
{"id":50930,"date":"2015-04-24T14:19:23","date_gmt":"2015-04-24T12:19:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=50930"},"modified":"2015-04-24T14:19:23","modified_gmt":"2015-04-24T12:19:23","slug":"omaggio-a-lucio-fontana-fondazione-marconi-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/50930\/arte\/omaggio-a-lucio-fontana-fondazione-marconi-milano.html","title":{"rendered":"Omaggio a Lucio Fontana Fondazione Marconi Milano"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIo buco, passa l\u2019infinito da l\u00ec, passa la luce,<\/p>\n<p>non c\u2019\u00e8 bisogno di dipingere [\u2026]<\/p>\n<p>tutti hanno pensato che io volessi distruggere:<\/p>\n<p>ma non \u00e8 vero, io ho costruito, non distrutto.\u201d<\/p>\n<p>(Da <em>Lucio Fontana e la sua eredit\u00e0<\/em>, Skira 2005)<\/p>\n<p><strong>OMAGGIO A<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lucio Fontana<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inaugurazione: 24 aprile 2015 dalle ore 18.00 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Fino al 31 ottobre 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In contemporanea con Expo 2015, la Fondazione Lucio Fontana e la Fondazione Marconi presenteranno nella sede recentemente rinnovata e ampliata della Fondazione Marconi, un omaggio a Lucio Fontana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per la prima volta in Europa verr\u00e0 esposta l\u2019opera <em>Concetto spaziale, Trinit\u00e0 <\/em>nell\u2019allestimento che l\u2019artista stesso elabor\u00f2 in alcuni disegni del 1966, ma che non riusc\u00ec mai a vedere compiuto. La realizzazione di questo desiderio \u00e8 l\u2019omaggio che le due Fondazioni vogliono dedicare all\u2019artista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Concetto spaziale, Trinit\u00e0<\/em> (1966) \u00e8 un\u2019opera imponente nella produzione di Fontana sia per le dimensioni (2 x 2 m ognuno dei tre elementi) sia per la lucida e rigorosa composizione che rimanda, attraverso la purezza del monocromo bianco, a una dimensione di infinito.<\/p>\n<p>Disseminato da una teoria di buchi, come segno di una gestualit\u00e0 elementare, il trittico rappresenta una personalissima riflessione dell\u2019artista, laica e poetica, sull\u2019assoluto.<\/p>\n<p>L\u2019allestimento dell\u2019opera raffigurato dall\u2019artista in un disegno-progetto del 1966, anch\u2019esso esposto per l\u2019occasione, \u00e8 qui fedelmente realizzato.<\/p>\n<p>Le tele monocromatiche, messe in risalto dai teli di plastica azzurra, sono appese a partire dal soffitto e racchiuse entro uno spazio scenico di 17 metri, che rimanda a una dimensione di purezza e di spazialit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un nucleo di opere comprese tra il 1951 e il 1968 completa l\u2019omaggio all\u2019artista e offre un\u2019idea della sua amplissima attivit\u00e0 creativa, capace di spaziare tra la figurazione e le istanze pi\u00f9 astratte, sperimentando le potenzialit\u00e0 di tecniche e materiali sempre nuovi.<\/p>\n<p>Tra queste figurano il \u201cgesso\u201d, <em>Concetto spaziale<\/em> del 1957<em>, <\/em>il <em>Concetto spaziale <\/em>del 1953 dalla serie delle \u201cpietre\u201d, il \u201ctaglio\u201d <em>Concetto spaziale, Attese <\/em>del 1964; una selezione di grandi \u201cteatrini\u201d, 1965, alcune \u201ccarte assorbenti\u201d e le sculture in metallo laccato dal titolo <em>Concetto spaziale<\/em>, del 1967. In tutte queste opere riconosciamo l\u2019autenticit\u00e0 e la forza creativa del gesto di Fontana, sia esso impresso nella matericit\u00e0 del \u201cgesso\u201d, modellato attraverso le forme dei \u201cteatrini\u201d oppure minimale e netto come nella purezza dei \u201ctagli\u201d.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Note biografiche<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Rosario di Santa F\u00e9 nel 1899 da genitori italiani, dopo gli studi compiuti in Italia torna in Argentina e inizia a dedicarsi alla scultura, collaborando anche con il padre, scultore e architetto, alla realizzazione di monumenti funebri. Esordisce nel 1925 al Salon de Bellas Artes di Rosario presentando lo studio di un volto femminile. Nel 1927 si stabilisce a Milano e si iscrive all\u2019Accademia di Brera, dove segue i corsi di Adolfo Wildt. Dopo le prime opere, caratterizzate da un plasticismo mosso e vibrante, intorno al 1930, la sua ricerca mostra esiti del tutto inediti.<\/p>\n<p>Nello stesso anno \u00e8 presente alla Biennale di Venezia e inizia a esporre regolarmente alla Galleria del Milione di Milano, dove tiene la sua prima personale nel 1931, curata da Edoardo Persico.<\/p>\n<p>In questi anni si lega al gruppo degli astrattisti lombardi e al movimento internazionale <em>Abstraction-Cr\u00e9ation<\/em>.<\/p>\n<p>Nel 1939 si trasferisce nuovamente in Argentina, dove nel 1946 pubblica il <em>Manifiesto blanco<\/em> in cui getta le premesse dello spazialismo, che trover\u00e0 pieno sviluppo dopo il ritorno in Italia nel 1947. Risale al dicembre di quell\u2019anno il primo <em>Manifesto dello spazialismo<\/em>, sottoscritto da Giorgio Kaisserlian, Beniamino Joppolo e Milena Milani. Negli anni seguenti la poetica dello spazialismo si precisa in una serie di manifesti e dichiarazioni programmatiche e si concretizza a partire dalle opere che Fontana presenta alla Biennale del 1948 e alla Galleria del Naviglio nel 1949, dove il primo <em>Ambiente spaziale<\/em> mostra il superamento dei confini tra pittura, scultura e architettura per la conquista di quello che Fontana definisce \u201cconcetto spaziale dell\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p>In questa fase nascono i primi \u201cbuchi\u201d e il progetto del grande tubo di luce al neon presentato alla Triennale di Milano nel 1951. Negli anni seguenti la sua intensa attivit\u00e0 espositiva culmina nella sala personale alla Biennale veneziana del 1958.<\/p>\n<p>L\u2019anno seguente, alla Galleria del Milione, viene presentato il nuovo ciclo dei \u201ctagli\u201d, in cui\u00a0 gesto netto e preciso del tagliare schiude la tela a una dimensione spaziale infinita.<\/p>\n<p>Impostosi come uno dei maggiori protagonisti dell\u2019arte contemporanea, l\u2019artista seguita a sviluppare nuovi cicli di opere \u2013 le <em>Nature<\/em>, i <em>Quanta<\/em>, i <em>Teatrini<\/em>, la serie della <em>Fine di Dio<\/em> e gli <em>Ambienti spaziali<\/em> \u2013 in cui le sue idee trovano inclinazioni sempre nuove, fino alla morte avvenuta nel 1968.<\/p>\n<p>Tra le innumerevoli retrospettive e antologiche dedicate all\u2019artista vanno ricordate le cinque mostre organizzate a Milano nel 1999 per la celebrazione del centenario dalla nascita, curate dai pi\u00f9 autorevoli conoscitori della sua opera.<\/p>\n<p>Tra le ultime importanti mostre figurano la retrospettiva del 2014 presso il Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris con oltre 200 sculture, dipinti, ceramiche e installazioni, dagli anni Venti al 1968 e l\u2019ultima mostra presentata a Milano al Museo del Novecento e organizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana in cui si indaga, secondo una prospettiva inedita, il percorso parallelo dell\u2019artista e di Yves Klein negli anni compresi tra il 1957 e il 1962, tra Milano e Parigi.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea<\/strong><\/p>\n<p>Via Tadino 15 &#8211; 20124 Milano<\/p>\n<p>Tel. 02 29 41 92 32 &#8211; Fax 02 29 41 72 78<\/p>\n<p><strong>info@fondazionemarconi.org<\/strong><\/p>\n<p><strong>www.fondazionemarconi.org<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inaugurazione:<\/strong> 24 aprile\u00a0 2015 dalle ore 18.00<\/p>\n<p><strong>Durata della mostra:<\/strong> fino al 31 ottobre 2015<\/p>\n<p><strong>Orario:<\/strong> marted\u00ec &#8211; sabato 10-13, 15-19<\/p>\n<p><strong>Ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIo buco, passa l\u2019infinito da l\u00ec, passa la luce, non c\u2019\u00e8 bisogno di dipingere [\u2026] tutti hanno pensato che io volessi distruggere: ma non \u00e8 vero, io ho costruito, non distrutto.\u201d (Da Lucio Fontana e la sua eredit\u00e0, Skira 2005) OMAGGIO A Lucio Fontana Inaugurazione: 24 aprile 2015 dalle ore 18.00 Fino al 31 ottobre &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/50930\/arte\/omaggio-a-lucio-fontana-fondazione-marconi-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Omaggio a Lucio Fontana Fondazione Marconi Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[876,3611,17],"class_list":["post-50930","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-fondazione-marconi","tag-lucio-fontana","tag-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50930","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50930"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50930\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50932,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50930\/revisions\/50932"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}