
{"id":57407,"date":"2016-04-29T23:47:41","date_gmt":"2016-04-29T21:47:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=57407"},"modified":"2016-04-30T00:02:27","modified_gmt":"2016-04-29T22:02:27","slug":"beba-stoppani-amy-d-arte-spazio-esposizione-mia2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/57407\/arte\/beba-stoppani-amy-d-arte-spazio-esposizione-mia2016.html","title":{"rendered":"Beba Stoppani \/ AMY-D ARTE SPAZIO Esposizione MIA2016"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-57408\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-300x272.jpg\" alt=\"unnamed\" width=\"300\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-300x272.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-768x696.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-441x400.jpg 441w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed.jpg 912w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-57409\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-1-300x300.jpg\" alt=\"unnamed (1)\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-1-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-1-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/unnamed-1.jpg 850w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-57410\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/91aed4f2-b5ac-450c-9952-59e81c7937b2-149x400.jpg\" alt=\"91aed4f2-b5ac-450c-9952-59e81c7937b2\" width=\"149\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/91aed4f2-b5ac-450c-9952-59e81c7937b2-149x400.jpg 149w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/91aed4f2-b5ac-450c-9952-59e81c7937b2-112x300.jpg 112w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/91aed4f2-b5ac-450c-9952-59e81c7937b2.jpg 316w\" sizes=\"auto, (max-width: 149px) 100vw, 149px\" \/><\/p>\n<p>Beba Stoppani \/ AMY-D ARTE SPAZIO<\/p>\n<p>Esposizione MIA2016<\/p>\n<p>Titolo progetto globale: <strong><em>0\u00b0<\/em><\/strong> <em>a <strong>5000<\/strong><\/em><strong><em>mt\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (<\/em><\/strong><em>Zero gradi a 5000 metri)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel luglio del 2015 l&#8217;impatto dell&#8217;ondata di calore sulle Alpi raggiunge il suo picco ed \u00e8 tale che vengono<\/p>\n<p>vietate le escursioni in quota per il grave pericolo.<\/p>\n<p>A queste temperature la cima (calotta di ghiaccio perenne) del M. Bianco si riduce e il ghiacciaio del<\/p>\n<p>Rodano si scioglie come un ghiacciolo nelle mani di un bambino.<\/p>\n<p>Questo lavoro \u00e8 un grido di contrizione e dolore per i danni che stiamo provocando a noi stessi e<\/p>\n<p>all&#8217;ecosistema. Un richiamo al rispetto e all&#8217;amore per la Natura e la Montagna che pur colpita nella sua<\/p>\n<p>integrit\u00e0 ancora ci regala bellezza e risorse.<\/p>\n<p>Dalla fine dell&#8217;ultima glaciazione, intorno al 1850, il ghiacciaio del Rodano si ritrae.<\/p>\n<p>Da allora per molte generazioni fino ad oggi si \u00e8 mantenuta salva la tradizione di visitare la grotta di<\/p>\n<p>ghiaccio, non ugualmente siamo stati capaci di salvaguardarne l&#8217;ecosistema.<\/p>\n<p>Ogni anno grande sforzo \u00e8 messo nell&#8217;uso di teloni riflettenti per frenarne lo scioglimento in rapida e forte accelerazione&#8230;<\/p>\n<p>Ma nel viavai continuo dei visitatori (piccole formiche) che entrano ed escono giocosamente dalla<\/p>\n<p>grotta, pochi sembrano essere consapevoli\u00a0e \u201cvedere\u201d la deriva in cui siamo precipitati&#8230;<\/p>\n<p>La Montagna offre oggi ancora la sua maestosa bellezza, ma le generazioni future che faranno?<\/p>\n<p>Questo studio vuole essere un richiamo soprattutto per i giovani a una responsabilit\u00e0 pi\u00f9 forte verso<\/p>\n<p>il nostro pianeta e verso una ecologia integrale dove Uomo e Pianeta, sullo stesso piano, siano rispettati<\/p>\n<p>e vissuti come un Unico Organismo Vivente.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Beba Stoppani<\/p>\n<h5><strong>X-Change\u00a0<\/strong><strong>testo di Gigliola Foschi<\/strong><\/h5>\n<h5>Una mostra per riflettere sui cambiamenti climatici e sul nostro sempre pi\u00f9 problematico rapporto con la Terra. Si sente ripetere spesso che la temperatura media del nostro Pianeta \u00e8 gi\u00e0 salita di 1 grado centigrado, e che, se mai dovesse superare la soglia limite dei 2 gradi, faremmo i conti con citt\u00e0 sommerse dall\u2019acqua, campi e foreste in balia del deserto e altri scenari catastrofici. Ma siamo sicuri che qualcosa di grave non sia gi\u00e0 avvenuto? C\u2019\u00e8 da preoccuparsi solo per un incerto futuro a venire?\u00a0 No: molto, purtroppo, \u00e8 gi\u00e0 accaduto e sta accadendo \u2013 come\u00a0 testimoniano i lavori dei tre autori proposti dalla galleria AMY D Arte Spazio. E la fotografia, si sa, magari pu\u00f2 mentire, ma di certo riesce a raccontare solo l\u2019oggi o il passato pi\u00f9 o meno lontano, mentre si trova in evidente difficolt\u00e0 nell\u2019evocare il futuro (a meno che non si ricorra all\u2019uso massiccio di photoshop \u2013 ma non \u00e8 il caso dei nostri tre autori). E\u2019 alla fotografia, comunque, che spetterebbe il nobile compito di rendere visibili i drammi o i problemi reali che si celano dietro freddi dati statistici: un compito accolto appieno da Beba Stoppani, Edoardo Miola e Daesung Lee, uniti in nome dell\u2019ascolto della Terra e in sua difesa, anche se\u00a0 diversissimi tra loro per i temi affrontati e il modo di raccontarli.Gi\u00e0 nel titolo del suo lavoro, <em>0\u00b0a 5000 mt.<\/em>, <strong>Beba Stoppani<\/strong> ci annuncia che il suo \u00e8 un grido di dolore di fronte al dramma dello scioglimento dei ghiacciai, per l\u2019esattezza quello del Rodano (Svizzera). L\u2019autrice si trovava l\u00ec, ai piedi di questo ghiacciaio, quando l\u2019ondata di calore \u201canomala\u201d del luglio 2015, raggiunte le Alpi, lo faceva sciogliere come un \u201cghiacciolo nelle mani di un bambino\u201d \u2013\u00a0 cos\u00ec lei stessa racconta con scoramento. I dati geologici parlano chiaro e sono incontrovertibili: dal 1850 il ghiacciaio del Rodano \u00e8 diminuito di oltre 3 chilometri. Nelle tre settimane di canicola del luglio 2015 \u00e8 arretrato di ben 6 metri. Ma un conto \u00e8 venirne informati, tutt\u2019altra cosa vedere tale disastro sotto gli occhi,\u00a0 partecipare emotivamente al declino e alla sofferenza di questo gelido gigante, come riesce a fare Beba Stoppani. Lei non si limita infatti a documentare la tristezza e al contempo la grandiosit\u00e0 del ghiacciaio, ricoperto di teli riflettenti\u00a0 in un inane combattimento contro il sole e il riscaldamento planetario. Ma lo vede, e ce lo fa sentire, come l\u2019esito simbolico e pregnante del nostro comportamento folle nei confronti di una natura che pure ci nutre e di cui facciamo parte. Lo osserva, quasi fosse un malato grave, con uno sguardo impotente,\u00a0 carico di <em>pietas. <\/em>Lo sguardo di chi assiste amorevolmente un sofferente, cui si dovrebbero prestare subito cure appropriate. Cos\u00ec il ghiacciaio \u2013 riparato sotto teli che ne lasciano scoperte alcune parti, simili a membra consunte \u2013 rivela ancor di pi\u00f9 il suo declino, la sua scoraggiante vulnerabilit\u00e0. Sembra una\u00a0 \u201cpersona\u201d, a cui si vorrebbe, in un gesto d\u2019amore, restituire anche la forza perduta, la dignit\u00e0 e la sua storia.\u00a0 Beba Stoppani (discendente del grande geologo\/naturista\/scrittore Antonio Stoppani, autore di <em>Il<\/em> <em>Bel Paese, <\/em>e antesignano osservatore dell\u2019impatto umano sull\u2019ambiente) ha nutrito le sue memorie private e famigliari con le visite proprio a questo ghiacciaio. E ora non pu\u00f2 guardarlo con atteggiamento freddamente documentario.\u00a0 Cos\u00ec \u2013 oltre a proporre una serie d\u2019immagini cariche di empatia \u2013 entra anche nel tunnel di ghiaccio blu che, per la gioia dei visitatori, viene scavato ogni anno alla base del ghiacciaio:\u00a0 s\u2019immerge e ci immerge nella magia dei ghiacci che paiono trasformarsi in luminosi paesaggi lunari, in spazi aperti verso l\u2019infinito. Ma come fare per restituire la memoria dell\u2019antica possanza di questo ghiacciaio? La risposta la trova in una serie d\u2019immagini d\u2019epoca che ne testimoniano la trascorsa grandiosit\u00e0. Immagini che lei stampa su una fragile e preziosa carta tradizionale coreana, come a indicare che la memoria \u00e8 tenace ma anche pronta a svanire in un soffio, sommersa dall\u2019oblio e dal tempo che scorre.<strong>Edoardo Miola <\/strong>ci conduce in Scandinavia, in quella zona della Svezia settentrionale dove lui vive buona parte dell\u2019anno. Il suo sguardo su questi luoghi non \u00e8 dunque quello del turista di passaggio, ma di chi ha visto lentamente e progressivamente slabbrarsi il rapporto tra la popolazione svedese e il paesaggio boscoso cui un tempo era legata,\u00a0 e da cui traeva le principali fonti di sussistenza. Un\u2019assenza di rapporto che Miola indaga mostrandoci case spesso mal tenute o abbandonate, circondate da boschi e prati mal curati, dove troneggiano, come assurdi status-symbol, scassate auto americane. Boschi fitti, gelidi, privati della loro vitalit\u00e0 e della vita degli animali perch\u00e9 ormai divenuti solo \u201cmateria prima\u201d per l\u2019industria del legname.\u00a0 Il tutto con fotografie colorate, ben inquadrate, luminose e accattivanti che, invece di sottolineare il degrado e indicarcelo con forza, ambiguamente ci traggono in inganno grazie al loro aspetto seducente e fintamente\u00a0 bucolico. E in questo modo per\u00f2 ci spingono a osservarle con pi\u00f9 attenzione. In Svezia, l\u2019assenza di progetti capaci di coniugare vita e natura, consapevolezza e sviluppo non assume infatti toni forti e drammatici. Il buon livello di tutela sociale, di cui \u00e8 campione questo paese nordico, impedisce per fortuna l\u2019indigenza, ma si traduce poi in qualcosa di strisciante, nei segni pi\u00f9 o meno evidenti di un disagio sociale, di un vuoto di valori e di una perdita di cultura autoctona che, nei casi peggiori d\u00e0 spazio all\u2019alcolismo e alla depressione, in altri\u00a0 \u201csi limita\u201d a riproporre modelli omologati di basso livello. Il \u201cModello Svedese\u201d, che Miola ci mostra, invita cos\u00ec a riflettere sul disorientamento dell\u2019uomo contemporaneo, privo di mete consapevoli e ormai divenuto \u2013 come lo definisce Zygmunt Bauman \u2013 un \u201csottoproletario dello spirito\u201d.\u00a0Il coreano<strong> Daesung Lee <\/strong>affronta realt\u00e0 gi\u00e0 pesantemente segnate dall\u2019effetto serra e dal riscaldamento del pianeta Terra. Con il progetto <em>Ghoramara <\/em>mostra il dramma degli\u00a0 abitanti di quest\u2019isola del golfo del Bengala\u00a0 che, a causa del progressivo innalzamento\u00a0 delle acque, sono costretti a lasciarla per altre isole, le quali\u00a0 verranno a loro volta erose (\u00e8 stato calcolato che nel 2020 il 15% delle isole dell\u2019arcipelago delle Sundarbans saranno sommerse). Il suo lavoro <em>Futuristic Archaeology<\/em> \u00e8 invece\u00a0 dedicato \u00a0alla desertificazione della Mongolia: qui si \u00e8 assistito negli ultimi trent\u2019anni a una diminuzione delle precipitazioni del 10%\u00a0 e alla perdita di 140 chilometri quadrati di territori ormai divenuti inutilizzabili per il pascolo. Ma, si badi, questo autore evita con cura di creare immagini \u201cforti\u201d e di ovvia denuncia. Come insegna anche\u00a0 Duane Michals, la fotografia pu\u00f2 dare voce ai sogni, alle speranze, e non solo raccontare la realt\u00e0. Pu\u00f2 pi\u00f9 facilmente invitarci\u00a0 a riflettere l\u00e0 dove ci cattura con una bellezza capace di coniugarsi con la verit\u00e0, che non offrendoci spettacoli unicamente\u00a0 tristi e drammatici. Cos\u00ec\u00a0 Daesung Lee, nel suo delicato e soffuso lavoro dedicato alle persone che vivono o vivevano sull\u2019isola di Ghoramara, fotografa gli isolani in piedi, quali guerrieri solitari che eroicamente resistono in mezzo alla fiabesca e terribile immensit\u00e0 di un\u2019acqua pronta a erodere ogni residuo di terra su cui sono aggrappati.\u00a0 Mentre in\u00a0 <em>Futuristic Archaeology <\/em>\u00a0crea un giocoso, ironico e spiazzante dispositivo visivo, capace di coniugare\u00a0passato e presente, realt\u00e0 e sogno, il tutto all\u2019insegna della speranza e dell\u2019utopia. Una verdeggiante\u00a0 foto in stile diorama, appesa nel mezzo dell\u2019attuale paesaggio desertico della Mongolia, si offre infatti come una sorridente finestra che ricorda come erano un tempo quei luoghi, per invitarci a entrare nel passato. In un mondo dove le pecore trovavano pascoli abbondanti, dove l\u2019acqua si raccoglieva nei laghi\u00a0 e la gente indossava ancora i suoi smaglianti costumi\u2026 Simbolo di questa\u00a0 ricerca \u00e8 l\u2019immagine di una bambina che, munita di rullo e pittura, cerca di ridonare alla natura inaridita il colore verde delle speranza e dell\u2019erba tenera.<\/h5>\n<h5><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Beba Stoppani \/ AMY-D ARTE SPAZIO Esposizione MIA2016 Titolo progetto globale: 0\u00b0 a 5000mt\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Zero gradi a 5000 metri) &nbsp; Nel luglio del 2015 l&#8217;impatto dell&#8217;ondata di calore sulle Alpi raggiunge il suo picco ed \u00e8 tale che vengono vietate le escursioni in quota per il grave pericolo. A queste temperature la cima &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/57407\/arte\/beba-stoppani-amy-d-arte-spazio-esposizione-mia2016.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Beba Stoppani \/ AMY-D ARTE SPAZIO Esposizione MIA2016<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":57408,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[17814,17815],"class_list":["post-57407","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-beba-stoppani","tag-mia2016"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57407"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57407\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57411,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57407\/revisions\/57411"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}