oltre ai luoghi presentati, le condizioni di possibilit\u00e0 della percezione visiva, nonch\u00e9 sinestetica.<\/p>\n<p>Una mostra dunque con una doppia anima che permette di ammirare e conoscere, attraverso splendide rappresentazioni disegnate e intriganti storie filmate, diverse tipologie di magnifici giardini di varie epoche.<\/p>\n<p><strong>Sedi espositive<\/strong><\/p>\n<p>Palazzo Viani Dugnani, Via Ruga 44 &#8211; Verbania<\/p>\n<p>Villa Giulia, Corso Zanitello, Verbania Pallanza<\/p>\n<p><strong>Orari di apertura Palazzo Viani Dugnani<\/strong><\/p>\n<p>Da Marted\u00ec a Venerd\u00ec 11.00 \u2013 18.00<\/p>\n<p>Sabato Domenica e Festivi 10.00-19.00<\/p>\n<p><strong>Orari di apertura Villa Giulia<\/strong><\/p>\n<p>Da Marted\u00ec a Venerd\u00ec 14.00 \u2013 18.00<\/p>\n<p>Sabato Domenica e Festivi 10.00-18.00<\/p>\n<p><strong>Ingresso a ciascuna mostra:<\/strong><\/p>\n<p>4 \u20ac intero; 2,50 \u20ac ridotto; \u00a01 \u20ac scuole; gratuito per disabili e un accompagnatore<\/p>\n<p><strong>Per informazioni<\/strong><\/p>\n<p>Museo del Paesaggio &#8211; Tel +39 0323 556621 segreteria@museodelpaesaggio.it<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museodelpaesaggio.it\">www.museodelpaesaggio.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 Il Museo del Paesaggio di Verbania riapre al pubblico con due splendide mostre 150 TROUBETZKOY 1866-2016 a Palazzo Viani Dugnani dal 4 giugno al 30 ottobre 2016 \u00a0e IMMAGINARE IL GIARDINO a Villa Giulia, Pallanza Verbania dal 25 giugno al 2 ottobre 2016 Il Museo del Paesaggio di Verbania collocato a Palazzo Viani Dugnani, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/58094\/arte\/150-troubetzkoy-immaginare-giardino-al-museo-del-paesaggio-verbania.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">150 TROUBETZKOY e IMMAGINARE IL GIARDINO al Museo del Paesaggio di Verbania<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":58096,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[18007,18008,11496],"class_list":["post-58094","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-museo-del-paesaggio-di-verbania","tag-palazzo-viani-dugnani","tag-villa-giulia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58094"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58098,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58094\/revisions\/58098"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}