
{"id":50192,"date":"2015-03-24T23:37:30","date_gmt":"2015-03-24T21:37:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=50192"},"modified":"2015-03-24T23:37:30","modified_gmt":"2015-03-24T21:37:30","slug":"uovo-performing-arts-festival-xiii-edizione-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/50192\/teatro\/uovo-performing-arts-festival-xiii-edizione-milano.html","title":{"rendered":"&#8216;UOVO PERFORMING ARTS FESTIVAL&#8217; XIII EDIZIONE MILANO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Milano, 25_29 marzo 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>tredicesima edizione<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro Franco Parenti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fondazione Adolfo Pini<\/strong><\/p>\n<p><strong>DiDstudio<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mudec Museo delle Culture<\/strong><\/p>\n<p>Nuovo ordine. 200 anni dal Congresso di Vienna, 70\u00a0 anni dalla Conferenza di Yalta e dalla Liberazione d\u2019Italia. Date che hanno segnato nuovi ordini, nuovi confini.<\/p>\n<p>Oggi la societ\u00e0 torna ad occuparsi in modo pressante della complessit\u00e0 del tema del confine. Il confine separa e congiunge, disciplina e mette in relazione.<\/p>\n<p>E la frammentazione della societ\u00e0 (e della scena) contemporanea costringe a ragionare di una molteplicit\u00e0 di confini (anche disciplinari) e di una conseguente molteplicit\u00e0 di aggregazioni.<\/p>\n<p>Il festival <strong>Uovo<\/strong>, giunto quest\u2019anno alla <strong>tredicesima edizione<\/strong> con <strong>8 prime assolute<\/strong> e <strong>2 prime italiane<\/strong>, continua ad interrogarsi sulle\u00a0 traiettorie e le nuove possibili geografie della scena performativa, coinvolgendo artisti italiani ed europei in un progetto di riflessione sul confine e i suoi significati.<\/p>\n<p>Un magma di posizioni poetiche ed estetiche che rappresentano una scena artistica indipendente non catalogabile in percorsi definiti e ancora alla ricerca di un nuovo senso, anche politico, del proprio agire all\u2019interno della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Dalla gestione di uno spazio condiviso all\u2019idea di amicizia e complessit\u00e0 delle relazioni sociali di <strong>Laurent Ch\u00e9touane <\/strong>nel suo acclamato lavoro <em>M!M<\/em>; dal concetto di confine come attraversamento fisico e linguistico degli artisti svizzeri <strong>Massimo Furlan<\/strong> e <strong>Martin Schick<\/strong>, entrambi parte del progetto transfrontaliero <em>Viavai<\/em>, realizzato da Pro Helvetia, a cui Uovo partecipa con TRANS, un network internazionale dedicato alle performing arts; allo sfumare del confine tra il formato dello spettacolo di danza e quello di happening musicale di <strong>Cristina Rizzo <\/strong>nella sua ultima coreografia, <em>BoleroEffect (Rapsodia_The long version)<\/em>; dall\u2019idea dinamica di confine tra originale e remix della promettente artista polacca <strong>Ramona Nagabczy\u0144ska<\/strong>, alla reinterpretazione di una propria coreografia storica in <em>e-ink<\/em> di <strong>mk <\/strong>(la cui presenza a Uovo \u00e8 sollecitata dalla sua recente ricostruzione per <em>RIC.CI &#8211; Reconstruction Italian Contemporary Coreography<\/em>, progetto ideato e diretto da Marinella Guatterini); dalla scomparsa di ogni rigido confine disciplinare\u00a0 in <em>The Old Testament According To The Loose Collective<\/em> dei <strong>The Loose Collective<\/strong> &#8211; straordinario collettivo artistico composto da danzatori, coreografi e musicisti che dall&#8217;Austria si \u00e8 imposto sulla scena internazionale &#8211; al venir meno di quello fisico e virtuale in <em>Joseph_kids<\/em> di <strong>Alessandro Sciarroni<\/strong>, ospite immancabile ed atteso delle ultime edizioni di Uovo, questa volta al festival con una performance dedicata ad un pubblico di bambini dai 5 ai 10 anni.<\/p>\n<p>Sul tema del confine interno\/esterno insito nel corpo umano si muove il progetto <em>A sangue freddo<\/em> di <strong>Silvia Costa<\/strong>, a Uovo con una doppia presenza iconografica (la mostra fotografica <em>uno sguardo attraverso il taglio <\/em>insieme a <strong>Silvia Boschiero<\/strong>) e performativa (<em>A sangue freddo 2#<\/em>, che dalla mostra prende spunto e avvio). Insieme ad <strong>Ariella Vidach \u2013 AiEP<\/strong>, Uovo ha selezionato per <em>CAPTURE <\/em>tre coreografi italiani emergenti (<strong>Camilla Monga<\/strong>, <strong>Annika Pannitto<\/strong> e <strong>Gabriele Valerio<\/strong>) invitandoli a lavorare sul tema del confine: il risultato verr\u00e0 presentato al DiDstudio insieme al nuovo lavoro della Vidach, <em>Booth<\/em>, che coinvolge un gruppo di giovani interpreti in una partitura fisica che indaga il rapporto tra movimento e suono.<\/p>\n<p>Come sempre, Uovo lavora sul territorio intessendo una rete di relazioni produttive e promuovendo i nuovi linguaggi artistici, in sinergia con alcune delle eccellenze culturali della citt\u00e0 di Milano. Dalla collaborazione con la <strong>Fondazione Adolfo Pini<\/strong>, iniziata nel 2013, nasce per questa edizione del festival <em>SUB I.II.III.<\/em>, una produzione <strong>mk<\/strong> che si inserisce nel progetto <em>Storie Milanesi<\/em>: durante un periodo di residenza negli spazi della Fondazione, mk riflette sul concetto di spazio abitativo, dove \u201cabitare\u201d viene inteso come tracciamento di una frontiera e definizione di un limite. Per operare su questa linea di confine, la compagnia coinvolger\u00e0 gli artisti visivi <strong>Luca Trevisani<\/strong> (geniale \u201cenfant prodige\u201d dell\u2019arte contemporanea italiana), <strong>Margherita Morgantin<\/strong>,<strong> Roberta Mosca <\/strong>(gi\u00e0 performer per The William Forsythe Company) e il compositore<strong> Lorenzo Bianchi Hoesch<\/strong>.<\/p>\n<p>Altra collaborazione prestigiosa di questa edizione \u00e8 quella con il nuovissimo <strong>Mudec Museo delle Culture<\/strong> di Via Tortona: in occasione dell\u2019apertura degli spazi espositivi del Museo, <strong>Uovo<\/strong> e <strong>Mudec<\/strong> presentano <em>Yvonne Rainer, Performance Demonstration #1, undated 1 sound tape reel<\/em>, un evento speciale curato da <strong>Valentina Sansone<\/strong> (guest curator di questa edizione del festival). Un omaggio ad una delle artiste chiave della storia della performance, basato interamente sull\u2019ascolto, che indaga pratiche performative contemporanee e offre nuovi spunti di riflessione sul concetto di <em>documento<\/em> e di <em>archivio<\/em>.<\/p>\n<p>Da segnalare infine quest\u2019anno l\u2019appuntamento di sabato 28 marzo con <em>Uovo \u00e0 la coque &#8211; un pranzo con gli artisti<\/em>: un incontro informale e fuori dagli schemi dove il pubblico potr\u00e0 sedersi a tavola insieme agli artisti del festival nella cucina allestita all\u2019interno del Franco Parenti. Una chiacchierata tutta da vivere insieme a The Loose Collective, Cristina Rizzo, Michele Di Stefano, Biagio Caravano, Simone Bertuzzi\/Palm Wine, Martin Schick, Silvia Costa e Ariella Vidach.<\/p>\n<p>INFO uovofestival.it &#8211; info +39 3488039149\u00a0 &#8211; skype: uovoproject &#8211; <a href=\"mailto:info@uovoproject.it\">info@uovoproject.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, 25_29 marzo 2015 tredicesima edizione Teatro Franco Parenti Fondazione Adolfo Pini DiDstudio Mudec Museo delle Culture Nuovo ordine. 200 anni dal Congresso di Vienna, 70\u00a0 anni dalla Conferenza di Yalta e dalla Liberazione d\u2019Italia. Date che hanno segnato nuovi ordini, nuovi confini. 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