
{"id":51986,"date":"2015-05-24T10:31:26","date_gmt":"2015-05-24T08:31:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=51986"},"modified":"2015-05-24T10:31:26","modified_gmt":"2015-05-24T08:31:26","slug":"lissone-per-expo-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/51986\/arte\/lissone-per-expo-2015.html","title":{"rendered":"LISSONE PER EXPO 2015"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Adami-Valerio-Camel-1967.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-51987\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Adami-Valerio-Camel-1967-260x400.jpg\" alt=\"Adami Valerio, Camel, 1967\" width=\"260\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Adami-Valerio-Camel-1967-260x400.jpg 260w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Adami-Valerio-Camel-1967-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Adami-Valerio-Camel-1967-439x676.jpg 439w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/Adami-Valerio-Camel-1967.jpg 1557w\" sizes=\"auto, (max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">LISSONE PER EXPO 2015<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il nostro premio deve rimanere di estrema avanguardia, <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>e il pi\u00f9 polemico possibile.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Guido Le Noci<\/p>\n<p><strong>LISSONE (MB)<\/strong><\/p>\n<p><strong>AL MUSEO D\u2019ARTE CONTEMPORANEA<\/strong><\/p>\n<p><strong>DAL 24 MAGGIO AL 20 SETTEMBRE 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA MOSTRA <\/strong><\/p>\n<p><strong>1946 \u2013 1967 : IL PREMIO LISSONE <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>A settant\u2019anni dalla sua prima edizione, la rassegna ripercorre la vicenda del pi\u00f9 innovativo e rivoluzionario dei premi italiani di pittura, che ha accompagnato l\u2019evoluzione del linguaggio artistico del secondo Novecento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo, diviso per gruppi e correnti, presenta 48 opere di autori quali Emilio Vedova, Antoni T\u00e0pies, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Karel Appel, Luis Feito, Mario Schifano e altri.<\/strong><\/p>\n<p>In occasione di EXPO 2015, Lissone celebra l\u2019evento culturale che, all\u2019indomani della fine della seconda guerra mondiale, ha posto il centro brianzolo nel cuore del dibattito culturale europeo ed \u00e8 stato testimone della nascita e dello sviluppo delle tendenze pi\u00f9 innovative del ventennio postbellico.<\/p>\n<p><strong>A settant\u2019anni dalla sua prima edizione, il Museo d\u2019Arte Contemporanea di Lissone<\/strong> ripercorre la storia del <strong>Premio Lissone<\/strong>, la cui natura attiva e propositiva doveva rimanere, secondo le parole di Guido Le Noci, \u201cpolemica e di estrema avanguardia\u201d, e che ha seguito l\u2019evoluzione del linguaggio creativo del secondo Novecento, grazie alla partecipazione di autori quali Emilio Vedova, Antoni T\u00e0pies, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Karel Appel, Luis Feito, Mario Schifano e altri.<\/p>\n<p><strong>La mostra, in programma dal 24 maggio al 20 settembre 2015<\/strong>, curata da Alberto Zanchetta, direttore del Museo d\u2019Arte Contemporanea di Lissone, <strong>presenta 48 opere<\/strong>, tutte appartenenti alla collezione del Premio Lissone, che coprono un arco temporale compreso <strong>tra il 1946 e il 1967<\/strong>, date che segnano l\u2019inizio e il termine della prima esperienza del premio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo pensato &#8211; dichiara Elio Talarico, Assessore alla cultura del comune di Lissone &#8211; che fosse nostro dovere presentare al pubblico di EXPO 2015, una delle eccellenze pi\u00f9 riconosciute a livello mondiale di Lissone. Infatti, tra il 1946 e il 1967, il Premio Lissone ha posto la citt\u00e0 al centro del dibattito culturale internazionale, fornendo un valido spazio dialettico dove si sono confrontate le varie correnti artistiche di quegli anni e si sono succeduti i protagonisti dell\u2019arte italiana ed europea e le anime critiche della seconda met\u00e0 del Novecento\u201d.<\/p>\n<p>Come afferma Alberto Zanchetta, \u201cLa storia del Premio Lissone \u00e8 stata uno snodo fondamentale per tutta la pittura del secondo dopoguerra. La manifestazione ha infatti ricoperto un ruolo di primo piano, grazie soprattutto ai premi assegnati da giurie d\u2019eccellenza cos\u00ec come alla capacit\u00e0 degli organizzatori di sapersi aggiornare in tempo reale sulla pittura del secolo scorso\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNell\u2019intento di valorizzare e divulgare le sperimentazioni della pittura a livello internazionale &#8211; prosegue Alberto Zanchetta -, il premio ha permesso di acquisire molte opere che ancor oggi fanno parte delle collezioni permanenti del MAC di Lissone. La mostra si pone quindi l\u2019obiettivo di gettare uno sguardo ampio e variegato sulle vicende del Premio Lissone, occasione che permetter\u00e0 agli spettatori di conoscere e apprezzare un concorso che ha contribuito a scrivere un importante capitolo della storia dell\u2019arte italiana, e non solo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo, suddiviso per gruppi e correnti artistiche, \u00e8 arricchito da un ricco apparato di documenti, carteggi, manifesti, telegrammi, fotografie e disegni inediti, materiale di propaganda<\/strong>, tra cui inviti, bandi, locandine e altro, che testimoniano l\u2019importanza di un premio che ha visto alternarsi giurie composte dai pi\u00f9 celebrati critici e storici dell\u2019arte, quali Giulio Carlo Argan, Marco Valsecchi, Umbro Apollonio, Giuseppe Marchiori, Guido Ballo, Francesco Arcangeli, Pierre Restany, Will Grohmann, Jean Leymarie, Pierre Janlet e altri.<\/p>\n<p>Il Premio Lissone, la cui fama raggiunse la notoriet\u00e0 della Biennale di Venezia, ha rispecchiato la dinamicit\u00e0 dell\u2019arte italiana ed europea di quegli anni, accogliendo correnti che andavano dal Neorealismo al postcubismo, dall\u2019astrazione geometrica all\u2019<em>Abstraction Lyrique<\/em>, dal gruppo Forma 1 al gruppo MAC, dal gruppo degli Otto a Corrente, da Origine a Cobra, dallo Spazialismo ai Nucleari, dall\u2019Informale all\u2019Espressionismo astratto, dal Nouveau R\u00e9alisme al Neodadaismo, dalla Pop Art alla Nuova Figurazione, fino all\u2019Arte cinetica e programmata.<\/p>\n<p>Nato col proposito di presentare un \u201cvivo panorama della pittura italiana\u201d, il Premio Lissone nelle sue prime edizioni ha visto la partecipazione di artisti nazionali, aprendosi nel 1953 alle esperienze provenienti dall\u2019estero. La collezione del Premio inizi\u00f2 a formarsi con due opere di <strong>Ennio Morlotti<\/strong> e di <strong>Mauro Reggiani<\/strong>, vincitori ex-aequo della VII edizione, che rappresentavano le due opposte tendenze della pittura contemporanea, quella astrattista e quella neorealista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli anni cinquanta, il premio assume una connotazione vicina all\u2019astratto informale; ne \u00e8 prova la vittoria dell\u2019artista tedesco <strong>Theodor Werner<\/strong>, fautore di una rinascita in terra germanica di questa corrente. Le varie sfaccettature dell\u2019astrattismo si palesano anche nelle successive edizioni; ad esempio, <strong>Renato Birolli<\/strong>, vincitore nel 1955, esponente attivo di \u2018Corrente\u2019, si faceva portavoce di un astrattismo di stampo naturalistico.<\/p>\n<p>Sempre in questo decennio, spiccano le cadenze informali esercitate in Spagna da <strong>Antoni T\u00e0pies<\/strong> e <strong>Luis Feito<\/strong>, in cui si nota un impiego di una materia pittorica stratificata e raggrumata, organizzata entro una struttura morfologica solo apparentemente casuale.<\/p>\n<p>L\u2019Informale assume una fisionomia ben riconoscibile nelle tele di <strong>Emilio Scanavino, Achille Perilli, Emilio Vedova <\/strong>e<strong> Piero Dorazio<\/strong>, ai quali si affianca la ricerca del gruppo Cobra, qui rappresentato da una \u201cComposizione\u201d di <strong>Karel Appel<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli anni sessanta del Premio Lissone si caratterizzano per una produzione stilisticamente pi\u00f9 varia, che registra bene gli umori e le sensibilit\u00e0 degli artisti europei, di nuovo interessati alla figurazione, alle tematiche surrealiste dell&#8217;inconscio ma anche alle nuove tecnologie e ai mass media.<\/p>\n<p>La loro autonomia nei confronti dei colleghi americani, allora all\u2019apice dell\u2019attenzione critica e del mercato, si esprime in movimenti come il <strong>Neo-Dada<\/strong> o il <strong>Nouveau R\u00e9alisme<\/strong>, come nel caso dei <em>d\u00e9collage<\/em> di <strong>Fran\u00e7ois Dufrene<\/strong>, nei quali l\u2019artista francese recupera degli oggetti &#8211; in questo caso manifesti lacerati &#8211; reinvestendoli di una funzione e di un&#8217;identit\u00e0 completamente nuove rispetto a quelle iniziali, o in quello in chiave Pop di <strong>Mario Schifano <\/strong>e<strong> Valerio Adami<\/strong>, vincitore dell\u2019edizione del 1967, anno in cui termina l\u2019avventura del Premio Lissone, punto di riferimento per le ricerche e le sperimentazioni pittoriche del dopoguerra, capace di monitorare gli umori e le tendenze artistiche, nutrendo l\u2019ambizione di trasformarsi, come aveva annunciato Guido Le Noci in \u201cqualcosa di molto diverso e di molto serio rispetto ai soliti premi che si fanno in Italia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Accompagna la mostra un libro-catalogo di 300 pagine, edito dal MAC di Lissone e curato da Alberto Zanchetta, che comprende un ricco apparato iconografico, saggi critici e un importante regesto, con contribuiti e schede di Bianca Trevisan, Chatia Cicero e Silvia Conta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1946 &#8211; 1967 : IL PREMIO LISSONE<\/strong><\/p>\n<p>24 maggio \u2013 20 settembre 2015<\/p>\n<p><strong>Lissone (MB), Museo d\u2019Arte Contemporanea, <\/strong>Viale Padania 6<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Artisti in mostra:<\/strong> Valerio Adami, Karel Appel, Claude Bellegarde, Renato Birolli, Mark Boyle, Aldo Brizzi, Peter Br\u00fcning, Samuel Buri, Cheval-Bertrand, William Crozier, Horia Damian, Giuseppe De Gregorio, Piero Dorazio, Fran\u00e7ois Dufr\u00eane, Ernst Faesi, Luis Feito, Gianfranco Ferroni, Franco Francese, Josep Guinovart, Patrick Huges, Nikos Kessanlis, Peter Klasen, Andr\u00e9 Marfaing, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Edo Murti\u0107, Achille Perilli, Gianni Pisani, Mauro Reggiani, Sergio Romiti, Piero Ruggeri, Emilio Scanavino, Mario Schifano, Gerard Schneider, Giacomo Soffiantino, Antoni T\u00e0pies, Fred Thieler, Eugenio Tomiolo, Guido Trentini, Emilio Vedova, Aat Verhoog, Vittorio Viviani, Theodor Werner<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Orari<\/strong>: mercoled\u00ec e venerd\u00ec, 10-13; gioved\u00ec, 16-23; sabato e domenica, 10-12; 15-19<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Catalogo:<\/strong> edizioni Museo d\u2019Arte Contemporanea di Lissone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Informazioni<\/strong>:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museolissone.it\">www.museolissone.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"mailto:museo@comune.lissone.mb.it\">museo@comune.lissone.mb.it<\/a><\/p>\n<p>tel. 039 7397368 \u2013 039 2145174<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LISSONE PER EXPO 2015 Il nostro premio deve rimanere di estrema avanguardia, e il pi\u00f9 polemico possibile. 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