
{"id":51652,"date":"2015-05-11T18:58:43","date_gmt":"2015-05-11T16:58:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=51652"},"modified":"2015-05-11T18:58:43","modified_gmt":"2015-05-11T16:58:43","slug":"artcurial-inbox-installazione-di-enki-bilal-a-venezia-fondazione-cini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/51652\/arte\/artcurial-inbox-installazione-di-enki-bilal-a-venezia-fondazione-cini.html","title":{"rendered":"ARTCURIAL  INBOX   installazione di ENKI BILAL a Venezia Fondazione Cini"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"r\"><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51653\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/3-223x300.jpg\" alt=\"3\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/3-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/3-297x400.jpg 297w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/3.jpg 353w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-51654\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/2-300x209.jpg\" alt=\"2\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/2-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/2-500x349.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/2.jpg 802w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/h3>\n<h3 class=\"r\"><strong>INBOX<\/strong><br \/>\n<strong>UN\u2019INSTALLAZIONE DI ARTE CONTEMPORANEA DI ENKI BILAL<\/strong><br \/>\n<strong>IN MOSTRA DURANTE LA BIENNALE DI VENEZIA<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; DA VENERD\u00cc 8 MAGGIO A DOMENICA 2 AGOSTO 2015 &#8211;<\/strong><\/h3>\n<h3 class=\"r\"><strong>Enki Bilal conquista una nuova tappa del suo percorso artistico. Grazie al supporto di Artcurial, l\u2019artista esporr\u00e0 per la prima volta durante la Biennale di Arte Contemporanea di Venezia da venerd\u00ec 8 maggio a domenica 2 agosto 2015. La Fondazione Giorgio Cini ospiter\u00e0 l\u2019installazione inedita Inbox, accessibile liberamente al pubblico. Inbox \u00e8 un audace progetto artistico pensato specificatamente per questa manifestazione internazionale, dove Enki Bilal gioca con i sensi dei visitatori e con la loro percezione della realt\u00e0. Proseguendo il suo lavoro di destrutturazione pittorica, Bilal si spinge ancora pi\u00f9 lontano, proponendo una nuova esperienza: la presa di coscienza della volutt\u00e0 inquietante, ma al contempo accattivante, dell\u2019oscurit\u00e0.<\/strong><br \/>\n<strong>\u00abSiamo felici di sostenere questo innovativo progetto realizzato da un grande artista. Per Artcurial \u00e8 importante affermare, in un contesto internazionale come la Biennale di Venezia, il profondo impegno rivolto alla creativit\u00e0 contemporanea e alla cultura in genere. La mostra sar\u00e0 accessibile gratuitamente e il pubblico potr\u00e0 scoprire un lavoro che trascende le frontiere tra le diverse forme artistiche.\u00bb spiegano Fran\u00e7ois Tajan e Francis Briest, co-presidenti di Artcurial.<\/strong><br \/>\n<strong>Eric Leroy, esperto di Fumetti di Artcurial, aggiunge: \u00abEnki Bilal alla Biennale di Venezia conferma ancora una volta il livello internazionale del lavoro di Artcurial e come la sua fama vada aldil\u00e0 delle frontiere francesi. Enki Bilal ci sorprende nuovamente con questa installazione e conferma la sua capacit\u00e0 di intervento attraverso tutti i codici linguistici.\u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>Il lavoro di Enki Bilal sar\u00e0 inserito nel cuore del convento adiacente la famosa Chiesa di San Giorgio Maggiore che fronteggia Piazza San Marco. La mostra di Bilal si inserisce nel novero dei molteplici progetti sostenuti dalla Fondazione Giorgio Cini in occasione della Biennale di Venezia, insieme a quelle di Magdalena Abakanowicz, Matthias Schaller, Hiroshi Sugimoto e Liu Xiaodong.<\/strong><br \/>\n<strong>In uno spazio chiuso e nero, caratterizzato da un\u2019architettura minimalista, lo spettatore \u00e8 solo davanti a un grande schermo che riproduce, a ciclo continuo, delle immagini indefinite a colori che creano un\u2019instabilit\u00e0 destinata a fissarne e a sbilanciarne lo sguardo. Dopo una prima fase ipnotica, lo spettatore affronta un dittico che non viene mai completamente rivelato e che, per meglio sottolineare il rapporto tra discontinuit\u00e0 luminosa e sensualit\u00e0 dei corpi, rimane sotto l\u2019effetto alternante della chiarezza e del silenzio. Questi caratteri rappresentano il passionale e oscuro romanticismo che caratterizza l\u2019opera di Enki Bilal che insiste sulla fragilit\u00e0 e sulle incertezze della nostra memoria visiva, sull\u2019ambivalenza e sulla materialit\u00e0 delle immagini. Appoggiandosi alla necessit\u00e0 di concentrarsi sul momento presente e facendo appello alla sensibilit\u00e0 e alle risorse intuitive, lo spettatore potr\u00e0 immergersi nel cuore dell\u2019opera in una poetica che \u00e8 allo stesso tempo fisica e mentale.<\/strong><br \/>\n<strong>\u00ab\u00c9 un gioco sui sensi e sulla loro perdita, ma anche sulla nostra percezione della realt\u00e0. Il visitatore, interfacciandosi con l\u2019impossibilit\u00e0 di focalizzarsi sul convenzionale dettaglio di un\u2019opera da uno specifico punto di vista, scoprir\u00e0 la frustrazione della memoria visiva e dovr\u00e0 lasciare la stanza mentre le immagini saranno ancora impresse nella sua retina. Si tratta di un\u2019esperienza effimera e solitaria.\u00bb afferma Enki Bilal.<\/strong><br \/>\n<strong>La mostra Inbox di Enki Bilal \u00e8 realizzata in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini.<\/strong><br \/>\n<strong>Bozza dell&#8217;installazione Inbox per la Fondation Giorgio Cini, durante la Biennale di Arte Contemporanea a Venezia, Enki Bilal<\/strong><\/p>\n<p><strong>ENKI BILAL, L\u2019ARTE IN OGNI SUA FORMA<\/strong><br \/>\n<strong>Il percorso di Enki Bilal \u00e8 fatto di indipendenza e di audacia: disegnatore, cineasta, pittore, creatore di costumi e di scenografie per il teatro lirico contemporaneo e per il balletto Romeo e Giulietta di Serge Prokofiev. La sua opera si basa costantemente su un\u2019esigenza estetica reale, visionaria e che si evolve nel tempo, non su uno pseudo-desiderio di modernit\u00e0 aneddotica e sterile che non sarebbe altro che un compromesso.<\/strong><br \/>\n<strong>Artista appassionato, Enki Bilal ama trasmettere emozioni, condividendo qualcosa con il lettore o lo spettatore. Per Bilal l\u2019essenziale dimora nel gesto e nella rivelazione: l\u2019arte diventa una forma di autoritratto che si pu\u00f2 scoprire solo in maniera parziale. Bilal crea un\u2019introspezione alle sfide del suo lavoro, al rapporto che intrattiene con il reale e con il suo modo di cogliere il mondo, realizzando una riflessione significativa che abbraccia la sua opera.<\/strong><br \/>\n<strong>Attraverso i fumetti, la pittura o il cinema, gli elementi personali di Bilal tornano in superficie: la sua opera riporta le tracce della sua cultura e della sua sensibilit\u00e0, dell\u2019interazione tra l\u2019incoscienza e la coscienza, di una riflessione nell\u2019ombra che si mischia alla memoria dell\u2019infanzia. Il nemico \u00e8 la bellezza, dove non si aspetta di trovarla. L\u2019opera \u00e8 una creazione che supera l\u2019eredit\u00e0 geografica e il quadro storico, per andare oltre le forme e i codici tradizionali. In Bilal l\u2019integrit\u00e0 del disegno permane e rappresenta una presenza che manifesta, nell\u2019opera e nel soggetto, la personalit\u00e0 dell\u2019artista e la sensibilit\u00e0 dello spettatore: osservare le cose direttamente, per sfidare l\u2019ansia e le angosce. Una linea direttiva, all\u2019ascolto della storia e dell\u2019atmosfera, che resta legata a un universo onirico e estraneo.<\/strong><br \/>\n<strong>In ogni album, Enki Bilal rinnova la sua espressione artistica e rivendica uno stile pi\u00f9 libero e spontaneo: lo spazio si ingrandisce ma il colore resta il centro di gravit\u00e0, una materia prima indispensabile, un elemento naturale che fa nascere la vita e porta una forza emozionale, accompagnato da una gestualit\u00e0 dinamica che rivela l\u2019intensit\u00e0 del momento. La composizione si lega alla declinazione e alla ritmica dei colori, la gamma cromatica \u00e8 volutamente limitata, dominata da tonalit\u00e0 generalmente fredde e con accordi graduati, contrastanti e complementari, caratteristici nelle sue opere. Le linee e le superfici s\u2019intrecciano senza discontinuit\u00e0 spaziale o inutile agitazione. L\u2019interazione dei colori dona al disegno profondit\u00e0 e coerenza, in uno spazio dove i contorni restano spesso indefiniti.<\/strong><br \/>\n<strong>Si tratta di un\u2019immersione visuale, l\u2019opera diventa un campo cromatico e di forza, modellata dalla fusione tra i personaggi e lo spazio, da grandi superfici appena intaccate da piccoli tocchi di luci e tonalit\u00e0 calde e in alcuni casi il tratto incisivo dell\u2019inchiostro di China domina l\u2019intera struttura. La linea in s\u00e9 non ha pi\u00f9 tanta importanza e risulta monopolizzata e sopraffatta. Il disegno \u00e8 una figura retorica che riunisce e giustappone dei contrari, un\u2019impossibile fioritura della sensualit\u00e0 nella banalit\u00e0 ma che piuttosto deriva dall\u2019unione di poli opposti e addizionali, il dolore e il piacere. La luce non pu\u00f2 esistere in se stessa, ma necessita del buio per accentuare la sua luminosit\u00e0 che ci guida verso quelle cose vitali che devono incontrarsi per dare origine a una creazione: l\u2019amore e la sua assenza, l\u2019aspirazione all\u2019eternit\u00e0 e la vita effimera, la realt\u00e0 e l\u2019immaginazione. Il conflitto \u00e8 la regola e l\u2019armonia l\u2019eccezione. Il desiderio non pu\u00f2 essere innocente, non \u00e8 legato a nessuna realt\u00e0 oggettiva. Senza dolci illusioni deve essere forzatamente distruttivo. La congiunzione delle passioni porta via tutto, l\u2019amore e l\u2019odio diventano una sola cosa.<\/strong><br \/>\n<strong>Enki Bilal non separa l\u2019arte dalla vita, rappresenta i sentimenti attraverso il suo sguardo, senza idealismo o contemplazione, associando la folgorazione alla decisione. Un\u2019intenzione cosciente grazie alla quale le immagini esprimono il connubio di identit\u00e0 contrapposte. Un\u2019arte spesso piena di tensione, tempestosa, dove la tragedia si legge tra le righe, Bilal riprende l\u2019affermazione di Nietzsche, \u00abgli artisti portano alta la stima accordata alle passioni\u00bb. Le sue opere nascono dall\u2019istinto, dall\u2019energia e dallo spirito e riflettono il suo impegno e la sua lucidit\u00e0, il combattimento del creatore con la sua opera. La bellezza che Bilal ama e rappresenta non \u00e8 superficiale, ma barocca, oscura e sensuale.<\/strong><br \/>\n<strong>Beati gli artisti che desiderano le lacrime<\/strong><br \/>\n<strong>Enki Bilal s\u00e9 stesso, unicamente.<\/strong><br \/>\n<strong>Enki Bilal \u00a9 Vanessa Franklin<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL PERCORSO DI ENKI BILAL IN QUALCHE DATA<\/strong><br \/>\n<strong>1951 : Nascita di Enki Bilal a Belgrado, Yougoslavia.<\/strong><br \/>\n<strong>1960 : Si trasferisce a Parigi.<\/strong><br \/>\n<strong>1972 : Dopo un breve passaggio alle Belle Arti, Enki Bilal pubblica la sua prima storia, Le Bol maudit, sul giornale Pilote.<\/strong><br \/>\n<strong>1975 : Pubblicazione del suo primo album di fumetti, La Croisi\u00e8re des Oubli\u00e9s, su scenografia di Pierre Christin.<\/strong><br \/>\n<strong>1980 : Prima serie personale sul giornale Pilote, La Foire aux Immortels. La seconda parte, La femme Pi\u00e8ge, e pubblicata nell\u2019album nel 1986.<\/strong><br \/>\n<strong>1982 : Enki Bilal dipinge su vetri una parte delle scenografie di La Vie est un roman, film di Alain Resnais.<\/strong><br \/>\n<strong>1983 : Con Partie de Chasse, Enki Bilal e Pierre Christin dimostrano che nel fumetto politica, attualit\u00e0 e finzione non sono incompatibili. Nasce un nuovo genere.<\/strong><br \/>\n<strong>1987 : Grand Prix du XIVe Salon international di fumetto di Angoul\u00eame.<\/strong><br \/>\n<strong>1988 : Mostra al Palais de Tokyo, con Josef Koudelka e Guy Pellaert.<\/strong><br \/>\n<strong>1989 : Primo film di Enki Bilal, Bunker Palace H\u00f4tel, con Jean-Louis Trintignant e Carole Bouquet.<\/strong><br \/>\n<strong>1990 : Decorazioni e costumi per O.P.A. Mia, opera contemporanea di Denis Levaillant (festival di Avignon).<\/strong><br \/>\n<strong>1993 : Ultima parte della Trilogia Nikopol, Froid Equateur, miglior libro dell\u2019anno, per il magazine di Bernard Pivot, Lire. Una premi\u00e8re nella storia delle pubblicazioni.<\/strong><br \/>\n<strong>1994 : Mostra e pubblicazione di Bleu Sang (Galerie e \u00c9ditions Christian Desbois).<\/strong><br \/>\n<strong>1997 : Uscita francese di Tykho Moon, secondo lungometraggio di Enki Bilal, con Julie Deply nel ruolo principale, Marie Lafor\u00eat, Michel Piccoli, Jean-Louis Trintignant, Johan Leysen, Richard Bohringer, Yann Collette\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>1998 : Debutto di Le Sommeil du Monstre una nuova trilogia.<\/strong><br \/>\n<strong>2001 : Mostra enkibilalandeuxmilleun alla biblioteca storica di Parigi<\/strong><br \/>\n<strong>2004 : Uscita del film Immortel ad vitam, terzo lungometraggio di Enki Bilal Linda Hardy nel ruolo principale, Thomas Kretschumann, Charlotte Rampling\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>2005 \u2013 2006 : Mostra a New Delhi e poi a Calcutta d\u2019enkibilalinindia<\/strong><br \/>\n<strong>2006-2007 : Serie e fine della T\u00e9tralogie du Monstre : Rendez-vous \u00e0 Parie et Quatre ?- Dernier Acte.<\/strong><br \/>\n<strong>2007 : Mostra a Bangkok.<\/strong><br \/>\n<strong>2009 : Mostra a Istanbul. Pubblicazione dell\u2019album Animal\u2019z.<\/strong><br \/>\n<strong>2009 : Mostra Animal\u2019z da Artcurial a Parigi<\/strong><br \/>\n<strong>2011 : Adattamento e messa in scena di Suspection, opera di Fabienne Renault, con Evelyne Bouix e Jean-Louis Trintignant.<\/strong><br \/>\n<strong>2012 : Mostra Oxymore \u2013 Last Paintings a New York (Servizi culturali dell\u2019Ambasciata di Francia), Beijing (Hadrien De Montferrand Gallery), Berlino (Kunsthaus Lempertz) e Paris (Artcurial).<\/strong><br \/>\n<strong>2013 : Mostra Les Fant\u00f4mes du Louvre \u2013 Enki Bilal al Museo del Louvre, con una ventina di fotografie di celebri opere famose rappresentanti fantasmi.<\/strong><br \/>\n<strong>2013 : Combattimento di Chess-boxing da Artcurial a Paris.<\/strong><br \/>\n<strong>2014 : Pubblicazione del terzo tomo della Trilogie du Coup de Sang, intitolata La couleur de l\u2019air.<\/strong><br \/>\n<strong>2014 \u2013 2015 : Mostra Oxymore and more a l\u2019H\u00f4tel des Arts di Tolone.<\/strong><br \/>\n<strong>2015 : Mostra Inbox alla Fondazione Giorgio Cini, durante la Biennale di Arte Contemporanea di Venezia 4<\/strong><\/h3>\n<h3 class=\"r\"><strong>L\u2019IMPEGNO CULTURALE DI ARTCURIAL<\/strong><br \/>\n<strong>Da pi\u00f9 di 10 anni la cultura \u00e8 il cuore dell\u2019attivit\u00e0 di Artcurial, che notamente ospita una delle pi\u00f9 importanti librerie d\u2019arte a Parigi. In questo spirito la prima casa d\u2019aste francese a partire dal 2008 ha come consigliere culturale Serge Lemoine, storico dell\u2019arte di fama internazionale e ex presidente del Museo d\u2019Orsay.<\/strong><br \/>\n<strong>Artcurial \u00e8 un luogo di scambi culturali e incontri unici dove vengono organizzate numerose conferenze. La maison organizza delle mostre aperte al pubblico nella sede di Rond-point des Champs-Elys\u00e9es, nel resto della Francia, ma anche negli uffici europei.<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; A Parigi: Mickey dans tous ses \u00e9tats nel 2006, Pierre Culliford dit Peyo, la vie et l\u2019oeuvre d\u2019un conteur merveilleux nel 2011.<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; Fuori dalla sede: Small Medium Large en 2011 et Hiquily a Donjon de Vez nel 2014.<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; Negli uffici europei: Jean-Michel Basquiat nel 2014 a Bruxelles, Marc Chagall nel 2015 a Milano.<\/strong><br \/>\n<strong>Parallelamente a queste manifestazioni Artcurial sostiene la creazione di opere d\u2019arte contemporanee francesi e internazionali. La maison \u00e8 partner di HyAM (Prix pour la cr\u00e9ation m\u00e9diterran\u00e9enne), Espace Mus\u00e9es (Spazio espositivo nell\u2019aeroporto Paris Charles de Gaulle) e dell\u2019ADIAF \u2013 Prix Marcel Duchamp di cui ha esposto in passato a Venezia Cyprien Gaillard (2011) e Laurent Grasso (2013).<\/strong><br \/>\n<strong>Quest\u2019anno Arcurial ha voluto sostenere un grande progetto accessibile a un pubblico numeroso. Inbox di Enki Bilal alla Fondazione Giorgio Cini (dall\u20198 maggio al 2 agosto 2015). I legami privilegiati tra l\u2019artista e la casa d\u2019aste, l\u2019iniziativa di Eric Leroy, esperto di Fumetti Artcurial, rende questa collaborazione naturale. Se ha iniziato con i fumetti (Artcurial ha il record mondiale per la vendita all\u2019asta di un\u2019opera di Enki Bilal: La t\u00e9tralogie du monstre, 2006, acrilico, venduto 174 481 \u20ac, il 29 marzo 2009), l\u2019avventura si \u00e8 diretta verso altri territori di espressione artistica confermando sempre di pi\u00f9 l\u2019artista sulla scena dell\u2019arte contemporanea.<\/strong><br \/>\n<strong>Nel corso degli anni Artcurial ha organizzato numerosi eventi culturali con Enki Bilal, in Francia e all\u2019estero:<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; nel 2009, la mostra Animal\u2019z comprendente 350 disegni originali dell\u2019album eponimo a Parigi,<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; nel 2012, le 15 tele della serie Oxymore, sono state oggetto di un\u2019esposizione internazionale (New York, Pechino, Berlino) prima di una vendita all\u2019asta a Parigi,<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; nel 2013, il primo incontro di Chessboxing, gioco inventato da 1986, che unisce boxe e scacchi e ha avuto luogo nella sede parigina di Artcurial.<\/strong><br \/>\n<strong>Atelier di Enki Bilal a Parigi<\/strong><br \/>\n<strong>5<\/strong><br \/>\n<strong>INFORMAZIONI PRATICHE<\/strong><br \/>\n<strong>Mostra \u00ab Inbox \u2013 Enki Bilal \u00bb<\/strong><br \/>\n<strong>Realizzata con il supporto di Artcurial,<\/strong><br \/>\n<strong>e in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini<\/strong><br \/>\n<strong>Entrata libera<\/strong><br \/>\n<strong>Da venerd\u00ec 8 maggio 2015 a domenica 2 agosto 2015<\/strong><br \/>\n<strong>Da luned\u00ec a domenica dalle ore 11.00 alle ore 19.00<\/strong><br \/>\n<strong>(chiuso il mercoled\u00ec)<\/strong><br \/>\n<strong>Fondazione Giorgio Cini<\/strong><br \/>\n<strong>Isola di San Giorgio Maggiore<\/strong><br \/>\n<strong>30124 Venezia &#8211; Italia<\/strong><br \/>\n<strong>+39 041 271 0229<\/strong><br \/>\n<strong>www.artcurial.com<\/strong><br \/>\n<strong>www.cini.it<\/strong><br \/>\n<strong>Artcurial \u2013 Fondata nel 2002 Artcurial ha riaffermato la sua posizione quale principale casa d\u2019aste francese con un saldo totale di 192 M\u20ac nel 2014, dato che conferma una crescita del 50% in 3 anni. Artcurial si \u00e8 inoltre confermata leader di mercato per i fumetti in Europa, per le automobili da collezione in Europa continentale, per i gioielli e gli orologi in Francia e a Monaco, e infine per i dipinti Old Master a Parigi. Grazie a una forte propensione internazionale Artcurial mantiene la sua presenza all\u2019estero con uffici a Milano, Vienna e Bruxelles, una presenza a Pechino e Tel Aviv e delle esposizioni biannuali a New York.<\/strong><br \/>\n<strong>Nel 2014 il Dipartimento di Fumetti ha totalizzato un volume di vendita di circa 12 M\u20ac, il 61 % in pi\u00f9 rispetto al 2013. Un successo ottenuto grazie a un lavoro con artisti contemporanei, ai quali sono stati dedicate delle vendite monografiche e i pezzi maggiori riuniti in prestigiose vendite, come Pages de Gardes albums di Tintin di Herg\u00e9 nel maggio 2014, venduti a 2,7 M\u20ac, record mondiale per la vendita all\u2019asta di un\u2019opera a fumetto.<\/strong><br \/>\n<strong>Fondazione Giorgio Cini \u2013 La Fondazione Giorgio Cini \u00e8 un\u2019istituzione culturale senza scopo di lucro con base a Venezia. Creata nel ventesimo secolo da Vittorio Cini, in memoria del figlio Giorgio, con lo scopo di ripristinare l\u2019Isola di San Giorgio Maggiore (devastata da 100 anni di occupazione militare) e di creare in centro culturale internazionale. L\u2019importanza di queste iniziative private se manifesta per la grandezza del sito da riqualificare nell\u2019isola e per i numerosi eventi organizzati ospitati dalla fondazione.<\/strong><br \/>\n<strong>La Fondazione Giorgio Cini sostiene i propri progetti di ricerca, ma accoglie anche manifestazioni organizzate da istituzioni culturali e scientifiche a livello internazionale.<\/strong><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 INBOX UN\u2019INSTALLAZIONE DI ARTE CONTEMPORANEA DI ENKI BILAL IN MOSTRA DURANTE LA BIENNALE DI VENEZIA &#8211; DA VENERD\u00cc 8 MAGGIO A DOMENICA 2 AGOSTO 2015 &#8211; Enki Bilal conquista una nuova tappa del suo percorso artistico. 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