
{"id":55315,"date":"2016-01-04T00:06:55","date_gmt":"2016-01-03T22:06:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=55315"},"modified":"2016-01-04T00:06:55","modified_gmt":"2016-01-03T22:06:55","slug":"le-mostre-da-vedere-in-olanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/55315\/arte\/le-mostre-da-vedere-in-olanda.html","title":{"rendered":"Le mostre da  vedere in Olanda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Van-Gogh-HR.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-55316\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Van-Gogh-HR-300x236.jpg\" alt=\"Van Gogh - HR\" width=\"300\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Van-Gogh-HR-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Van-Gogh-HR-500x393.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Van-Gogh-HR-859x676.jpg 859w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2016\/01\/Van-Gogh-HR.jpg 952w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><i>*<\/i> Mostra <em>Munch : Van Gogh<\/em><em>, due grandi artisti a confronto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Museo Van Gogh di Amsterdam sinoal \u00a017 Gennaio 2016<\/strong><\/p>\n<p><strong>In occasione delle celebrazioni nel 2015 per i 125 anni dalla scomparsa di Vincent van Gogh, il Van Gogh Museum di Amsterdam presenta la mostra <em>Munch : Van Gogh, <\/em>una mostra ambiziosa che per la prima volta mette a confronto Vincentt Van Gogh ed Eduard Munch. Sar\u00e0 anche la prima mostra ad essere esposta nella nuova, spettacolare ala espositiva del rinnovato museo.\u00a0 Con pi\u00f9 di cento importanti opere, tra cui alcuni prestiti iconici raramente concessi, <em>Munch : Van Gogh<\/em> offre l\u2019opportunit\u00e0 di vivere le opere di due importanti maestri in un solo luogo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ispirati da questa mostra, dieci istituzioni culturali di Amsterdam (tra cui EYE, la compagnia teatrale Toneelgroep Amsterdam, Stedelijk Museum, la Royal Concertgebouw Orchestra e lo spazio culturale De Balie) presenteranno un vasto programma Much: Van Gogh che coinvolger\u00e0 tutta la citt\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>L\u2019affinit\u00e0 artistica tra Edvard Munch (1863-1944) e Vincent van Gogh (1853-1890) \u00e8 il tema principale della mostra <em>Munch : Van Gogh.\u00a0<\/em>Le opere dei due pittori e le loro ambizioni artistiche presentano un marcato parallelismo. Entrambi sono conosciuti per la carica emotiva nel disegno e nei dipinti, per uno stile personale sempre in rinnovamento e per una vita costellata di sofferenze. Entrambi tesi alla modernizzazione dell\u2019arte, svilupparono un vero e proprio linguaggio dell\u2019immagine per dare espressione alle emozioni universali della condizione umana.<\/p>\n<p><em>Munch : Van Gogh<\/em> mette in evidenza per la prima volta l\u2019influsso che Van Gogh ebbe sullo sviluppo artistico di Munch, e le somiglianze nelle opere dei due artisti. La mostra scava profondamente verso l\u2019essenza della loro arte, le loro ambizioni artistiche, lo sviluppo di stili e tecniche, e gli influssi ai quali entrambi furono soggetti. Risulta cos\u00ec evidente il motivo per cui spesso i due sono nominati insieme.<\/p>\n<p>Van Gogh e Munch formano un binomio spesso messo a confronto sin dalla fine del XIX secolo, dapprima tra le cerchie di critici, artisti e collezionisti, successivamente anche dal grande pubblico, tanto che una delle domande pi\u00f9 poste dai visitatori del Van Gogh Museum \u00e8: \u201cDov\u2019\u00e8 <em>L\u2019Urlo<\/em>?\u201d. Nonostante i molti confronti nella letteratura e nella cultura pittorica popolare, non si \u00e8 mai avuta una cos\u00ec profonda analisi delle affinit\u00e0 artistiche tra Munch e Van Gogh come quella presentata in questa mostra e nei cataloghi ad essa dedicati.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 di cento opere per la prima volta in un\u2019unica mostra<\/strong><\/p>\n<p><em>Munch : Van Gogh <\/em>\u00e8 la prima mostra nella storia che porta all\u2019attenzione del grande pubblico le similitudini tra i due grandi artisti. Con pi\u00f9 di cento importanti opere, tra cui alcuni prestiti iconici raramente concessi (<em>L\u2019Urlo<\/em>, <em>Il Bambino Malato<\/em>, <em>Madonna<\/em>, <em>Patience Escalier<\/em>, <em>Il Ponte di Trinquetaille<\/em>), <em>Munch : Van Gogh<\/em> offre l\u2019opportunit\u00e0 di vivere le opere di due importanti maestri in un solo luogo.<\/p>\n<p><strong>La prima mostra nel rinnovato Van Gogh Museum\u00a0<\/strong>La famosa ala espositiva, progettata dall\u2019architetto giapponese Kisho Kurokawa e rimasta chiusa per pi\u00f9 di tre anni, far\u00e0 parte di questo edificio. <em>Munch : Van Gogh<\/em> \u00e8 la prima mostra ad essere ospitata all\u2019interno di quest\u2019area del museo completamente rinnovata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>+Mir\u00f3 e CoBrA: un gioco sperimentale nell&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p>Mir\u00f3 &amp; CoBrA. \u201cExperimenteel spel\u201d esplora per la prima volta la relazione tra Joan Mir\u00f3 (1893-1983) e il\u00a0movimento CoBrA (1948-1951). CoBrA, un gruppo internazionale di artisti post-bellici, \u00e8 stato<\/p>\n<p>fondato nel 1946; le basi del movimento sono state gettate durante un incontro casuale tra il danese<\/p>\n<p>Asger Jorn e l&#8217;olandese Constant Nieuwenhuys in occasione di una mostra di Mir\u00f3 presso la Galleria<\/p>\n<p>Pierre Loeb di Parigi. Da allora Mir\u00f3 \u00e8 diventato il filo conduttore che unisce la storia del<\/p>\n<p>movimento.<\/p>\n<p>Il fattore che vincola Joan Mir\u00f3 agli artisti del Cobra \u00e8 un approccio all&#8217;arte giocoso e sperimentale.<\/p>\n<p>Per il maestro spagnolo, cos\u00ec come per la generazione postbellica degli artisti del Cobra, la<\/p>\n<p>sperimentazione con materiali, forme e tecniche rappresenta una fonte di conoscenza e innovazione.<\/p>\n<p>Relazionando tra loro le opere d&#8217;arte di Mir\u00f3 e del movimento CoBrA, la mostra offre uno sguardo<\/p>\n<p>sull&#8217;atteggiamento giocoso e poetico condiviso alla base dell&#8217;arte di Mir\u00f3 e degli artisti del Cobra.<\/p>\n<p>Nel suo ultimo periodo, l&#8217;arte di Mir\u00f3 si \u00e8 contraddistinta per la liberazione delle forme, dei gesti e<\/p>\n<p>dei materiali, mostrando notevoli affinit\u00e0 con l&#8217;opera e le idee artistiche di diversi membri del CoBrA.<\/p>\n<p>Queste opere sono meno conosciute presso il grande pubblico e giungono ora per la prima volta nei<\/p>\n<p>Paesi Bassi. L&#8217;esibizione include svariate tecniche utilizzate dagli artisti per le loro sperimentazioni, tra<\/p>\n<p>cui, oltre alla pittura, opere su carta, ceramica, sculture, assemblaggi, poesie illustrate e libri d&#8217;artista.<\/p>\n<p>Oltre 100 opere e una ricostruzione dello studio di Mir\u00f3 a Maiorca.<\/p>\n<p>La mostra include oltre 80 opere d&#8217;arte di Joan Mir\u00f3 e 60 opere di diversi artisti del Cobra come<\/p>\n<p>Karel Appel, Asger Jorn, Constant e Pierre Alechinsky. Una ricostruzione dello studio di Mir\u00f3 a<\/p>\n<p>Maiorca, con pi\u00f9 di 40 oggetti originali, costituisce una parte importane dell&#8217;esposizione. Mai prima<\/p>\n<p>d&#8217;ora il suo atelier ha avuto dimensioni tanto grandi. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile grazie alla collaborazione<\/p>\n<p>con la Fundaci\u00f3 Pilar i Joan Mir\u00f3 a Mallorca.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>*Keith Haring in mostra alla Kunsthal di Rotterdam<\/strong><\/p>\n<p>sino \u00a0al 7 febbraio 2016<\/p>\n<p>La Kunsthal di Rotterdam \u00e8 fiera di presentare una grande mostra dedicata alla vita e alle opere dell\u2019influente artista e attivista americano Keith Haring (1958-1990). La mostra, intitolata <em>Keith Haring. <strong>The Political Line<\/strong><\/em>, \u00e8 la prima in Olanda a trattare nel dettaglio gli aspetti sociopolitici che emergono nei suoi lavori. Centoventi opere rivelano un lato poco esplorato di questo artista di fama mondiale, e l\u2019esperienza personale che lo spettatore vivr\u00e0 di fronte alle sue creazioni imponenti, sar\u00e0 uno spettacolo visivo di forte impatto, a dimostrazione che, a venticinque anni dalla sua scomparsa, Haring \u00e8 pi\u00f9 influente che mai.<\/p>\n<p>Protetto di Andy Warhol, Keith Haring dette origine a una vera e propria rivoluzione nell\u2019arte degli anni Ottanta grazie ad uno stile unico e inconfondibile. A New York, durante il conservatorismo dell\u2019era Reagan, l\u2019omosessuale dichiarato Haring fa propria la missione di sottolineare i mali della societ\u00e0 attraverso l\u2019arte. Prese infatti una decisa posizione contro gli eccessi del capitalismo, e abbracci\u00f2 il disarmo nucleare, il rispetto dell\u2019ambiente e l\u2019uguaglianza dei diritti per tutti gli esseri umani, indipendentemente da etnia, colore della pelle, credo religioso e orientamento sessuale. Accanto a scritti estratti dai suoi diari e altro materiale d\u2019archivio, la collezione tematica delle opere presentate in <em>The Political Line<\/em> mette in luce il forte coinvolgimento di Haring nelle tematiche sociopolitiche del suo tempo.<\/p>\n<p><strong>La street culture come ispirazione <\/strong><\/p>\n<p>Keith Haring ricopr\u00ec una posizione di spicco all\u2019interno della comunit\u00e0 artistica newyorkese, nella quale pittori, artisti e musicisti esprimevano la propria creativit\u00e0 attraverso l\u2019influenza della \u201ccultura di strada\u201d. Haring trasse ispirazione da graffiti, fumetti, musica, danza, arti figurative e cultura popolare, concependo l\u2019arte come diritto e propriet\u00e0 pubblica. La criticata commercializzazione delle sue opere attraverso stampe su magliette, adesivi e etichette, costitu\u00ec parte integrante della sua filosofia di \u201carte per tutti\u201d. L\u2019influenza di Haring sulla sua generazione fu enorme e, nonostante una carriera di un solo decennio, l\u2019effetto del suo repertorio artistico \u00e8 tuttora inalterato.<\/p>\n<p><strong>Una variet\u00e0 sorprendente <\/strong><\/p>\n<p>Molte delle opere esposte in <em>The Political Line<\/em> sono prestiti concessi dalla Keith Haring Foundation di New York, accostate a importanti lavori provenienti da musei internazionali e collezioni private. La grande gamma delle opere di Haring spazia dai suoi primi disegni in gesso realizzati in loco nella metropolitana di New York (i cosiddetti \u201csubway drawings\u201d), fino ai suoi grandi dipinti su tela e tela di vinile, oltre alle innumerevoli realizzazioni su carta con inchiostro Sumi, oggetti e sculture unici. Materiale documentativo proveniente dagli archivi della Keith Haring Foundation infine, completa l\u2019immagine dell\u2019artista e attivista Keith Haring. La direttrice del Kunsthal Emily Ansenk ha dichiarato: &#8220;Siamo molto lieti che questa mostra sia ospitata a Rotterdam, la citt\u00e0 in cui Haring espose per la prima volta fuori dagli Stati Uniti nel 1982. Durante la sua carriera, Haring ha perseguito la sua ambizione realizzando opere accessibili a tutti, non soltanto all\u2019ambiente artistico, e rendendo fruibili i suoi lavori attraverso tutti i canali possibili. Proprio per questo la Kunsthal di Rotterdam \u00e8 il luogo ideale in Olanda dove ospitare tale mostra, che vedr\u00e0 la presenza di un pubblico nuovo molto ampio.\u201d<\/p>\n<p><strong><em>Kunsthal <\/em><\/strong><em>, Museumpark, Westzeedijk 341 , 3015 AA Rotterdam, <\/em><a href=\"http:\/\/www.kunsthal.nl\/artchallenge\"><em>www.kunsthal.nl\/artchallenge<\/em><\/a><em>,<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>*Da Bosch a Bruegel<\/strong><\/p>\n<p>Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, sino al 17 Gennaio 2016<\/p>\n<p>La pi\u00f9 grande mostra dell\u2019autunno 2015, \u201cda Bosch a Bruegel\u201d, presenta dipinti e stampe tutt\u2019altro che rispettabili. Sar\u00e0 infatti la prima mostra che tratter\u00e0 di capolavori del tardo Medioevo che raffigurano bordelli, orge, mendicanti e ciarlatani.<\/p>\n<p>La mostra unisce dipinti \u2018politicamente scorretti\u2019 e stampe di altissimo livello.\u00a0 Circa quaranta dipinti del \u2018500 ed un numero simile di stampe provenienti da importanti musei e collezioni private, saranno portati a Rotterdam. Queste le tematiche raffigurate: pensionati lussuriosi, monaci assatanati, contadini vomitevoli, poveri mendicanti, dentisti disonesti, avari esattori e sciocchi.<\/p>\n<p>Accanto a figure religiose e ritratti, l\u2019artista introduce una satirica raffigurazione di avari, truffatori, ubriaconi, banchieri, contadini e pazzi. Forse l\u2019esempio pi\u00f9 famoso di Bosch \u00e8 \u2018il venditore\u2019, una storia comune di un viaggiatore. In aggiunta a questi capolavori, il museo esporr\u00e0 40 dipinti dei pionieri della pittura: Bosch, Lucas van Leyden e Quinten Massys oltre alle opere di altri maestri come Pieter Aertsen e Pieter Bruegel, integrati da una vasta gamma di stampe del XVI secolo.<\/p>\n<p>Con una selezione caratteristica di dipinti e stampe, la mostra \u201cda Bosch a Bruegel\u201d offre una panoramica della pittura degli anni 1500-1570. Infatti, intorno al 1500 Hieronymus Bosch ha introdotto una radicale innovazione nella pittura su tavola.<\/p>\n<p>Il museo Boijimans Van Beuningen propone un viaggio attraverso il mondo dell\u2019arte, dall\u2019Alto Medioevo al ventunesimo secolo. Da Bosch, Rembrandt, Warhol e Van Gogh a Dali e Dutch Design, il museo espone opere d\u2019arte di livello internazionale.<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni: <a href=\"http:\/\/www.boijmans.nl\/\">www.boijmans.nl<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0*<\/strong><strong>Michelangelo Antonioni\u00a0 Il maestro del cinema moderno<\/strong><\/p>\n<p><strong>Eye Film Institute Amsterdam<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Sino \u00a0al 17 gennaio 2016, l\u2019EYE Film Institute di Amsterdam presenta <em>Michelangelo Antonioni \u2013 Il maestro del cinema moderno<\/em>, una mostra dedicata ad uno dei pi\u00f9 grandi innovatori del cinema del secolo scorso. Intento principale \u00e8 quello di sottolineare il rinnovamento che Antonioni introdusse nella grammatica cinematografica, dando maggiore attenzione all\u2019immagine anzich\u00e9 al racconto. Antonioni fu uno dei primi registi che cerc\u00f2 di catturare lo stato d\u2019animo dei suoi personaggi sempre alla ricerca di un senso, caratterizzandoli in modo del tutto speciale, attraverso straordinarie mise-en-sc\u00e8ne. \u201cOgni centimetro quadrato dell\u2019immagine \u00e8 essenziale\u201d, affermava il regista. La mostra espone frammenti cinematografici, fotografie scattate dai fotografi di Magnum, immagini sul set, lettere di Alain Delon, Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau e Umberto Eco, oltre a dipinti realizzati dallo stesso Antonioni. Negli auditorium saranno proiettati i suoi film, accompagnati da programmi speciali.<\/p>\n<p><em>Michelangelo Antonioni \u2013 Il maestro del cinema moderno,<\/em> sar\u00e0 in mostra dal 12 settembre 2015 al 17 gennaio 2016 preso l\u2019EYE Film Institute, IJpromenade 1, Amsterdam, eyefilm.nl\/antonioni<\/p>\n<p><strong>La mostra<\/strong><\/p>\n<p><em>Michelangelo Antonioni \u2013 Il maestro del cinema moderno<\/em> presenta una selezione dei numerosi documenti privati custoditi presso le Gallerie d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea, e il Museo Michelangelo Antonioni di Ferrara. La mostra analizza in profondit\u00e0 l\u2019opera del regista, e fa trasparire il modo in cui Antonioni cambi\u00f2 per sempre il linguaggio del cinema. Sono presenti frammenti cinematografici, momenti sul set &#8211; catturati, tra gli altri, da Davidson (Magnum), articoli giornalistici, scenografie originali e lettere (tra cui quelle di Alain Delon, Italo Calvino, Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau, Roland Barthes, Luchino Visconti, Umberto Eco e Giorgio Morandi). Si possono inoltre ammirare dipinti realizzati dallo stesso Antonioni. \u00c8 dato spazio anche alla proiezione dei primi documentari del regista (<em>Gente del Po <\/em>e<em> N.U. &#8211; Nettezza Urbana<\/em>), e al documentario che Antonioni realizz\u00f2 nel 1972 su invito del Partito Comunista Cinese. Il tutto \u00e8 accompagnato da un vasto programma di proiezioni, conferenze e eventi.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 curata da Dominique Pa\u00efni in collaborazione con Jaap Guldemond, Direttore Mostre\/Curatore di EYE, e con l\u2019assistenza di Maria Luisa Pacelli (Direttrice delle Gallerie d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara) e Barbara Guidi (curatore capo delle Gallerie d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara).<\/p>\n<p>Il concept della mostra \u00e8 a cura di Fondazione Ferrara Arte, Gallerie d\u2019Arte Moderna e Contemporanea e Museo Michelangelo Antonioni di Ferrara, in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* Mostra Munch : Van Gogh, due grandi artisti a confronto Museo Van Gogh di Amsterdam sinoal \u00a017 Gennaio 2016 In occasione delle celebrazioni nel 2015 per i 125 anni dalla scomparsa di Vincent van Gogh, il Van Gogh Museum di Amsterdam presenta la mostra Munch : Van Gogh, una mostra ambiziosa che per la &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/55315\/arte\/le-mostre-da-vedere-in-olanda.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Le mostre da  vedere in Olanda<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[743,2612],"class_list":["post-55315","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-mostre","tag-olanda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55315"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55317,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55315\/revisions\/55317"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}