
{"id":53415,"date":"2015-08-26T00:19:15","date_gmt":"2015-08-25T22:19:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=53415"},"modified":"2015-08-26T00:19:15","modified_gmt":"2015-08-25T22:19:15","slug":"cnr-siccita-degrado-desertificazione-il-deserto-avanza-anche-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/53415\/expo-2015-2\/cnr-siccita-degrado-desertificazione-il-deserto-avanza-anche-in-italia.html","title":{"rendered":"CNR Siccit\u00e0, degrado, desertificazione Il deserto avanza. Anche in Italia"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00c8 a rischio desertificazione quasi un quinto del territorio nazionale, il 41% del quale nel Sud, oltre la met\u00e0 del territorio in Sicilia, Puglia, Molise e Basilicata. Nel mondo gi\u00e0 due miliardi di persone vivono in aree siccitose e questo acuir\u00e0 i fenomeni migratori. Il rischio \u00e8 di passare alla \u2018conca di polvere\u2019, un punto di non ritorno. Sono i dati che verranno discussi in una conferenza organizzata dal Cnr domani presso Expo \u2013 Milano<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLe aree siccitose coprono oltre il 41% della superficie terrestre e vi vivono circa 2 miliardi di persone. Il 72% delle terre aride ricadono in paesi in via di sviluppo, la correlazione povert\u00e0-aridit\u00e0 \u00e8 dunque chiara. Se si guarda all&#8217;Italia, gli ultimi rapporti ci dicono che \u00e8 a rischio desertificazione quasi il 21% del territorio nazionale, il 41% del quale si trova nel sud. Sono numeri impressionanti che raccontano di un problema drammatico di cui si parla pochissimo\u201d, dice Mauro Centritto, direttore dell\u2019Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche e coordinatore della conferenza che vuole portare questo tema all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica e degli stakeholder: \u201c<strong>Siccit\u00e0, degrado del territorio e desertificazione nel mondo\u201d, incontro che avr\u00e0 luogo domani 26 agosto, alle ore 14.30, presso il Padiglione Italia di Expo- Milano<\/strong>. I lavori saranno aperti dal Commissario Generale dell\u2019Angola, Albina Africano, e le conclusioni affidate a Diana Bracco, Commissario Generale di Padiglione Italia.<\/p>\n<p>\u201cIn Sicilia le aree che potrebbero essere interessate da desertificazione sono addirittura il 70%, in Puglia il 57%, nel Molise il 58%, in Basilicata il 55%, mentre in Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania sono comprese tra il 30 e il 50%\u201d continua il ricercatore. Uno scenario inquietante, che non lascia spazio a dubbi sull\u2019urgenza di azioni strategiche per arginare o mitigare i cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>\u201cEntro la fine di questo secolo le previsioni parlano, per il bacino del Mediterraneo, di aumenti delle temperature tra 4 e 6 gradi e di una significativa riduzione delle precipitazioni, soprattutto estive: l&#8217;unione di questi due fattori generer\u00e0 forte aridit\u00e0. Paradossalmente, mentre per mitigare i cambiamenti climatici sarebbe sufficiente cambiare in tempo la nostra politica energetica, per arrestare la desertificazione questo non sar\u00e0 sufficiente, poich\u00e9 il fenomeno \u00e8 legato anche alla cattiva gestione del territorio\u201d, aggiunge Centritto. \u201cLe conseguenze di quest\u2019inadeguata gestione sono sintetizzate nella espressione inglese <em>Dust bowlification<\/em>, da <em>dust<\/em>, polvere, e <em>bowl<\/em>, conca. \u00c8 un concetto differente dalla desertificazione, giacch\u00e9 anche i pi\u00f9 estremi deserti sono comunque degli ecosistemi (le aree aride includono il 20% dei centri di biodiversit\u00e0 e il 30% dell\u2019avifauna endemica), mentre le conche di polvere sono un punto di non ritorno\u201d.<\/p>\n<p>La diffusione di questi territori sempre pi\u00f9 inospitali acuirebbe ovviamente le ondate migratorie in atto. \u201cAd essere colpiti dalla siccit\u00e0 sono infatti i paesi del bacino Mediterraneo, tra i pi\u00f9 fragili dal punto di vista ambientale e antropico. Molte persone che\u00a0arrivano da noi non fuggono dalla guerra, ma da aree rese invivibili dalla desertificazione, sono rifugiati ambientali. E il loro numero \u00e8 destinato a crescere esponenzialmente nel prossimo futuro. Occorre un approccio sistemico al problema, capace di riportare in equilibrio ecologico i territori a rischio\u201d conclude l\u2019esperto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Video promozionale visibile su:<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9RLvq0LquDI\">https:\/\/youtu.be\/9RLvq0LquDI<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 a rischio desertificazione quasi un quinto del territorio nazionale, il 41% del quale nel Sud, oltre la met\u00e0 del territorio in Sicilia, Puglia, Molise e Basilicata. Nel mondo gi\u00e0 due miliardi di persone vivono in aree siccitose e questo acuir\u00e0 i fenomeni migratori. 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