
{"id":52843,"date":"2015-06-28T10:23:24","date_gmt":"2015-06-28T08:23:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=52843"},"modified":"2015-06-28T10:23:24","modified_gmt":"2015-06-28T08:23:24","slug":"bergamo-malevic-gamec-galleria-darte-moderna-e-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/52843\/arte\/bergamo-malevic-gamec-galleria-darte-moderna-e-contemporanea.html","title":{"rendered":"BERGAMO MALEVI\u010c GAMeC &#8211; Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/08_Malevic_Testa-di-contadino-1928-ca_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-52844\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/08_Malevic_Testa-di-contadino-1928-ca_1-222x300.jpg\" alt=\"08_Malevic_Testa di contadino, 1928 ca_1\" width=\"222\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/08_Malevic_Testa-di-contadino-1928-ca_1-222x300.jpg 222w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/08_Malevic_Testa-di-contadino-1928-ca_1-296x400.jpg 296w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/08_Malevic_Testa-di-contadino-1928-ca_1-499x676.jpg 499w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/08_Malevic_Testa-di-contadino-1928-ca_1.jpg 1773w\" sizes=\"auto, (max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a><\/p>\n<p>BERGAMO<br \/>\n2 OTTOBRE 2015 \u2013 17 GENNAIO 2016<br \/>\nGAMeC &#8211; Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<br \/>\nMALEVI\u010c<br \/>\nA cura di Eugenia Petrova e Giacinto Di Pietrantonio<\/p>\n<p>La mostra restituir\u00e0 un ritratto esaustivo di un autore chiave del XX secolo, che ha attraversato uno dei periodi storico-artistici pi\u00f9 intensi del Novecento.<br \/>\nL\u2019esposizione presenter\u00e0 circa 70 opere di Kazimir Malevi\u010d, accanto a un nutrito corpus di lavori di importanti esponenti russi, appartenenti ai movimenti artistici di inizio Novecento, oltre a documenti e filmati.<\/p>\n<p>Dal 2 ottobre 2015 al 17 gennaio 2016, la GAMeC &#8211; Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita un\u2019importante retrospettiva dedicata a Kazimir Malevi\u010d (Kiev, 1878 \u2013 Leningrado\/San Pietroburgo, 1935), artista chiave del XX secolo, che ha attraversato uno dei periodi storico-artistici pi\u00f9 intensi del Novecento.<br \/>\nCurata da Eugenia Petrova &#8211; vice direttore del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, e Giacinto Di Pietrantonio &#8211; direttore della GAMeC, coprodotta dalla GAMeC e da GAmm &#8211; Giunti Arte mostre musei, in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, la mostra, unica nel suo genere per completezza e per l\u2019accurata indagine storico-critica, accoglier\u00e0 circa 70 opere di Malevi\u010d accanto a un nutrito corpus di lavori di importanti esponenti russi, appartenenti ai movimenti artistici di inizio Novecento, oltre a documenti e filmati relativi al periodo storico di riferimento.<br \/>\nMalevi\u010d \u00e8 internazionalmente considerato parte della triade pioneristica che ha aperto le nuove strade dell\u2019arte del XX secolo: se Picasso ha contribuito maggiormente al rinnovamento della tradizione figurativa e Duchamp di quella concettuale, Malevi\u010d \u00e8 colui che ha dato vita all\u2019egemonia della tradizione dell\u2019arte astratta, ancor oggi determinante.<br \/>\nLa sua \u00e8 stata, e continua a essere, una personalit\u00e0 chiave per il secolo scorso, grazie a una produzione complessa, che va oltre il solo lavoro astratto e la nascita del Suprematismo, corrente artistica fondamentale per lo sviluppo dell\u2019arte del XX secolo.<br \/>\nMalevi\u010d, infatti, \u00e8 un artista dalle molteplici sfaccettature; dopo un esordio simbolista e neoimpressionista, che riconsiderava le conquiste dell\u2019arte affermatesi a Parigi verso la fine del XIX secolo, ha abbracciato lo sviluppo del Cubofuturismo, movimento che sintetizzava le conquiste del Cubismo francese di Braque e Picasso e del Futurismo italiano di Balla e Boccioni. Il suo \u00e8 stato un percorso iniziale comune ad altri artisti russi suoi coetanei, quali Kandinskij, con cui partecip\u00f2 alle prime collettive d\u2019avanguardia.<br \/>\nIl percorso espositivo si apre con il periodo simbolista di Malevi\u010d, dai dipinti raffiguranti paesaggi con filari di alberi del 1906, al famoso autoritratto con fiocco rosso del 1907, che sembra non ignorare la lezione dei Fauves. Questi lavori saranno messi in relazione con quelli, cronologicamente precedenti, del maestro simbolista Ilya Repin, e con quelli contemporanei di Natalia Gon\u010darova, Imbiancatura della tela (1908), e di Mikhail Yakovlev, Holy grove (Figure femminili nel giardino. Pregando) (1904-1907).<br \/>\nSi continua con un\u2019approfondita sezione relativa agli anni Dieci, all\u2019inizio dei quali \u2013 precisamente nel 1913 \u2013 Malevi\u010d redige, insieme ad altri artisti, il Manifesto del Primo Congresso Futurista e disegna scene e costumi dello spettacolo Vittoria sul sole di Aleksej Kru\u010d\u00ebnych con musica di Michail Matju\u0161in (di cui saranno presenti in mostra il filmato e la ricostruzione di 19 costumi), in cui sono visibili i primi germi del Suprematismo, con un primo accenno al Quadrato nero.<br \/>\nA questo periodo appartengono i celebri dipinti, tutti esposti, quali Mucca e violino (1913), Ritratto perfetto di Ivan Kljun (1913), Composizione con La Gioconda (1914) e alcuni disegni degli stessi anni messi a confronto con le tele Malorossy (Ukrainians) (1912) di David Burliuk, Composizione con una fisarmonica (1914) di Jean Pougny, Ciclista (1913) di Natalia Gon\u010darova.<br \/>\nSono gli anni in cui, in occasione dell\u2019Ultima Mostra Futurista 0.10 del 1915, Malevi\u010d lancia il Suprematismo, con l\u2019intenzione di affermare il predominio della pura sensibilit\u00e0 dell\u2019arte che trover\u00e0 applicazione non solo in pittura, ma anche in architettura e design, soprattutto a livello di sperimentazione e modellistica.<br \/>\nIn questa sezione si potranno ammirare capolavori come Quadrato Rosso (1915) e i coevi Suprematismo (1915-1916) o ancora la sua opera pi\u00f9 riconosciuta, il Quadrato nero, insieme a Cerchio nero e Croce nera (1923).<br \/>\nGli anni Venti rappresentano un periodo di massima espansione teorica per Malevi\u010d, che abbandona \u201cil pennello arruffato per la penna aguzza\u201d per dedicarsi a scritti, appunti, disegni. \u00c8 in questa decade che sar\u00e0 concentrato il nucleo suprematista che rivela una ricerca molto pi\u00f9 avanzata rispetto a quella che trapela dalle opere di altri colleghi, quali Ritratto di un filosofo. Costruzione cubista (1915) di Lyubov Popova o Suprematismo di Olga Rozanova. Saranno esposte, inoltre, alcune icone russe del XIV e XV secolo, che documenteranno quanto Malevi\u010d abbia tratto ispirazione da esse.<br \/>\nAccanto alle opere pittoriche di Malevi\u010d saranno presentati anche esempi della sua produzione legata al design e all\u2019architettura, a testimonianza dell\u2019idea d\u2019arte totale d\u2019avanguardia volta a eliminare i confini tra arte e vita. Tra questi, i plastici Architektony degli anni Venti che trasmettono l\u2019utopia della citt\u00e0 futura immaginata all\u2019epoca, le pitture smaltate su porcellana e le tele-progetto per tessuti dal decoro suprematista, che Malevi\u010d realizza a partire dal 1919, gli acquerelli Tribuna per oratori e Principio schematico di una pittura murale (1920) e i bozzetti per i vestiti suprematisti (1923).<br \/>\nLe opere suprematiste, pur costituendo il nucleo centrale della mostra, non esauriscono l\u2019indagine sull\u2019evoluzione artistica di Malevi\u010d, che giunge fino al 1934, un anno prima della sua morte.<br \/>\nIl percorso espositivo prosegue infatti investigando altri due periodi, in cui \u00e8 possibile ravvisare la progressiva stalinizzazione della Russia che sottopose a censura artisti e intellettuali e che li spinse ad abbracciare i dettami del realismo socialista. A questa costrizione Malevi\u010d, obbligato a rimanere in Russia, risponde dapprima con un\u2019arte figurativa, accostando geometriche zone di colore volte a formare uomini e donne manichino, memori dei costumi teatrali da lui disegnati nel 1913, e in cui le teste, ovali senza volto, segno dell\u2019annullamento dell\u2019individuo in atto in quegli anni, ricordano in parte i manichini di de Chirico.<br \/>\nQuella di Malevi\u010d \u00e8 una ricerca che non si concede completamente ai dettami del regime; al contrario, il Suprematismo \u00e8 ancora in molti casi evidente. Un esempio \u00e8 rappresentato dall\u2019opera Casa rossa (1932), in cui la parete che regge il tetto altro non \u00e8 se non un rimando al Quadrato rosso.<br \/>\nLa mostra accoglie, infine, un importante nucleo di opere realizzate nei suoi ultimi anni di vita, composto da una quindicina di oli in cui \u00e8 possibile vedere come, pur sotto assedio della dittatura, la sua pittura continui a mostrare una potenza espressiva innovativa, particolare che appare evidente dalla relazione degli stessi soggetti trattati contemporaneamente da altri artisti, quali Gara (1932-1933) di Aleksandr Deineka, Komsomol militarizzato (1932-1933) di Alexander Samokhvalov o Fantasia (1925) di Kuzma Petrov-Vodkin.<br \/>\nUna forza creatrice e inventiva che appare evidente anche nell\u2019ultima sezione, con il ritorno a un certo \u201crealismo\u201d, i cui temi, in particolare quello della classe operaia e contadina, sono stati al centro della riflessione di Malevi\u010d sin dai primi lavori.<br \/>\nIn occasione della rassegna, i Servizi Educativi della GAMeC hanno promosso il progetto Tutti pazzi per Malevi\u010d, con il fine di costruire una rete di collaborazioni tra istituzioni, associazioni, enti della Citt\u00e0 di Bergamo e provincia, riunendoli in un network d\u2019eccellenza.<br \/>\nTutti pazzi per Malevi\u010d, supportato dall\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, vuole essere un investimento culturale di qualit\u00e0 sulla Citt\u00e0, che vede la GAMeC capofila di una nuova modalit\u00e0 progettuale, mirata alla valorizzazione delle risorse generate dalla mostra.<br \/>\nTutti gli eventi saranno raccolti e documentati all\u2019interno del sito internet <a href=\"http:\/\/www.tuttipazzipermalevic.it\/\">www.tuttipazzipermalevic.it<\/a>.<br \/>\nCatalogo GAmm Giunti.<\/p>\n<p>Bergamo, 18 maggio 2015<\/p>\n<p>MALEVI\u010c<br \/>\nBergamo, GAMeC<br \/>\n2 ottobre 2015 &#8211; 17 gennaio 2016<\/p>\n<p>Sede<br \/>\nGAMeC \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo<br \/>\nVia San Tomaso, 53 &#8211; 24121 Bergamo<br \/>\nTel. 035 270272 &#8211; Fax 035 236962<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gamec.it\/\">www.gamec.it<\/a><\/p>\n<p>Biglietti<br \/>\nIntero: \u20ac 12,00<br \/>\nRidotto: \u20ac 10,00<br \/>\nScuole: \u20ac 3,00<br \/>\nGratuito per le Scuole dell\u2019Infanzia<\/p>\n<p>Orari<br \/>\nda marted\u00ec a domenica: 9:00-19:00<br \/>\ngioved\u00ec: 9:00 \u2013 22:00<br \/>\nluned\u00ec chiuso; aperto per le scuole (su prenotazione)<\/p>\n<p>Per info sulle modalit\u00e0 di prenotazione (gruppi e scuole): <a href=\"mailto:mostramalevic@gamec.it\">mostramalevic@gamec.it<\/a><br \/>\nInternet: <a href=\"http:\/\/www.mostramalevic.it%3B\/\">www.mostramalevic.it;<\/a> <a href=\"http:\/\/www.tuttipazzipermalevic.it\/\">www.tuttipazzipermalevic.it<\/a><\/p>\n<p>Catalogo: GAmm Giunti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BERGAMO 2 OTTOBRE 2015 \u2013 17 GENNAIO 2016 GAMeC &#8211; Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea MALEVI\u010c A cura di Eugenia Petrova e Giacinto Di Pietrantonio La mostra restituir\u00e0 un ritratto esaustivo di un autore chiave del XX secolo, che ha attraversato uno dei periodi storico-artistici pi\u00f9 intensi del Novecento. 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