
{"id":57207,"date":"2016-04-20T08:57:23","date_gmt":"2016-04-20T06:57:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=57207"},"modified":"2016-04-20T08:57:23","modified_gmt":"2016-04-20T06:57:23","slug":"sigmar-polke-palazzo-grassi-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/57207\/arte\/sigmar-polke-palazzo-grassi-venezia.html","title":{"rendered":"Sigmar Polke Palazzo Grassi Venezia"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-57208\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/Zirkusfiguren-300x180.jpg\" alt=\"Zirkusfiguren\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/Zirkusfiguren-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/Zirkusfiguren-768x461.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/Zirkusfiguren-500x300.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-57209\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/OhneTitel-300x219.jpg\" alt=\"OhneTitel\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/OhneTitel-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/OhneTitel-768x560.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/04\/OhneTitel-500x364.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Dal 17 aprile al 6 novembre 2016 Palazzo Grassi presenta la prima esposizione retrospettiva dedicata<br \/>\nin Italia a Sigmar Polke (1941-2010). La mostra, ideata da Elena Geuna e Guy Tosatto, direttore del mus\u00e9e de Grenoble, in stretta collaborazione con The Estate of Sigmar Polke, ripercorre tutta la carriera dell\u2019artista, dagli anni sessanta del Novecento agli anni 2000, illustrando le diverse sfaccettature<br \/>\ndella sua pratica artistica attraverso quasi novanta opere provenienti dalla collezione<br \/>\nPinault e da numerose collezioni europee pubbliche e private.<br \/>\nLa manifestazione si inscrive nella programmazione di Palazzo Grassi, che ospita alternativamente esposizioni tematiche basate sulla collezione Pinault e monografie di grandi artisti contemporanei, e celebra nel 2016 una doppia ricorrenza: il decennale della riapertura di Palazzo Grassi a opera di Fran\u00e7ois Pinault e il trentesimo anniversario della partecipazione di Sigmar Polke alla Biennale di Venezia nel 1986, per la quale ricevette il Leone d\u2019Oro.<br \/>\nAssociare i due eventi sembra naturale. Sigmar Polke, infatti, ha sempre testimoniato il proprio attaccamento alla citt\u00e0 dei Dogi, aderendo regolarmente agli inviti della Biennale; l\u2019artista occupa inoltre una posizione particolare nella collezione Pinault, segnatamente grazie al ciclo eccezionale di dipinti intitolato Axial Age, presentato a pi\u00f9 riprese a Punta della Dogana.<br \/>\nSigmar Polke, figura artistica fondamentale degli ultimi cinquant\u2019anni, ha profondamente rinnovato<br \/>\nil linguaggio pittorico della fine del XX secolo. Il suo incessante desiderio di sperimentazione riguarda tanto le immagini \u2013 delle quali mette in discussione la gerarchia e analizza la manifestazione<br \/>\n\u2013 quanto il supporto, coinvolto al punto di essere pienamente costitutivo della composizione e, ancora, i colori di cui insegue le potenzialit\u00e0 sia fisiche sia plastiche. Il suo approccio si sviluppa attraverso media differenti: la pittura e il disegno naturalmente, ma anche la fotografia, la fotocopia,<br \/>\nil film, l\u2019installazione, che all\u2019interno della sua opera si incrociano e arricchiscono vicendevolmente.<br \/>\nLa sua pratica si colloca in una prospettiva di rivitalizzazione del potere sovversivo dell\u2019arte e si fonda tanto sulla destabilizzazione dei meccanismi di percezione quanto sul rivolgimento dei generi e delle categorie.<br \/>\nIn occasione della Biennale del 1986, Sigmar Polke ha ideato un\u2019installazione straordinaria per il Padiglione tedesco, intitolata Athanor. Dall\u2019opera che associava pittura figurativa o astratta e installazione,<br \/>\npartendo dai colori termosensibili applicati direttamente sui muri di pietra di quarzo e meteorite, emergevano fondamentalmente due tematiche, l\u2019alchimia e la politica, individuate oggi come assi portanti dell\u2019esposizione di Palazzo\u00a0Grassi. Tuttavia, per rispettare lo spirito dell\u2019artista<br \/>\nprofondamente refrattario a ogni sistematizzazione e a ogni regola prestabilita, il percorso si emancipa regolarmente da questo schema, derogando tanto alla tematica quanto alla cronologia.<br \/>\nL\u2019esposizione inizia presentando per la prima volta nel patio centrale di Palazzo Grassi Axial Age (2005-2007), ciclo monumentale di sette dipinti (fra cui un trittico) esposto nel Padiglione centrale<br \/>\ndella Biennale nel 2007. Questo capolavoro affascinante, vero e proprio testamento artistico di Polke, evoca l\u2019intreccio originale tra visibile e invisibile e le differenze tra pensiero e percezione, facendo sempre riferimento alla teoria di Karl Jaspers sull\u2019et\u00e0 assiale.<br \/>\nLa mostra si sviluppa poi sui due livelli del palazzo secondo un percorso cronologico a ritroso, dalla<br \/>\nfine degli anni 2000 all\u2019inizio degli anni sessanta, disseminato di cicli eccezionali come Strahlen Sehen (2007), serie di cinque dipinti sulla visione e i suoi ostacoli, Hermes Trismegistos (1995), magistrale<br \/>\nevocazione in quattro parti del fondatore dell\u2019alchimia, Magische Quadrate (1992), sette variazioni madreperlate sui quadrati magici e sui pianeti, Laterna Magica (1988-1992), composto\u00a0da sei pannelli dipinti sul recto e sul verso in cui il quadro si fa vetrata o Negativwerte (1982), tre dipinti di un viola intenso e tossico. Queste opere permettono di cogliere per intero l\u2019ambizione della pratica di Sigmar Polke sulla tematica dell\u2019alchimia delle forme e dei colori a partire dall\u2019inizio degli anni ottanta.<br \/>\nIl suo gusto per la sperimentazione della materia pittorica si manifesta anche nei piccoli formati con la serie dei Farbprobe, summa di tutte le possibilit\u00e0 in termini di mescolanza di materiali eterogenei,<br \/>\ncos\u00ec come emerge il suo piacere nel giocare con le immagini secondo modalit\u00e0 diverse: manipolandole con la fotocopiatrice (F\u00fcr den Dritten Stand bleiben nur noch die Kr\u00fcmel, 1997), sovrapponendole come nelle trasparenze di Picabia (Alice im Wunderland, 1972) o frammentandole<br \/>\ngrazie all\u2019ingrandimento della trama fotografica (Man f\u00fcttert die H\u00fchner, 2005). Un piacere del gioco che, nell\u2019artista, \u00e8 sempre sinonimo di umorismo e leggerezza.<br \/>\nInsieme a queste opere aperte su ci\u00f2 che si trova oltre le apparenze, dove figurazione e astrazione<br \/>\nsi confondono, l\u2019artista, fedele all\u2019approccio critico nei confronti della societ\u00e0 contemporanea adottato fin dagli esordi, continua a realizzare dipinti dalla forte connotazione storico-politica. Il percorso espositivo ne riunisce alcuni fra i pi\u00f9 rappresentativi, come Polizeischwein (1986), e Amerikanisch-Mexikanische Grenze (1984), incentrati rispettivamente sulle forze dell\u2019ordine e sulle<br \/>\nfrontiere ed entrambi presenti alla Biennale del 1986, ma anche come Hochstand (1984) sui campi di concentramento e Schiesskebab (1994) sulle guerre fratricide della ex Jugoslavia\u2026 Alcune<br \/>\nopere aventi per soggetto la Rivoluzione francese, come Jeux d\u2019enfants (1988) o Message de Marie-Antoinette \u00e0 la Conciergerie (1989), evocano il rapporto di Sigmar Polke con la Storia.<br \/>\nGli anni settanta sono rappresentati da un\u2019importante selezione di lavori che illustrano sia la frenesia<br \/>\niconoclasta di Polke in questo periodo \u2013 come Cameleonardo da Willich (1979) con la sua sovrapposizione di caricatura e fumetto \u2013 sia la sua volont\u00e0 di sperimentare tecniche pittoriche a 360 gradi: ne sono un esempio Untitled (1970-1971) e la sua fioritura cromatica o Indianer mit Adler<br \/>\n(1975), con i dipinti metallizzati realizzati con la vernice spray e l\u2019utilizzo delle sostanze psicotrope<br \/>\npi\u00f9 diverse cui rimandano i funghi di Alice im Wunderland, 1972.<br \/>\nAl termine del percorso espositivo, infine, gli anni sessanta fanno luce sulla genesi di quest\u2019arte fuori del comune. In Telepathische Sitzung II (William Blake &#8211; Sigmar Polke, 1968) emerge l\u2019interesse<br \/>\nper i fenomeni paranormali gi\u00e0 manifestato dall\u2019artista, mentre la celebre Kartoffelhaus (1967\/1990), un capanno da giardino costellato di patate, attesta in particolare il suo gusto per l\u2019assurdo e i suoi legami con Fluxus. La sua attenzione si focalizza sulla pittura con la messa a nudo dei meccanismi dell\u2019immagine fotografica nei dipinti basati sulla trama di quest\u2019ultima,<br \/>\nInterieur (1966) o Vase II (1965), gli ammiccamenti all\u2019estetica del kitsch, con Reiherbild I (1968), o alle manie della modernit\u00e0 con Bohnen (1965) e Schrank (1963). Polke assimila anche la questione<br \/>\ndel supporto del dipinto attraverso l\u2019utilizzo di tessuti stampati i cui motivi decorativi dialogano con il soggetto dipinto, come in Das Palmen-Bild (1964) o Lampionblumen, 1966.<br \/>\nA complemento dell\u2019esposizione saranno presentati i Venice Films (1983-1986) e alcune serie di fotografie. Al Teatrino di Palazzo Grassi sar\u00e0 inoltre proiettata in autunno una selezione dei film pi\u00f9 significativi dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Catalogo\u00a0pubblicato da Marsilio Editori<br \/>\nprogetto grafico di Leonardo Sonnoli, Tassinari\/Vetta<\/p>\n<p><strong>Palazzo Grassi<\/strong> &#8211; Campo San Samuele 3231, Venezia<\/p>\n<p>Vaporetto: San Samuele (linea 2), Sant\u2019Angelo (linea 1)<\/p>\n<p>17 aprile &#8211; 6 novembre 2016<\/p>\n<p>http:\/\/www.palazzograssi.it\/<\/p>\n<p>APERTO DALLE 10 ALLE 19<br \/>\nULTIMO INGRESSO ALLE 18<br \/>\nCHIUSO IL MARTED\u00cc<\/p>\n<p>Biglietto intero :<br \/>\n15 euro \u00a0 Palazzo Grassi<\/p>\n<p>Biglietto ridotto per le scuole: \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 6 euro \u00a0 Palazzo Grassi<\/p>\n<p>foto<\/p>\n<p>Ohne Titel, 1972-1976<br \/>\nAcrilico, guazzo e vernice metallizzata su carta<br \/>\n198,1 x 274,3 cm<br \/>\nPinault Collection<\/p>\n<p>Zirkusfiguren, 2005<br \/>\nAcrilico, resina artificiale e creta su tessuto<br \/>\n300 x 500 cm<br \/>\nPinault Collection<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Dal 17 aprile al 6 novembre 2016 Palazzo Grassi presenta la prima esposizione retrospettiva dedicata in Italia a Sigmar Polke (1941-2010). 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