
{"id":56705,"date":"2016-03-15T01:06:54","date_gmt":"2016-03-14T23:06:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=56705"},"modified":"2016-03-15T13:59:20","modified_gmt":"2016-03-15T11:59:20","slug":"locchio-cinematico-arti-visive-cinema-oltre-la-soglia-del-visibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/56705\/arte\/locchio-cinematico-arti-visive-cinema-oltre-la-soglia-del-visibile.html","title":{"rendered":"L\u2019OCCHIO CINEMATICO. ARTI VISIVE E CINEMA OLTRE LA SOGLIA DEL VISIBILE"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-56708\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Gianni-Colombo-After-points-1964-Metallo-lampada-animazione-elettromeccanica-45x45-cm-Courtesy-A-300x225.jpg\" alt=\"Gianni-Colombo-After-points-1964-Metallo-lampada-animazione-elettromeccanica-45x45-cm-Courtesy-A\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Gianni-Colombo-After-points-1964-Metallo-lampada-animazione-elettromeccanica-45x45-cm-Courtesy-A-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Gianni-Colombo-After-points-1964-Metallo-lampada-animazione-elettromeccanica-45x45-cm-Courtesy-A-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Gianni-Colombo-After-points-1964-Metallo-lampada-animazione-elettromeccanica-45x45-cm-Courtesy-A-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/03\/Gianni-Colombo-After-points-1964-Metallo-lampada-animazione-elettromeccanica-45x45-cm-Courtesy-A.jpg 860w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>INAUGURAZIONE MARTED\u00cc 15 MARZO 2016 ORE 18.30<\/p>\n<p>La galleria A arte Invernizzi inaugura marted\u00ec 15 marzo 2016 alle ore 18.30 la mostra L\u2019occhio cinematico a cura del regista cinematografico e filmmaker Francesco Castellani.<\/p>\n<p>La mostra indaga, secondo la personale visione del regista, possibili affinit\u00e0 concettuali ed espressive tra arti visive e cinema, utilizzando elementi specifici del linguaggio cinematografico come strumenti di analisi e lettura delle opere e compiendo scelte iconografiche alla ricerca di possibili connessioni, di relazioni profonde e non meramente formali tra i diversi linguaggi. Il fotogramma, il campo e fuori campo, la luce e le dinamiche ottico-fotografiche, il piano sequenza, il flashback, l\u2019ellissi di montaggio, sono \u201carnesi tecnici\u201d abituali del lavoro del regista, che vengono messi in gioco per progettare e sostanziare un \u201csistema di visione\u201d delle opere esposte.<\/p>\n<p>\u201cLe opere di Nicola Carrino, Enrico Castellani, Alan Charlton, Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Dadamaino, Riccardo De Marchi, Lesley Foxcroft, Fran\u00e7ois Morellet, Mario Nigro, Pino Pinelli, Niele Toroni e Michel Verjux &#8211; come scrive Francesco Castellani nel catalogo &#8211; danno corpo alla struttura di questo tentativo di racconto di connessioni, relazioni, e consonanze tra i linguaggi. Un tentativo che nel mio primo approccio \u00e8 iniziato pensando istintivamente al concetto di materia oscura.\u201d (&#8230;)<\/p>\n<p>\u201cQuando rifletto sugli artisti riuniti in questo progetto e su loro possibili relazioni con il cinema, non posso fare a meno di immaginarli come sperimentatori che con mezzi diversi dagli strumenti di laboratorio, cercano anch&#8217;essi la materia oscura: tentano cio\u00e8 con il loro agire artistico di dare una forma visibile a ci\u00f2 che si muove al di l\u00e0 della soglia del visibile, oltre il tempo e lo spazio convenzionali, fuori e dentro di noi, nella vastit\u00e0 dell&#8217;Universo come nel complesso labirinto del mondo interiore. Una ricerca questa, che condividono con i registi pi\u00f9 coraggiosi.\u201d<\/p>\n<p>Le opere sono proposte in un \u201csistema di visione\u201d articolato sui due piani della galleria, in tre \u201cpiani sequenza\u201d (elemento linguistico per eccellenza della tecnica cinematografica) con l\u2019intento di offrire una fruizione delle stesse come parte, ciascuna nella sua singolarit\u00e0, di un continuum coerente e fluido, proprio come nel cinema il piano sequenza identifica una dinamica di continuit\u00e0 narrativa non interrotta da tagli di montaggio.<\/p>\n<p>Nella sala del piano superiore il campo\/spazio tridimensionale dell\u2019intervento\/scultura di Nicola Carrino e le opere di Enrico Castellani, Gianni Colombo, Dadamaino, Riccardo De Marchi e Fran\u00e7ois Morellet dimostrano come il quadro\/campo, limite fisico del supporto materiale dell\u2019agire pittorico, siano il limite\/spazio condiviso, la comune soglia da superare verso la rappresentazione del fuori campo, di ci\u00f2 che \u00e8 oltre la soglia del visibile.<\/p>\n<p>In un ambiente successivo l\u2019opera di Niele Toroni, prende forma disponendosi sulle pareti come una \u201csequenza cinematografica\u201d con il suo sviluppo modulare delle impronte di pennello in progressione dall\u2019 uno al sei. L\u2019opera di Michel Verjux si pone come raccordo di montaggio, che unisce idealmente le sequenze del piano superiore a quella del piano inferiore, in una continuit\u00e0 del sistema di visione.<\/p>\n<p>Al piano inferiore, l\u2019uso analitico di elementi costitutivi dell\u2019immagine\/cinema indaga le possibili affinit\u00e0 tra i linguaggi e le opere di Alan Charlton, Carlo Ciussi, Lesley Foxcroft, Mario Nigro e Pino Pinelli, lette qui, secondo la concezione deleuziana, come immagini\/tempo e immagini\/movimento, forme visibili dell\u2019invisibile, elaborazioni cromatiche, plastiche, cinetiche e cinematiche di un universo senza requie (in perenne movimento) nel quale l\u2019individuo \u00e8 parte del tempo e della natura, precario groviglio di atomi alla ricerca di un senso dentro il Lebenswelt, quel mondo vitale che tutto avvolge e comprende in un unicum organico e universale.<\/p>\n<p>In occasione della mostra verr\u00e0 pubblicato un catalogo bilingue con la riproduzione delle opere in mostra, un saggio introduttivo di Francesco Castellani, una poesia di Carlo Invernizzi e un apparato biografico.<\/p>\n<p>MOSTRA: L\u2019OCCHIO CINEMATICO. ARTI VISIVE E CINEMA OLTRE LA SOGLIA DEL VISIBILE<\/p>\n<p>A CURA DI: FRANCESCO CASTELLANI<\/p>\n<p>ARTISTI ESPOSTI: NICOLA CARRINO, ENRICO CASTELLANI, ALAN CHARLTON, CARLO CIUSSI, GIANNI COLOMBO, DADAMAINO, RICCARDO DE MARCHI, LESLEY FOXCROFT, FRAN\u00c7OIS MORELLET, MARIO NIGRO, PINO PINELLI, NIELE TORONI, MICHEL VERJUX<\/p>\n<p>PERIODO ESPOSITIVO: 15 MARZO &#8211; 4 MAGGIO 2016<\/p>\n<p>ORARI: DA LUNED\u00cc A VENERD\u00cc 10-13 15-19, SABATO SU APPUNTAMENTO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>INAUGURAZIONE MARTED\u00cc 15 MARZO 2016 ORE 18.30 La galleria A arte Invernizzi inaugura marted\u00ec 15 marzo 2016 alle ore 18.30 la mostra L\u2019occhio cinematico a cura del regista cinematografico e filmmaker Francesco Castellani. La mostra indaga, secondo la personale visione del regista, possibili affinit\u00e0 concettuali ed espressive tra arti visive e cinema, utilizzando elementi specifici &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/56705\/arte\/locchio-cinematico-arti-visive-cinema-oltre-la-soglia-del-visibile.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">L\u2019OCCHIO CINEMATICO. ARTI VISIVE E CINEMA OLTRE LA SOGLIA DEL VISIBILE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":56708,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[13548,17641,17],"class_list":["post-56705","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte","tag-a-arte-invernizzi","tag-locchio-cinematico","tag-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56705","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56705"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56705\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56709,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56705\/revisions\/56709"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/56708"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56705"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56705"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56705"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}