
{"id":53901,"date":"2015-09-18T09:17:56","date_gmt":"2015-09-18T07:17:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=53901"},"modified":"2015-10-12T09:20:20","modified_gmt":"2015-10-12T07:20:20","slug":"nutrire-il-futuro-stili-di-vita-alimentari-e-contenuti-nutrizionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/53901\/expo-2015-2\/nutrire-il-futuro-stili-di-vita-alimentari-e-contenuti-nutrizionali.html","title":{"rendered":"NUTRIRE IL FUTURO: STILI DI VITA ALIMENTARI E CONTENUTI NUTRIZIONALI"},"content":{"rendered":"<p><strong>CIR food<\/strong>\u00a0ha promosso un momento di approfondimento sul\u00a0<strong>futuro della alimentazione.\u00a0<\/strong>Tra tecnologia, sostenibilit\u00e0 e nuove tendenze, quali saranno i driver che guideranno le abitudini nutizionali di domani?\u00a0L&#8217;evento si \u00e8 tenuto a Milano , nella\u00a0<strong>CIR Vip Lounge a Expo<\/strong>\u00a0(stecca G1) ,organizzato con il patrocinio dell&#8217;<strong>Universit\u00e0 degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo<\/strong>\u00a0e la collaborazione del magazine on-line &#8216;<a href=\"http:\/\/www.ilgiornaledelcibo.it\/\">Il Giornale del Cibo<\/a>&#8216;.<\/p>\n<p>All\u2019incontro, moderato dal giornalista\u00a0<strong>Luca Telese<\/strong>, sono intervenuti:<\/p>\n<p><strong>Giuliano Gallini<\/strong><br \/>\nDirettore Commerciale e Marketing CIR food<\/p>\n<p>Lucio Lucchin<br \/>\nPast-President Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ADI<\/p>\n<p>Elisabetta Moro<br \/>\nProfessore Accademico, Antropologo, Scrittrice e Giornalista<\/p>\n<p><strong>Marino Niola<\/strong><br \/>\nProfessore Accademico, Antropologo, Scrittore e Giornalista<\/p>\n<p><strong>Andrea Segr\u00e8<\/strong><br \/>\nProfessore Accademico, Agronomo ed Economista<\/p>\n<p><strong>I numeri che \u201cnon tornano\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Andrea Segr\u00e8<\/strong>\u00a0&#8211; Professore Accademico, Agronomo ed Economista \u2013 ha aperto\u00a0 l\u2019incontro parlando di numeri, rapporti e proporzioni, che sono lo specchio drammatico del nostro pianeta.<\/p>\n<p>Nel 2015 le stime parlano di circa 10 miliardi di persone che avranno diritto al cibo buono, sano, nutriente, sufficiente. Oggi, invece, circa\u00a0<strong>863 milioni di esseri umani &#8211; sostiene la FAO \u2013 soffre la fame<\/strong>. Ma pi\u00f9 del doppio, e quindi circa\u00a0<strong>2 miliardi di persone, \u00e8 in sovrappeso<\/strong>, con una quota rilevante di obesi.<\/p>\n<p>E se la FAO invita ad incrementare la produzione agricola, \u00e8 opportuno porre l\u2019attenzione anche sui concetti di sostenibilit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p><strong>La Dieta Mediterranea come \u201cPatrimonio Materiale dell\u2019Umanit\u00e0\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Di Dieta Mediterranea, <strong>come \u201cPatrimonio Materiale dell\u2019Umanit\u00e0\u201d,<\/strong> ne ha\u00a0 parlato\u00a0<strong>Elisabetta Moro<\/strong>, antropologa, scrittrice e giornalista\u00a0<strong>che<\/strong>\u00a0colloca il salto di cultura alimentare, subito\u00a0<strong>dopo la seconda guerra mondiale<\/strong>\u00a0quando le forti carenze alimentari dell\u2019Europa\u00a0 portano la FAO a riunirsi in Italia per decidere come sanarle e sfamare il \u201cVecchio Continente\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2010 l\u2019<strong>Unesco<\/strong>\u00a0riconosce la Dieta Mediterranea \u201cPatrimonio Materiale dell\u2019Umanit\u00e0\u201d: ma non come regime alimentare bens\u00ec come\u00a0<strong>stile di vita<\/strong>.<\/p>\n<p>E nel 2015, in Expo, il Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea di Napoli &#8211; guidato da<strong>Elisabetta Moro<\/strong>\u00a0&#8211; presenta una piramide alimentare, che ne indica i\u00a0<strong>7 comportamenti fondamentali<\/strong>:\u00a0<em>convivialit\u00e0, tradizione, cucinare insieme, attivit\u00e0 fisica, stagionalit\u00e0, a scuola, niente sprechi.<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 evidente che quello che gli antropologi oggi sostengono \u00e8 che la cultura del cibo deve essere\u00a0<strong>un sistema integrato di valori e di condivisione<\/strong>. \u201cSolo se vissuto cos\u00ec potr\u00e0 aprirsi per noi un futuro, se non radioso, almeno splendente\u201d dichiara la\u00a0<strong>Dott.ssa Moro.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lucio Lucchin<\/strong>\u00a0 apre l\u2019intervento facendo riferimento alla <strong>visita recente di Michelle Obama ad Expo<\/strong>, dove la First Lady americana ha molto parlato dei rudimenti della dieta mediterranea e della cultura dell\u2019orto. E rileva un dato importante:\u00a0<strong>il 75% dei cibi che noi mettiamo nel piatto \u00e8 gestito da 10 multinazionali<\/strong>\u00a0che decidono il cosa, il come e il quando dovremmo mangiare. La Coca Cola o la Barilla, suggeriscono quindi alla popolazione la dieta alimentare studiata e proposta dai loro ricercatori.<br \/>\nC\u2019\u00e8 evidentemente un\u00a0<strong>confine etico delicatissimo<\/strong>\u00a0tra industria, scienza e ricerca: \u00e8 fondamentale che ci sia un rapporto, ma nel senso che l\u2019industria deve sostenere la ricerca, indipendentemente dai suoi interessi di business.<\/p>\n<p>Come nutrizionista, infine, non pu\u00f2 fare a meno di ribadire che la funzione primaria del cibo \u00e8 la nutrizione: la cultura, la biodiversit\u00e0, la sostenibilit\u00e0, ecc. sono concetti estremamente importanti ma devono senza dubbio venire dopo l\u2019evidenza che\u00a0<strong>gli aspetti nutrizionali sono fondamentali<\/strong>. \u201cSapete che il 30% dei ricoverati in strutture ospedaliere in Italia ma anche in Europa risulta essere malnutrito per difetto\u201d chiede? Tutto questo pare paradossale se pensiamo al rapporto alimentazione\/iperalimentazione\/malnutrizione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marino Niola<\/strong>\u00a0\u2013 antropologo, scrittore e giornalista, ha fatto un interessante profilo dell\u2019<em><strong>homo dieteticus<\/strong><\/em>. E\u2019 l\u2019uomo contemporaneo dell\u2019Occidente Opulento, \u00e8 il figlio spaventato dell\u2019<em><strong>homo economicus<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019uomo\u00a0<em>economicus<\/em>\u00a0era quello che pensava di avere davanti a s\u00e9 il progresso, il futuro: pensava che i suoi figli sarebbero stati meglio di lui (esattamente il contrario di quello che pensiamo noi oggi). L\u2019uomo\u00a0<em>dieteticus<\/em>\u00a0\u00e8 quello che investe tutto sul suo corpo: ne fa una specie di capitale, di bene rifugio capitale immunitario.<\/p>\n<p>\u201cNoi siamo quello che mangiamo\u201d diceva Feuerbach, ma\u00a0<strong>Niola<\/strong>\u00a0ritiene invece che\u00a0<strong>oggi \u201cnoi siamo quello che non mangiamo\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;homo dieteticus, a seconda della trib\u00f9 alimentare a cui appartiene, valorizza certi cibi, addirittura li considera oggetto di culto e ne demonizza altri: per cui\u00a0<strong>ci sono oggi gli alimenti salvavita<\/strong>, quelli che ci promettono snellezze, di farci vivere a lungo, di non farci pi\u00f9 ammalare, ecc..<br \/>\nMa ci sono anche gli\u00a0<strong>alimenti che vengono demonizzati<\/strong>: burro, zucchero, sale, ecc.. \u201cIn certi casi c\u2019\u00e8 della ragione \u2013 sostiene\u00a0<strong>Niola<\/strong>&#8211; ma \u00e8 sempre questione di proporzione, di quantit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>Paola Sucato<\/strong>\u00a0&#8211; blogger e chef editor di WorldRecipes di Expo ha \u00a0evidenziato che in Italia c\u2019\u00e8 la moda del distinguersi attraverso le ricette: chi le fa, chi le cucina, chi le mangia. Ci sono quindi testate molto verticali, blog che parlano soltanto di alcuni stili alimentari che \u00e8 poi un modo di distinguersi, sia a livello editoriale sia a livello comportamentale. E non ci si vuol far contaminare, almeno sulla carta. Perch\u00e9 poi in realt\u00e0 ci facciamo influenzare e\u00a0<strong>la cucina della mamma, vince sempre<\/strong>.<br \/>\nIl concetto di mamma \u00e8 chiaramente simbolico ed esprime il\u00a0<strong>ritorno alla tradizione, alle origini,<\/strong>\u00a0che \u00e8 nell\u2019istinto di chi fa l\u2019orto sul balcone, di chi macina in casa i cereali presi al mulino, di chi ricerca e usa il lievito madre ecc\u2026 Sono queste tutte tendenze che in qualche modo riportano a una storia familiare contadina.<\/p>\n<p>\u201c Curiosamente la tradizione torna, invece che dal passato, dal futuro\u201d fa notare Niola\u2026\u201d\u00a0<strong>\u00e8&#8217; la rete a rilanciare comportamenti che apparentemente sono comportamenti arcaici<\/strong>, come le comunit\u00e0 che si scambiano il lievito madre. E\u2019 la community immateriale a ricreare comunit\u00e0 materiale,\u2026\u201d<\/p>\n<p><strong>Italia: un paese di Master Chef o Ratatouille?<\/strong><\/p>\n<p>Quegli chef, che ai tempi di Lutero e Calvino erano considerati \u201cemissari\u201d del diavolo perch\u00e9 corrompevano la \u201cnaturalit\u00e0 dei cibi\u201d, oggi sono personaggi mediatici, ammirati e seguiti dalla massa. Fanno moda, fanno tendenza, influenzano.<\/p>\n<p>E\u2019 doveroso per\u00f2 parlare di un\u2019altra categoria di chef: quella rappresentata dai\u00a0<strong>cuochi della ristorazione collettiva<\/strong>, il pi\u00f9 grande ristorante italiano. Quelli che ogni giorno preparano i pasti per gli operai, gli impiegati, gli studenti delle scuole, a dei prezzi sempre pi\u00f9 bassi. Quelli che\u00a0<strong>oggi dovrebbero essere valorizzati pi\u00f9 che mai<\/strong>\u00a0perch\u00e9 nella cultura del cibo ci sta anche il valore delle persone che ogni giorno, quel cibo, lo mettono in tavola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cir-food.it\/\">http:\/\/www.cir-food.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CIR food\u00a0ha promosso un momento di approfondimento sul\u00a0futuro della alimentazione.\u00a0Tra tecnologia, sostenibilit\u00e0 e nuove tendenze, quali saranno i driver che guideranno le abitudini nutizionali di domani?\u00a0L&#8217;evento si \u00e8 tenuto a Milano , nella\u00a0CIR Vip Lounge a Expo\u00a0(stecca G1) ,organizzato con il patrocinio dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo\u00a0e la collaborazione del magazine on-line &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/53901\/expo-2015-2\/nutrire-il-futuro-stili-di-vita-alimentari-e-contenuti-nutrizionali.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">NUTRIRE IL FUTURO: STILI DI VITA ALIMENTARI E CONTENUTI NUTRIZIONALI<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12170],"tags":[16554,1775,482,16553],"class_list":["post-53901","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-expo-2015-2","tag-cir","tag-expo","tag-food","tag-nutrire-il-futuro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53901"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53901\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53902,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53901\/revisions\/53902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}