
{"id":52683,"date":"2015-06-22T10:16:06","date_gmt":"2015-06-22T08:16:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=52683"},"modified":"2015-06-22T10:16:06","modified_gmt":"2015-06-22T08:16:06","slug":"around-the-world-slovenia-auditorium-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/52683\/musica\/around-the-world-slovenia-auditorium-di-milano.html","title":{"rendered":"Around the World: Slovenia Auditorium di Milano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/laVerdi3_giu15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-52684\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/laVerdi3_giu15-500x334.jpg\" alt=\"laVerdi3_giu15\" width=\"500\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/laVerdi3_giu15-500x334.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/laVerdi3_giu15-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/laVerdi3_giu15-900x600.jpg 900w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/06\/laVerdi3_giu15.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Around the World: <\/em><\/strong><strong>Slovenia<\/strong><\/p>\n<p>laVerdi esegue le musiche dei Paesi di Expo 2015:<\/p>\n<p>2\u00b0 appuntamento luned\u00ec 22 giugno all\u2019Auditorium<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 22 giugno (ore 20.30<\/strong>), all\u2019<strong>Auditorium di Milano <\/strong>in<strong> largo Mahler<\/strong>, secondo\u00a0 appuntamento con <strong>Around the World<\/strong>, la rassegna musicale pensata e realizzata per l\u2019Esposizione universale milanese. L\u2019<strong>Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi<\/strong>, diretta da <strong>Francesco Maria Colombo<\/strong>, prosegue il viaggio musicale attorno al mondo, con il concerto dedicato alla Slovenia, giovane Paese confinante con l\u2019Italia, ricco di cultura e di tradizione musicale. E proprio sotto il profilo musicale, non saranno poche le sorprese\u00a0 che attendono il pubblico dell\u2019Auditorium, a cominciare dall\u2019esecuzione di un brano di un compositore \u201csloveno\u201d a posteriori, come <strong>Giuseppe Tartini<\/strong> da Pirano, uno dei massimi esponenti del barocco, nato nel 1692 appunto nella splendida cittadina istriana, allora appartenente a Venezia e oggi in territorio sloveno.\u00a0 L\u2019evento \u00e8 patrocinato dal Consolato della Repubblica di Slovenia a Milano.<\/p>\n<p>Questo il programma: <strong>Tartini<\/strong> (Sinfonia per archi in Re maggiore), <strong>Lipov\u0161ek <\/strong>(Seconda Suite per archi), <strong>\u0160kerjanc<\/strong> (Concerto per arpa e orchestra) &#8211; con la solista <strong>Elena Piva<\/strong>, prima arpa de laVerdi -, <strong>Arni\u010d<\/strong> (<em>Uvertura h komi\u010dni operi<\/em> op. 11 &#8211; Ouverture a un\u2019opera comica).<\/p>\n<p>(<strong>Biglietti<\/strong> euro 15,00\/9,00; <strong>info e prenotazioni<\/strong>: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar \u2013 dom ore 14.30 \u2013 19.00, tel. 02.83389401\/2\/3; biglietteria via Clerici 3 (Cordusio), orari apertura: lun \u2013 ven ore 10.00 \u2013 19.00, sab ore 14.00 \u2013 19.00, tel. 02.83389.334; on line www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Introduzione al programma, brano per brano<\/strong>, <strong><em>di<\/em> Enzo Beacco<\/strong><\/p>\n<p>La Slovenia nasce come stato sovrano e indipendente soltanto nel 1991. \u00c8 il primo territorio che si stacca dalla Repubblica di Jugoslavia. Non \u00e8 un atto indolore. C\u2019\u00e8 guerra vera, anche se dura soltanto dieci giorni. Lo scontro \u00e8 con l\u2019esercito comandato dal presidente federale, il serbo Slobodan Milo\u0161evi\u010b.\u00a0 Nello stesso anno segue la secessione della Croazia. Subito esplodono le tragiche pulizie etniche che sconvolgeranno Bosnia e Erzegovina a met\u00e0 anni Novanta e che tuttora sono stampate nella nostra memoria.<\/p>\n<p>Prima del 1991, l\u2019attuale Slovenia ha sempre avuto confini variabili ed \u00e8 sempre stata parte di altre entit\u00e0 territoriali. Gli antichi romani l\u2019avevano inclusa in tre provincie distinte: Italia, Norico e Pannonia. Nei secoli V e seguenti passa Attila con i suoi Unni, arrivano Longobardi e Bizantini, si fermano gli Avari poi scacciati da altre trib\u00f9 slave.\u00a0 Piombano i Franchi di Carlomagno, continuano le incursioni degli Ungari, c\u2019\u00e8 l\u2019annessione al regno di Boemia. La stabilit\u00e0 giunge nel 1335 quando l\u2019intera regione diventa parte dell\u2019impero asburgico. Non mancano per\u00f2 le invasioni dei Turchi ottomani mentre l\u2019accesso al mare \u00e8 controllato dalla Serenissima Repubblica di Venezia. Napoleone disegna nuove frontiere. Gli Asburgo rioccupano nel 1815. Il Regno d\u2019Italia vince la Grande guerra e si prende l\u2019occidente sloveno, riconquistato nel 1945 dai comunisti jugoslavi di Tito. E siamo ai nostri giorni, con i confini della piccola Slovenia che a Nord hanno alemanni, a est magiari, a sud croati, a est italiani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tanto movimento politico e sociale ha ovvia influenza sulla cultura tutta della Slovenia e sulla musica in particolare. Il programma di stasera illustra bene il carattere multietnico degli autori presentati. Conta, ovviamente, lo <em>jus solis<\/em>, sia pure con efficacia retroattiva. Infatti, <strong>Giuseppe Tartini<\/strong> avrebbe difficolt\u00e0 a considerarsi sloveno. Nasce a Pirano d\u2019Istria, citt\u00e0 sull\u2019Adriatico e veneziana come poche. Passa l\u2019intera sua vita girovagando per l\u2019Italia con base stabile a Padova. \u00c8 figura europea, anche grazie a una puntata triennale a Praga e ai tanti contatti con la Parigi degli enciclopedisti e con la Prussia del re flautista Federico II. Per il violino, del quale \u00e8 virtuoso sublime, compone centinaia di concerti e sonate, fra le quali \u00e8 celeberrima quella detta <em>Trillo del Diavolo<\/em>. Troviamo nel suo catalogo anche alcune sinfonie per archi e basso continuo. La datazione \u00e8 difficile. Lo stile ricorda l\u2019antico Corelli e il predecessore Vivaldi. Qualche altro segno suggerisce la met\u00e0 del Settecento, nel tempo in cui il genere si sta formando alla scuola milanese di Sammartini, a quella boema di Stamitz (nella citt\u00e0 tedesca di Mannheim), a quella austriaca di Haydn. In un vero crogiolo multietnico e senza frontiere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Unico fra gli autori in programma ad aver visto realizzarsi la nazione slovena, <strong>Marijan Lipov\u0161ek<\/strong> nasce e compie i primi studi nella futura capitale Lubiana. Per\u00f2 dal 1932 si perfeziona al conservatorio della boema Praga con due maestri molto diversi fra loro. Uno \u00e8 Josef Suk, famoso violinista e autore molto legato alla tradizione romantica di Dvo\u0159\u00e1k e Brahms. L\u2019altro \u00e8 Alois H\u00e1ba, lo sperimentatore di musica microtonale basata su scale per quarti e sesti di tono. Nel 1939 studia anche a Roma con Alfredo Casella. Impara dunque a destreggiarsi fra accademia e modernismo, fra Ottocento e Novecento. Sceglie tuttavia un linguaggio neoclassico senza rotture armoniche, con qualche punta di espressionismo negli ultimi anni e un sempre presente vigore ritmico. La seconda suite per archi che ascolteremo \u00e8 datata 1951 e ben rappresenta il suo stile piacevole ed eclettico.\u00a0 Come \u00e8 la sua vasta produzione, fatta di altre due suite, una sinfonia, poemi sinfonici, concerti e pezzi vari per orchestra; oltre a musica vocale, strumentale da camera. Varia \u00e8 anche la sua vita. Stabile a Lubiana come docente al conservatorio, \u00e8 pure concertista di pianoforte, saggista, alpinista, fotografo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Figura centrale nella musica slovena di met\u00e0 Novecento, ha vera formazione internazionale anche <strong>Lucijan Marija \u0160kerjanc<\/strong>. Nato a Graz (cio\u00e8 nella Stiria settentrionale, ora austriaca), inizia gli studi musicali a Lubiana e li completa a Praga, poi a Vienna, infine a Parigi e Basilea. Non sorprendono i suoi legami con l\u2019Ottocento romantico, con l\u2019espressionismo viennese, l\u2019impressionismo francese, la dodecafonia sch\u00f6nberghiana. Cerca tuttavia, fin dai precoci esordi, di trovare radici slovene, tanto che a vent\u2019anni gi\u00e0 pubblica una collezione di canti popolari. Nella vasta produzione successiva si mantiene entro i confini di una cauta modernit\u00e0, coltivando i generi di sempre: sette sinfonie, poemi sinfonici, suite, ouverture per orchestre di vario organico; concerti per violino, pianoforte, flauto, clarinetto, arpa; tanta musica da camera, per pianoforte, per voce.\u00a0 Assieme al ciclo orchestrale Gazele, il Concerto per arpa e orchestra che ascolteremo stasera \u00e8 un suo pezzo tuttora in repertorio (almeno in Slovenia). \u0160kerbianc si rivela abilissimo nel valorizzare i timbri dell\u2019arpa, lasciandola libera di cantare e volteggiare accanto a un\u2019orchestra delicata e mai opprimente, di rado sovrapposta, che mai alza la voce, semmai lascia emergere soffici melodie di flauto. La data di composizione \u00e8 1951.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perfetto coetaneo di \u0160kerjanc, <strong>Bla\u017e Arni\u010d<\/strong> \u00e8 il quarto autore in programma. Nasce in un piccolo paese della Stiria meridionale (ora slovena). Anche lui studia a Lubiana e si perfeziona all\u2019estero, a Vienna, Varsavia, Parigi. Diventa insegnante, prima in periferia poi nella capitale. Vive in modo drammatico la tragedia della guerra. Da partigiano comunista \u00e8 deportato dai nazisti a Dachau. Da cittadino militante \u00e8 espulso dai compagni nel tempo della guerra fredda. Ne esce distrutto nel fisico eppure convinto del valore, anche educativo, della sua musica. Adotta un linguaggio moderno, legato per\u00f2 ai valori tardo-romantici e lontano dalle dissonanze espressioniste, attento ai richiami del canto popolare slavo e sempre ordinato nella forma. Il suo catalogo \u00e8 molto ampio, imperniato su ben nove sinfonie, con accanto poemi sinfonici, cantate e pezzi vocali di varia natura, tanta musica da camera e per pianoforte. C\u2019\u00e8 pure musica da film. Per\u00f2 mancano lavori teatrali. Troviamo soltanto la bella Ouverture per un\u2019opera comica op. 31: composizione giovanile, scritta nel 1931 in vista (forse) di un progetto che non si \u00e8 realizzato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La rassegna, <em>di<\/em> Francesco Maria Colombo<\/strong><\/p>\n<p>Expo 2015 fa di Milano il crocevia di tutte le culture mondiali: ciascuna con la sua individualit\u00e0 e con il desiderio di trovare una lingua comune che renda possibile l&#8217;incontro e lo scambio. Questo linguaggio universale \u00e8 la musica: la musica in una precisa fase della sua evoluzione, dall&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento a oggi, in cui il lessico usato in tutto il mondo ha rappresentato una base d&#8217;intesa.<\/p>\n<p>Le musiche composte in Messico e in Francia nel 1920, per fare un esempio, sono molto diverse fra di loro: ma sono scritte usando lo stesso vocabolario.<\/p>\n<p>La rassegna Around the World \u2013 in\u00a0 programma all\u2019Auditorium di Milano dal 13 giugno al 24 ottobre 2015, progettata appositamente per l\u2019esposizione universale &#8211; ha questo fine: mostrare come la musica delle culture pi\u00f9 lontane abbia una base comune, che renda tutti gli autori presentati \u201ccomprensibili\u201d e capaci di coinvolgere la nostra intelligenza e il nostro cuore. E al tempo stesso abbia un&#8217;infinita capacit\u00e0 di metamorfosi, un&#8217;infinita gamma di colori associata al tema delle Nazioni.<\/p>\n<p>Si danza in Brasile e in Ungheria: ma si danza su musiche diverse, con movenze diverse, con ritmi diversi, con significati diversi. Perch\u00e9 una determinata danza \u00e8 brasiliana e un&#8217;altra \u00e8 ungherese? Attraverso questo ciclo lo scopriremo.<\/p>\n<p>Quattordici Nazioni, pi\u00f9 di cinquanta partiture per altrettanti compositori, un repertorio che include brani famosissimi come l&#8217;Ouverture del Guglielmo Tell di Rossini e sconosciutissimi come l&#8217;Inno a Venere di Magnard. La musica si alterna alla narrazione, all&#8217;analisi live con l&#8217;orchestra, agli esempi tratti dalle altre arti, ai confronti, alle similitudini e alle differenze. Il denominatore comune \u00e8 la qualit\u00e0 artistica delle opere presentate: ma i mondi che esploreremo sono tanti, multiformi, avventurosi. Tanti mondi quanto \u00e8 grande il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Biografie<\/strong><\/p>\n<p><strong>Francesco Maria Colombo<\/strong><em>, direttore<\/em>. \u00c8 attivo nel repertorio lirico e sinfonico in Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Ucraina, Albania, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti, Messico, Argentina e Brasile. Recentemente ha diritto La fille du R\u00e9giment di Donizetti a Rio de Janeiro, e il suo prossimo impegno operistico \u00e8 Nabucco di Verdi all\u2019Op\u00e9ra de Montr\u00e9al (settembre 2014), dove torna dopo aver diretto negli anni scorsi due acclamate produzioni di Roberto Devereux di Donizetti e del Trovatore di Verdi. Nello scorso luglio ha diretto a Kiev il Gala Italia con la Filarmonica Nazionale dell\u2019Ucraina, nell\u2019occasione della presidenza italiana del Consiglio d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Gian Carlo Menotti \u00e8 stato uno dei grandi mentori di FMC: nel 2001 lo ha invitato a dirigere il concerto in piazza di Spoleto Festival, trasmesso in diretta dalla Rai, e nel 2002 lo ha richiamato per debuttare nell\u2019opera, con The Telephone e the Medium, per la regia del compositore stesso. L\u2019altro mentore \u00e8 stata Renata Scotto, con la quale FMC ha debuttato in concerto, come pianista e come direttore, dopo aver completato i suoi studi in direzione d\u2019orchestra con Mario Gusella e Donato Renzetti, partecipando anche a masterclass tenute da Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini.<\/p>\n<p>Come direttore d\u2019opera, FMC ha stabilito rapporti continuativi, fra l\u2019altro, con la Minnesota Opera per un ciclo dedicato al Belcanto (Maria Padilla di Donizetti, Orazi e Curiazi di Mercadante, Roberto Devereux di Donizetti), e con la Opera Company of North Carolina per un ciclo pucciniano (Tosca, La Boh\u00e8me, Italian Gala). In Italia ha ultimamente diretto una produzione di Don Pasquale di Donizetti nei teatri del circuito lombardo, per i quali aveva diretto in passato Les Contes d\u2019Hoffmann di Offenbach e Il Trovatore di Verdi.<\/p>\n<p>Un\u2019altra orchestra con la quale FMC collabora regolarmente dal 2002 \u00e8 laVerdi di Milano, che ha condotto ogni anno in un repertorio sinfonico e operistico, oltrech\u00e9 nei cicli estivi dedicati al musical e in un concerto celebrativo del Natale nel Duomo di Milano.<\/p>\n<p>Nella stagione 2009-2010\u00a0 ha presentato il suo ciclo di 20 concerti con laVerdi dedicati al Novecento. E\u2019 stata un\u2019iniziativa senza precedenti in Italia, perch\u00e9 ciascun programma ha compreso un\u2019introduzione storico-estetica, l\u2019analisi dei brani con esempi live dell\u2019orchestra, quindi l\u2019esecuzione completa. I 20 concerti sono stati trasmessi in televisione da Sky Tv, sul canale Classica, e replicati per anni. In occasione del concerto dedicato a Il canto sospeso di Nono, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha onorato l\u2019Orchestra, il Coro, i solisti e il direttore con la sua presenza. Sempre con laVerdi, FMC ha inciso un cd con la prima registrazione mondiale di Mille e una notte di Victor De Sabata, pubblicato dalla Universal. Appena pubblicato, il cd ha vinto il premio della critica musicale italiana indetto dalla rivista Classic Voice per la sezione \u201cMiglior debutto 2009\u201d.<\/p>\n<p>Fra i successi di FMC, si segnalano il debutto al Teatro Lirico di Tenerife in Spagna, con una doppia produzione di Pagliacci di Leoncavallo e de La voix humaine di Poulenc, l\u2019apertura delle celebrazioni del bicentenario di Haydn a capo dell\u2019Orchestra Haydn di Trento e Bolzano e del Coro Filarmonico di Praga, il Concerto per orchestra di Bartok al Col\u00f3n di Buenos Aires, una lunga tourn\u00e9e in Corea del Sud con il soprano Sumi Jo.<\/p>\n<p>\u00c8 particolarmente attivo nel repertorio sinfonico, avendo diretto fra l\u2019altro numerose partiture di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Schumann, Dvo\u0159\u00e1k, Grieg, Tchaikovsky, Rachmaninov, Mahler, Schoenberg, Berg, Webern, Richard Strauss, Weill, Stravinsky, Bartok, Enescu, Janacek, Sibelius, Prokofiev, Shostakovich, Barber, Gershwin, Porter, Kern, Copland, Nielsen, Britten, Vaughan Williams, Respighi, Berio, Maderna, Nono, Messiaen, Ligeti and Takemitsu.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Elena Piva<\/strong>, <em>arpa<\/em>. nata Rovigo, inizia gli studi nel Conservatorio della sua citt\u00e0 ma si\u00a0 diploma in arpa al Conservatorio \u201cL. Cherubini\u201d di Firenze nel 1992. Diversi i premi vinti sin dai primi anni di carriera, in concorsi Nazionali e internazionali,\u00a0 come solista e in formazioni cameristiche. Dal\u00a0 1994 al 1997 \u00e8 prima arpa dell\u2019Orchestra Giovanile Italiana. Dal 2000 \u00e8 prima arpa dell\u2019Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, con la quale \u00e8 stata diretta, tra gli altri, da R. Chailly, R. Barshai, G. Pretre, R. Muti, Zhang Xian, J. Axelrod, V. Gergiev, G. Noseda, Y. Sado, V. Jurowsky, L. Berio, G. Grazioli.<\/p>\n<p>Numerosissime le tourn\u00e9e: Francia, Spagna, USA, Isole Canarie, Giappone, Cina, Corea, Italia, Svizzera, Israele, Oman, Russia, Germania,\u00a0 con diverse orchestre tra le quali laVerdi e la Scala di Milano. L\u2019intransigenza verso se stessa nella ricerca della qualit\u00e0 e la costanza nello studio e nell\u2019impegno l\u2019hanno resa presto un punto di riferimento per molte orchestre italiane e straniere. Sempre pi\u00f9 numerose sono infatti le collaborazioni con enti fra i quali: Orchestra del Teatro alla Scala (con la quale ha suonato molte opere di Wagner dirette da Daniel Barenboim), Orchestra Filarmonica della Scala (con la quale ha partecipato alla tourn\u00e9e negli Stati Uniti con Riccardo Chailly e a quella in Asia con il Maestro Chung), Orchestra del Teatro Comunale di Bologna,\u00a0 Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra del Teatro Regio di Parma, Orchestra Filarmonica Veneta \u201cG.F. Malipiero\u201d, Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, Orchestra delle Settimane musicali di Stresa, Orchestra del Teatro dell\u2019Opera di Roma.<\/p>\n<p>Il suo repertorio vanta una vasta gamma di concerti solistici per arpa e tutti i brani scritti nel corso dei secoli dagli autori pi\u00f9 rappresentativi nella musica per arpa. Ha eseguito come solista, in diverse occasioni, il Concerto di Mozart per arpa, flauto e orchestra con formazioni quali \u201cI Solisti Veneti\u201d,\u00a0 l\u2019Orchestra di Stato della Romania e l\u2019Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, con la ha eseguito\u00a0 i concerti di Gliere, Haydn, Boieldieu e Rodrigo e in diverse occasioni la <em>Ceremony of Carols<\/em> di Britten con il Coro delle Voci Bianche.\u00a0 Con laVerdi ha anche eseguito e inciso per Decca il concerto di Nino Rota per arpa e orchestra.<\/p>\n<p>Eterna innamorata del proprio strumento, ha esplorato il repertorio in ogni formazione possibile, eseguendo anche brani in prima esecuzione assoluta. Appassionata della scuola di arpa francese, rinomata in tutto il mondo per l\u2019attenzione che presta alla ricerca della qualit\u00e0 del suono, negli ultimi anni si \u00e8 dedicata a un perfezionamento ad hoc curato personalmente da una celebrit\u00e0 in questo settore, Elizabeth Fontan Binoche, ultima allieva vivente di M. Tournier.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.laverdi.org\/\">www.laverdi.org<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Around the World: Slovenia laVerdi esegue le musiche dei Paesi di Expo 2015: 2\u00b0 appuntamento luned\u00ec 22 giugno all\u2019Auditorium Luned\u00ec 22 giugno (ore 20.30), all\u2019Auditorium di Milano in largo Mahler, secondo\u00a0 appuntamento con Around the World, la rassegna musicale pensata e realizzata per l\u2019Esposizione universale milanese. 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