
{"id":56825,"date":"2016-02-16T10:14:02","date_gmt":"2016-02-16T08:14:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=56825"},"modified":"2016-03-23T10:19:34","modified_gmt":"2016-03-23T08:19:34","slug":"fabbrica-del-vapore-klaus-munch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/56825\/arte\/fabbrica-del-vapore-klaus-munch.html","title":{"rendered":"Fabbrica del Vapore Klaus M\u00fcnch"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-56826\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Klaus-Munch_Senza-titolo_2015_plexiglas_cm-55x210x100-300x201.jpg\" alt=\"Klaus Munch_Senza titolo_2015_plexiglas_cm 55x210x100\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Klaus-Munch_Senza-titolo_2015_plexiglas_cm-55x210x100-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Klaus-Munch_Senza-titolo_2015_plexiglas_cm-55x210x100-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Klaus-Munch_Senza-titolo_2015_plexiglas_cm-55x210x100-500x335.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Klaus-Munch_Senza-titolo_2015_plexiglas_cm-55x210x100-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Klaus-Munch_Senza-titolo_2015_plexiglas_cm-55x210x100-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>La Fabbrica del Vapore<\/strong><\/p>\n<p><strong>Edificio Messina Due<\/strong><\/p>\n<p>Milano, via Procaccini 4<\/p>\n<p><strong>Klaus M\u00fcnch. Gocce di spazi paralleli <\/strong><\/p>\n<p><em>a cura di Pietro Bellasi e Bruno Cor\u00e0<\/em><\/p>\n<p><strong>17 febbraio &#8211; 23 marzo 2016<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019originale universo creativo dell\u2019artista Klaus M\u00fcnch \u00e8 in mostra dal 17 febbraio al 23 marzo alla Fabbrica del Vapore di Milano &#8211; Edificio Messina Due in una significativa personale dal titolo \u201cKlaus M\u00fcnch. Gocce di spazi paralleli\u201d a cura di Pietro Bellasi, Bruno Cor\u00e0 con il contributo scientifico di Aldo Iori e presenta sculture in plexiglas, grandi opere su carta a grafite e cera, disegni realizzati con resina e pigmenti, dove micro e macrocosmo si riflettono continuamente l\u2019uno nell\u2019altro.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione promossa da Magonza Editore e Atlante Servizi Culturali in collaborazione con il Comune di Milano, La Fabbrica del Vapore, illustra attraverso <strong>inediti<\/strong> e <strong>opere degli ultimi anni<\/strong> il lavoro dello scultore tedesco che, formatosi tra Carrara e Monaco, si esprime attraverso la realizzazione di opere che evocano la formazione della vita nel cosmo in una concezione spaziale in divenire, avvicinandosi alla teoria degli universi paralleli.<\/p>\n<p>Il rapporto tra arte e scienza, tra micro e macrocosmo, \u00e8 sapientemente espresso nel nucleo di <strong>sculture policrome semisferiche <\/strong>in plexiglas che caratterizzane minerali, vegetali e animali ricavate al microscopio. Sono \u201ccupole\u201d di varie dimensioni che diventano \u201cspazio abitativo\u201d per l\u2019origine della vita, in cui le nanostrutture cellulari rimandano a pianeti, a mondio il lavoro dell\u2019artista dalla met\u00e0 degli anni Novanta, serigrafate internamente con immagini di cellul pi\u00f9 vasti, a costellazioni astratte.<\/p>\n<p>In mostra i lavori posizionati a terra e alle pareti definiscono lo spazio espositivo e collocano il visitatore all\u2019interno di una galassia di organismi plastici che induce alla riflessione sulla natura stessa dell\u2019uomo e dell\u2019universo. Ne sono esempi le opere in cui la texture cellulare serigrafata sulla superfice ricorda l\u2019immagine di un mondo lontano, in altre opere \u00a0impronte cromatiche evocano paesaggi lunari, ed in altre la trasparenza del colore su plexiglas richiama la vita nel suo stadio embrionale. Come spiega il curatore <strong>Pietro Bellasi<\/strong>: \u201c<em>Si tratta adesso soprattutto di \u201cbolle\u201d, di \u201ccupole\u201d, di \u201ccalotte\u201d; di forme frattali tridimensionali, incinte, gravide di una misteriosa, arcana quarta dimensionalit\u00e0 di riflessi, di fluorescenze, di barbagli. Anamorfosi di luce, sorprendenti nel loro disvelarsi elementare per disperdersi immediatamente in miriadi disseminate di elementi: come per una porzione di cielo al telescopio o una goccia di sangue al microscopio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In questi lavori, in cui si scorgono analogie formali e poetiche con opere di importanti artisti tra cui gli <em>Igloo<\/em> di Mario Merz, il soggetto dell\u2019opera diventa la dimensione dell\u2019infinito, sia esso a livello infinitamente piccolo o infinitamente ampio. Come sottolinea il curatore <strong>Bruno Cor\u00e0<\/strong>: \u201c<em>Le colonie formali d\u2019ingrandimenti biologici delle catene cellulari e molecolari che rivestono come micro-affreschi le pareti interne delle calotte di plexiglas di M\u00fcnch sono il corrispettivo dei paesaggi di Bosch ed Ernst, ma anche morfologie dialettiche con le \u201cNature\u201d o le \u201cEllissi\u201d di Fontana, condividendo con esse l\u2019entit\u00e0 spaziale\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In mostra emblematici scatti documentano la performance del 2006 al CAMeC di La Spezia in cui la modella all\u2019interno di grandi calotte compie lenti movimenti mimetizzandosi con le superfici di plexiglas e offre un\u2019immagine che allude all\u2019origine della vita.<\/p>\n<p>Il lavoro plastico di Klaus M\u00fcnch si accompagna da sempre al <strong>disegno<\/strong> dove l\u2019enfasi del gesto \u00e8 predominante e il tratto delinea forme e organismi cellulari che ritroviamo anche nelle opere realizzate a grafite, resina e pigmenti. A tale proposito <strong>Aldo Iori<\/strong> commenta: \u201c<em>Il diverso espandersi, essiccarsi, raggrinzirsi e miscelarsi delle resine, degli oli e dei pigmenti crea avanzamenti, nascondimenti e trasparenze nelle quali il rapporto tra segno e colore-materia acquista nuove qualit\u00e0. Lo spazio-tempo fenomenico dell&#8217;evento materico si lega indissolubilmente con quello dell&#8217;evento privato, intimo e riflessivo dell&#8217;artista presente nel disegno a grafite<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Completa la mostra un <strong>catalogo<\/strong> di <strong>Magonza Editore<\/strong> con testi dei curatori e di Aldo Iori.<\/p>\n<p><strong>Cenni biografici<\/strong><\/p>\n<p>Klaus M\u00fcnch nasce nel 1953 a Freiburg in Germania da genitori tedeschi, frequenta l\u2019Accademia di Belle Arti di Carrara dove si diploma in scultura e in seguito studia a M\u00fcnchen dove consegue il diploma in pittura. Da allora, per scelta personale vive e lavora in Italia a Casal Borgone, vicino a Torino, dove ha il suo studio.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni partecipa a numerose mostre nazionali e internazionali.<\/p>\n<p>Inizia la sua attivit\u00e0 espositiva frequentando l\u2019ambiente torinese degli anni Ottanta, in cui \u00e8 vivo il fermento prodotto da artisti che conosce personalmente come Mario e Marisa Merz, Gilberto Zorio, Giovanni Anselmo, Marco Gastini e alcuni coetanei come Vittorio Messina e Eduard Winklhofer. Nel 1986 espone per la prima volta a M\u00fcnchen e successivamente a Torino, Metz, Parigi, Modena, Freiburg, e altre citt\u00e0 europee. Seguono numerose mostre di cui si ricorda la personale nel 2006 presso il Centro Arte Moderna e Contemporanea \u2013 CAMeC di La Spezia; nello stesso anno \u00e8 invitato alla XII Biennale Internazionale di Scultura a Carrara e espone a Palazzo San Clemente a Firenze; nel 2007 partecipa alla Rassegna internazionale Artempo, a Palazzo Fortuny nell\u2019ambito della 52\u00b0 Biennale di Venezia. Nel 2008 lo vediamo ad Artissima a Torino. Nel 2012 vince il concorso per l\u2019installazione di un\u2019opera nella citt\u00e0 di Donaueschingen in Germania, nell\u2019ambito della manifestazione \u201cHeimattage Donaueschingen Skultpurenweg\u201d del Museo Biedermann. Nel 2013 tiene una personale presso Palazzo Panichi a Pietrasanta dal titolo \u201cNuovi Organismi Spaziali\u201d; nel 2015 espone presso il CaMusAC Museo d\u2019Arte Contemporanea di Cassino.<\/p>\n<p>Diverse sue opere si trovano in permanenza in importanti collezioni in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p><strong><u>Coordinate mostra <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Titolo<\/strong> Klaus M\u00fcnch. Gocce di spazi paralleli<\/p>\n<p><strong>A cura di <\/strong>Pietro Bellasi, Bruno Cor\u00e0<\/p>\n<p><strong>Sede <\/strong>La Fabbrica del Vapore &#8211; Edificio Messina Due, via Procaccini 4, Milano<\/p>\n<p><strong>Date<\/strong> 17 febbraio &#8211; 23 marzo 2016<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione<\/strong> marted\u00ec 16 febbraio, ore 18.30<\/p>\n<p><strong>Orari <\/strong>da marted\u00ec a domenica, ore 15-20<\/p>\n<p><strong>Catalogo <\/strong>Magonza Editore &#8211; <a href=\"http:\/\/www.magonzaeditore.it\/\">www.magonzaeditore.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Info pubblico <\/strong>tel. 075 372 1525 &#8211; <a href=\"mailto:atlanteserviziculturali@gmail.com\">atlanteserviziculturali@gmail.com<\/a> &#8211; www.atlantecooperativa.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fabbrica del Vapore Edificio Messina Due Milano, via Procaccini 4 Klaus M\u00fcnch. 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