
{"id":53659,"date":"2015-09-15T08:24:38","date_gmt":"2015-09-15T06:24:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=53659"},"modified":"2015-09-15T08:24:38","modified_gmt":"2015-09-15T06:24:38","slug":"expo-cnr-quale-futuro-per-la-grande-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/53659\/expo-2015-2\/expo-cnr-quale-futuro-per-la-grande-bellezza.html","title":{"rendered":"EXPO CNR Quale futuro per la \u2018grande bellezza\u2019?"},"content":{"rendered":"<p><em>Il paesaggio italiano visto e pensato oltre il dissesto ambientale, la cementificazione e il consumo di suolo. Un incontro organizzato 15 settembre dal Cnr ad Expo fa il punto sulla situazione, per trovare idee e soluzioni che consentano di conciliare protezione e sviluppo<\/em><\/p>\n<p>Nel 2015 il numero di alberi per abitante in Italia \u00e8 salito a 230, contro i 200 del 2005 e i 140 del 1985. Nel Belpaese, per\u00f2, la cementificazione del territorio \u00e8 cresciuta del 166% dal 1950 al 2012, a fronte di aumento della popolazione del 28%: a ogni italiano, quindi, possono essere attribuiti in media ben 350 mq. di superficie costruita e urbanizzata. Sono alcuni dati elaborati dal Dipartimento scienze bio-agroalimentari del Consiglio nazionale delle ricerche (Disba-Cnr) su dati dell\u2019Inventario nazionale forestale e del carbonio, Wwf e Mipaaf che ben rendono la complessit\u00e0 del tema sul quale lo stesso Disba-Cnr ha organizzato l\u2019incontro dibattito <strong>previsto il 15 settembre a Milano (ore 10.00) presso Padiglione Italia-Expo<\/strong>: \u2018<strong>La grande bellezza del paesaggio italiano\u2019.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019equilibrio tra paesaggio antropizzato e quello naturale \u00e8 ancora possibile? Gli attuali strumenti normativi portano spesso alla contrapposizione tra la protezione restrittiva e spesso tardiva dell\u2019ambiente naturale e le esigenze delle attivit\u00e0 produttive. Questi aspetti sono spesso affrontati in sede politica senza la partecipazione di tutti i soggetti portatori di interessi. Da un lato siamo il Paese dei disastri ambientali, delle edificazioni in aree protette e a rischio ambientale, dalla montagna ai litorali, della mancanza di prevenzione; dall\u2019altro ci troviamo a fare fronte alle cosiddette calamit\u00e0 con alti costi, non solo economici\u201d, spiega il paesaggista Alberto Giuntoli che, assieme a Silvia Fineschi dell\u2019Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp-Cnr), ha organizzato l\u2019evento. Al talk partecipano tra gli altri il sottosegretario ai Beni culturali e turismo Ilaria Borletti Buitoni, gi\u00e0 presidente del Fai, il Commissario generale di Padiglione Italia Diana Bracco, lo storico Roberto Reali e il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi per il Cnr, esperti quali Eckart Lange dell\u2019Universit\u00e0 di Sheffield e l\u2019architetto Mario Cucinella.<\/p>\n<p>Il paesaggio italiano costituisce di per s\u00e9 un&#8217;opera d&#8217;arte e di cultura, per come si \u00e8 venuto costruendo e formando nel corso dei secoli\u201d, osserva Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretaria al Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo. \u201cMa paradossalmente proprio oggi, quando pi\u00f9 sembrerebbe ci siano risorse e cultura per apprezzare l&#8217;opera sin qui compiuta, crescono i pericoli e le minacce alla sua integrit\u00e0 per la pressione a sfruttare nel brevissimo tempo, in modo insensato e irrecuperabile, la sua stessa consistenza. Non bisogna mai pensare che un risultato o l&#8217;integrit\u00e0 di un bene siano acquisiti per sempre. Penso che da Expo possa venire un incoraggiamento e uno stimolo, e anche un esempio di come le sfide difficili possano essere vinte, anche quando occorra convincere gli scettici sulla bont\u00e0 delle scelte prese&#8221;.<\/p>\n<p>Nell\u2019incontro la problematica del paesaggio italiano viene svolta a partire dalla storia, per poi evidenziarne le complessit\u00e0, le trasformazioni e le prospettive future. \u201cIcone e archetipi del nostro paesaggio sono il risultato dell\u2019attivit\u00e0 umana che lo ha modificato nel corso di almeno due millenni, un percorso che ha come punto di arrivo la Convenzione europea sul paesaggio adottata dal Consiglio d\u2019Europa nel 2000 per promuovere la protezione, gestione e pianificazione dei paesaggi europei e favorire la cooperazione\u201d, spiega Silvia Fineschi. \u201cLe criticit\u00e0 e le minacce sono numerose: consumo di suolo, scorretta o insufficiente gestione del verde in citt\u00e0, scarsa manutenzione dei parchi, perdita di valori estetici e civili, degrado delle aree \u2018periurbane\u2019. Discuteremo i presupposti estetici e di tutela e i mutamenti subiti negli ultimi cinquant\u2019anni, per cercare di superare l\u2019idea di un paesaggio \u2018selvatico\u2019 e accettare l\u2019idea di una realt\u00e0 in evoluzione\u201d.<\/p>\n<p>Previsto un confronto speciale con il soprintendente Massimo Osanna sulla realt\u00e0 di Pompei e sulla gestione dei siti archeologici e storici italiani. I relatori illustreranno proposte concrete per migliorare la situazione, partendo dai saperi presenti nel nostro Paese. Per il futuro, mostreranno poi come le azioni di conservazione e pianificazione possono essere supportate dalle tecnologie scientifiche, in particolare quelle che utilizzano le tecniche interferometriche sulla base di immagini prodotte da sensori radar ad alta risoluzione e sensori iperspettrali, con l\u2019intervento di Lorenzo Fiori vicepresidente di Finmeccanica.<\/p>\n<p>Durante l&#8217;evento verr\u00e0 consegnato il premio istituito dal Cnr e dedicato alla memoria di Roberto Mancini, il vice-commissario di Polizia scomparso il 30 aprile 2014, riconosciuto dal ministero degli Interni \u201cvittima del dovere\u201d e insignito della medaglia d&#8217;argento al merito: il primo a svolgere indagini sui traffici illeciti di rifiuti tossici nella cosiddetta Terra dei fuochi. La vincitrice \u00e8 risultata Nadia Lombardi dell\u2019Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp-Cnr) di Napoli con una ricerca dal titolo \u2018Trichoderma spp. alleviate phytotoxicity in lattuce plants irrigated with arsenic-contaminated water\u2019.<\/p>\n<p>\u201cDobbiamo prevedere e costruire un diverso rapporto con l\u2019ambiente che ci circonda. L\u2019integrit\u00e0 e la bellezza dei luoghi vanno preservate, curate e tramandate\u201d, conclude Luigi Nicolais, presidente del Cnr. \u201cRappresentano straordinarie opportunit\u00e0 per affermare un nuovo modello di sviluppo e crescita, soprattutto per l\u2019Italia, tra i pochi luoghi al mondo dove la bellezza del paesaggio \u00e8 tutt\u2019uno con quella dei manufatti della creativit\u00e0 e della cultura. Per farne leva di salvezza del mondo, occorre saperla riconoscere, apprezzare, condividere, investire in formazione e saperi. Come scienziati, da tempo siamo impegnati nel proporre risposte, ma sono insufficienti e deboli se non supportate da una precisa volont\u00e0 politica che coinvolga tutto il Governo e non solo i Ministeri competenti\u201d.<\/p>\n<p><strong>La scheda<\/strong><\/p>\n<p><strong>Che cosa:<\/strong> conferenza: \u2018La grande bellezza del paesaggio italiano\u2019<\/p>\n<p><strong>Chi:<\/strong> Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Consiglio nazionale delle ricerche<\/p>\n<p><strong>Quando:<\/strong> 15 settembre, ore 10.00<\/p>\n<p><strong>Dove:<\/strong> Padiglione Italia, Expo &#8211; Milano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sito web<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.expo.cnr.it\/it\/node\/91\">https:\/\/www.expo.cnr.it\/it\/node\/91<\/a> <strong>Fb<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/CNRXEXPO\">https:\/\/www.facebook.com\/CNRXEXPO<\/a>, <strong>Twitter<\/strong>: @cnrperexpo, @paesaggiofuturo Seguiteci con l\u2019hashtag #VivaioRicerca<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il paesaggio italiano visto e pensato oltre il dissesto ambientale, la cementificazione e il consumo di suolo. 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