
{"id":55844,"date":"2016-01-31T18:14:32","date_gmt":"2016-01-31T16:14:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=55844"},"modified":"2016-01-31T18:16:24","modified_gmt":"2016-01-31T16:16:24","slug":"gianni-moretti-maria-elisabetta-novello-au-milieu-art-city-white-night-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/55844\/arte\/gianni-moretti-maria-elisabetta-novello-au-milieu-art-city-white-night-bologna.html","title":{"rendered":"GIANNI MORETTI  MARIA ELISABETTA NOVELLO AU MILIEU Art City White Night Bologna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/1-Io-sono-qui.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-55845\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/1-Io-sono-qui-305x400.jpg\" alt=\"1 Io sono qui\" width=\"305\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/1-Io-sono-qui-305x400.jpg 305w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/1-Io-sono-qui-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/1-Io-sono-qui-516x676.jpg 516w\" sizes=\"auto, (max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>GIANNI MORETTI \/ MARIA ELISABETTA NOVELLO<\/strong><\/p>\n<p><strong>AU MILIEU<\/strong><\/p>\n<p>Un progetto di Martina Cavallarin<\/p>\n<p>A cura di Martina Cavallarin<\/p>\n<p><strong>Whitelight<\/strong><strong> Art Gallery<\/strong><\/p>\n<p>Via San Giorgio 12\/a Bologna<\/p>\n<p>Art City White Night<\/p>\n<p>23 gennaio \u2013 16 febbraio 2016<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Whitelight Art Gallery<\/strong>, in occasione di ArteFiera 2016, presenta la bipersonale <strong>di Gianni Moretti e Maria Elisabetta Novello<\/strong>. Il progetto <strong>AU MILIEU<\/strong>, <strong>a cura di Martina Cavallarin<\/strong>, sar\u00e0 inserito nel circuito di <strong>Art City White Night.<\/strong><\/p>\n<p><strong>AU MILIEU<\/strong> \u00e8 un progetto che si snoda tra il piano di lavoro elaborato dal critico, lo studio in cui l&#8217;artista elabora il progetto, l\u2019abitazione delle opere stabilito dal curatore e gli artisti, l\u2019ambito spaziale al quale \u00e8 destinato il lavoro e il rapporto tra opera e fruitore, quindi tra evento d\u2019arte e spettatore. Si tratta di declinazioni che intendono esercitarsi sul concetto di traccia, mappatura, appoggio, percezione, intercessione ed empatia, attenzione e incontro. Il respiro concettuale che affiora dalle opere esposte \u00e8 l\u2019importanza di ci\u00f2 che sta \u201cnel mezzo\u201d che in <strong>AU MILIEU<\/strong> si concentra sul \u201ccoefficiente d\u2019arte\u201d, lo spettatore, che partecipa e si abbandona all\u2019opera aumentandone potenza e significato.<\/p>\n<p>Scrive Gilles Deleuze a proposito dell\u2019interesse di Carmelo Bene per ci\u00f2 che \u00e8 un personaggio minore o maggiore: \u201cIl divenire, il movimento, la velocit\u00e0, il turbine, si trovano in mezzo. L\u2019interessante \u00e8 in mezzo, ci\u00f2 che succede nel mezzo (au milieu). Il mezzo non \u00e8 un media, \u00e8 invece un eccesso. Le cose crescono nel mezzo. Era questa l\u2019idea di Virginia Woolf. E il mezzo non vuol dire affatto essere nel proprio tempo, essere del proprio tempo, essere storico; al contrario. \u00c8 ci\u00f2 per cui i tempi pi\u00f9 diversi comunicano \u201c. (1.)<\/p>\n<p>Un\u2019esposizione d\u2019arte contemporanea non rappresenta, attraverso le opere, ci\u00f2 di cui parla il progetto, bens\u00ec attraverso le opere costruisce una nuova realt\u00e0 architettata attraverso esperimenti, tentativi, fallimenti, elaborazioni di processi creativi che si muovono nello spazio della galleria e percorrono il tempo dell\u2019esposizione e il tempo d\u2019incontro tra spettatore e opera. In questo senso AU MILIEU agisce, muovendosi nel territorio di mezzo, nell\u2019intermezzo messo in scena dalle installazioni in mostra, nel tentativo di sviluppare un luogo d\u2019incontro in cui mettere in discussione le regole del gioco.<\/p>\n<p>La mostra presenta un\u2019opera a tiratura limitata creata a tre teste e quattro mani, ovvero pensata dal critico e dagli artisti e realizzata concretamente dai due artisti, per una pratica olistica e di investigazione prevista e auspicabile nell\u2019arte contemporanea, che prende vita dalla verbalizzazione per esplicarsi nella visualizzazione. La scatola, di formato A5 edita in 30 copie, contiene una citazione di Gilles Deleuze dalla quale Martina Cavallarin ha preso spunto per strutturare il progetto e due interventi, realizzati da <strong>Gianni Moretti e Maria Elisabetta Novello,<\/strong> espressioni della processualit\u00e0 delle opere in mostra.<\/p>\n<p>Nello spazio espositivo le due installazioni a dimensioni ambientali, si snodano con andamento geometrico, da soffitto a pavimento: un percorso verticale teso al vuoto nel caso di Moretti e orizzontale teso al pieno nel caso di Novello. Partendo da ci\u00f2 che sta nel mezzo, nell\u2019intervallo tra le cose, Maria Elisabetta Novello svolge una ricerca, che si attiva dallo studio del libro <em>Specie di spazi<\/em> di George Perec, ricreando una mappatura che niente delinea e raffigura, un rettangolo pieno che intercetta la regione del dubbio, le coordinate dell\u2019incerto, la presenza dell\u2019effimero. La densa polvere a pavimento le cui scritte sul confine rimandano immediatamente alla bianca mappa del mare usata per la caccia allo <em>snark<\/em> nel poemetto umoristico di Lewis Carrol, crea una zona da attraversare o rispettare, un luogo di astrazione e di presenza, un territorio in cui apparizione e sparizione si alternano senza soluzione di continuit\u00e0. In opposta direzione ma teso allo studio del medesimo processo di <strong>AU MILIEU<\/strong>, Gianni Moretti edifica una struttura verticale che riprende l\u2019antica cinta muraria della citt\u00e0 di Bologna. Si tratta di una pelle fragile e inconsistente, una <em>seconda stanza<\/em> che lavora su una topografia geografica reale mediante la quale l\u2019artista mette in discussione tutte le frontiere e i confini del mondo per una ricerca rivolta allo stato delle cose, ai loro cambiamenti, al concetto di protezione che si scontra inevitabilmente con la chiusura, l\u2019esclusione, la delimitazione. Lo spettatore si avvicina all\u2019opera allertando un sistema di sensori che fanno suonare centinaia di campanelli che abitano asserragliati la struttura precaria di nylon e legno.<\/p>\n<p>Sulle pareti della galleria una serie di disegni realizzati con la cenere da Novello sviluppano il suo discorso di <em>Specie di spazi<\/em>. Le carte d\u2019oro di Moretti sono organismi saturi di scritte e materia, supporti fragili e densi che cadenzano il ritmo del respiro della struttura verticale.<\/p>\n<p><strong>AU MILIEU<\/strong> tende a tracciare una nuova e pi\u00f9 adeguata narrativa della societ\u00e0 contemporanea, organismo senza soluzione di continuit\u00e0 e in stato di complessa mutazione nel quale anche chi attiva un piano ideativo, il critico e chi lo dispone nello spazio, il curatore e gli artisti, e chi lo rivela ovvero l\u2019opera, \u00e8 disposto dallo spettatore: il paradigma \u00e8 nella direzione di una nuova legislazione del modo d\u2019intendere la societ\u00e0 e le forme di aggregazione e interazione che vi circolano e delle quali l\u2019arte rappresenta l\u2019elemento cardine atto al dialogo, al confronto, alla condivisione partecipata che va dall\u2019individuo alla collettivit\u00e0.<\/p>\n<ol>\n<li>Carmelo Bene, Gilles Deleuze, <em>Sovrapposizioni<\/em>. Quodlibet, 2002, p. 92.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00a9 Martina Cavallarin<\/p>\n<p><strong>Cenni biografici Gianni Moretti :<\/strong><\/p>\n<p>Gianni Moretti (Perugia, 1978), vive e lavora tra Milano e Berlino.<\/p>\n<p>Tra le mostre collettive e personali: Mongin Art Space, Seoul (Corea del Sud); Museo MAR, Ravenna; Museo d\u2019Arte Contemporanea, Lissone (MB); Museo di Palazzo Poggi, Bologna; Mestna Galerija, Nova Gorica (Slovenia); Palazzo Zenobio, Venezia; I.S.C.P., New York (USA).<\/p>\n<p>Nel 2011 partecipa a \u201cRound the Clock\u201d, evento collaterale della 54\u00b0 mostra internazionale d\u2019arte &#8211; La Biennale di Venezia.<\/p>\n<p>Ha collaborato con il teatro ed \u00e8 stato selezionato per residenze artistiche a New York, Seoul e Berlino.<\/p>\n<p>Tra i riconoscimenti ottenuti: Nel 2013, Finalista Premio Terna 05, Roma; Premio SetUp 2013, Bologna; Premio d\u2019Arte Rugabella 2011, Milano; Premio San Fedele 2007, Milano; XXIII Premio Oscar Signorini 2006, Milano; Premio Accademia Olimpica Nazionale 2006, Roma; Premio Iceberg 2005, Bologna; Premio Nazionale delle Arti 2003, Roma.<\/p>\n<p><strong>Cenni biografici Maria Elisabetta Novello:<\/strong><\/p>\n<p>Maria Elisabetta Novello (Vicenza 1974) ha esposto in numerose mostre personali e collettive, in spazi pubblici e privati, in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p>Tra le sue importanti mostre del 2015 si segnalano \u201cPer una gioiosa entropia\u201d Alessandra Lazzaris Maria Elisabetta Novello, Casa Cavazzini Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Udine, del 2014 \u201cSesta edizione Premio della Fondazione VAF, Schaufler Foundation, Schauwerk Sindelfingen, Stadtgalerie Kiel, con l\u2019assegnazione del Primo premio VI edizione Premio fondazione VAF &#8211; Palazzo Della Penna, Perugia.<\/p>\n<p>Nel 2013 \u201c Transparency belongs to Citizens Blumm Prize\u201d vincitrice Primo Premio, Ambasciata Italiana di Brussels, nel 2012 Menzione giuria Premio Combat in pittura, Museo Civico G. Fattori ex Granai Villa Mimbelli, Livorno, nel 2010 Premio Arti Visive, San Fedele, Milano e nel 2007 vincitrice Primo Premio al concorso ManinFesto a cura di Francesco Bonami, promosso dal Centro d\u2019Arte Contemporanea di Villa Manin di Passariano (Udine).<\/p>\n<p>Le sue opere si trovano nelle importanti collezione del MART di Rovereto e della VAF \u2013 Stiftung Collection.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.whitelightart.it\">www.whitelightart.it<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIANNI MORETTI \/ MARIA ELISABETTA NOVELLO AU MILIEU Un progetto di Martina Cavallarin A cura di Martina Cavallarin Whitelight Art Gallery Via San Giorgio 12\/a Bologna Art City White Night 23 gennaio \u2013 16 febbraio 2016 \u00a0Whitelight Art Gallery, in occasione di ArteFiera 2016, presenta la bipersonale di Gianni Moretti e Maria Elisabetta Novello. 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