
{"id":52008,"date":"2015-05-24T17:29:45","date_gmt":"2015-05-24T15:29:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=52008"},"modified":"2015-05-24T17:29:45","modified_gmt":"2015-05-24T15:29:45","slug":"venezia-punta-della-dogana-slip-of-the-tongue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/52008\/arte\/venezia-punta-della-dogana-slip-of-the-tongue.html","title":{"rendered":"VENEZIA PUNTA DELLA DOGANA SLIP OF THE TONGUE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Broodthaers.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-52009\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Broodthaers-242x400.jpg\" alt=\"Broodthaers\" width=\"242\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Broodthaers-242x400.jpg 242w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Broodthaers-182x300.jpg 182w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Broodthaers-410x676.jpg 410w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Broodthaers.jpg 1339w\" sizes=\"auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/CINI_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-52010\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/CINI_1-320x400.jpg\" alt=\"CINI_1\" width=\"320\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/CINI_1-320x400.jpg 320w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/CINI_1-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/CINI_1-540x676.jpg 540w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Spero_4_Cri_du_Coeur.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-52011\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Spero_4_Cri_du_Coeur-300x235.jpg\" alt=\"Spero_4_Cri_du_Coeur\" width=\"300\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Spero_4_Cri_du_Coeur-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Spero_4_Cri_du_Coeur-500x392.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Spero_4_Cri_du_Coeur-863x676.jpg 863w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A CURA DI DANH VO,\u00a0CAROLINE BOURGEOIS<\/p>\n<p>12\/04\/2015 \u2013 31\/12\/2015<\/p>\n<p>\u201c\u201dNon \u00e8 solo come artista, ma anche come \u201ccurator\u201d che Danh Vo \u00e8 stato chiamato a collaborare con Palazzo Grassi &#8211; Punta della Dogana &#8211; Pinault Collection e a lavorare con la collezione, in sintonia con gli artisti invitati. \u00c8 la prima volta che nell\u2019edificio di Punta della Dogana a Venezia un artista viene accolto nel ruolo di \u201ccurator\u201d, parola cui la lingua francese fatica ad adattarsi<sup>1<\/sup>. La ragione per mantenere la definizione di \u201ccurator\u201d cos\u00ec com\u2019\u00e8, senza tradurla n\u00e9 con conservatore n\u00e9 con cura\u00adtore e neanche con organizzatore, ha a che fare con l\u2019uso che ne fa Danh Vo: la pratica dell\u2019artista come \u201ccurator\u201d si avvicina particolarmente all\u2019etimologia latina della parola, da cui deriva anche il temine inglese \u201ccare\u201d, che qui potremmo anche tradurre con \u201cconservare\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019Impero romano, infatti, il \u201ccurator\u201d \u00e8 il responsabile della gestione di diversi lavori pubblici: trasporti, igiene, polizia, fognature, acquedotti, navigazione, strade, giochi, addirittura la verifica dei conti. Svolge una funzione \u201criparatrice\u201d in una cultura che preferisce restaurare e riutilizzare piuttosto che fare <em>tabula rasa<\/em>. Tali attivit\u00e0 prosaiche prendono una piega pi\u00f9 spirituale nell\u2019Euro\u00adpa medievale, dove l\u2019efficace \u201csollecitudine\u201d amministra sia le anime sia gli affari terreni. Questa funzione descrive indubbiamente la responsabilit\u00e0 del \u201ccurator\u201d moderno, che \u00e8, prima di tutto, colui (o colei) che si prende cura di ci\u00f2 che accade agli oggetti una volta realizzati, una volta creati, compresa quella quota di adattamento e di \u201cri-creazione\u201d contenuta in ogni loro presentazione in una nuova esposizione. Le vicissitudini della conservazione, della circolazione, del commercio, del frazionamento e della dispersione, della riparazione e del restauro, della collezione e dell\u2019esibizio\u00adne non riguardano solo il benessere delle opere d\u2019arte, ma partecipano altrettanto pienamente alla loro storia, fatta di transizioni e, a volte, di rotture o di distruzioni.<\/p>\n<p>Il contesto veneziano \u00e8 eccezionalmente favorevole a un\u2019esposizione che sia attenta a questi aspet\u00adti di vita e sopravvivenza che compongono le nostre storie culturali. Non a caso qui \u00e8 stata firmata la Carta di Venezia (1964), un trattato internazionale sulla \u201ccura\u201d del patrimonio, di cui lo storico dell\u2019arte Cesare Brandi \u2013 tra i fondatori dell\u2019Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma \u2013 fu uno dei promotori. Lo stesso Brandi non definiva forse \u201cogni intervento che miri a ri\u00adpristinare un prodotto dell\u2019attivit\u00e0 umana\u201d come \u201cun atto critico e metodologico\u201d? Il cuore storico dell\u2019esposizione, inoltre, \u00e8 costituito da opere che provengono da istituzioni veneziane: le Gallerie dell\u2019Accademia e l\u2019Istituto di Storia dell\u2019Arte della Fondazione Giorgio Cini. Queste opere recano, in modo emblematico, le stimmate dei processi che, pur preservandole, le hanno alterate, rinno\u00advando la loro forma. I rimaneggiamenti inflitti sono stati a volte brutali: pensiamo ai frammenti di dipinti mutili, ridotti per le esigenze di \u201cadattamento\u201d a un cambiamento di scenario, o ai dipinti in miniatura provenienti dal ritaglio (\u201ccutting\u201d) di antifonari miniati da monaci-artisti. La soppressio\u00adne degli ordini monastici italiani in epoca napoleonica, per esempio, nel XIX secolo ha alimentato con pagine sezionate un vorace mercato londinese.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio in queste \u201cbiforcazioni storiche\u201d che si inscrive \u201cSlip of the Tongue\u201d. Il titolo dell\u2019esposi\u00adzione (\u201clapsus\u201d) si ispira a quello di un\u2019opera dell\u2019artista Nairy Baghramian (nata nel 1971) con cui Danh Vo intrattiene una conversazione attiva e di cui sono presenti in mostra tre installazioni: per\u00adch\u00e9 l\u2019esposizione disegna anche una mappatura dell\u2019amicizia. Il suo cuore pulsante \u00e8 costituito da due composizioni straordinarie dell\u2019artista americana Nancy Spero (1926-2010). Prima di tutto, lo splendido <em>Codex Artaud <\/em>(1971-1972): trentaquattro fragili rotoli composti di strisce di carta, che raccolgono una forma ibrida di scrittura-disegno-pittura e che possono essere letti come un\u2019at\u00adtivit\u00e0 di \u201cripristino\u201d, da parte dell\u2019artista americana, del furore e della frustrazione che lo scrittore <strong>3 <\/strong><\/p>\n<p>francese Antonin Artaud ha posto alla base del suo linguaggio incandescente. <em>Cri du Coeur <\/em>(2004), ultima installazione monumentale dell\u2019artista, esprime il dolore intimo del cordoglio, \u201cadattato\u201d, vale a dire indirizzato, alle migliaia di persone colpite nello stesso momento dai disastri bellici e ambientali, anonimi con cui Nancy Spero crea un legame.<\/p>\n<p>L\u2019articolarsi tra la dimensione interpersonale della relazione e la sua dimensione sociale informa anche i progetti di curatela precedentemente condotti da Danh Vo, che riguardano artisti che non necessariamente ha conosciuto, come Felix Gonzalez-Torres (2009, Centre d\u2019Art Contemporain Wiels, Bruxelles), Martin Wong (2013, Solomon R. Guggenheim Museum, New York) o l\u2019amica Ju\u00adlie Ault (2013, Artists Space, New York). Prima di diventare comune a tutti, il coinvolgimento indi\u00adviduale si ripercuote anche nella presentazione degli oggetti che, come i candelabri della sala da ballo dell\u2019H\u00f4tel Majestic a Parigi, furono i testimoni silenziosi del susseguirsi di negoziati che deci\u00adsero il futuro del Vietnam nel 1975, lo stesso anno in cui l\u2019artista nacque proprio in quel Paese. Cos\u00ec, forse \u00e8 anche in quanto \u201ccurator\u201d che Danh Vo \u00e8 artista.<\/p>\n<p>Questo modo di immaginare l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019artista in una dimensione di cura \u2013 di salvaguardia, di violenza perpetrata sugli oggetti e di \u201criparazione\u201d pi\u00f9 che di interpretazione \u2013 sembra appartene\u00adre a ognuno degli oggetti che compongono l\u2019esposizione \u201cSlip of the Tongue\u201d. Costituisce anche il filo conduttore della scelta di opere nella Collezione Pinault \u2013 di Bertrand Lavier, Tetsumi Kudo, Lee Lozano\u2026 Tra i 39 artisti che Danh Vo ha scelto di invitare, si delinea e si sviluppa un dialogo cui d\u00e0 forma una fotografia di Robert Manson che raffigura una cavalletta con la mano che la regge \u2013 e fa da supporto e sostegno \u2013, immobili nella reciproca attenzione. \u201c\u201d<\/p>\n<p>Elisabeth Lebovici<\/p>\n<p>1 Eppure non mancano gli esempi storici dalla Rivoluzione francese: da Gustave Courbet che allestisce il proprio<\/p>\n<p>\u201cpadiglione del Realismo\u201d durante l\u2019Esposizione Universale del 1855 a Parigi, a Marcel Duchamp con l\u2019Esposizione<\/p>\n<p>Universale del Surrealismo nel 1938.<\/p>\n<p>GLI ARTISTI<\/p>\n<p>Leonor Antunes<\/p>\n<p>Julie Ault<\/p>\n<p>Nairy Baghramian<\/p>\n<p>Giovanni Bellini<\/p>\n<p>Constantin Brancusi<\/p>\n<p>Marcel Broodthaers<\/p>\n<p>Giovanni Buonconsiglio, detto il Marescalco<\/p>\n<p>Jos de Gruyter &amp; Harald Thys<\/p>\n<p>Hubert Duprat<\/p>\n<p>Elmgreen &amp; Dragset<\/p>\n<p>Luciano Fabro<\/p>\n<p>Fischli &amp; Weiss<\/p>\n<p>Felix Gonzalez-Torres<\/p>\n<p>Petrit Halilaj<\/p>\n<p>David Hammons<\/p>\n<p>Roni Horn<\/p>\n<p>Peter Hujar<\/p>\n<p>Tetsumi Kudo<\/p>\n<p>Bertrand Lavier<\/p>\n<p>Zoe Leonard<\/p>\n<p>Francesco Lo Savio<\/p>\n<p>Lee Lozano<\/p>\n<p>Robert Manson<\/p>\n<p>Piero Manzoni<\/p>\n<p>Sadamasa Motonaga<\/p>\n<p>Jean-Luc Moul\u00e8ne<\/p>\n<p>Henrik Olesen<\/p>\n<p>Pablo Picasso<\/p>\n<p>Sigmar Polke<\/p>\n<p>Carol Rama<\/p>\n<p>Charles Ray<\/p>\n<p>Auguste Rodin<\/p>\n<p>Cameron Rowland<\/p>\n<p>Carlo Scarpa<\/p>\n<p>Andres Serrano<\/p>\n<p>Nancy Spero<\/p>\n<p>Sturtevant<\/p>\n<p>Alina Szapocznikow<\/p>\n<p>Paul Thek<\/p>\n<p>Danh Vo<\/p>\n<p>David Wojnarowicz<\/p>\n<p>Martin Wong<\/p>\n<p>Anonimo, Abruzzo, XIII secolo<\/p>\n<p>Anonimo, Italia centrale, XIII secolo<\/p>\n<p>Maestro delle Decretali di Lucca, XIII secolo<\/p>\n<p>Anonimo, Perugia, XIV secolo<\/p>\n<p>Maestro del Seneca, XIV secolo<\/p>\n<p>Nerio, Bologna, XIV secolo<\/p>\n<p>Anonimo, Firenze, XV secolo<\/p>\n<p>Maestro Olivetano, XV secolo<\/p>\n<p>Maestro del Lattanzio riccardiano, XV secolo<\/p>\n<p>Scuola di Tiziano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 A CURA DI DANH VO,\u00a0CAROLINE BOURGEOIS 12\/04\/2015 \u2013 31\/12\/2015 \u201c\u201dNon \u00e8 solo come artista, ma anche come \u201ccurator\u201d che Danh Vo \u00e8 stato chiamato a collaborare con Palazzo Grassi &#8211; Punta della Dogana &#8211; Pinault Collection e a lavorare con la collezione, in sintonia con gli artisti invitati. \u00c8 la prima volta che nell\u2019edificio &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/52008\/arte\/venezia-punta-della-dogana-slip-of-the-tongue.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">VENEZIA PUNTA DELLA DOGANA SLIP OF THE TONGUE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[3869,15847,350],"class_list":["post-52008","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-punta-della-dogana","tag-slip-of-the-tongue","tag-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52008"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52008\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52012,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52008\/revisions\/52012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}