
{"id":51515,"date":"2015-05-05T00:09:14","date_gmt":"2015-05-04T22:09:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=51515"},"modified":"2015-05-05T00:09:14","modified_gmt":"2015-05-04T22:09:14","slug":"jimmie-durham-objects-work-and-tourism-alla-fondazione-querini-stampalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/51515\/arte\/jimmie-durham-objects-work-and-tourism-alla-fondazione-querini-stampalia.html","title":{"rendered":"Jimmie Durham: Objects, Work and Tourism alla Fondazione Querini Stampalia"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"10\" bgcolor=\"#ffffff\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td valign=\"top\"><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ImageProxy-3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-51516\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ImageProxy-3-302x400.png\" alt=\"ImageProxy (3)\" width=\"302\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ImageProxy-3-302x400.png 302w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ImageProxy-3-226x300.png 226w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/05\/ImageProxy-3.png 469w\" sizes=\"auto, (max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Jimmie Durham<br \/>\nVenice: Objects, Work and Tourism<br \/>\nFondazione Querini Stampalia, Venezia<br \/>\n6.5 &gt; 20.9.2015<\/p>\n<p>Press preview: 5 maggio ore 10-12<\/p>\n<p>Inaugurazione: 5 maggio ore 12<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"10\" bgcolor=\"#ffffff\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td valign=\"top\"><strong><br \/>\nUn progetto a cura di Chiara Bertola<br \/>\nnato dalla collaborazione tra Fondazione Querini Stampalia, Venezia e kurimanzutto, Citta\u0300 del Messico<\/p>\n<p>Fondazione Querini Stampalia, Venezia<br \/>\nArea Carlo Scarpa e Museo<br \/>\n6 maggio &gt; 20 settembre 2015<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"10\" bgcolor=\"#ffffff\">\n<tbody>\n<tr valign=\"top\">\n<td valign=\"top\">Sembra che al mondo non ci sia citta\u0300 senza un teatro \u201cRialto\u201d e altrettanto frequenti sono i locali notturni o i cabaret denominati \u201cLido\u201d. E\u0300 come se Venezia simboleggiasse qualcosa di importante che ha a che fare con la bella vita. Da trecento anni questo porto italiano e\u0300 un indiscusso polo di attrazione nel circuito turistico europeo, l\u2019apice del cosiddetto Grand Tour. Oggi questo si traduce in un flusso quotidiano di migliaia di croceristi, a cui si aggiungono i tantissimi che arrivano in aereo &#8211; turisti che magari arrivano per mezza giornata &#8211; per i quali Venezia e\u0300 solo un pit-stop nella loro versione moderna del Grand Tour.<\/p>\n<p>Per far spazio a navi sempre piu\u0300 enormi si scavano canali sempre piu\u0300 grandi e profondi e da trentacinque anni si sente ripetere lo stesso discorso: l\u2019aumento costante del flusso dei turisti sta distruggendo Venezia. Passano gli anni, ma questa lamentela non perde il suo accento di verita\u0300 malgrado i turisti siano anche uno dei principali motori per l\u2019economia cittadina.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza del turista stereotipato resta un bersaglio facile per la satira. I turisti sono considerati un fenomeno strano e il modo in cui vengono sminuiti e presi in giro non riconosce il vero oggetto del loro desiderio: cogliere una parte intrinseca del sapere e dell\u2019esperienza culturale. Allo stesso tempo, anche il mondo culturale e intellettuale europeo converge sempre piu\u0300 sulla travagliata Venezia. Secondo Jimmie Durham \u201ccuratori, architetti, registi e artisti vanno in pellegrinaggio a vedere le Biennali. Questo significa che il pensiero intellettuale europeo non puo\u0300 essere separato dal turismo europeo, ne\u0301 dall\u2019oggetto creato dall\u2019uomo.\u201d<\/p>\n<p>Inoltre, continua Durham, \u201cturisti e intellettuali europei condividono, di Venezia, una visione romantica che cancella la realta\u0300 viva dei lavoratori veneziani, i quali ricreano in continuazione la citta\u0300, le impediscono di andare in rovina, le ridanno forma sotto gli occhi di tutti.\u201d<\/p>\n<p>Quattro anni fa, Jimmie Durham fu invitato dalla <strong>Fondazione Querini Stampalia<\/strong> a lavorare ad un progetto su Venezia. Comincio\u0300 parlando alle persone di Venezia e dintorni che lavoravano come carpentieri, maestri vetrai, battiloro o intagliatori e con persone che lavoravano nei ristoranti o ricoprivano cariche amministrative. Parlo\u0300 con lavoratori di tutti i tipi e ne raccolse le storie. Scopri\u0300 che molti di loro venivano da paesi come il Senegal, la Tunisia e il Bangladesh e che preferivano restare un elemento invisibile dell\u2019economia locale.<\/p>\n<p>Nel maggio 2015, durante la 56esima Biennale di Venezia, Durham presentera\u0300 <strong>Venice: Objects, Work and Tourism<\/strong>. L\u2019installazione fatta nello Spazio Carlo Scarpa della Fondazione Querini Stampalia sara\u0300 costituita da oggetti nuovi, frutto di combinazioni inattese: pezzi di vetro raccolti nel corso di anni accanto a vernici dalle tinte vivaci, mattoni veneziani vecchi di trecento anni accanto a elementi tratti dall\u2019industria turistica e dal quotidiano commercio di Venezia. Un\u2019opera non pensata come un monumento, ma piuttosto come un veicolo di dialogo, capace di cogliere la complessa mescolanza di queste idee: il turismo, l\u2019immaginario sociale di Venezia, il lavoro e l\u2019oggetto artigianale.<\/p>\n<p>La mostra sara\u0300 accompagnata da un libro d\u2019artista concepito come parte integrante di un unico progetto. Durham ha composto questo libro con testi e immagini &#8211; oggetti che ha raccolto, immagini di persone e scene veneziane &#8211; e vi ha racchiuso la sua analisi dei legami tra il settore turistico, le storie dei lavoratori veneziani e la storia della citta\u0300. Per Durham, \u201cVenezia e\u0300 l\u2019incarnazione di questa confluenza: un luogo in cui l\u2019oggetto diventa la pietra angolare della vita culturale e intellettuale e luogo dove questo simbolo apparentemente statico della cultura<br \/>\ne dell\u2019intellettualita\u0300 viene continuamente modellato e perfezionato attraverso la manipolazione ed il lavoro di tutti i giorni.\u201c<\/p>\n<p><strong>Venice: Objects, Work and Tourism<\/strong> e\u0300 un progetto a cura di Chiara Bertola nato dalla collaborazione tra<strong>Fondazione Querini Stampalia<\/strong>, Venezia e <strong>kurimanzutto<\/strong>, Citta\u0300 del Messico con il sostegno di <strong>Fondazione FURLA<\/strong>, Bologna; <strong>Dena Foundation<\/strong>, Parigi; <strong>ZERYNTHIA Associazione per l\u2019Arte Contemporanea<\/strong>, Roma.<\/p>\n<p>Il progetto sara\u0300 presentato in occasione della <strong>56esima Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019artista<\/strong><br \/>\nJimmie Durham, nato negli Stati Uniti d\u2019America nel 1940 e\u0300 artista visivo, saggista e poeta fin dai primi anni Sessanta.<br \/>\nDal 1969 studia arte alla Scuola di Belle Arti di Ginevra. Negli anni Settanta e\u0300 stato attivista politico di primo piano nell\u2019American Indian Movement, fondatore dell\u2019International Indian Treaty Council e rappresentante presso le Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Le opere di Durham spesso, ma non esclusivamente, sfidano l\u2019idea di architettura, monumentalita\u0300 e narrazione dell\u2019identita\u0300 nazionale, decostruendo gli stereotipi e i pregiudizi su cui si basa la cultura occidentale.<br \/>\nDurham ha partecipato a numerose esposizioni internazionali quali Documenta (1992, 2012), Whitney Bienniale di New York (1993, 2003, 2014), La Biennale di Venezia (1999, 2001, 2003, 2005, 2013) e a numerose mostre in differenti musei quali Ludwig Museum di Cologna, ICA di Londra, Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, Madre di Napoli.<\/p>\n<p>Retrospettive della sua opera sono state presentate al MuHKA di Anversa (2012) e al Muse\u0301e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris (2009).<br \/>\nNel 2013 Jimmie Durham e\u0300 stato padrino della nona edizione del <em>Premio Furla<\/em> per l\u2019arte per cui ha ideato l\u2019immagine grafica Add Fire.<\/p>\n<p>Principali pubblicazioni:<br \/>\n1993 <em>A Certain Lack of Coherence<\/em>, collected essays, Kala Press, London<br \/>\n2014 <em>Waiting To Be Interrupted<\/em>, collected essays, Mousse Publishing, Milano<br \/>\n1985 <em>Columbus Day<\/em>, a book of poems, West End Press, Albuquerque<br \/>\n2012 <em>Poems That Do Not Go Together<\/em>,<em> a book of poems<\/em>, Wiens Verlag and Edition Hansjo\u0308rg Mayer<\/p>\n<p>Altre pubblicazioni:<br \/>\n1996 <em>Der Verfu\u0308hrer und der Steinerne Gast<\/em>, Springer, Vienna<br \/>\n1998 <em>Between the Furniture and the Building: Between a Rock and a Hard Place<\/em>, Walter Ko\u0308nig, Cologne<br \/>\n2001 <em>Stoneheart<\/em>, CCA, Kitakyushyu<br \/>\n2004 <em>Jimmie Durham,<\/em> Edizione Charta, Milano<br \/>\n2005 <em>The Second Particle Wave Theory<\/em>, University of Sunderland and the Banff Centre<br \/>\n1995 <em>Jimmie Durham<\/em>, a comprehensive survey of his art, Phaidon<br \/>\n2009 catalogue <em>Pierres rejete\u0301es<\/em>, Muse\u0301e d\u2019Art moderne de la Ville de Paris (retrospective)<br \/>\n2012 catalogue <em>A Matter of Life and Death and Singing<\/em>, MuHKA Antwerp (retrospective)<\/p>\n<p><strong>Informazioni tecniche<\/strong><\/p>\n<p><strong>Titolo<\/strong><br \/>\nJimmie Durham<br \/>\nVenice: Objects, Work and Tourism<\/p>\n<p><strong>Progetto a cura di<\/strong><br \/>\nChiara Bertola<\/p>\n<p><strong>Promotori<\/strong><br \/>\nFondazione Querini Stampalia, Venezia<br \/>\nkurimanzutto, Citta\u0300 del Messico<\/p>\n<p><strong>Con il sostegno di<\/strong><br \/>\nFondazione FURLA, Bologna<br \/>\nDena Foundation, Parigi<br \/>\nZERYNTHIA Associazione per l\u2019Arte Contemporanea, Roma<\/p>\n<p><strong>Luogo<\/strong><br \/>\nFondazione Querini Stampalia, Venezia, Campo Santa Maria Formosa, Castello 5252 Area Carlo Scarpa e Museo<\/p>\n<p><strong>Libro d\u2019artista<\/strong><br \/>\nMousse Publishing<\/p>\n<p><strong>Mostra<\/strong><br \/>\n6 maggio \u2013 20 settembre 2015<\/p>\n<p><strong>Orario<\/strong><br \/>\nDa martedi\u0300 a domenica, dalle 10.00 alle 18.00<\/p>\n<p><strong>Biglietti<\/strong><br \/>\nLa visita alla mostra e\u0300 inclusa nel biglietto d\u2019ingresso alla Fondazione Querini Stampalia. Intero \u20ac10; ridotto \u20ac8<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jimmie Durham Venice: Objects, Work and Tourism Fondazione Querini Stampalia, Venezia 6.5 &gt; 20.9.2015 Press preview: 5 maggio ore 10-12 Inaugurazione: 5 maggio ore 12 &nbsp; Un progetto a cura di Chiara Bertola nato dalla collaborazione tra Fondazione Querini Stampalia, Venezia e kurimanzutto, Citta\u0300 del Messico Fondazione Querini Stampalia, Venezia Area Carlo Scarpa e Museo &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/51515\/arte\/jimmie-durham-objects-work-and-tourism-alla-fondazione-querini-stampalia.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Jimmie Durham: Objects, Work and Tourism alla Fondazione Querini Stampalia<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4414,15648,15649,15650],"class_list":["post-51515","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-fondazione-querini-stampalia","tag-jimmie-durham","tag-objects","tag-work-and-tourism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51515","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51515"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51515\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51517,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51515\/revisions\/51517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51515"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51515"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51515"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}