
{"id":5464,"date":"2010-05-02T18:34:49","date_gmt":"2010-05-02T16:34:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=5464"},"modified":"2010-05-02T18:37:40","modified_gmt":"2010-05-02T16:37:40","slug":"la-strada-al-teatro-manzoni-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/5464\/teatro\/la-strada-al-teatro-manzoni-milano.html","title":{"rendered":"LA STRADA al Teatro Manzoni dal 4 al 30 maggio 2010 &#8211; Milano"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">LA CONTEMPORANEA &#8211; FMN<br \/> in collaborazione con Asti Teatro 30 e Fondazione Fellini<\/p>\n<p> presentano<\/p>\n<p> <a href=\"http:\/\/www.lacontemporanea.com\/attori\/2\"><strong><span style=\"color: #cc0000; text-decoration: none; text-underline: none\">MASSIMO VENTURIELLO<\/span><\/strong><\/a> (Zampan&ograve;) e <a href=\"http:\/\/www.lacontemporanea.com\/attori\/13\"><strong><span style=\"color: #cc0000; text-decoration: none; text-underline: none\">TOSCA<\/span><\/strong><\/a> (Gelsomina)<\/p>\n<p> in<br \/> <\/span><strong><span style=\"font-size: 11pt; color: maroon; font-family: Arial\">LA STRADA<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\"><br \/> di Tullio <strong>Pinelli<\/strong> e Bernardino <strong>Zapponi<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\"><br \/> dramma con musiche tratto dall&rsquo;omonimo film di Federico <strong>Fellini<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\"><br \/> musiche di Germano <strong>Mazzocchetti<\/strong><br \/> testi delle canzoni di Nicola <strong>Fano<\/strong> e Massimo <strong>Venturiello<\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">con Camillo Grassi &ldquo;Il Matto&rdquo; <\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">e con Franco Silvestri (proprietario del circo Fiore) <\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">Barbara Corradini (la madre di Gelsomina\/padrona dell&rsquo;osteria) <\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">Daniela Cera<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\"> (prostituta\/suora) <\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">Alberta Izzo (cavallerizza\/ragazza) <\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">Dario Ciotoli (clown\/avventore)<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">scene di Alessandro Chiti, <\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">costumi di Sabrina Chiocchio <\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">coreografie di Fabrizio Angelini<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">disegno luci di Iuraj Saleri<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\"><\/p>\n<p> regia<br \/> <a href=\"http:\/\/www.lacontemporanea.com\/attori\/2\"><strong><span style=\"color: #cc0000; text-decoration: none; text-underline: none\">MASSIMO VENTURIELLO<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p> <em><a href=\"http:\/\/www.enteteatrale.it\/thirdContent.asp?idLivello3=182&amp;legatoA=24\" target=\"_blank\"><\/a><\/em>&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial\">Dopo il grande successo riscosso&nbsp; durante la scorsa stagione nei teatri italiani e dopo aver vinto ben tre premi nell&#39;edizione 2009 del Premio Eti &#8211; Olimpici del Teatro, <strong><span style=\"color: red\">Migliore commedia musicale originale &#8211; Migliore autore di musiche (Germano Mazzocchetti) &#8211; Migliori costumi (Sabrina Chiocchio)<\/span>,<span style=\"color: #993300\"> <\/span><\/strong>arriva&nbsp; al Teatro Manzoni di Milano lo spettacolo&ldquo;La Strada&rdquo;, dramma con musiche tratto dall&rsquo;omonimo film di Federico Fellini, con la sceneggiatura originale di Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi e la regia di Massimo Venturiello. Nei panni di Zampan&ograve; lo stesso Massimo Venturiello mentre in quelli di Gelsomina Tosca. <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial\">In principio era il capolavoro cinematografico di Federico Fellini, premio Oscar nel 1956, poi Tullio Pinelli (sceneggiatore del film) e Bernardino Zapponi ne fecero un adattamento teatrale che diventa un&#39;opera prima di grande coinvolgimento: cos&igrave; LA STRADA inventa, pur mantenendo la trama e i dialoghi del film, qualcosa di nuovo; un&rsquo;opera rivoluzionariamente teatrale che ritrova la sua innata e profonda dimensione poetica. Su quella stessa vena si sposta anche Massimo Venturiello che, in qualit&agrave; di attore e regista (nonch&eacute; di autore delle canzoni scritte con Nicola Fano, le musiche originali sono di Germano Mazzocchetti), mette in scena insieme a Tosca questa revisione moderna del teatro-canzone. Protagonisti, sia il rapporto tra le due figure di Gelsomina e Zampan&ograve;, col loro insormontabile silenzio, sintomo della difficolt&agrave; di ascoltarsi; sia il barnum nel quale vivono, luogo di appartenenza e fonte di vita, che qui acquisisce una valenza narrativa diversa dal solito clich&eacute; per diventare invece l&rsquo;avventura quotidiana di un&rsquo;umanit&agrave; forse non troppo lontana<strong>.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">NOTE DI REGIA<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">In una rivista di tanti anni fa, che mi &egrave; capitata sotto mano, ho letto che negli anni 40 Fellini, in giro per l&rsquo;Italia, al seguito di una compagnia di variet&agrave; per la quale lavorava, una notte, vedendo una coppia di zingari, che nel <span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">pi&ugrave; assoluto silenzio, se ne andava in una strada di campagna col proprio carretto (l&rsquo;uomo tirandolo con una fune e la donna spingendolo da dietro) cominci&ograve; a seguirli, a distanza, senza nemmeno sapere perch&egrave;.<br \/> Di li a poco si fermarono e Fellini si appost&ograve; a spiare.<br \/> Il silenzio tra i due regnava sovrano. Accesero un fuoco, la donna cucin&ograve; qualcosa, poi mangiarono e subito dopo ripartirono, il tutto senza proferire una sola parola &hellip;<br \/> Fu proprio quel silenzio che diede l&rsquo;input al regista per la realizzazione di quel grande capolavoro che &egrave; &ldquo;La Strada&rdquo;.<br \/> Fellini rub&ograve; il silenzio di quei due zingari e se lo port&ograve; nel suo film facendolo diventare il protagonista assoluto e ancora oggi, a distanza di un cinquantina d&rsquo;anni, quel silenzio, ci costringe a un ascolto al quale non siamo pi&ugrave; abituati e ci racconta tanto.<br \/> Tra Zampan&ograve; e Gelsomina non c&rsquo;&egrave; dialogo, ma solo una serie infinita di domande e risposte mancate. Il filo conduttore della loro storia umana, del loro breve tragico viaggio &egrave; proprio il &lsquo;non detto&rsquo;. Ecco quindi che attraverso quanto non riescono a dirsi, scopriamo tutta la disperazione della loro condizione.<br \/> La diffidenza, il cinismo, l&rsquo;incomunicabilit&agrave;, sono la colonna sonora della loro esistenza &lsquo;bassa&rsquo;, ai margini della societ&agrave; e della civilt&agrave;, ma sono anche il suono della vita di tanti come loro, che ancora oggi troviamo nelle fogne delle nostre metropoli, vicinissimi a noi eppure cos&igrave; lontani, da non essere visti, o meglio da essere ignorati, rifiutati, maltrattati e allontanati.<br \/> &lsquo;La strada&rsquo;&nbsp; di cui parla Fellini &egrave; dietro l&rsquo;angolo di casa nostra, magari sotto un ponte o dietro una stazione, ecco perch&eacute; questo film ci colpisce ancora, ecco perch&eacute; ci emoziona ancora la povera Gelsomina, quando viene abbandonata, o il terribile Zampan&ograve;, quando piange ubriaco, sulla sabbia, guardando le stelle.<br \/> Ho voluto mettere in scena questa vicenda, quanto mai attuale, con umilt&agrave; e rispetto assoluto nei confronti del grande film, confortato dal fatto che la drammaturgia di Pinelli e Zapponi, pur conservando in parte i dialoghi originari, contiene una propria peculiarit&agrave;, una propria poetica squisitamente teatrale e confortato anche dall&rsquo;intervento del maestro Germano Mazzocchetti, che con una dozzina di inediti brani cantati e una partitura musicale creata per l&rsquo;occasione ci porta&nbsp; necessariamente altrove, spostando l&rsquo;intera operazione verso un genere diverso, di difficile definizione.<br \/> Il viaggio dei due protagonisti viene&nbsp; raccontato e cantato da un gruppo di circensi che interagisce con l&rsquo;azione scenica per &lsquo;mostrare&rsquo; brechtianamente (non a caso la citazione: &lsquo;<em>Mostra i denti Zampan&ograve;<\/em>&rsquo;) il tragico accadimento, in modo da stimolarne una riflessione.<br \/> Intorno a me e a Tosca, rispettivamente Zampan&ograve; e Gelsomina, ruota un&rsquo;umanit&agrave; altrettanto degradata e marginale, cinica, diffidente e povera. Dalla madre di Gelsomina che incontriamo all&rsquo;inizio, alla ragazza che per ultima parler&agrave; con Zampan&ograve;, tutti, compreso i componenti dello scalcinato circo diretto dallo zingaro Fiore, compreso il funambolo (il Matto), sono personaggi motivati soprattutto dalla fame.<br \/> Un miserabile microcosmo che si muove in un&rsquo;atmosfera irreale, sottolineata dalla scena astratta e materica di Alessandro Chiti e dai costumi &lsquo;visionari&rsquo; di Sabrina Chiocchio, come in una favola dolorosa che con leggerezza si propone di scuotere&nbsp; pesantemente la nostra attenzione.<br \/> <strong>Dedichiamo questo spettacolo ai &lsquo;randagi&rsquo; che abitano la strada.<\/strong><br \/> &nbsp;<br \/> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Arial\"><font>&nbsp;<\/font><\/span><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\">Al Teatro Manzoni<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\"> dal 4 al 30 maggio 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\">Orari<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\">: feriali ore 20,45 &#8211; domenica ore 15,30<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\">Biglietto<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\">: <\/span><\/span><\/p>\n<p> <span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\">Poltronissima &euro; 30,00<\/span> <\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Arial\"> <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span>Poltrona &euro; 20,00<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial\"><span style=\"color: black\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial\">Il Teatro Manzoni<\/span><br \/> <font><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial\">Via Manzoni 42 &#8211; 20121 Milano<br \/> Tel. 02 &#8211; 7636901 &#8211; Fax 02 76005471<br \/> Internet <a href=\"http:\/\/www.teatromanzoni.it\/\" target=\"_blank\"><font color=\"#0068cf\">www.teatromanzoni.it<\/font><\/a><br \/> E-mail <a href=\"mailto:info@teatromanzoni.it\"><font color=\"#0068cf\">info@teatromanzoni.it<\/font><\/a><br \/> <\/span><\/font><\/span><\/span><\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CONTEMPORANEA &#8211; 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