
{"id":50278,"date":"2015-03-27T10:18:34","date_gmt":"2015-03-27T08:18:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=50278"},"modified":"2015-03-27T10:18:34","modified_gmt":"2015-03-27T08:18:34","slug":"donatello-e-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/50278\/arte\/donatello-e-padova.html","title":{"rendered":"&#8220;DONATELLO E PADOVA&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/03\/85a3095e3c05ddc5f38a3a6807312d2e22a463.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-50280\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/03\/85a3095e3c05ddc5f38a3a6807312d2e22a463-209x300.jpg\" alt=\"85a3095e3c05ddc5f38a3a6807312d2e22a463\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/03\/85a3095e3c05ddc5f38a3a6807312d2e22a463-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/03\/85a3095e3c05ddc5f38a3a6807312d2e22a463-279x400.jpg 279w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/03\/85a3095e3c05ddc5f38a3a6807312d2e22a463.jpg 349w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>D<\/strong><strong>ONATELLO E LA SUA LEZIONE<br \/>\n<\/strong><strong><em>Sculture e oreficerie a Padova<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>tra Quattro e Cinquecento<\/p>\n<p><\/em><\/strong>Padova, Musei Civici agli Eremitani e<br \/>\nPalazzo Zuckermann<br \/>\n28 marzo \u2013 26 luglio 2015<\/p>\n<p><strong>mostra promossa da<\/strong><\/p>\n<p>Comune di Padova \u2013 Assessorato\u00a0 Cultura e Turismo<\/p>\n<p>Musei Civici e Biblioteche di Padova<\/p>\n<p><strong>Iniziativa realizzata con il contributo di <\/strong><br \/>\nFondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo<\/p>\n<p><strong>A cura di:<\/strong><\/p>\n<p>Davide Banzato<\/p>\n<p>Elisabetta Gastaldi<\/p>\n<p>La presenza di Donatello a Padova innova profondamente il linguaggio della scultura in Italia e pone la citt\u00e0 veneta tra i principali centri di diffusione del Rinascimento. Padova ricorda questo momento nodale della sua storia artistica con una serie d\u2019importanti mostre e iniziative, promosse da differenti Istituzioni e in diverse sedi, sotto il titolo comune di \u201cDonatello e Padova\u201d.<\/p>\n<p>Nella mostra ai Musei Civici, la lezione del Maestro <strong>rivive<\/strong> in uno straordinario percorso che <strong>dai capolavori di<\/strong> <strong>Donatello \u2013<\/strong> <strong>un\u2019elegantissima<\/strong> <strong><em>Piet\u00e0<\/em><\/strong> <strong><em>con Angeli e le Marie<\/em><\/strong> <strong>in marmo<\/strong> <strong>e la copia<\/strong> di uno dei rilievi della base del monumento al <strong>Gattamelata<\/strong>, <strong>un\u2019inedita <em>Crocifissione<\/em> bronzea<\/strong>, che vede l\u2019intervento del suo allievo padovano Bellano, e i fondamentali calchi ottocenteschi con i rilievi dell\u2019altare del Santo \u2013 conduce alla scoperta di <strong>preziose sculture in bronzo e terracotta degli artisti che continuarono e svilupparono la sua rivoluzione<\/strong> proprio a Padova.<\/p>\n<p>Testimonianze dell\u2019altissima qualit\u00e0 raggiunta da <strong>Bartolomeo Bellano<\/strong>,<strong> Andrea Briosco <\/strong>detto il<strong> Riccio<\/strong> e <strong>Severo da Ravenna<\/strong> sono riunite <strong>per la prima volta<\/strong> agli Eremitani, mentre <strong>l\u2019influenza del nuovo linguaggio rinascimentale nelle oreficerie sacre<\/strong> risplende nel vicino Palazzo Zuckermann, dove prosegue la mostra, <strong>con gli straordinari manufatti del Tesoro del Santo.<\/strong><br \/>\nDonatello giunse a Padova nel 1443-1444 e vi rimase per un decennio. Nel fare della citt\u00e0 uno dei centri principali del Rinascimento, caratterizz\u00f2 il suo stile secondo un <strong>naturalismo talora rude segnato da una componente ancora tardogotica<\/strong>. La sapienza prospettica gli permetteva di risolvere problemi spaziali con pari abilit\u00e0 rispetto alla pittura,\u00a0 mentre dava prova di virtuosismo nel recupero di temi della classicit\u00e0 in particolare gli aspetti espressionistici e <em>l\u2019horror vacui<\/em> del Tardoantico.<\/p>\n<p>Di Donatello la mostra \u2013 curata da Davide Banzato ed Elisabetta Gastaldi e promossa dal Comune di Padova-Assessorato alla Cultura e Turismo e dai Musei Civici e Biblioteche di Padova, con il contributo della Fondazione Cariparo &#8211; documenta non solo la personale via nella <strong>riproposizione del tema romano della statua equestre<\/strong>, ma anche il capolavoro patavino e il suo lavoro pi\u00f9 complesso, <strong>l\u2019altare del Santo<\/strong><em>,<\/em> di cui vengono esposti <strong>i calchi realizzati dallo scultore Luigi Ceccon<\/strong>, che ci riportano nel pieno del <strong>fermento culturale ottocentesco<\/strong> legato ai lavori di ricomposizione dei bronzi dell\u2019altare, conclusi poi secondo il progetto di Camillo Boito.<\/p>\n<p>Quando Donatello lasci\u00f2 Padova, nel 1453, le soluzioni compositive e gli stilemi da lui introdotti ebbero una capillare diffusione.<br \/>\nFra gli allievi fu un padovano, <strong>Bartolomeo Bellano<\/strong>, nato verso il 1437-38 ed entrato giovanissimo nella bottega, a seguire il maestro a Firenze, a collaborare alle sue ultime opere e a concluderle insieme a Bertoldo di Giovanni. Nei <strong>rilievi con le <em>Storie bibliche<\/em> per il presbiterio di Sant\u2019Antonio<\/strong>, fusi nella seconda met\u00e0 degli anni ottanta, esibisce la sua abilit\u00e0 nel narrare episodi di carattere corale.<\/p>\n<p><strong>Di difficile lettura nella loro collocazione,<\/strong> mostrano<strong> all\u2019osservazione ravvicinata possibile in mostra<\/strong> il personale e <strong>altissimo livello<\/strong> raggiunto nella maturit\u00e0.<\/p>\n<p>Alla mano di <strong>Bellano viene attribuita anche la replica di un bronzo originariamente concepito da Donatello<\/strong>, la <strong><em>Crocifissione <\/em>del Bargello<\/strong>, <strong>per la prima volta<\/strong> <strong>presentata al pubblico e agli studiosi <\/strong>e significativa per comprendere la prassi di lavoro nella bottega del toscano.\u00a0 I documenti indicano che in pi\u00f9 di un\u2019occasione Bellano si sarebbe valso del materiale del Maestro per la realizzazione delle sue opere. \u201cIn questo caso \u2013 scrive Davide Banzato in catalogo (ed. Skira) &#8211; si sarebbe trovato tra le mani il modello di un\u2019opera che non aveva ancora raggiunto la forma definitiva portandolo a termine con alcune personali variazioni sempre comunque sulla base del materiale iconografico appartenente al repertorio di bottega\u201d.<\/p>\n<p><strong>Alla luce degli studi pi\u00f9 recenti<\/strong> <strong>viene proposta l\u2019ipotesi<\/strong> che la <strong><em>Piet\u00e0 con Angeli e le Marie,\u00a0 <\/em><\/strong>rilievo ricavato in una piccola lastra in marmo bianca proveniente dalla Chiesa di San Gaetano, <strong>sia stata ideata e inizialmente lavorata da Donatello nella sua padovana<\/strong> e completata forse, anche qualche anno pi\u00f9 tardi dal giovanissimo Bartolomeo Bellano al quale, a detta di Vasari, il Maestro aveva lasciato gli utensili, i disegni e i modelli dei rilievi bronzei dell\u2019altare del Santo e che \u2013 sempre secondo Vasari \u2013 fu il primo a introdurre in Veneto l\u2019uso del piccolo bronzo a tutto tondo, come dimostra ad esempio il <strong><em>Cavallo<\/em> di collezione privata in mostra, che si aggiunge ai pochi esempi sicuramente a lui attribuibili<\/strong>. A seguito della presenza di Donatello si assiste a Padova a una consistente produzione di terrecotte.<\/p>\n<p><strong>Emerge la bottega dei de Fonduli, Giovanni e <\/strong>il figlio<strong> Agostino<\/strong>. La bella statua di <strong><em>San Giovanni evangelista <\/em><\/strong>\u00e8 testimonianza della formazione di una comunione di linguaggio \u00a0che coinvolge anche l\u2019attivit\u00e0 del pi\u00f9 grande artista del bronzo dell\u2019Italia del nord, <strong>Andrea Briosco, detto il Riccio<\/strong> <strong>per la sua capigliatura<\/strong>. Fu proprio lui a <strong>completare il <em>monumento Roccabonella nella<\/em> lasciato interrotto dal Bellano<\/strong>. Di quest\u2019epoca \u00e8 la <strong><em>Madonna<\/em> della Ca\u2019 d\u2019Oro di Venezia<\/strong>, pezzo di probabile origine padovana in quanto proveniente dalla locale collezione Rinaldi.<br \/>\nI suoi modelli dalla matrice espressionistica approdano a una precisione antiquaria e classicista che trova poi riscontro nelle terrecotte con <strong><em>San Canziano e Santa Canzianilla <\/em>della chiesa di San Canziano a Padova<\/strong>, che proseguono un progetto avviato gi\u00e0 dal Bellano con la statua di <em>Sant\u2019Anna<\/em>.<\/p>\n<p>Il primo decennio del Cinquecento fu il momento nel quale pi\u00f9 stretto dovette essere<strong> il rapporto del Riccio<\/strong> con <strong>Severo da Ravenna<\/strong>, ideatore e diffusore di una notevole quantit\u00e0 di soggetti classici e con lui fecondo produttore di piccoli manufatti in bronzo. In mostra i punti di contatto tra i due emergono nel confronto tra il <strong><em>Satiro <\/em>di collezione privata di bottega di Severo<\/strong> e il <strong><em>Satiro che beve <\/em><\/strong>delle collezioni civiche.<\/p>\n<p>Tra il 1520 e il 1530 vengono collocati <strong>alcuni capolavori in terracotta policroma<\/strong> quali la <strong><em>Madonna<\/em><\/strong> <strong>della Scuola del Santo<\/strong> e la <strong><em>Testa di Madonna<\/em> <\/strong>del Museo padovano, nelle quali si perpetua la forte presenza di elementi tratti dallo studio dell\u2019antichit\u00e0 classica. Della fase estrema, 1530, \u00e8 il <strong>gruppo con il quale si conclude questa parte dell\u2019esposizione<\/strong>, <strong>il <em>Compianto<\/em><\/strong> in terracotta per la chiesa di San Canziano, del quale si presentano <strong>due delle <em>Marie piangenti<\/em><\/strong>. Nell\u2019accostarsi agli esempi di Guido Mazzoni il Briosco coniuga alla sensibilit\u00e0 per il colore un accademismo levigato: larghi piani definiti nel chiaroscuro grazie a profonde incisioni approdano a un effetto di patetismo drammatico. L\u2019influsso di Donatello si manifest\u00f2 anche nelle arti applicate e in particolare nell\u2019oreficeria.<br \/>\nNegli spazi per esposizioni temporanee di Palazzo Zuckermann si espone <strong>un\u2019importante selezione di oreficerie sacre del Quattrocento e del Cinquecento, reliquiari e preziosi oggetti di uso cultuale eccezionalmente prestate dal Tesoro del Santo.<br \/>\n<\/strong>In questi, grazie all\u2019opera di maestri come Baldassarre da Prata e Ambrogio di Cristoforo (il padre di Briosco), si assiste al passaggio dal gotico allo stile rinascimentale.<\/p>\n<p><strong>Orari:<\/strong><\/p>\n<p>Musei Civici agli Eremitani<\/p>\n<p>09:00-19:00<\/p>\n<p>Palazzo Zuckermann<\/p>\n<p>10:00-19:00<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Info <\/strong><\/p>\n<p>musei@comune.padova.it<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/padovacultura.padovanet.it\/it\/musei\">http:\/\/padovacultura.padovanet.it\/it\/musei<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa <strong>Donatello e Padova<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>dal 28 marzo e a seguire, apriranno le seguenti mostre:<\/p>\n<p><strong>DONATELLO E LA SUA LEZIONE<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong><em>Sculture e oreficerie a Padova tra Quattro e Cinquecento<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong>Padova, Musei Civici agli Eremitani e<br \/>\nPalazzo Zuckermann<br \/>\n28 marzo \u2013 26 luglio 2015<br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>DONATELLO SVELATO<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong><em>Capolavori a confronto<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong>Padova, Museo Diocesano<br \/>\n28 marzo \u2013 26 luglio 2015<\/p>\n<p><strong>DONATELLO AL SANTO DI PADOVA<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Padova, Museo Antoniano e Basilica del Santo<br \/>\n(percorso didattico)<\/p>\n<p><strong>GIOIELLERIA CONTEMPORANEA. OMAGGIO A DONATELLO<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong><em>Premio Internazionale Mario Pinton &#8211; seconda edizione<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong>Padova, Oratorio di San Rocco<br \/>\n9 maggio &#8211; 26 luglio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DONATELLO E LA SUA LEZIONE Sculture e oreficerie a Padova tra Quattro e Cinquecento Padova, Musei Civici agli Eremitani e Palazzo Zuckermann 28 marzo \u2013 26 luglio 2015 mostra promossa da Comune di Padova \u2013 Assessorato\u00a0 Cultura e Turismo Musei Civici e Biblioteche di Padova Iniziativa realizzata con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/50278\/arte\/donatello-e-padova.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">&#8220;DONATELLO E PADOVA&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1989,2541],"class_list":["post-50278","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-donatello","tag-padova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50278"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50281,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50278\/revisions\/50281"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}