
{"id":57703,"date":"2016-05-13T13:09:57","date_gmt":"2016-05-13T11:09:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=57703"},"modified":"2016-05-13T13:09:57","modified_gmt":"2016-05-13T11:09:57","slug":"dear-betty-run-fast-bite-hard-gamec-bergamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/57703\/arte\/dear-betty-run-fast-bite-hard-gamec-bergamo.html","title":{"rendered":"DEAR BETTY: RUN FAST, BITE HARD! GAMEC BERGAMO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"views-field views-field-body newspaper\">\n<div class=\"field-content\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-57704\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/05\/1909_91GC00146_Boccioni_La-cara-Betty-306x400.jpg\" alt=\"1909_91GC00146_Boccioni_La cara Betty\" width=\"306\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/05\/1909_91GC00146_Boccioni_La-cara-Betty-306x400.jpg 306w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/05\/1909_91GC00146_Boccioni_La-cara-Betty-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/05\/1909_91GC00146_Boccioni_La-cara-Betty-768x1005.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/>\u00a0\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-57706\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/05\/cover-489x400.jpg\" alt=\"cover\" width=\"489\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/05\/cover-489x400.jpg 489w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/05\/cover-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/05\/cover-768x628.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/05\/cover.jpg 881w\" sizes=\"auto, (max-width: 489px) 100vw, 489px\" \/><\/p>\n<p><strong>PREMIO LORENZO BONALDI PER L\u2019ARTE \u2013 VIII Edizione<br \/>\nSEZIONE SCUOLE CURATORIALI<br \/>\nDEAR BETTY: RUN FAST, BITE HARD!<\/strong><br \/>\nA cura di Lucrezia Calabr\u00f2 Visconti<br \/>\nSelezionata dalla scuola curatoriale CAMPO \u2013 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino<\/p>\n<p><em>Inaugurazione: venerd\u00ec 13 maggio, ore 19:00<\/em><\/p>\n<p>Dal 14 maggio al 24 luglio 2016 la GAMeC &#8211; Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo \u00e8 lieta di presentare la mostra <strong><em>Dear Betty: run fast, bite hard!<\/em><\/strong> a cura di <strong>Lucrezia Calabr\u00f2 Visconti<\/strong>, il primo dei due progetti vincitori della sezione \u201cscuole curatoriali\u201d, istituita in occasione dell<strong>\u2019ottava edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l\u2019Arte<\/strong>, grazie alla quale studenti o ex-studenti segnalati dalle principali scuole curatoriali italiane hanno avuto la possibilit\u00e0 di presentare <strong>un progetto espositivo pensato per lo Spazio Caleidoscopio della GAMeC, che prevedesse la messa in relazione di una o pi\u00f9 opere esposte nella collezione del museo con opere di altri artisti contemporanei<\/strong>.<\/p>\n<p>In occasione dell\u2019ultima edizione di <strong><em>Qui Enter Atlas. Simposio Internazionale di Curatori Emergenti <\/em><\/strong>&#8211; che si \u00e8 tenuto alla GAMeC lo scorso autunno \u2013 i 5 candidati del Premio Lorenzo Bonaldi hanno infatti potuto confrontare esperienze personali e posizioni teoriche e metodologiche con una ventina di giovani curatori provenienti da corsi in pratiche curatoriali,<strong> in un workshop che si \u00e8 concluso con la premiazione del progetto vincitore dell\u2019ottava edizione, <em>Soft Crash<\/em> &#8211; a cura di Xiaoyu Weng che sar\u00e0 inaugurato il prossimo 26 maggio)\u2013 e dei due progetti di questa nuova e dei due progetti di questa nuova sezione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il secondo progetto vincitore, <em>Deus sive Natura<\/em><\/strong>di <strong>Elena Cardin<\/strong> \u2013 selezionata dalla scuola curatoriale A Plus A, Venezia \u2013 sar\u00e0 ospitato alla GAMeC nel 2017.<\/p>\n<p><strong>IL PROGETTO<\/strong><br \/>\nLo scorso autunno, la<strong> giuria<\/strong> dell\u2019ottava edizione del Premio Lorenzo Bonaldi composta da:<br \/>\n<strong>Chiara Bertola<\/strong> \u2013 Responsabile per l\u2019arte contemporanea della <em>Fondazione Querini Stampalia<\/em>, Venezia e ideatrice del Premio FURLA<br \/>\n<strong>Martin Clark<\/strong> &#8211; Direttore della <em>Bergen Kunsthall<\/em>, Bergen<br \/>\n<strong>Giacinto Di Pietrantonio<\/strong> \u2013 Direttore della GAMeC<br \/>\n<strong>Stefano Raimondi<\/strong> \u2013 Curatore della GAMeC<\/p>\n<p>ha premiato il progetto di <strong>Lucrezia Calabr\u00f2 Visconti<\/strong> \u201c<em>per la capacit\u00e0 di trasporre la poetica futurista negli orizzonti del contemporaneo, trasformando letteralmente lo spazio in un caleidoscopio di suggestioni e stimoli.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Punto di partenza del progetto espositivo, infatti, \u00e8 il dipinto <strong><em>La cara Betty<\/em><\/strong> (1909) di Umberto Boccioni esposto nelle sale della Collezione Permanente della GAMeC, che ritrae l&#8217;amata cagnolina dell\u2019artista accucciata su un sof\u00e0. Il soggetto e lo stile del ritratto appartengono a una sensibilit\u00e0 lontana dai dettami del coevo Manifesto del Futurismo, e aprono uno spiraglio su un lato di Boccioni trascurato e diverso da quello storicizzato ufficialmente dalla storia dell&#8217;arte.<\/p>\n<p>Traendo spunto dalle teorie filosofiche che vedono nella co-evoluzione tra umani e animali un esempio per ripensare la nostra azione nelle tecno-culture contemporanee, la mostra <em>Dear Betty: run fast, bite hard! <\/em>\u00e8 l&#8217;arbitraria ricostruzione, nello Spazio Caleidoscopio della GAMeC, dell&#8217;ipotetico rapporto tra Umberto Boccioni e il suo cane.<strong> Le voci dei due personaggi si alternano e si sovrappongono in una installazione video temporizzata, che costruisce un complesso organismo cinematico, un cervello quasi autonomo che tocca un punto di<em> singolarit\u00e0<\/em><\/strong>, ovvero quel momento in cui l&#8217;intelligenza artificiale supera la capacit\u00e0 dell&#8217;uomo \u2013 <strong>cos\u00ec che animale, umano e tecnologico si fondono in un tecnoanimismo inconscio e immersivo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Run fast, bite hard&#8221;<\/strong> (corri veloce, mordi forte), pur sembrando una proposta in pieno stile futurista, \u00e8 infatti l&#8217;incitazione che Donna Haraway, celebre filosofa legata alle tecnoscienze contemporanee e alle teorie cyberfemministe, prende in prestito dallo sport canino Schutzhund come nuovo slogan per vivere sull&#8217;orlo della guerra globale:<strong> la proposta \u00e8 di guardare all&#8217;intra-azione di uomini e cani come un manifesto etico e politico per ripensare il rapporto tra cultura e natura, tecnica e animalit\u00e0, potere dominante e &#8220;significant otherness&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il progetto si compone di 10 opere video che propongono narrazioni dialettiche, viziate dall&#8217;esasperazione di clich\u00e9 storico-politici di genere e specie, ma pronte a sradicare gli ecosistemi in cui questi si sono evoluti, a partire dal Futurismo per arrivare alle nuove forme di colonialismo<\/strong>. I traguardi e le contraddizioni di queste narrazioni si intrecciano e confondono, oltrepassando il mito della supremazia culturale quanto i dettami del riduzionismo biologico, alla ricerca di un&#8217;alleanza e di una strategia di resistenza tra le specie escluse dalla tecnocultura dominante.<\/p>\n<p>Queste le opere video in mostra:<\/p>\n<p><strong>Ivan Argote<\/strong><br \/>\n<strong><em>Two 50 years old white males having emotions, 2013<\/em><\/strong><br \/>\n<em>In Two 50 years old white males having emotions<\/em> la camera si muove lentamente intorno a due uomini, entrambi bianchi e sulla cinquantina, che si abbracciano. I due personaggi, esponenti di una categoria di individui generalmente associata al possesso di potere, cambiano in continuazione il loro stato emotivo, mostrando fragilit\u00e0 e incostanza. Il dramma tra i due uomini diventa allegoria della debolezza insita nella supremazia del potere Occidentale, e della limitatezza degli stereotipi che esso propone.<\/p>\n<p><strong>BFFA3AE<\/strong><br \/>\n<strong><em>Uh Duh Yeah<\/em><\/strong>, 2010, 2011, 2012, 2014<br \/>\n<em>Uh Duh Yeah<\/em> \u00e8 una compilation annuale di video da karaoke, composta da tutti quei i momenti delle canzoni pop in cui non vi sono frasi compiute, ma solo un suono o un verso del cantante. La sintassi disarticolata che ne consegue \u00e8 la colonna sonora dell&#8217;intera mostra: un intonarumori di memoria futurista che si nutre dei suoni su banda larga della cultura pop contemporanea.<\/p>\n<p><strong>Adam Cruces<\/strong><br \/>\n<strong><em>Shane (After Jack Goldstein)<\/em><\/strong>, 2009<br \/>\nLo storico video Shane di Jack Goldstein (1975), in cui un pastore tedesco abbaia in camera per cinque minuti, viene modificato da una sorta di &#8220;glitch&#8221; digitale imposto dall&#8217;artista. L&#8217;effetto \u00e8 la trasformazione del verso emesso dal cane in un suono sintetizzato e violento, una parodia del video originale e un disturbo auditivo.<\/p>\n<p><strong>Tracey Emin<br \/>\n<em>No Love You&#8217;Re Not Alone<\/em><\/strong>, 2009<br \/>\nL&#8217;artista \u00e8 nuda nel suo studio e abbraccia il suo gatto sulle note di <em>No Love You&#8217;Re Not Alone<\/em> di David Bowie, circondata da una serie di mobili di modernariato che fungono da scenografia del momento struggente.<\/p>\n<p><strong>Yulan Grant<br \/>\n<em>WE BEEN HERE &#8211; STORM<\/em><\/strong>, 2015<\/p>\n<p>Il video \u00e8 composto da montaggi di registrazioni da telegiornali e torri di controllo di eventi atmosferici catastrofici gi\u00e0 avvenuti. L&#8217;artista tenta di costruire un immaginario simbolico condiviso e disincantato verso la rappresentazione del disastro ambientale, in sostituzione alla paranoia apocalittica da disaster-movie: per Yulan Grant la forza distruttiva della natura, e con essa l&#8217;apocalisse, devono venire accolte a braccia aperte dall&#8217;uomo dell&#8217;antropocene.<\/p>\n<p><strong>Tue Greenfort con Lisa Rave<br \/>\n<em>Horseshoe Crab Companion Species<\/em><\/strong>, 2013<br \/>\nUn montaggio da video di youtube esplora la co-evoluzione della razza umana e degli &#8220;horsehshoe crabs&#8221;, una tipologia di<em>Limulidae<\/em>. Le <em>Limulidae<\/em> sono granchi considerati dei &#8220;fossili viventi&#8221;, per la loro origine preistorica e per il loro aspetto mitico, simbolicamente legato alla corazza solidissima e alla particolarit\u00e0 di avere il sangue blu. A partire dagli anni Quaranta, questa specie di granchi viene utilizzata nella ricerca medica per testare prodotti farmaceutici, proprio grazie alla particolarit\u00e0 del loro plasma.<\/p>\n<p><strong>Conall McAteer<br \/>\n<em>I Couldn&#8217;t Help But Wonder<\/em><\/strong>, 2014<br \/>\nOgnuno dei 94 episodi della serie HBO Sex and the City termina con una riflessione, sotto forma di domanda, posta dalla protagonista Carrie Bradshaw allo spettatore, attraverso l&#8217;escamotage della scrittura di un testo al computer. Quasi sempre le riflessioni sono legate alla costruzione di uno scenario alternativo alla puntata trascorsa, un &#8220;come sarebbe andata se&#8221; teso a riflettere sui clich\u00e9 dei rapporti tra uomo e donna. Tutti i &#8220;Couldn&#8217;t help but wonder&#8221; di Carrie Bradshaw, che finiscono regolarmente per replicare i meccanismi stereotipati della suddetta relazione uomo-donna, vengono compressi digitalmente da Conall McAteer in un video che funge da premessa auto-ironica all&#8217;intera mostra.<\/p>\n<p><strong>Tracey Moffatt<br \/>\n<em>Other<\/em><\/strong>, 2009<br \/>\n<em>Other<\/em> \u00e8 un montaggio serrato di scene prese da film Hollywoodiani e programmi TV, che descrivono il momento dell&#8217;incontro tra Occidente e popoli e nazioni diverse. Il video traccia una possibile storia della rappresentazione mainstream del &#8220;diverso&#8221; negli ultimi sessant&#8217;anni di storia del cinema, rivelando con ironia e intelligenza i rapporti intricati tra potere, norme culturali, trasgressione e desiderio.<\/p>\n<p><strong>Tabita Rezaire<br \/>\n<em>ASS 4 SALE<\/em><\/strong>, 2015<br \/>\nTabita Rezaire lavora con la produzione di immagini su schermo come una piattaforma per la decolonizzazione del cyberspazio. In<em>ASS 4 SALE<\/em> l&#8217;artista costruisce la genealogia del fenomeno del &#8220;twerking&#8221;, a partire dalla riappropriazione occidentale di una pratica tribale, fino alla definizione di una narrazione alternativa, basata su un&#8217;estetica e politica di resistenza all&#8217;egemonia del potere nelle interfacce digitali.<\/p>\n<p><strong>Franco Vaccari<br \/>\n<em>I Cani Lenti<\/em><\/strong>, 1971<br \/>\nProtagonista de <em>I Cani Lenti <\/em>\u00e8 il rapporto tra la camera (l&#8217;occhio meccanico) e i cani randagi osservati, filmati in slowmotion per ovviare all&#8217;impossibilit\u00e0 dell&#8217;uomo di controllare pienamente la macchina che usa nel momento della ripresa. Di l\u00ec a poco Vaccari teorizzer\u00e0 l&#8217;inconscio tecnologico, l&#8217;idea secondo cui l&#8217;occhio della cinepresa ha una volont\u00e0 indipendente e dimostra facolt\u00e0 che vanno oltre alla capacit\u00e0 umana di vedere: l&#8217;inconscio che viene registrato nel prodotto finito \u00e8 quello del mezzo, quindi &#8220;non \u00e8 importante che il fotografo sappia vedere, perch\u00e9 la macchina fotografica vede per lui&#8221;.<br \/>\n<strong>Collezione Permanente, Spazio Caleidoscopio<\/strong><br \/>\nmarted\u00ec-domenica, ore 9:00-13:00 \/ 15:00-18:00<br \/>\nluned\u00ec chiuso<\/p>\n<p><em>Ingresso libero\u00a0<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00a0\u00a0 PREMIO LORENZO BONALDI PER L\u2019ARTE \u2013 VIII Edizione SEZIONE SCUOLE CURATORIALI DEAR BETTY: RUN FAST, BITE HARD! A cura di Lucrezia Calabr\u00f2 Visconti Selezionata dalla scuola curatoriale CAMPO \u2013 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino Inaugurazione: venerd\u00ec 13 maggio, ore 19:00 Dal 14 maggio al 24 luglio 2016 la GAMeC &#8211; Galleria d\u2019Arte Moderna &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/57703\/arte\/dear-betty-run-fast-bite-hard-gamec-bergamo.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">DEAR BETTY: RUN FAST, BITE HARD! GAMEC BERGAMO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":57706,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[904,17893,17892,1166],"class_list":["post-57703","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-bergamo","tag-bite-hard","tag-dear-betty-run-fast","tag-gamec"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57703","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57703"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57703\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57707,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57703\/revisions\/57707"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57706"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57703"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57703"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57703"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}