
{"id":55392,"date":"2016-01-07T11:01:16","date_gmt":"2016-01-07T09:01:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=55392"},"modified":"2016-01-07T11:01:16","modified_gmt":"2016-01-07T09:01:16","slug":"mic-museo-interattivo-del-cinema-omaggio-a-kenji-mizoguchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/55392\/cinema\/mic-museo-interattivo-del-cinema-omaggio-a-kenji-mizoguchi.html","title":{"rendered":"MIC \u2013 MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA OMAGGIO A KENJI MIZOGUCHI"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/la-strada-della-vergogna-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-55393\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/la-strada-della-vergogna-2-300x245.jpg\" alt=\"la strada della vergogna 2\" width=\"300\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/la-strada-della-vergogna-2-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/la-strada-della-vergogna-2-490x400.jpg 490w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/la-strada-della-vergogna-2-829x676.jpg 829w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/la-strada-della-vergogna-2.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>MIC \u2013 MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA<\/strong><\/p>\n<p>Viale Fulvio Testi 121, Milano<\/p>\n<p><strong>OMAGGIO A KENJI MIZOGUCHI<\/strong><\/p>\n<p>Dal 7 al 14 gennaio<\/p>\n<p><strong>Dal 7 al 14 gennaio<\/strong>, presso il MIC &#8211; Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta <strong>OMAGGIO A KENJI MIZOGUCHI<\/strong>, rassegna che comprende sei lungometraggi di Kenji Mizoguchi, autentico maestro del cinema giaponese.<\/p>\n<p>Kenji Mizoguchi nasce alla fine del XIX secolo a Tokyo, in una famiglia cos\u00ec povera da essere costretta a vendere la sorella come geisha, fatto che doveva influenzare profondamente il futuro regista, celebre soprattutto per i suoi sofferti e tragici ritratti di donne ed emarginati. Questa sua sensibilit\u00e0 viene affinata anche dagli studi pittorici e di costume, tanto che per un periodo Mizoguchi disegna kimono. L\u2019approdo al cinema avviene negli anni Venti come assistente alla Nikkatsu, celebre casa di produzione giapponese. L\u2019esordio come regista risale al 1923, e da allora Mizoguchi <strong>gira pi\u00f9 di novanta film<\/strong>, dei quali solo gli ultimi divengono noti al pubblico occidentale, dopo che il Leone d\u2019Oro a <em>Rashomon<\/em> di Kurosawa (1950) fa conoscere in Europa il cinema giapponese. E proprio a Venezia Mizoguchi <strong>vinse per tre volte il Leone d\u2019Argento<\/strong> per la miglior regia. Negli anni Cinquanta, prima della morte per leucemia (1956), il cineasta di Tokyo realizza i suoi pi\u00f9 noti capolavori, tra i quali i sei film proposti nella rassegna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di Mizoguchi si sono dette molte cose: tra queste che \u00e8 stato il primo regista femminista della storia del cinema. E i ritratti di donne al limite, spinte dagli eventi e dalla crudelt\u00e0 di una societ\u00e0 patriarcale e rigida come quella giapponese ai margini della societ\u00e0, sono i contenuti principali delle opere del regista. Mizoguchi trov\u00f2 nell\u2019interpretazione elegante e sofferta di Kinuyo Tanaka una musa che lo port\u00f2 a realizzare capolavori come <strong><em>La signora Oy\u016b<\/em><\/strong> (1951), ritratto di una donna combattuta tra tradizione e passione; <strong><em>Vita di O-Haru, donna galante<\/em><\/strong> (1952), tragica storia di una geisha che, spinta sull\u2019orlo della disperazione, trova serenit\u00e0 nella vita religiosa; <strong><em>I racconti della luna pallida d\u2019agosto<\/em><\/strong> (1953), storia di ossessione e fantasmi sottilmente inquietante; e <strong><em>L\u2019intendente Sansh\u014d<\/em><\/strong> (1954), su un brutale funzionario del Giappone feudale che fa schiavi due fanciulli rendendo pazza la madre. Sono tutti ritratti di un Giappone antico e attaccato maniacalmente alle sue tradizioni, mentre cerca di nascondere con fatica la propria crudelt\u00e0 e ipocrisia, come nel caso di <strong><em>Ritratto della signora Yuki<\/em><\/strong> (1950). Ma Mizoguchi \u00e8 stato anche capace di ritrarre le contraddizioni del Giappone contemporaneo in <strong><em>La strada della vergogna<\/em><\/strong> (1956), ultimo capolavoro prima della morte: non ci sono pi\u00f9 geishe, ma prostitute, eppure avvertiamo che la storia non cambia: i deboli, gli emarginati, saranno sempre al gradino pi\u00f9 basso della scala sociale, e ogni tentativo di risalita verr\u00e0 frustrato da una burocrazia spietata che si maschera dietro il velo ipocrita del buon gusto. La bellezza, per Mizoguchi, si trova proprio dove l\u2019universo tragico e feroce si riflette nella vita dei bassifondi, nelle esistenze pi\u00f9 disperate che il regista ha saputo esprimere con straordinaria modernit\u00e0 di sguardo grazie a un accurato, profondo, maniacale lavoro sulla materia, gli ambienti, le scenografie, le luci, i movimenti.<\/p>\n<p><strong>INFO<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"mailto:info@cinetecamilano.it\">info@cinetecamilano.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cinetecamilano.it\/\">www.cinetecamilano.it<\/a><\/p>\n<p>T 02 87242114<\/p>\n<p><strong>MODALIT\u00c0 D\u2019INGRESSO ALLE PROIEZIONI<\/strong><\/p>\n<p>Biglietto d\u2019ingresso intero: \u20ac 5,50<\/p>\n<p>Biglietto ridotto: \u20ac 4,00<\/p>\n<p>Biglietto d\u2019ingresso adulto + bambino: \u20ac 6,00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MIC \u2013 MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA Viale Fulvio Testi 121, Milano OMAGGIO A KENJI MIZOGUCHI Dal 7 al 14 gennaio Dal 7 al 14 gennaio, presso il MIC &#8211; Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta OMAGGIO A KENJI MIZOGUCHI, rassegna che comprende sei lungometraggi di Kenji Mizoguchi, autentico maestro del cinema giaponese. 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