
{"id":55072,"date":"2015-12-14T12:28:21","date_gmt":"2015-12-14T10:28:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=55072"},"modified":"2015-12-14T12:35:51","modified_gmt":"2015-12-14T10:35:51","slug":"campania-teatro-pubblico-campano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/55072\/teatro\/campania-teatro-pubblico-campano.html","title":{"rendered":"CAMPANIA TEATRO PUBBLICO CAMPANO"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro Eduardo De Filippo di Arzano<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Info 0810140898, 3334587302<\/p>\n<p>Marted\u00ec 15 dicembre, ore 20.45<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro S. Alfonso Maria de\u2019 Liguori di Pagani<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Info 0815158061, 3381890767<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 16 dicembre, ore 20.45<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro Modernissimo di Telese Terme<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Info 0824976106<\/p>\n<p>Inaugurazione stagione teatrale 2015\/2016<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 17 dicembre, ore 20.45<\/p>\n<p><strong>Diana Or.i.s<\/strong><\/p>\n<p>presenta<\/p>\n<p>Leo Gullotta in<\/p>\n<p><strong><em>Spirito Allegro<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di Noel Coward<\/p>\n<p>con<\/p>\n<p>Betti Pedrazzi,<\/p>\n<p>Rita Abela, Federica Bern, Chiara Cavalieri<\/p>\n<p>Valentina Gristina, Sergio Mascherpa<\/p>\n<p>scene Ezio Antonelli, costumi Sartoria Tirelli<\/p>\n<p>musiche Germano Mazzocchetti<\/p>\n<p>regia Fabio Grossi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019irresistibile commedia del commediografo inglese Noel Coward debutt\u00f2 a Londra nel 1941, in piena Seconda Guerra Mondiale, dove rimase in scena per ben 1997 repliche. La versione cinematografica del 1945 con la regia di David Lean si aggiudic\u00f2 l\u2019Oscar per gli effetti speciali. Recentemente \u00e8 stata messa in scena a Broadway con Rupert Everett e Angela Lansbury.<\/p>\n<p>Il protagonista Charles Condomine (Considine nella traduzione italiana), famoso scrittore inglese, per documentarsi sul genere spiritico\/mistico decide di fare una seduta spiritica in compagnia di Ruth, la sua seconda moglie, e una coppia di amici.<\/p>\n<p>La seduta \u00e8 gestita dalla maldestra e buffa Madame Arcati. La medium evoca lo spiritello di una dispettosa bambina. Lo spirito evocato ne evoca a sua volta un altro, quello di Elvira, prima moglie dello scrittore. Si innescano cos\u00ec equivoci e battibecchi fra le due \u201cmogli\u201d, e una serie di misteriosi accadimenti, che a 75 anni di distanza catturano ancora lo spettatore per la comicit\u00e0 e l\u2019attualit\u00e0 del testo.<\/p>\n<p>\u201c<em>Spirito Allegro<\/em> &#8211; spiega il regista Fabio Grossi &#8211; sar\u00e0 una commedia dall\u2019aspetto classico, aderente all\u2019epoca in cui fu scritta, ed elegante, per forme e per fogge. La novit\u00e0 sar\u00e0 rappresentata dall\u2019inventiva adoperata per raccontare il soprannaturale.<\/p>\n<p>Espedienti scenici atti ad un\u2019epoca pi\u00f9 contigua all\u2019auditorio che alla penna di Coward, per una messinscena scattante e piena di ritmo: poco spazio all\u2019attesa e pi\u00f9 allo stupore\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania<\/span><\/strong><\/p>\n<p>info 0974717089<\/p>\n<p>Marted\u00ec 15 dicembre ore 20.45<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta<\/span><\/strong><\/p>\n<p>info 0823444051<\/p>\n<p>Da venerd\u00ec 18 a domenica 20 e da venerd\u00ec 25 a domenica 27 dicembre<\/p>\n<p>(feriali ore 20.45 &#8211; festivi ore 18.00)<\/p>\n<p><strong>Consorzio Campano Teatro e Musica<\/strong><\/p>\n<p>diretto da Nunzio Areni<\/p>\n<p>presenta<\/p>\n<p>Peppe Barra<\/p>\n<p>in<\/p>\n<p><strong><em>La cantata dei pastori<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Libero adattamento dall\u2019opera di Andrea Perrucci<\/p>\n<p>musiche di<\/p>\n<p>Roberto De Simone, Lino Cannavacciuolo<\/p>\n<p>Paolo Del Vecchio e Luca Urciuolo<\/p>\n<p>scene Tonino Di Ronza<\/p>\n<p>costumi Annalisa Giacci<\/p>\n<p>coreografie Erminia Sticchi<\/p>\n<p>regia Peppe Barra<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 Natale senza\u00a0<em>La Cantata dei Pastori<\/em>\u00a0e da quarant\u2019anni a questa parte non c\u2019\u00e8\u00a0<em>Cantata<\/em>\u00a0senza Peppe Barra. La\u00a0<em>Cantata dei Pastori<\/em>\u00a0ha un titolo lunghissimo e barocco, ma \u00e8 universalmente nota con l\u2019abbreviazione d\u2019uso. Fu scritta alla fine del Seicento (1698) da Andrea Perrucci e da allora, da pi\u00f9 di tre secoli, \u00e8 continuamente rappresentata, rimaneggiata, riscritta. Ultimo e pi\u00f9 illustre di tutti \u00e8 Peppe Barra, che aveva gi\u00e0 interpretato l\u2019opera a fianco della madre Concetta, nel ruolo di un irresistibile Sarchiapone, dopo essere stata l\u2019Angelo nella versione di Roberto De Simone alla fine degli anni Settanta.<\/p>\n<p>La\u00a0<em>Cantata dei Pastori<\/em>\u00a0\u00e8 la storia delle traversie di Giuseppe e Maria per giungere al censimento di Betlemme. Nel difficile viaggio vengono accompagnati da due figure popolari napoletane, Razzullo, scrivano napoletano assoldato per il censimento, e Sarchiapone, \u2018barbiere pazzo e omicida\u2019, maschera ispirata quasi direttamente dalla tradizione popolare dei Pulcinella e antesignano di Felice Sciosciammocca.<\/p>\n<p>Sarchiapone \u00e8 la dimostrazione delle varie sovrapposizioni e aggiunte delle tradizioni delle Cantate. Il personaggio di Sarchiapone non esisteva infatti nella versione originale di Perrucci, fu introdotto per rendere meno paludata la rappresentazione, per adattarla al gusto del pubblico e via, via, si \u00e8 andato ritagliando un ruolo sempre pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Anche nella tradizione iconografica del presepe i personaggi hanno un nome e un ruolo sia perch\u00e9 Andrea Perrucci lo ha scritto e sia perch\u00e9 tre secoli di rappresentazioni lo hanno trascritto e rappresentato. Il presepe popolare napoletano \u00e8 direttamente influenzato dalla\u00a0<em>Cantata dei pastori<\/em>\u00a0che mescola il suo narrare con quello dei vangeli apocrifi e con altre tradizioni popolari del sud, a met\u00e0 strada tra il cristiano, il pagano, il magico.<\/p>\n<p>Molti sono gli ostacoli che Giuseppe e Maria dovranno superare prima di trovare rifugio nella grotta della Nativit\u00e0. Ed \u00e8 naturalmente conseguente il lieto fine, la salvazione dell\u2019umanit\u00e0 dal peccato e il ritorno di Belfegor, sconfitto, nel suo mondo infero di fiamme e zolfo. Fino all\u2019anno prossimo, quando anche lui, vecchio diavolaccio impunito, potr\u00e0 tornare a raccontarci la storia infinita della lotta millenaria tra bene e male Insomma, un grande archetipo.<\/p>\n<p>Si tratta del maggiore successo degli ultimi decenni della tradizione natalizia partenopea che dalla met\u00e0 degli anni \u201870 del secolo scorso conquista le platee teatrali di tutto il mondo e di ogni et\u00e0. Una \u201cmacchina\u201d fantastica e fiabesca che attinge al sapere centenario di una cultura della scena tra le pi\u00f9 popolari e radicate dell\u2019Occidente quale \u00e8 quella delle sacre rappresentazioni della tradizione partenopea. Nel libero adattamento di Peppe Barra e Paolo Memoli dall\u2019opera di Andrea Perrucci del 1698, \u201cLa Cantata dei Pastori\u201d \u00e8 il racconto del viaggio di Giuseppe e Maria da Nazareth a Betlemme accompagnati dalla coppia di \u201cnapoletani, Razzullo e Sarchiapone. Sono loro i protagonisti dell\u2019intera vicenda, testimoni del cammino dei due poveri viandanti ostacolato dalle potenze del male che vogliono impedire la nascita di Ges\u00f9, ma che verranno sconfitte dall\u2019Arcangelo Gabriele. In scena un irresistibile Peppe Barra nel ruolo di Razzullo, lo scrivano napoletano dalla fame atavica inviato in Palestina per il censimento della popolazione, accompagnato da Teresa Del Vecchio nei panni di Sarchiapone, ex barbiere squinternato fuggito da Napoli, omicida per pura distrazione. Questa produzione storica di successo del\u00a0<em>teatro della musica a Napoli<\/em>\u00a0si \u00e8 aggiudicata nel 2004 il prestigioso premio\u00a0<em>Eti \u2013 gli Olimpici del Teatro<\/em>\u00a0come migliore commedia musicale.<\/p>\n<p>Le musiche di\u00a0Roberto De Simone,\u00a0Lino Cannavacciuolo,\u00a0Paolo Del Vecchio\u00a0e\u00a0Luca Urciuolo\u00a0 eseguite dal vivo, accolgono e vestono i due protagonisti e il piccolo esercito di saltimbanchi, acrobati, funamboli, diavoli e santi che popolano il racconto, il cui sipario caler\u00e0 sulla salvifica scena della Nativit\u00e0. Una storia del passato che l\u2019affamato Razzullo e il distratto omicida Sarchiapone affrontano qui con gli espedienti e l\u2019esperienza dei nostri giorni, forse a volerci ricordare che, ieri come oggi, per gli sventurati e i deboli, la giostra della vita gira uguale e immutata.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro Roma di Portici<\/span><\/strong><\/p>\n<p>info 081472662<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 16 dicembre, ore 20.45<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro Umberto di Nola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>info 0818231622<\/p>\n<p>Sabato 19 dicembre, ore 20.45<\/p>\n<p><strong>Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro<\/strong><\/p>\n<p>presenta<\/p>\n<p>Carlo Buccirosso in<\/p>\n<p><strong><em>Il divorzio dei compromessi sposi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>liberamente tratto dal romanzo di Alessandro Manzoni<\/p>\n<p>scritto e diretto da Carlo Buccirosso<\/p>\n<p>con Rosalia Porcaro<\/p>\n<p>e Gino Monteleone e Nunzia Schiano<br \/>\ne Antonio Pennarella, Peppe Miale, Claudiafederica Petrella,<\/p>\n<p>Giordano Bassetti, Giuseppe Ansaldi<br \/>\n<em>ensemble<\/em>\u00a0 Alessandra Calamassi, Elvira Zingone, Alessia Cutigni, Alessia Di Maio, Sergio Cunto, Mauro De Palma, Matteo Tugnoli, Giancarlo Grosso.<\/p>\n<p>musiche Diego Perris<\/p>\n<p>luci Francesco Adinolfi<br \/>\ncoreografie Rita Pivano<br \/>\nscene Gilda Cerullo<br \/>\ncostumi Maria Pennacchio<br \/>\ndirezione musicale Gabriella De Carlo<br \/>\naiuto regia Martina Parisi<br \/>\nfoto Gilda Valenza<br \/>\nparrucche Anna Maria Sorrentino<\/p>\n<p>Don Rodrigo, usuraio dell\u2019entroterra campano, emigrato sulle rive del lago di Como, con i propri scagnozzi, per tentare di rivitalizzare la propria attivit\u00e0 fnanziaria minata ormai dalla crisi crescente e dalla concorrenza di similari organizzazioni locali, si invaghisce di Lucia Mondella, futura sposa di Renzo Tramaglino, giovani di modeste famiglie contadine irrimediabilmente compromesse dai legami di usura intrapresi col suddetto Rodrigo, a tal proposito fermamente deciso a sperimentare, loro malgrado, il primo caso di \u201cseparazione prematrimoniale, non consensuale, a tasso di interesse fsso\u201d!<\/p>\n<p>La storia, pur mantenendo per sommi capi lo sviluppo del noto romanzo manzoniano, trova nei caratteri dei singoli personaggi, da Perpetua ad Agnese, da Don Rodrigo a don Abbondio, dai Bravi all\u2019Innominato, l\u2019originale chiave di lettura satiro-farsesca, e nel linguaggio musicale degli stessi, attraverso canoni famose riadattate e riambientate in atmosfere e melodie seicentesche, la classica struttura della tradizionale operetta musicale!<\/p>\n<p>L\u2019uso poi di svariati dialetti, dal toscano al bergamasco, dal calabrese al napoletano, dall\u2019emiliano al siculo, e la vorticosa girandola di numerosi personaggi minori, interpretati dai componenti del corpo di ballo, attraverso canzoni e coreografe, completano la struttura di uno spettacolo che trova i suoi innegabili punti di forza nella tradizione teatrale e nel divertimento della pi\u00f9 classica delle satire popolari!<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro Minerva di Boscoreale<\/span><\/strong><\/p>\n<p>info 3664512310<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 18 dicembre, ore 20.45<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Info 0823799612<\/p>\n<p>Sabato 19 dicembre, ore 21.00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Monica Sarnelli<\/p>\n<p>in<\/p>\n<p><strong><em>Sirene, sciantose, malafemmene\u2026ed altre storie di donne veraci<\/em><\/strong><\/p>\n<p>testo di Federico Vacalebre<\/p>\n<p>regia Elena De Candia<\/p>\n<p>Un recital antimisogino sulla donna nella canzone napoletana, sulle donne della canzone napoletana, che mette al centro una delle moderne protagoniste della canzone napoletana. Testo, canzoni e videoproiezioni raccontano la citt\u00e0 al femminile, e le sue donne: Femmene, malafemmene, mamme, puttane, figlie, trans.<\/p>\n<p>Un filo narrativo ironico, in cui, a tratti, spuntano anche i ricordi personali di Monica, tra stralci di letteratura, teatro. Monica Sarnelli veste da sciantosa (ma la giarrettiera \u00e8 di cuoio e nasconde una pistola alla Lara Croft), da bammenella, da primadonna postmoderna, da brava ragazza in jeans e maglietta: si cambia in scena, dietro un paravento, continuando il suo racconto.<\/p>\n<p>Al suo fianco un musicista elettronico\/dj e una band. Poi un&#8217;un&#8217;attrice e una ballerina, di flamenco. Fondamentale l&#8217;uso del mezzo video, tra immagini d&#8217;archivio, veri e proprio videoclip e sdoppiamenti d&#8217;azione tra il teatro e lo schermo ad alta definizione, unica scenografia in campo.<\/p>\n<p>Canzoni famose, ma anche no, in qualche caso messe alla berlina, per raccontare il maschilismo insito nella canzone napoletana di ieri e di oggi. Arrangiamenti moderni, con un dj e un chitarrista a dettare la linea, che sanno di tradizione, ma anche di electroswing, di rap, di tango digitale, che portano ai giovani il repertorio e le storie di Gilda Mignonette, Ria Rosa, Angela Luce, Gloria Christian, Mirna Doris, Lina Sastri, Teresa De Sio&#8230;<\/p>\n<p>Anche di loro la Sarnelli parla e canta tra momenti duri, altri sentimentali, femministi, altri sensuali, ironici: il sorriso, la rabbia, la pancia, il sesso, il ritmo, la melodia saranno chiavi di volta di uno spettacolo che usa le radici per imparare a volare.<\/p>\n<p>Dopo &#8220;Passione tour&#8221; e &#8220;Carosone l&#8217;americano di Napoli&#8221;, Federico Vacalebre, giornalista, critico musicale, saggista, esperto di canzone napoletana, sceneggiatore, continua a misurarsi con la scrittura teatrale e questa volta lo fa ritagliando su misura di Monica Sarnelli uno spettacolo innovativo, capace di mostrare talenti dell&#8217;interprete finora nascosti, esaltando, nello stesso tempo, quanto da lei fatto finora nella sua carriera di interprete sempre verace e in grado di passare dai classici del passato remoto a quelli del passato prossimo.<\/p>\n<p>Uno spettacolo che rinnova del tutto il suo repertorio, ma poi riconsegna ai fans, nei bis, i suoi cavalli di battaglia, da &#8220;Un posto al sole&#8221; a &#8220;Chesta sera&#8221;, dopo un viaggio al termine della melodia perduta che ci porta da &#8220;Era de maggio&#8221; a Pino Daniele, da &#8220;Passione&#8221; a &#8220;Ipocrisia&#8221;, da &#8220;Preferisco il Novecento&#8221; a &#8220;Nin\u00ec Tirabusci\u00f2&#8221;, tra amare verita e dolci bugie.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Teatro Carlo Gesualdo di Avellino<\/span><\/strong><\/p>\n<p>info 0825771620<\/p>\n<p>sabato 19, ore 21.00, e domenica 20 dicembre, ore 18.30<\/p>\n<p><strong>Promo Music<\/strong><\/p>\n<p><strong>Corvino Produzioni sas<\/strong><\/p>\n<p>presenta<\/p>\n<p><strong><em>Slurp<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Lecchini, cortigiani &amp; penne alla bava<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0al servizio dei potenti che ci hanno rovinati<\/strong><\/p>\n<p>di e con\u00a0 Marco Travaglio<\/p>\n<p>e con<\/p>\n<p>Giorgia Salari<\/p>\n<p>regia<\/p>\n<p>Valerio Binasco<\/p>\n<p>Nel suo nuovo recital teatrale, tutto da ridere per non piangere, Marco Travaglio &#8211; con l&#8217;aiuto dell&#8217;attrice Giorgia Salari, per la reg\u00eca di Valerio Binasco &#8211; racconta come i giornalisti, gli intellettuali e gli opinionisti pi\u00f9 servili del mondo hanno beatificato, osannato, magnificato, propagandato e smarchettato la peggior classe dirigente del mondo, issando sul piedistallo politici incapaci di ogni colore, ma(g)nager voraci, (im)prenditori falliti che hanno quasi distrutto l&#8217;Italia e stanno completando l&#8217;opera.<\/p>\n<p>Cronache da Istituto Luce, commenti da Minculpop, ritratti da vite dei santi, tg e programmi di regime hanno cloroformizzato l&#8217;opinione pubblica per portare consensi e voti a un regime castale e molto spesso criminale che in un altro Paese sarebbe stato spazzato via in pochi mesi, e che invece in Italia gode dell&#8217;elisir di vita eterna.<\/p>\n<p>Un recital terapeutico, un&#8217;arma di autodifesa, un antidoto satirico che ci aiuta a guarire &#8211; ridendo &#8211; dai virus del conformismo, della piaggeria, della creduloneria, dell&#8217;autolesionismo e della sindrome di Stoccolma che porta noi italiani a innamorarci immancabilmente del Nemico. Che ci rovina e ci rapina col sorriso sulle labbra, mentre noi teniamo la testa ben affondata nella sabbia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Eduardo De Filippo di Arzano Info 0810140898, 3334587302 Marted\u00ec 15 dicembre, ore 20.45 Teatro S. 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