
{"id":55818,"date":"2016-01-24T10:42:14","date_gmt":"2016-01-24T08:42:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=55818"},"modified":"2016-01-31T11:42:37","modified_gmt":"2016-01-31T09:42:37","slug":"aperitivo-in-concerto-frank-london-the-glass-house-orchestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/55818\/musica\/aperitivo-in-concerto-frank-london-the-glass-house-orchestra.html","title":{"rendered":"APERITIVO IN CONCERTO FRANK LONDON  &#038; THE GLASS HOUSE ORCHESTRA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Frank-London-24-genn.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-55819\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Frank-London-24-genn-500x333.jpg\" alt=\"Frank London 24 genn\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Frank-London-24-genn-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Frank-London-24-genn-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Frank-London-24-genn-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>APERITIVO IN CONCERTO<\/em><\/strong><strong> 2015-2016<\/strong><\/p>\n<p><strong>TEATRO MANZONI (via Manzoni, 42 \u2013 210121 Milano)<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">DOMENICA 24 GENNAIO 2016 ore 11.00<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>PRIMA E UNICA DATA ITALIANA<\/strong><\/p>\n<p><strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">il celebre trombettista dei Klezmatics <\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">rende omaggio alla Giornata della Memoria<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>FRANK LONDON <\/strong><\/p>\n<p><strong>&amp; THE GLASS HOUSE ORCHESTRA<\/strong><\/p>\n<p><em>tromba, tastiere <\/em><strong>Frank London<\/strong><\/p>\n<p><em>sassofoni, flauto <\/em>B\u00e9la \u00c1goston<\/p>\n<p><em>violino, voce <\/em>Edina Szirtes M\u00f3kus<\/p>\n<p><em>violino <\/em>Jake Shulman-Ment<\/p>\n<p><em>chitarra <\/em>Aram Bajakian<\/p>\n<p><em>cimbalom <\/em>Mikl\u00f3s Luk\u00e1cs<\/p>\n<p><em>contrabbasso <\/em>Pablo Aslan<\/p>\n<p><em>batteria <\/em>Yonadav Halevy<\/p>\n<p><strong><em>\u201cAperitivo in Concerto\u201d<\/em> presenta domenica 24 gennaio 2016, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42) un appassionato\u00a0 omaggio alla prossima\u00a0 <em>Giornata della Memoria<\/em> (27 gennaio 2016) da parte di un grande artista<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Frank London, acclamato trombettista, amato e popolarissimo solista dei <em>Klezmatics<\/em>, grande poeta della cultura musicale yiddish, con <em>The Glass House Project<\/em> ricorda le vittime della Shoa in Ungheria nel 1944 e la famosa <em>Glass House<\/em> (Casa di Vetro, <em>\u00dcvegh\u00e1z<\/em>), in cui il diplomatico svizzero Carl Lutz dette rifugio a migliaia di ebrei a Budapest. Lutz (1895-1975) salv\u00f2 62.000 ebrei dalla deportazione verso i campi di concentramento nazisti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Accompagnato da uno stuolo di artisti straordinari provenienti delle Americhe (come il chitarrista Aram Bajakian e il contrabbassista Pablo Aslan), dall\u2019Ungheria e da Israele, London (che ha raccolto per l\u2019occasione una vasta messe di musiche appartenenti alla tradizione ebraico-ungherese) ripercorre le vicende di Lutz e della Casa di Vetro, facendo uso di una molteplicit\u00e0 di antiche fonti musicali ebraiche e zingare e creando un affresco intenso quanto lirico e appassionante.<\/strong><\/p>\n<p>Quella di Carl Lutz fu un\u2019impresa ora riconosciuta come lo sforzo di salvataggio pi\u00f9 grande che sia stato intrapreso nell\u2019Europa dominata dai nazisti, ma per pi\u00f9 di cinquant\u2019anni rimasta a giacere tra gli archivi governativi e i documenti di famiglia. La biografia racconta come Lutz, console svizzero a Budapest dal 1942 al 1945, abbia sfidato tutte le regole diplomatiche rilasciando documenti di protezione per decine di migliaia di ebrei ungheresi e mettendo a rischio la propria vita.<\/p>\n<p>Forse la realt\u00e0 pi\u00f9 incredibile \u00e8 che in Svizzera quasi nessuno conosce la figura di Carl Lutz, nessuno si \u00e8 battuto perch\u00e9 i suoi meriti venissero riconosciuti prima della morte, avvenuta nel 1975.<\/p>\n<p>Eppure si tratta di uno dei pi\u00f9 grandi eroi che la Svizzera abbia mai avuto, un diplomatico di origini appenzellesi che con l&#8217;unico aiuto della moglie riusc\u00ec a strappare ai campi di concentramento e alle feroci &#8220;croci frecciate&#8221;, i fascisti dell&#8217;Ungheria nazista, migliaia di ebrei.<\/p>\n<p>Tutto cominci\u00f2 nel 1942, quando il 47enne Carl viene nominato viceconsole presso l&#8217;ambasciata svizzera a Budapest e si trasferisce nella capitale ungherese con la moglie Gertrud. La sua prima azione, avendo subito compreso il destino riservato dai nazisti agli ebrei, \u00e8 quella di far emigrare diecimila bambini, in collaborazione con l&#8217;Agenzia ebraica per la Palestina.<\/p>\n<p>Nel marzo del 1944 Budapest viene occupata dalle truppe tedesche e il famigerato ufficiale delle SS Adolf Eichmann d\u00e0 il via alla deportazione di massa degli ebrei ungheresi. Vagoni blindati, marce forzate verso Vienna decimano la popolazione del ghetto.<\/p>\n<p>In questo inferno Lutz ha un&#8217;idea: emettere un numero inverosimile (molto pi\u00f9 alto del consentito) di &#8220;Schutzbriefe&#8221;, &#8220;lettere di protezione&#8221; che garantiscano al possessore la tutela diplomatica di Berna.<\/p>\n<p>Tra la popolazione ebraica si scatena cos\u00ec una vera caccia alla &#8220;Schutzbrief&#8221; e non poche furono quelle falsificate. La figlia adottiva ricorda un momento particolarmente drammatico, quello in cui Carl e la moglie Gertrud vengono obbligati dalle SS a riconoscere le vere <em>Schutzbriefe<\/em> da quelle false.<\/p>\n<p>Il loro giudizio, quel giorno, decise della vita e della morte di molti ebrei, una scelta dolorosissima cui purtroppo non poterono sottrarsi, pena rappresaglie dei nazisti sugli altri ebrei da loro protetti.<\/p>\n<p>Lutz nel frattempo aveva esteso la tutela elvetica anche a una sessantina di palazzi di Budapest e a una ex fabbrica di vetro (&#8220;la casa di vetro&#8221;), tutti edifici che avevano ottenuto lo status di extraterritorialit\u00e0 e che ospitavano migliaia di ebrei protetti dalle Schutzbriefe.<\/p>\n<p>Varie volte il viceconsole dovette intervenire a rischio della propria vita per impedire in extremis retate delle &#8220;croci frecciate&#8221;, riuscendo quasi per miracolo a mantenere l&#8217;inviolabilit\u00e0 diplomatica di quei palazzi fino all&#8217;arrivo dell&#8217;Armata Rossa e al crollo del regime nazista nel 1945.<\/p>\n<p>In seguito, fonti ebraiche stabilirono che il sistema ideato da Lutz aveva salvato oltre 62mila ebrei e, nel 1964, Israele nomin\u00f2 lui e Gertrud (da cui nel frattempo aveva divorziato) &#8220;Giusti tra le nazioni&#8221;. Silenzio e imbarazzo invece da Berna: pi\u00f9 volte, anzi, il Ministero degli Esteri accus\u00f2 Lutz di aver abusato del suo ruolo, arrivando a mettere in pericolo la neutralit\u00e0 elvetica.<\/p>\n<p>Nel 1975, il viceconsole mor\u00ec amareggiato per non aver ottenuto alcun riconoscimento ufficiale; Gertrud mor\u00ec d&#8217;infarto nel 1995, proprio mentre si recava da Berna a Zurigo in treno per partecipare a una trasmissione della Televisione della Svizzera Tedesca che, finalmente, avrebbe dovuto spiegare agli svizzeri i meriti suoi e del marito.<\/p>\n<p><strong>FRANK LONDON<\/strong><\/p>\n<p><strong>Frank London<\/strong>, trombettista e compositore di fama, ha intrapreso da qualche anno una brillante carriera solistica aprendo i confini del <em>klezmer<\/em> ad altre sonorit\u00e0. Si esibisce regolarmente con i <em>Klezmatic<\/em>s e <em>The Hasidic New Wave<\/em>. La sua carriera \u00e8 veramente impressionante: ha suonato con John Zorn, LL Cool J,Mel Torm\u00e9, Lester Bowie&#8217;s Brass Fantasy, LaMonte Young, They Might Be Giants, David Byrne, Jane Siberry, Itzhak Perlman, Ben Folds 5, Mark Ribot e GalCosta. La sua tromba \u00e8 presente in pi\u00f9 di 100 dischi. E&#8217; stato tra i cofondatori dei gruppi Les Miserables Brass Band e della Klezmer Conservatory Band.<\/p>\n<p><strong>EDINA SZIRTES M\u00d3KUS<\/strong><\/p>\n<p><strong>Szirtes Edina \u201cM\u00f3kus\u201d<\/strong> \u00e8 una fra le pi\u00f9 amate e apprezzate artiste ungheresi. Nata nel 1975 a Kecskem\u00e9t, si \u00e8 laureata nel 2000 all\u2019Universit\u00e0 di Szeged. Nel 2002 si \u00e8 diplomata in violino alla Liszt Ferenc Zenem\u0171v\u00e9szeti Egyetem (Accademia Di Musica Franz Liszt) di Budapest. Ha partecipato a un cospicuo numero di progetti e gruppi in pi\u00f9 ambiti musicali, ottenendo numerosi premi come l\u2019Hungarian Composer Award (2001), il Fonogram Award (2010), l\u2019Artisjus Prize per nuovi compositori (2012).<\/p>\n<p><strong>JAKE SHULMAN-MENT<\/strong><\/p>\n<p>Il violinista <strong>Jake Shulman-Ment<\/strong> \u00e8 fra i principali esponenti dello studio e dell\u2019interpretazione del klezmer negli Stati Uniti. Ha inciso e collaborato con gruppi specialistici quali Romashka, Metr\u00f3Folk, Klezminors, Village Klezmer Quintet, Art Bailey\u2019s Orkestra Popilar cos\u00ec come con artisti e gruppi quali David Krakauer, Frank London, Duncan Sheik, Alicia Svigals, Deborah Strauss, Jeff Warschauer, Adrienne Cooper, Margot Leverett Klezmer Mountain Boys. Insegna allo Henry Street Settlement di New York e nel corso di arti popolari <em>yiddish<\/em> del KlezKamp.<\/p>\n<p><strong>B\u00c9LA \u00c1GOSTON<\/strong><\/p>\n<p>Il sassofonista <strong>B\u00e9la \u00c1goston<\/strong> si definisce un \u201cnavigante musicale\u201d. Fondatore nel 1990 del grupppo Mecseki Free, si \u00e8 diplomato in musicologia e ha collaborato con gruppi ben noti in Ungheria quali V\u00edz\u00f6nt\u0151, Grencs\u00f3 Open Collective e Kampec Dolores, oltre a far parte di complessi dediti allo studio del folklore musicale ungherese e ebraico-ungherese come Etnofon Music Company e Odessa Klezmer Band. Oggi guida propri gruppi come l\u2019\u00c1goston Trio l\u2019\u00c1goston Quartet, Agostones e Zuboly.<\/p>\n<p><strong>ARAM BAJAKIAN<\/strong><\/p>\n<p>Il chitarrista <strong>Aram Bajakian<\/strong> (che si \u00e8 gi\u00e0 esibito al Teatro Manzoni con il gruppo <em>Abraxas<\/em> guidato da Shanir Blumenkranz) ha inciso e collaborato con artisti di rilievo quali Lou Reed, Diana Krall, Yusef Lateef, John Zorn, Marc Ribot, Nels Cline, James Carter, Jamaaladeen Tacuma,\u00a0 Mat Maneri, il cantante del gruppo Can, Malcolm Mooney. \u00c8 leader di var\u00ee gruppi, fra i quali Kef, dedicato alla musica tradizionale armena. Ha realizzato diversi album a suo nome, tutti entusiasticamente apprezzati da pubblico e critica.<\/p>\n<p><strong>MIKL\u00d3S LUK\u00c1CS<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mikl\u00f3s Luk\u00e1cs<\/strong> \u00e8 uno fra i pi\u00f9 apprezzati solisti di cimbalom al mondo. Il suo stile interpretativo e esecutivo \u00e8 unico, il che lo ha portato ad essere grandemente richiesto anche da artisti come Charles Lloyd, Archie Shepp, Chris Potter, Steve Coleman, Herbie Mann, Uri Caine, Chico Freeman. Luk\u00e1cs si \u00e8 esibito anche come solista con orchestre di valore internazione (Orchestre de la Suisse Romande, BBC Symphony Orhestra, Orchestra Nazionale della RAI, Orchestra Filarmonica di Varsavia, ecc.), esibendosi in sale quali Covent Garden, Royal Albert Hall, Barbican Center, Carnegie Hall, Concertgebouw di Amsterdam, l\u2019Opera di Lione e Bordeaux. Nel 2006 ha fondato il Luk\u00e1cs Mikl\u00f3s Quintet, dedicandosi anche alla composizione e all\u2019insegnamento presso lo Sn\u00e9tberger Music Talent Center. Ha ricevuto l\u2019Artisjus Award (2000; 2009) and l\u2019Hungarian Award for the Arts (2011).<\/p>\n<p><strong>PABLO ASLAN<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Buenos Aires, <strong>Pablo Aslan<\/strong> ha studioto presso la University of California, Santa Cruz, il CalArts, l\u2019UCLA. Dagli anni Novanta si esibisce nelle pi\u00f9 importanti sale di New York, dove ha guidato gruppi quali New York Buenos Aires Connection, Avantango, New York Tango Trio, collaborando con artisti quali Thomas Chapin, Ethan Iverson (oggi nei Bad Plus), Kenny Wollesen, Donny McCaslin, Raul Jaurena e Tito Castro. Pi\u00f9 volte nominato per il Grammy, ha inciso e lavorato con Yo Yo Ma, Lalo Schifrin, Pablo Ziegler, Osvaldo Golijov, Arturo O\u2019Farrill, Emilio Solla, Fernando Otero, Paquito D\u2019Rivera.<\/p>\n<p><strong>YONADAV HALEVY<\/strong><\/p>\n<p>Nato e cresciuto a Haifa, in Israele, <strong>Yonadav \u201cYoni\u201d Halevy<\/strong> ha iniziato a suonare la percussione all\u2019et\u00e0 di sette anni, nella locale orchestra giovanile. Interessatosi al jazz, esordisce professionalmente a sedici anni, studiando poi con Arnie Lawrence e perfezionandosi anche in taluni ambiti della musica araba. Si \u00e8 poi trasferito a New York nel 2004, collaborando con artisti quali Sheila Jordan, Joel Frahm, Omer Avital, Jason Lindner, Vincent Herring, Donny McCaslin, Avishai Cohen, Aaron Goldberg, David Binney, Tim Berne, Dana Leong, Sharon Jones and the Dap Kings, Pharaoh&#8217;s Daughter, Frank London, 9 Volt, Zion80, Firewater. Yonadav \u00e8 il leader del ben noto gruppo post-funk The Apples ed \u00e8 un membro del collettivo hip hop Spokinn Movement.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>APERITIVO IN CONCERTO 2015-2016 TEATRO MANZONI (via Manzoni, 42 \u2013 210121 Milano) DOMENICA 24 GENNAIO 2016 ore 11.00 PRIMA E UNICA DATA ITALIANA il celebre trombettista dei Klezmatics rende omaggio alla Giornata della Memoria FRANK LONDON &amp; THE GLASS HOUSE ORCHESTRA tromba, tastiere Frank London sassofoni, flauto B\u00e9la \u00c1goston violino, voce Edina Szirtes M\u00f3kus violino &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/55818\/musica\/aperitivo-in-concerto-frank-london-the-glass-house-orchestra.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">APERITIVO IN CONCERTO FRANK LONDON  &#038; THE GLASS HOUSE ORCHESTRA<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[2450,17222,1568],"class_list":["post-55818","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-musica","tag-aperitivo-in-concerto","tag-frank-london-the-glass-house","tag-orchestra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55818","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55818"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55818\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55820,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55818\/revisions\/55820"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}