
{"id":53680,"date":"2015-09-16T22:55:01","date_gmt":"2015-09-16T20:55:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=53680"},"modified":"2015-09-16T22:55:01","modified_gmt":"2015-09-16T20:55:01","slug":"jill-mathis-dreaming-of-ingmar-bergman-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/53680\/arte\/jill-mathis-dreaming-of-ingmar-bergman-milano.html","title":{"rendered":"Jill Mathis Dreaming of Ingmar Bergman Milano"},"content":{"rendered":"<p>Milano, 17 Settembre 2015.<\/p>\n<p>La galleria Effearte \u00e8 lieta di presentare la mostra personale di Jill Mathis con il lavoro inedito Dreaming of Ingmar Bergman.<\/p>\n<p>Il semiologo Ugo Volli ha scritto: \u201cI sogni sono sempre eterogenei. Con mattoni tratti dalla vita di ogni giorno, costruiscono forme che alludono ambiguamente alle preoccupazioni, ai desideri, alle frustrazioni del sognante&#8230; Sognare \u00e8 dunque sempre un gesto ambiguo che si riferisce a due realt\u00e0 insieme, le mescola, le traveste, le combina secondo enigmistiche che restituiscono l\u2019energia e lasciano oscuro il segno&#8230;. Forse lo stesso \u00e8 vero degli artisti che si riferiscono ad opere di altri artisti&#8230; foto da film, come ci propone qui Jill Mathis&#8230; Ogni rilettura &#8211; ogni lettura vera, ogni rifacimento e ogni omaggio &#8211; \u00e8 come una dislettura, un gesto doppio che cattura e respinge, imita e deforma, sfida ed esorcizza i materiali precedenti. Per questa doppia tensione il rapporto fra due artisti in relazione fra loro assomiglia sempre a un sogno\u201d. Quello di Jill Mathis non \u00e8 un racconto fotografico del lavoro di Ingmar Bergman, non \u00e8 questa l\u2019intenzione e non potrebbe mai esserlo. Le sue fotografie sono \u201cil qui e ora\u201d, l\u2019immagine catturata \u00e8 quella di un istante preciso che segue le impronte del sogno di Bergman e di cui ne racconta una storia propria. Nelle fotografie, i soggetti sono le parole pi\u00f9 che le immagini. La sua \u00e8 infatti una ricerca etimologica-artistica: le parole hanno un significato preciso e allo stesso tempo creano ambiguit\u00e0; tendono a concettualizzare le immagini aprendo a livello visivo il mondo di Bergman. La semantica \u00e8 centrale: l\u2019artista vuole che le immagini alludano al loro senso ma dicano anche altro, creino quasi delle illusioni, dei sogni. Il risultato \u00e8 che lo spettatore ha spesso la sensazione di trovarsi davanti a un rebus. Sintetizzando, non si poteva non riportare quanto scritto dal critico Roberto Mastroianni: \u201cBergman \u00e8 un regista svedese che rende in immagini in movimento concetti esistenziali; Mathis \u00e8 una fotografa americana che rende in immagini la storia etimologico esistenziale di concetti antropologici. L\u2019incontro \u00e8 naturale e, visto da entrambe le parti, \u00e8 una sorta di \u201cgiro lungo\u201d che passa dalle immagini per arrivare ai concetti, che passa dalle fotografie (di Jill Mathis) per arrivare ai film (di Ingmar Bergman) o dai film per arrivare alle fotografie.\u201d TITOLO MOSTRA: DREAMING OF INGMAR BERGMAN ARTISTA: JILL MATHIS GALLERIA: EFFEARTE via Ausonio, 1 A \/ via E. De Amicis 47, Milano INAUGURAZIONE: Gioved\u00ec 17 settembre 2015, ore 18.30 DURATA MOSTRA: 18 settembre \u2013 13 novembre 2015 ORARIO: Luned\u00ec \/ Venerd\u00ec 10-13 \/ 14-19 | Sabato su appuntamento Effearte &#8211; via Ausonio 1 A \/ Via E. De Amicis 47 &#8211; 20123 Milano &#8211; Italy Tel. +39 0289096534 Fax. +39 0258151627 CF\/PI 06068230967 www.effeartegallery.com &#8211; info@effeartegallery.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, 17 Settembre 2015. La galleria Effearte \u00e8 lieta di presentare la mostra personale di Jill Mathis con il lavoro inedito Dreaming of Ingmar Bergman. Il semiologo Ugo Volli ha scritto: \u201cI sogni sono sempre eterogenei. 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