
{"id":52002,"date":"2015-05-24T17:11:10","date_gmt":"2015-05-24T15:11:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=52002"},"modified":"2015-05-24T17:11:10","modified_gmt":"2015-05-24T15:11:10","slug":"venezia-palazzo-grassi-martial-raysse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/52002\/arte\/venezia-palazzo-grassi-martial-raysse.html","title":{"rendered":"VENEZIA PALAZZO GRASSI MARTIAL RAYSSE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Martial_Raysse-devant_Ici_plage_termine.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-52003\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Martial_Raysse-devant_Ici_plage_termine-500x333.jpg\" alt=\"Martial_Raysse-devant_Ici_plage_termine\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Martial_Raysse-devant_Ici_plage_termine-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Martial_Raysse-devant_Ici_plage_termine-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Martial_Raysse-devant_Ici_plage_termine-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>12\/04\/2015 \u2013 30\/11\/2015<\/p>\n<p>A CURA DI CAROLINE BOURGEOIS,<\/p>\n<p>IN COLLABORAZIONE CON L\u2019ARTISTA<\/p>\n<p>Palazzo Grassi presenta la prima retrospettiva di Martial Raysse al di fuori dei confini francesi. L\u2019e\u00adsposizione, ideata da Caroline Bourgeois in stretta collaborazione con l\u2019artista, raccoglie circa 350 opere \u2013 dipinti, sculture, neon e video \u2013 alcune delle quali mai esposte al pubblico (a titolo indica\u00adtivo, pi\u00f9 di 250 opere di questa selezione non figuravano nella retrospettiva del Centre Pompidou).<\/p>\n<p>L\u2019esposizione di Palazzo Grassi si affranca dall\u2019andamento cronologico e instaura un dialogo inin\u00adterrotto tra opere di discipline differenti \u2013 pittura, disegno, scultura, installazioni, film\u2026 \u2013 che ab\u00adbracciano l\u2019intera carriera dell\u2019artista. Questa scelta evidenzia la profonda continuit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 di Martial Raysse, che da quasi cinquant\u2019anni indaga gli stessi temi: il ruolo dell\u2019artista, il lavoro della pittura, il rapporto con la storia dell\u2019arte, la politica\u2026 con una libert\u00e0 costantemente riaffermata e mezzi in continuo rinnovamento. Testimonia inoltre \u201cil permanere, lungo tutta la sua carriera, di una preoccupazione o di un metodo \u2013 di una poetica\u201d, per riprendere le parole di Didier Semin. Evidenzia infine la radicalit\u00e0 costante dell\u2019artista, gi\u00e0 presente nelle opere giovanili degli anni cin\u00adquanta-sessanta e forse oggi ancora maggiore, e la posizione centrale occupata dalla dimensione poetica e dallo humour.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-52004\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_8-500x250.jpg\" alt=\"Raysse_IV_8\" width=\"500\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_8-500x250.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_8-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_8-900x450.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ete_dernier.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-52006\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ete_dernier-500x379.jpg\" alt=\"ete_dernier\" width=\"500\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ete_dernier-500x379.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ete_dernier-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ete_dernier-892x676.jpg 892w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mostra \u201cMartial Raysse\u201d permette di scoprire la sua importante produzione pittorica \u2013 dai ri\u00adtratti colorati di donne realizzati durante il periodo Pop, alle grande composizioni pi\u00f9 recenti ispi\u00adrate ai grandi maestri del passato \u2013 mettendo l\u2019accento sulle risonanze che ha stabilito tra i suoi dipinti nei sessant\u2019anni di carriera. Il percorso dell\u2019esposizione si sviluppa infatti come un <em>conti\u00adnuum <\/em>che investe la totalit\u00e0 degli spazi di Palazzo Grassi (le sale espositive ma anche i luoghi di passaggio, il ristorante\u2026) e immerge il visitatore nella profusione creativa dell\u2019universo di Martial Raysse, privilegiando i giochi prospettici, le corrispondenze, i leitmotiv, le trasversalit\u00e0, gli echi, i rimandi\u2026 tra opere di epoche, tecniche e soggetti diversi: i pezzi recenti fanno luce in modo nuo\u00advo su quelli precedenti, mentre questi ultimi inquadrano la produzione pi\u00f9 contemporanea in una prospettiva storica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-52005\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_6-267x400.jpg\" alt=\"Raysse_IV_6\" width=\"267\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_6-267x400.jpg 267w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_6-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_6-451x676.jpg 451w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Raysse_IV_6.jpg 1969w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il progetto museografico dell\u2019esposizione \u2013 in particolare il design delle vetrine dell\u2019atrio di Pa\u00adlazzo Grassi \u2013 \u00e8 stato affidato a Martin Szekely le cui creazioni sono presenti in numerosi musei come il MoMa a New York, il Centre Pompidou e il Mus\u00e9e des Arts D\u00e9coratifs a Parigi e il MUDAM a Lussemburgo.<\/p>\n<p>\u201c\u201d2015-1958 \/ 1958-2015: affrontare la storia a ritroso, non per riavvolgere il filo del tempo e tornare all\u2019inizio, ma piuttosto per mettere a confronto epoche diverse: ecco l\u2019intenzione della mostra che Palazzo Grassi-Pinault Collection dedica oggi a Martial Raysse.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di offrire allo stesso tempo alcune prospettive e una retrospettiva, avvicinan\u00addosi al lavoro di Martial Raysse non secondo una scansione cronologica, ma da un punto di vista contemporaneo \u2013 a partire cio\u00e8 dalle sue opere pi\u00f9 recenti. \u00c8 nostra convinzione, in effetti, che i lavori a noi pi\u00f9 vicini modifichino il modo in cui osserviamo i precedenti, assicurando una maggiore profondit\u00e0 dello sguardo e rilanciando la questione del ruolo della pittura e di quello dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Come afferma acutamente Giorgio Agamben, \u201cAppartiene veramente al suo tempo, \u00e8 veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso n\u00e9 si adegua alle sue pretese ed \u00e8 perci\u00f2, in questo senso, inattuale; ma, proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e que\u00adsto anacronismo, egli \u00e8 capace pi\u00fa degli altri di percepire e afferrare il suo tempo\u201d.4<\/p>\n<p>Martial Raysse fa parte di quel ristretto novero di artisti per i quali la vera posta in gioco \u00e8 il con\u00adfronto con la \u201cgrande\u201d storia dell\u2019arte, e questo fin dall\u2019inizio del suo percorso. Tale confronto pu\u00f2 avvenire attraverso la presa di distanza, lo humour o la riproduzione delle opere dei maestri, in virt\u00f9 del principio enunciato da Eugenio Garin in base al quale \u201cimitare [\u2026] \u00e8 assumere coscienza di s\u00e9, [\u2026] ritrovare la propria natura\u201d. 5 \u00c8 cos\u00ec che, nel corso di tutta la vita, Raysse compie il pro\u00adprio apprendistato, rendendo visibili \u2013 sullo sfondo, per cos\u00ec dire \u2013 non soltanto la storia dell\u2019arte e i capolavori del Rinascimento, ma anche la banalit\u00e0 del quotidiano, dall\u2019estetica dei Monoprix al tedio delle piccole cose.<\/p>\n<p>Diversamente dagli artisti rinascimentali, che dovevano sottostare ad alcuni vincoli \u2013 in partico\u00adlare nel trattamento di soggetti religiosi o nei ritratti dei committenti \u2013 Martial Raysse si \u00e8 speso, nel corso di una vita intera, per mantenere la propria indipendenza. Sorta di utopia umana, il suo modo di rappresentare la vita di ognuno lascia pensare che l\u2019artista voglia ridarci speranza nella nostra condizione. Il suo amore per la rappresentazione delle donne va al di l\u00e0 dell\u2019attrazione ses\u00adsuale o della bellezza classica; Raysse \u00e8 affascinato dalla Sconosciuta.<\/p>\n<p>Nei suoi quadri storici \u00e8 sempre presente una distanza critica rispetto a ci\u00f2 che si pu\u00f2 vedere o pensare. L\u2019artista d\u00e0 nuova vita a temi mitologici (pensiamo a <em>L\u2019Enfance de Bacchus <\/em>o <em>Le Jour des roses sur le toit<\/em>) e per loro tramite parla del consumismo sfrenato, della distanza dalla politica (<em>Poisson d\u2019avril <\/em>e <em>Ici Plage, comme ici-bas<\/em>), o ancora della volont\u00e0 di ridere assieme al proprio tempo (<em>Le Carnaval \u00e0 P\u00e9rigueux<\/em>).<strong>4 <\/strong><\/p>\n<p>Pittore, scultore, disegnatore, ma anche poeta e cineasta\u2026 Ognuno di questi termini \u2013 per for\u00adza di cose riduttivo \u2013 cerca invano di definire un artista molteplice e inclassificabile, la cui operaattraversa la seconda met\u00e0 del XX secolo e continua ancor oggi a sorprenderci con la sua singolarit\u00e0.<\/p>\n<p>Dando vita a un dialogo ininterrotto tra le opere, il percorso espositivo offre uno sguardo nuovo sull\u2019impegno di Martial Raysse, evidenziando il costante andirivieni dell\u2019artista tra i propri lavori.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione rende inoltre visibile l\u2019enorme lavoro sotteso a una tale opera, che \u2013 al di l\u00e0 della cre\u00adazione di \u201cbegli oggetti\u201d \u2013 mira a proporre una sorta di filosofia della vita. Attraverso la radicalit\u00e0 dei colori, la libert\u00e0 di elaborazione, Martial Raysse ci fa vedere la bellezza del mondo, la necessit\u00e0 che ciascuno vi trovi il proprio ruolo, la responsabilit\u00e0 del singolo nei confronti degli altri e della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel percorso espositivo abbiamo cercato di mostrare tutti gli aspetti del lavoro dell\u2019artista: le pic\u00adcole sculture, che spaziano da semplici figure al gioco con se stesso, il disegno come momento di lavoro, i film, che mostrano le sue pulsioni libertarie, e per finire i quadri, che costituiscono la parte pi\u00f9 compiuta della sua opera. Abbiamo inoltre punteggiato il percorso di opere assimilabili, in qualche modo, ad autoritratti capaci di rivelare l\u2019incredibile esigenza e la solitudine che l\u2019artista ha dovuto fare proprie per proseguire nella propria ricerca.<\/p>\n<p>Le opere pi\u00f9 recenti illuminano di nuova luce quelle della giovinezza ed espongono la loro radica\u00adlit\u00e0, provocando un vero e proprio choc visivo. L\u2019artista, attraverso l\u2019uso di colori e pigmenti puri, propone uno sguardo altro sul mondo \u2013 quell\u2019\u201cigiene della visione\u201d sviluppata fin dagli anni sessan\u00adta \u2013 e ci insegna a vedere, in quanto \u201cessere moderni significa prima di tutto vederci pi\u00f9 chiaro\u201d. 6<\/p>\n<p>In conclusione, lasciamo la parola all\u2019artista: \u201cHo sempre pensato che il fine dell\u2019arte fosse cam\u00adbiare la vita. Ma oggi l\u2019importante, mi sembra, \u00e8 cambiare ci\u00f2 che ci circonda a ogni livello dei rap\u00adporti umani. C\u2019\u00e8 chi pensa che la vita debba essere copiata. Altri sanno che va inventata. Rimbaud non si cita, si vive\u201d.7<\/p>\n<p>Caroline Bourgeois\u201d\u201d<\/p>\n<p>1 Giorgio, Agamben, <em>Che cos\u2019\u00e8 il contemporaneo?<\/em>, Roma, Nottetempo, 2008, p. 13.<\/p>\n<p>2 Martial Raysse, citato in \u00c9ric Tariant, <em>Le Journal des Arts <\/em>n. 412, 25 aprile-8 maggio 2014, p. 35.<\/p>\n<p>3 Martial Raysse, citato in Judith Benhamou-Huet, \u201cOn a retrouv\u00e9 Martial Raysse\u201d, in <em>Le Point <\/em>n. 1943,<\/p>\n<p>10 dicembre 2009. p. 100.<\/p>\n<p>4 Giorgio, Agamben, <em>op. cit<\/em>., p. 9.<\/p>\n<p>5 Eugenio, Garin, \u201cLa cultura fiorentina nell\u2019et\u00e0 di Leonardo\u201d, in <em>Scienza e vita nel Rinascimento italiano<\/em>, Bari, Laterza, 1965, pp. 57-85.<\/p>\n<p>6 Si veda la conferenza tenuta da Martial Raysse al Centre Pompidou il 13 maggio 1984, e pubblicata con il titolo <em>De quelques paroles sur la premi\u00e8re \u00e9p\u00eetre de Paul aux Thessaloniciens\u2026, <\/em>Parigi, \u00c9ditions Janninck, 1992.<\/p>\n<p>7 Martial Raysse, citato in Jacques Michel, \u201cLe cin\u00e9ma de l\u2019autre c\u00f4t\u00e9 du miroir\u201d, in Le Monde, 16 novembre 1972.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>BIOGRAFIA<\/p>\n<p>Martin Szekely, nato nel 1956 e formatosi alle scuole Boulle e Estienne, si fa notare con la sua prima collezione di mobi\u00adli, intitolata Pi. La collezione, sviluppata tra il 1982 e il 1985 grazie a un finanziamento per la ricerca del VIA (Valorisation de l\u2019Innovation dans l\u2019Ameublement), include in particolare l\u2019emblematica chaise longue Pi.<\/p>\n<p>Da quel momento la sua produzione si suddivide in due categorie; da una parte, le edizioni in serie limitata di mobili e oggetti, regolarmente esposte; dall\u2019altra, prodotti e realizzazioni che derivano dalla sua collaborazione con l\u2019industria e dalle commissioni pubbliche.<\/p>\n<p>Tra le esposizioni personali si segnalano \u201cLe collezioni Pi\u201d (1985), \u201cContainers\u201d (1987), \u201cPour faire salon\u201d (1989), \u201cIni\u00adtiales\u201d (1991) e \u201cSatragno\u201d (1994) alla galleria N\u00e9otu (Parigi), \u201cMartin Szekely designer\u201d (1998) al MAC\u2019s \/ Site du Grand-Hornu, des plats (2000), \u201csix constructions\u201d (2002), \u201cdes \u00e9tag\u00e8res\u201d (2005), \u201cconcrete\u201d (2008), \u201cheroic shel\u00adves and simple boxes\u201d (2009) e \u201cUnits\u201d (2011) alla galleria Kreo (Parigi), \u201cMartin Szekely \u2013 Ne plus dessiner\u201d (2011) al Centre Pompidou (Parigi), \u201cArtefact e MAP\u201d (2014), Blondeau &amp; Cie (Ginvra).<\/p>\n<p>Le sue realizzazioni sono presenti nelle seguenti collezioni: Mus\u00e9e national d\u2019art moderne \/ Centre de cr\u00e9ation indu\u00adstrielle, Centre Pompidou, Parigi; Fonds national d\u2019art contemporain, Parigi; Mus\u00e9e des Arts D\u00e9coratifs, Parigi; MAC\u2019s \/ Site du Grand Hornu, Le Grand Hornu; Mus\u00e9e d\u2019art moderne Grand-Duc Jean, Luxembourg; Museu do Design, Li\u00adsbona; Museum of Modern Art, New York; San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco; Winterthur Museum, Winterthur (USA); Israel Museum, Gerusalemme; Victoria &amp; Albert Museum, Londra; Mus\u00e9e des beaux-arts de Mon\u00adtr\u00e9al, Montr\u00e9al.<\/p>\n<p>Nel 2010, le edizioni JRP|Ringier (Zurigo) pubblicano l\u2019opera Martin Szekely che ripercorre la sua produzione degli anni 1998-2010, con un saggio di Elisabeth Lebovici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12\/04\/2015 \u2013 30\/11\/2015 A CURA DI CAROLINE BOURGEOIS, IN COLLABORAZIONE CON L\u2019ARTISTA Palazzo Grassi presenta la prima retrospettiva di Martial Raysse al di fuori dei confini francesi. 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