
{"id":53317,"date":"2015-08-04T23:34:45","date_gmt":"2015-08-04T21:34:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=53317"},"modified":"2015-08-04T23:34:45","modified_gmt":"2015-08-04T21:34:45","slug":"still-life-remix-antinori-nel-chianti-classico-localita-bargino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/53317\/arte\/still-life-remix-antinori-nel-chianti-classico-localita-bargino.html","title":{"rendered":"STILL-LIFE Remix ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO Localit\u00e0 Bargino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/08\/ImageProxy-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53318\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/08\/ImageProxy-41-300x199.jpg\" alt=\"ImageProxy (41)\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/08\/ImageProxy-41-300x199.jpg 300w, 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564w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/08\/ImageProxy-40.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53323\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/08\/ImageProxy-40-300x196.jpg\" alt=\"ImageProxy (40)\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/08\/ImageProxy-40-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/08\/ImageProxy-40-500x327.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/08\/ImageProxy-40.jpg 566w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A pochi km da Firenze, immersa nella campagna toscana, in quel di Bargino, si erge una struttura architettonica imponente, ma nello stesso tempo leggiadra: la Cantina Antinori.<\/p>\n<p>Una cantina\u00a0scavata nelle terre del Chianti Classico e \u00a0concepita dall\u2019architetto Marco Casamonti \u00e8 un luogo in cui la famiglia Antinori attraverso \u00a0le opere d&#8217;arte antiche e contemporanee intende dare un contributo alla fruizione delle stesse e dare \u00a0voce a progetti che coinvolgano artisti di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Nasce cosi\u00a0<strong>STILL-LIFE Remix in cui\u00a0<\/strong><strong>26 artisti contemporanei reinterpretano la Natura Morta, una\u00a0<\/strong>mostra a cura di Ilaria Bonacossa , coadiuvata dalle discendenti.<\/p>\n<p>4 luglio \u2013 4 ottobre 2015<\/p>\n<p>Artisti in mostra<em>:<\/em><\/p>\n<p><strong>Giorgio Andreotta Cal\u00f2, Arianna Carossa, Mat Collishaw, Hans Peter Feldmann, Stefania Galegati, Francesco Gennari, Ori Gersht, Piero Gilardi, Thomas Gr\u00fcnfeld, Gusmao &amp; Paiva,\u00a0Calla Henkel &amp; Max Pitegoff,\u00a0Georgie Hopton, Elad Lassry, Esko M\u00e4nnikk\u00f6, Davide Monaldi, Aldo Mondino, Nicolas Party, Jack Pierson, Namsal Siedlecki, Lorenzo Scotto di Luzio, Shimabuku, Shirana Shahbazi, Elisa Strinna, Wolfgang Tillmans, Santo Tolone, Luca Vitone.<\/strong><\/p>\n<p>ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO &#8211; Via Cassia per Siena, 133<\/p>\n<p>Loc. Bargino, San Casciano Val di Pesa (FI)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.antinorichianticlassico.it\/\">www.antinorichianticlassico.it<\/a><\/p>\n<p>La Marchesi Antinori &#8211; all&#8217;interno di <em>Antinori Art Project<\/em>, piattaforma di interventi in ambito contemporaneo dedicata alle arti visive e agli artisti del nostro tempo &#8211; ha \u00a0presentato \u00a0il \u00a03 luglio 2015 una nuova esposizione temporanea, a cura di Ilaria Bonacossa, su uno dei temi portanti della storia dell\u2019arte: la Natura Morta.<\/p>\n<p><strong>STILL-LIFE Remix. 26 artisti contemporanei reinterpretano la Natura Morta<\/strong> \u00e8 il titolo dell\u2019esposizione che, dal 4 luglio al 4 ottobre 2015, \u00e8 aperta ai visitatori della cantina Antinori nel Chianti Classico, a Bargino \u2013 San Casciano (Firenze).<\/p>\n<p>La mostra, come il titolo sottolinea, \u00e8 un <em>excursus <\/em>contemporaneo dedicato a un genere pittorico &#8211; <em>Natura Morta \/ Still-Life<\/em> &#8211; autonomo, come il paesaggio o il ritratto, in cui piante, fiori e frutti vengono riprodotti insieme a prede di caccia, in composizioni prive della presenza di esseri umani. Questi assemblaggi, spesso arricchiti da oggetti simbolici come teschi, perle, libri o strumenti per la misurazione del tempo, rappresentano un monito alla fragilit\u00e0 della bellezza e all\u2019inevitabilit\u00e0 della morte.<\/p>\n<p><strong>Still-life Remix<\/strong> riunisce circa quaranta lavori di ventisei artisti contemporanei, internazionali e italiani, che interrogano le possibilit\u00e0 espressive della natura morta. Alcuni lavori sono stati realizzati appositamente per l\u2019esposizione che conta anche un\u2019opera site specific.<\/p>\n<p>Affiancando opere di artisti emergenti con opere di figure di spicco nel campo dell\u2019arte contemporanea, la mostra ci spinge a guardare la realt\u00e0 che ci circonda con uno sguardo nuovo. A fronte dell\u2019uso onnipresente della fotografia e al costante bombardamento pubblicitario delle multinazionali del cibo, perch\u00e9 gli artisti contemporanei sono ancora interessati alla Natura Morta? Come si sono trasformate le tematiche e i linguaggi che queste composizioni affrontano?<\/p>\n<p>A partire dalla seconda met\u00e0 del sedicesimo secolo gli artisti ritraevano con mirabile maestria il momento di massimo splendore della natura, metaforicamente fermandone la trasformazione e il deterioramento. Le nature morte diventano quindi la rappresentazione fisica della fugacit\u00e0 della vita terrena, in cui i simboli della temporalit\u00e0, come orologi e teschi, si accompagnano a tavole imbandite, cibi, fiori e animali.<\/p>\n<p>La natura morta come vero e proprio genere pittorico raggiunge il culmine nei primi anni del diciassettesimo secolo, divenendo un genere molto ricercato da mecenati e collezionisti.<\/p>\n<p>L\u2019arte della modernit\u00e0, invece, trova nella Natura Morta un importante strumento attraverso cui reinventare la tradizione e l\u2019iconografia classica: cos\u00ec, dai Fauve ai Cubisti, passando per il Surrealismo, la Natura Morta diviene un genere che pu\u00f2 essere completamente rivoluzionato dal punto di vista formale. In Italia l\u2019interesse per questo genere pittorico connota la ricerca di due indiscussi maestri del genere come Giorgio Morandi e Filippo De Pisis che attraverso di essa sembrano catturare lo stato morale del paese nelle loro piccole tele.<\/p>\n<p>La mostra <strong>Still-life Remix<\/strong> presenta un insieme di opere fotografiche, scultoree, pittoriche e video che illustrano come ancora oggi il nostro sguardo possa, attraverso il codice espressivo della Natura Morta, cogliere il passare del tempo attraverso la rappresentazione visiva di un impossibile equilibrio tra naturale e artificiale. Le opere presentate in mostra dimostrano che attraverso la Natura Morta molti artisti contemporanei ancora oggi possono raccontare la loro percezione del mondo che ci circonda, la fragilit\u00e0 umana, la caducit\u00e0 della felicit\u00e0 terrena, a dimostrazione che questo genere sospeso tra tradizione pittorica e fotografia\u00a0 pop\u00a0 sia oggi pi\u00f9 che mai\u00a0 vivo e capace di trasmettere emozione.<\/p>\n<p>I lavori lasciano ben trasparire come i valori della composizione e dell\u2019equilibrio cromatico siano reinventati, completamente trasformati e tradotti nella contemporaneit\u00e0, per conservare l\u2019efficacia dell\u2019indagine. Cos\u00ec, per esempio, le immagini di <strong>Wolfgang Tillmans<\/strong> dimostrano come il genere si sia trasformato catturando la quotidianit\u00e0 e i residui della presenza umana sullo spazio, mentre i lavori di <strong>Ori Gersht<\/strong> mostrano il rapporto stretto che intercorre tra violenza e bellezza attraverso la improvvisa esplosione di nature morte che sembrano uscite dalla migliore pittura fiamminga secentesca. Due talenti emergenti come <strong>Santo Tolone<\/strong> ed <strong>Elisa Strinna<\/strong> si riappropriano invece con ironia di un\u2019iconografia classica per trasformarla in cosa altra.<\/p>\n<p>La mostra, ambientata nel contesto altamente suggestivo degli spazi della cantina Antinori nel Chianti Classico \u2013 vuole anche essere un omaggio e sottolineare la particolarit\u00e0 della committenza dell\u2019esposizione: l\u2019esposizione si inscrive infatti in una tradizione secolare della famiglia Antinori di passione per l&#8217;arte che &#8211; oggi come allora &#8211; si impegna a tutto campo per realizzare una forte connessione tra le migliori espressioni della tradizione e della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>In risposta alla mostra <strong>Still-life Remix <\/strong>la famiglia Antinori ha deciso di presentare negli spazi dedicati alle collezioni della cantina alcune opere di <strong>Palazzo Antinori. <\/strong>Una grande Natura Morta Fiamminga del 1600 e due tele di<strong> Filippo De Pisis <\/strong>in cui il tono \u2018crepuscolare\u2019 e intimista della rappresentazione degli oggetti inanimati \u00e8 ottenuta da un fare pittorico lieve contraddistinto da rapidi tocchi.<\/p>\n<p><strong>Still-life Remix<\/strong> ha ottenuto il patrocinio di <strong>Expo 2015<\/strong> e \u00e8 inserita nei percorsi ufficiali culturali in Italia durante il semestre della manifestazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Famiglia Antinori. Da un\u2019antica tradizione di passione per l\u2019arte all\u2019<em>Antinori Art Project<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La Cantina Antinori nel Chianti Classico \u00e8 il simbolo del legame profondo che sin dal 1385 lega la famiglia Antinori alla passione per le arti: pittura, scultura, architettura, e naturalmente l\u2019arte di saper trasformare i frutti della terra in grandi vini.<\/p>\n<p>Da oltre seicento anni, i Marchesi Antinori hanno legato il proprio nome all\u2019eccellenza nell\u2019arte del vino e alla migliore tradizione mecenatistica. Due ambiti apparentemente molto diversi, ma che in realt\u00e0 hanno spesso proceduto in parallelo: i Marchesi Antinori hanno spesso affidato all\u2019arte il compito di raccontare i valori e la storia della loro casata, il cui stemma \u00e8 anch\u2019esso un\u2019opera di pregio artistico, uscita agli inizi del \u2018500 dalla bottega fiorentina dello scultore e ceramista Giovanni della Robbia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, in epoca recentissima, con l\u2019inaugurazione della nuova cantina nel 2012, monumentale e seducente struttura scavata nelle terre del Chianti Classico, concepita dall\u2019architetto Marco Casamonti, parte della collezione di famiglia che raccoglie dipinti, ceramiche, tessuti pregiati e antichi manoscritti ha lasciato lo storico Palazzo Antinori di Firenze per trovare, con il contributo della curatrice degli Uffizi Giovanna Giusti, una nuova collocazione che la rende accessibile al pubblico che giornalmente visita la zona del Chianti Classico, alla ricerca di esplorazioni legate alle degustazioni e a esperienze sinestetiche.<\/p>\n<p>Per dare sistematicit\u00e0 e maggiore impulso ai progetti dedicati alle arti visive del nostro tempo, sempre nel 2012 \u00e8 stato avviato <em>Antinori Art Project<\/em>, progetto che muove dall\u2019idea di creare una naturale prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 di collezionismo che fa parte della tradizione della famiglia, indirizzandola per\u00f2 verso le arti e gli artisti del nostro tempo. <em>Antinori Art Project<\/em> \u00e8 infatti una piattaforma di interventi in ambito contemporaneo \u2013 realizzato in collaborazione con curatori affermati &#8211; che raccoglie sotto un\u2019unica progettualit\u00e0 coerente tutte le attivit\u00e0 messe in campo in quest\u2019ambito.<\/p>\n<p>In particolare, oltre allo spazio museale integrato nel percorso di visita all\u2019interno della cantina che ospita la storica collezione della famiglia, \u00e8 stato avviato uno speciale programma di commissioni annuali, molte delle quali site specific, rivolto a giovani ma gi\u00e0 affermati protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale.<\/p>\n<p>Gli interventi hanno visto nel biennio 2012\/2013, a cura di Chiara Parisi, il coinvolgimento di Yona Friedman, Rosa Barba e Jean-Baptiste Decav\u00e8le e lo scorso anno, con l\u2019arrivo di Ilaria Bonacossa alla direzione artistica biennale del progetto, ha visto la partecipazione di Tom\u00e0s Saraceno che ha realizzato l\u2019opera <em>Biosphere 06, cluster of 3,<\/em> installata nello spazio verticale dello scalone interno della cantina.\u00a0 Per il prossimo autunno \u00e8 stato invitato l\u2019artista <strong>Giorgio Andreotta Cal\u00f2<\/strong> (Venezia, 1979, vive e lavora ad Amsterdam).<\/p>\n<p>SCHEDA TECNICA<\/p>\n<p><strong>STILL-LIFE Remix<\/strong><\/p>\n<p><strong>26 artisti contemporanei reinterpretano la <em>Natura Morta<\/em> <\/strong><\/p>\n<p>a cura di Ilaria Bonacossa<\/p>\n<p>Artisti in mostra<em>:<\/em><\/p>\n<p><strong>Giorgio Andreotta Cal\u00f2, Arianna Carossa, Mat Collishaw, Hans Peter Feldmann, Stefania Galegati, Francesco Gennari, Ori Gersht, Piero Gilardi, Thomas Gr\u00fcnfeld, Gusmao &amp; Paiva,\u00a0Calla Henkel &amp; Max Pitegoff,\u00a0Georgie Hopton, Elad Lassry, Esko M\u00e4nnikk\u00f6, Davide Monaldi, Aldo Mondino, Nicolas Party, Jack Pierson, Namsal Siedlecki, Lorenzo Scotto di Luzio, Shimabuku, Shirana Shahbazi, Elisa Strinna, Wolfgang Tillmans, Santo Tolone, Luca Vitone<\/strong><\/p>\n<p>4 luglio \u2013 4 ottobre 2015<\/p>\n<p><strong>Anteprima per la stampa<\/strong>: 3 luglio 2015 ore 12.00<\/p>\n<p>Antinori nel Chianti Classico<\/p>\n<p>Via Cassia per Siena, 133 Localit\u00e0 Bargino<\/p>\n<p>50026 San Casciano Val di Pesa, Firenze<\/p>\n<p>Telefono +39 055 2359700<\/p>\n<p>E-mail <a href=\"mailto:visite@antinorichianticlassico.it\">visite@antinorichianticlassico.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.antinorichianticlassico.it\/\">www.antinorichianticlassico.it<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Visite guidate della cantina con degustazione e accesso all&#8217;area museale<\/strong><\/p>\n<p><strong>Orario <\/strong><\/p>\n<p>dalle 11:00 alle 18:00<\/p>\n<p>\u00c8 consigliata la prenotazione (obbligatoria per gruppi)<\/p>\n<p><strong>Prenotazioni<\/strong><\/p>\n<p>Online dal sito <a href=\"http:\/\/www.antinorichianticlassico.it\/\">www.antinorichianticlassico.it<\/a><\/p>\n<p>E-mail: <a href=\"mailto:visite@antinorichianticlassico.it\">visite@antinorichianticlassico.it<\/a><\/p>\n<p>Telefono: +39 055 2359700<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Accesso libero al ristorante Rinuccio 1180 e al negozio<\/p>\n<p>Orari del ristorante Rinuccio 1180<\/p>\n<p>Dalle 12:00 alle 15:00<\/p>\n<p>Aperto tutti i giorni.<\/p>\n<p>E-mail: <a href=\"mailto:rinuccio@antinorichianticlassico.it\">rinuccio@antinorichianticlassico.it<\/a><\/p>\n<p>Tel. +39 055 2359720<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come raggiungere la cantina<\/strong><\/p>\n<p>A 15 km da Firenze in direzione Siena, sulla superstrada Autopalio, uscita Bargino<\/p>\n<p>Coordinate GPS : +43\u00b0 36\u2019 43.30\u201d, +11\u00b0 11\u2019 29.76\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A pochi km da Firenze, immersa nella campagna toscana, in quel di Bargino, si erge una struttura architettonica imponente, ma nello stesso tempo leggiadra: la Cantina Antinori. 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