
{"id":556,"date":"2009-04-30T09:03:29","date_gmt":"2009-04-30T07:03:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=556"},"modified":"2009-04-30T09:22:45","modified_gmt":"2009-04-30T07:22:45","slug":"monet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/556\/arte\/monet.html","title":{"rendered":"Monet"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Normal\">&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-Claude%20Monet%20%20Les%20agapanthes%2C%201914-19172.jpg\" border=\"0\" width=\"134\" height=\"180\" \/><\/span><span class=\"Normal\">dal 29\/4\/09 al 27\/9\/09<br \/> Palazzo Reale<br \/> piazza Duomo, 12<br \/> Milano&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-rpses.JPG\" border=\"0\" width=\"180\" height=\"116\" \/>&nbsp;&nbsp;<br \/> <\/span><\/p>\n<p> <span class=\"Normal\"> <\/p>\n<p> Il tempo delle ninfee<br \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-Ninfee.JPG\" border=\"0\" width=\"180\" height=\"132\" \/><\/p>\n<p> Una grande mostra promossa dal Comune di Milano &#8211; Cultura a Palazzo Reale, per una visione nuova dei capolavori che Claude Monet ha dipinto nel -tempo delle ninfee-, entrando con la sua nuova arte nel cuore del Novecento.<br \/> Grazie al piu&#39; grande prestito mai concesso all&#39;estero dal Museo Marmottan Monet,la mostra si sviluppa intorno a 20 grandi tele che il padre dell&#39;impressionismo ha dedicato allo studio del suo giardino di Giverny nell&#39;ultima stagione della sua vita e della sua ricerca artistica.<br \/> Nel 1890 Claude Monet acquista la casa e il giardino di Giverny, lungo la Senna, a nord di Parigi. Ha cinquant&#39;anni ed e&#39; l&#39;esponente piu&#39; rappresentativo dell&#39;Impressionismo, il padre del movimento a cui aveva dato anche il nome, chiamando -impressioni- i suoi primi quadri, e che aveva cambiato la storia dell&#39;arte in Francia e in Europa.<br \/> Quella dei giardini e&#39; una passione della prima ora, che Monet ha gi&agrave; vissuto a Ve&#39;theuil e poi ad Argenteuil. Ma Giverny e&#39; finalmente il sogno di una vita, il suo vero grande progetto.<br \/> Nella casa di Giverny Monet vivr&agrave; il resto della sua lunga vita, cercando senza sosta di realizzare quella che considera l&#39;opera d&#39;arte in assoluto piu&#39; importante: il suo giardino. Accanto al giardino francese, con i fiori che ha piantato in un primo tempo, con fatica e tenacia e perfino con l&#39;aiuto del presidente Clemenceau, costruir&agrave; un giardino acquatico e, in uno stagno, circondato da cotogni, felci, salici, rododendri e azalee, metter&agrave; a dimora le piu&#39; diverse specie di ninfee: e&#39; il suo giardino giapponese, oggi il piu&#39; visitato al mondo.<br \/> Quegli anni, dall&#39;ultimo decennio dell&#39;Ottocento al 1926, saranno per Monet il tempo delle ninfee, quello a cui e&#39; interamente dedicata la mostra allestita nelle sale nobili di Palazzo Reale a Milano.<br \/> Il cuore del percorso espositivo e&#39; costituito da 20 capolavori di Monet, mai usciti in questa quantit&agrave; e qualit&agrave; dal Museo Marmottan: venti grandi tele che Monet ha dipinto tra il 1887 e il 1923 e che ci restituiscono il percorso che lo ha portato a cercare di trasferire, dal suo giardino alla sua arte, i salici piangenti, le ninfee, i ponti giapponesi, i fiori di ciliegio e gli iris che lo popolano.<br \/> Realizzate nei primi due decenni del secolo, mentre si affermavano il Cubismo e le avanguardie, le ninfee di Monet sono l&#39;atto potente di un genio artistico che va oltre il proprio tempo e che dalla lontana invenzione della pittura en plein air oltrepassa tutta la cultura successiva. Le ninfee sono il punto di arrivo di una utopia progettata e realizzata nell&#39;ultima stagione della vita, di un&#39;idea totalizzante di rifondazione della pittura che, partendo dai colori vivi e dai paesaggi senza orizzonte delle stampe giapponesi si pone come uno dei grandi contributi alla pittura moderna, non inferiore, come affermer&agrave; Picasso nel 1944, a quello di Ce&#39;zanne.<\/p>\n<p> Saranno infine i grandi artisti dell&#39;Espressionismo astratto, da Pollock in poi, a darci l&#39;idea definitiva della grandezza di Monet nel tempo delle ninfee.<br \/> Accanto alle sue grandi tele, la mostra presenta una ampia e interessantissima documentazione fotografica, con le immagini coeve del giardino di Giverny.<br \/> &laquo;I pannelli delle Ninfee ci mostreranno [Monet]&raquo; scrive George Clemenceau (1841-1929), amico e grande figura politica e intellettuale francese &laquo;perdutamente teso verso la realizzazione dell&#39;impossibile. Dalla sua mano fremente si slanciano razzi di trasparenze luminose, che fanno scoccare, nell&#39;impasto grasso, nuovi fiammeggiamenti di chiarore. Il genio non sta meno nell&#39;offensiva dei pennelli sulla tela che nel rimescolamento della paletta multicolore ove Monet coglier&agrave; tutto a un tratto, con un gesto risoluto, le gocce di una rugiada di luce di cui far&agrave; elemosina agli elementi, che non si preoccupano di conservarla. Da vicino, la tela sembra in preda a un baccanale di colori scorretti, che, dal giusto punto di vista, si ordinano, si sistemano, si associano per una delicata costruzione di forme interpretative nella precisione e nella sicurezza dell&#39;ordine luminoso&raquo;.<br \/> Non poteva mancare un richiamo all&#39;arte giapponese che ha un ruolo determinante in questa stagione della vita e della ricerca artistica di Monet. In mostra sono infatti esposte (a rotazione per ragioni conservative) 56 stampe di Hokusai e Hiroshige, provenienti dal Museo Guimet di Parigi, grazie ad una eccezionale partnership tra le due grandi istituzioni francesi.<br \/> Monet non e&#39; il solo pittore ad essere influenzato dalle produzioni giapponesi che ormai circolavano in Europa, ma e&#39; sicuramente tra loro il maggiore collezionista con 276 stampe nella tradizione ukiyo-e. Il suo maggiore interesse e&#39; la lettura del paesaggio e della natura attraverso un loro frammento e la serialit&agrave; delle vedute, in particolare quelle del Monte Fuji e dei fiori di Hokusai, cosi&#39; come quelle delle acque e dei ponti di Hiroshige.<br \/> Il confronto tra l&#39;idea di paesaggio nell&#39;arte giapponese e le opere del Maestro e&#39; infine completato dall&#39;esposizione di una serie di preziose fotografie dell&#39;Ottocento, dipinte a mano, di giardini giapponesi.<br \/> La mostra promossa dal Comune di Milano &#8211; Cultura, sotto l&#39;alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Ministero degli Esteri, del Ministero per i Beni e le Attivit&agrave; Culturali e del Consolato Generale del Giappone a Milano, ha il privilegio di promuovere una inedita collaborazione tra due grandi istituzioni francesi come il Museo Marmottan Monet, che fu creato alla sua morte dagli eredi e dagli amici di Monet e custodisce la piu&#39; vasta e importante collezione al mondo della sua opera e il Museo Guimet, il piu&#39; grande museo d&#39;arte orientale in Europa.<br \/> Ideata e curata da Claudia Zevi &amp; Partners, l&#39;iniziativa si avvale di importanti contributi, da quello di Michel Draguet che ha studiato a lungo la trasformazione della pittura di Monet negli anni in cui si dedica alla costruzione del suo giardino, a quello di Marco Fagioli, uno dei maggiori esperti del -giapponismo- nelle arti figurative europee alla fine dell&#39;ottocento e massimo conoscitore della fotografia giapponese della seconda met&agrave; del XIX secolo, di cui la mostra presenter&agrave; diversi e rari esempi, a quello di He&#39;le&#39;ne Bayou, direttrice del dipartimento giapponese del Museo Guimet.<br \/> L&#39;evento e&#39; prodotto da Palazzo Reale con la collaborazione di Civita, 24 ORE Motta Cultura e Giunti Arte mostre musei, che ne pubblica anche il vasto catalogo, curato da Claudia Beltramo Ceppi con testi di Jacques Taddei, He&#39;le&#39;ne Bayou, Michel Draguet, Marco Fagioli e Delfina Rattazzi.<\/p>\n<p> Ufficio stampa 24 ORE Motta Cultura<br \/> Giulia Zanichelli Tel. 02 30076 255 &#8211; 329 &#8211; 217 giulia.zanichelli@24oremottacultura.it<\/p>\n<p> Ufficio Stampa Comune di Milano<\/p>\n<p> Info e prenotazioni<br \/> http:\/\/www.mostramonet.it<br \/> servizi@civita.it<br \/> tel. 199.199.111 &#8211; 02.4335.3522<\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;dal 29\/4\/09 al 27\/9\/09 Palazzo Reale piazza Duomo, 12 Milano&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il tempo delle ninfee Una grande mostra promossa dal Comune di Milano &#8211; Cultura a Palazzo Reale, per una visione nuova dei capolavori che Claude Monet ha dipinto nel -tempo delle ninfee-, entrando con la sua nuova arte nel cuore del Novecento. 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