
{"id":49822,"date":"2015-03-13T11:38:52","date_gmt":"2015-03-13T09:38:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=49822"},"modified":"2015-03-16T11:41:13","modified_gmt":"2015-03-16T09:41:13","slug":"export-e-sentiment-dei-buyer-internazionali-nellatlante-del-mondo-del-vino-di-vinitaly","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/49822\/spettacoli\/export-e-sentiment-dei-buyer-internazionali-nellatlante-del-mondo-del-vino-di-vinitaly.html","title":{"rendered":"EXPORT E SENTIMENT DEI BUYER INTERNAZIONALI NELL\u2019\u201cATLANTE\u201d DEL MONDO DEL VINO DI VINITALY"},"content":{"rendered":"<p class=\"ecxMsoNormal\"><b>Vinitaly ha chiesto ad alcuni buyer dei pi\u00f9 importanti e interessanti mercati le prospettive dell\u2019export enologico. Buone per tutti, nonostante i cambiamenti di scenario di alcuni Paesi e la necessit\u00e0 di trovare il giusto approccio alle varie situazioni. Opportunit\u00e0 anche in Francia grazie all\u2019ottimo rapporto qualit\u00e0\/prezzo dei vini italiani. A Verona operatori commerciali da 120 Paesi.<\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\u00a0Vinitaly ha raccolto il sentiment dei buyer di Cina, Vietnam, Corea del Sud, Brasile, Messico, Australia, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, Svezia, Danimarca, Olanda, Belgio e Francia.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Si tratta di un \u201cassaggio\u201d dei focus sui Paesi target in programma durante la Fiera di riferimento del vino a livello internazionale, in calendario dal 22 al 25 marzo prossimi a Veronafiere (<a href=\"http:\/\/www.vinitaly.com\/\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #0000ff;\">www.vinitaly.com<\/span><\/a>). Grandi le aspettative degli espositori, grazie al potenziamento dell\u2019incoming realizzato da Veronafiere, che garantir\u00e0 la presenza di delegazioni commerciali da 50 Paesi per incontri b2b programmati con le aziende, e all\u2019arrivo di professionisti del wine&amp;food da 120 Paesi.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\u00ab<i>Il contatto con i mercati<\/i><span class=\"ecxapple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u2013 spiega<span class=\"ecxapple-converted-space\">\u00a0<\/span><b>Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere<\/b><span class=\"ecxapple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u2013<span class=\"ecxapple-converted-space\">\u00a0<\/span><i>\u00e8 fondamentale per capire le tendenze e dare alle aziende le informazioni e i servizi di cui hanno veramente bisogno e\u00a0per scegliere con cognizione di causa dove potenziare di anno in anno il nostro incoming di buyer, che per il 2015 ha visto un incremento degli investimenti del 34%. Per questo Vinitaly, con Vinitaly International, \u00e8 una fiera \u2018aperta\u2019 tutto l\u2019anno, che da Verona si sposta in Cina, Usa, Canada e in altri Paesi, per poi riportare il suo bagaglio di contatti e know-how. Un\u2019attivit\u00e0 inimmaginabile per le aziende, che fa di Vinitaly il momento commerciale pi\u00f9 atteso dalle cantine<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Dall\u2019indagine i feedback migliori arrivano dai nostri partner storici, come la Germania, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. L\u2019India, invece, si dimostra a dir poco ostica e la Russia, che pure nel 2014 ha resistito, si trova in mezzo alla peggior svalutazione del rublo degli ultimi anni, mentre il Brasile paga dazi altissimi.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Un mondo a due velocit\u00e0, quindi, ma in continua evoluzione.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\"><b>Sentiment positivo. <\/b>In questo viaggio virtuale nell\u2019\u201catlante\u201d del commercio enoico, il sentiment raccolto \u00e8 decisamente positivo, ma per continuare a crescere bisogna imparare ad approcciare Paesi ed aree geografiche differenti.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">In <b><i>Cina<\/i><\/b>, ad esempio, \u00e8 importante sfruttare la debolezza manifestata nel 2014 dalla Francia, \u00ablavorando sulla costruzione di brand forti\u00bb, come racconta<b>David Chow, di Altavis Fine Wines<\/b>, perch\u00e9 questa, per i vini del Belpaese \u00ab\u00e8 una nuova era di sviluppo, a patto che si parli di prezzi ragionevoli\u00bb. Largo, quindi, ai vini \u00abdi qualit\u00e0, come Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino e Amarone della Valpolicella, sempre pi\u00f9 popolari in Cina\u00bb, come dice l\u2019importatore <b>Hideyuky Tsuji, di Enoteca Shanghai Co<\/b>.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Ma l\u2019Asia non \u00e8 solo Cina, ed anche i piccoli scalpitano, a partire dal <b><i>Vietnam<\/i><\/b>, dove, come dice <b>Nguyen Dui Tuan, di Top Wine Director<\/b>, \u00abil mercato del vino \u00e8 cresciuto molto velocemente ed i protagonisti sono stati la Francia e l\u2019Italia, ma c\u2019\u00e8 da fare i conti con una polarizzazione dei consumi, tra bottiglie sotto i due euro e vini sopra i venti\u00bb. Anche in <b><i>Corea del Sud<\/i><\/b> \u00absi sta sgonfiando la bolla dei vini francesi, e la gente guarda agli italiani, pi\u00f9 accessibili\u00bb, spiega <b>Mang Shang Woon della World Liquor Co<\/b>.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">In <b><i>Brasile<\/i><\/b> \u00abi vini rossi toscani stanno facendo bene, cos\u00ec come le bollicine di Lambrusco e Franciacorta &#8211; racconta <b>Almir Luppi Dos Anjos, di Epicerie De Bebidas Ltda<\/b> &#8211; ma l\u2019aspetto pi\u00f9 problematico \u00e8 quello che riguarda la pressione fiscale, altissima in questo Paese, tanto che il prezzo medio delle bottiglie che acquistiamo si aggira sui due-tre euro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Risalendo il Sud America, tra i Paesi pi\u00f9 in salute c\u2019\u00e8 il <b><i>Messico<\/i><\/b>, dove \u00abla cultura del vino sta crescendo velocemente, specie se si parla di vino italiano, in crescita costante, dalle etichette toscane a quelle del Nord Italia, come l\u2019Amarone della Valpolicella, con un occhio ai vini del Sud\u00bb, spiega <b>Victor Osbaldo Trevi\u00f1o Rincon, della Value Wine S.A De C.V<\/b>, che sottolinea anche come \u00abil prezzo medio si attesti sui 12-22 dollari, mentre nella fascia pi\u00f9 bassa non c\u2019\u00e8 competizione con i vini cileni ed argentini\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Tornando nell\u2019emisfero Sud, c\u2019\u00e8 un Paese capace di essere, allo stesso tempo, competitor e partner: l\u2019<b><i>Australia<\/i><\/b>, dove la passione per il vino italiano nasce, innanzitutto, dalla passione degli australiani per il Belpaese, scelto sempre pi\u00f9 spesso come meta per le proprie vacanze, \u00abe quando tornano in Australia vogliono continuare a bere i vini straordinariamente diversi scoperti durante il proprio viaggio\u00bb, spiega <b>Robert Damato, di Casa Italia Gourmet<\/b>. \u00abCi vuole apertura mentale per apprezzare appieno il vino italiano, e voglia di scoprire, dai vini biologici al Chianti, passando per il Nero d\u2019Avola, ben sapendo che il primo competitor siamo noi stessi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Restando fuori dal Vecchio Continente, il nostro partner commerciale pi\u00f9 solido sono senza dubbio gli <b><i>Stati Uniti<\/i><\/b>, dove \u00abla grande presenza della ristorazione italiana \u00e8 il primo veicolo di promozione per il vino &#8211; come spiega <b>Ramin Dabiri, di Vitis Imports<\/b> &#8211; e poi ci sono consapevolezza e dimestichezza con le tante diverse denominazioni, tanto che a fianco delle etichette pi\u00f9 affermate stanno emergendo i vini di Sicilia, Puglia e Montepulciano d\u2019Abruzzo per i rossi, e Alto Adige e Friuli per i bianchi. Dopo la crisi, per\u00f2, si spende qualcosa in meno, e allora se la fascia 10-25 dollari va ancora forte, sopra i 40 dollari si fa pi\u00f9 fatica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Nord America non vuol dire solo Usa, anzi, e in <b>Canada<\/b>, ormai, \u00abil vino italiano \u00e8 diventato pi\u00f9 importante di quello francese, grazie soprattutto grazie ai vini piemontesi, toscani e veneti &#8211; racconta <b>Jean Louis Fortier, di Defori Selections<\/b> -, ma bisogna tener presente che qui il vino \u00e8 molto caro: se in Italia una bottiglia costa 4-5 euro, in Canada arriva a 25 dollari\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Chiudono questo viaggio i mercati del Vecchio Continente, dove il vino italiano \u00e8 conosciuto da secoli. Come nel <b><i>Regno Unito<\/i><\/b>, dove, comunque, \u00abc\u2019\u00e8 ancora tanto da far conoscere, adesso vanno forte alcune regioni emergenti della Toscana, Montecucco, Maremma e Morellino, ma &#8211; racconta <b>Peter Ingram, di Vagabond Wines<\/b> &#8211; il mercato si sta muovendo anche su vini bianchi di carattere, come il Timorasso\u201d. E se il Prosecco \u201ccontinuer\u00e0 ad andare bene, vedo grosse difficolt\u00e0 per i metodo classico, che non riusciranno a scalzare lo Champagne dalla sua posizione di leader\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Non sorprende pi\u00f9 la <b><i>Germania<\/i><\/b>, dove \u00abi vini italiani costituiscono una fetta importante del mercato &#8211; dice <b>Nikola Birker, di Vino Donino<\/b> &#8211; con un\u2019offerta che arriva da ogni regione e praticamente su ogni fascia di prezzo sensibile\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Buono anche il feedback della <b><i>Svezia<\/i><\/b>, dove, secondo <b>Giovanni Brandimarti, della Ward Wines Sweden<\/b>, \u00abnon dobbiamo guardare alla Francia, ma alla crescita della Spagna; senza timori, ma valorizzando ci\u00f2 che abbiamo di buono\u00bb. La chiave di volta per la conquista della <b><i>Danimarca<\/i><\/b>, invece, sta nel food pairing: \u00abil vino italiano va bene, il prezzo medio si aggira sui 5-8 euro, e i consumatori lo apprezzano molto perch\u00e9 si sposa benissimo con i nostri cibi\u00bb, spiega <b>Erik Sekkelund Andersen di Cavalcade Wines<\/b>.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">Rimonta sulla Francia anche in <b><i>Olanda<\/i><\/b>, dove \u00abil prezzo \u00e8 s\u00ec una variabile importante &#8211; dice <b>Enrico Hujbrechts, di Dewijniengel Wijnkoperij<\/b> -, meglio che sia al di sotto dei 10 euro, ma attenzione, perch\u00e9 il vero valore aggiunto \u00e8 la ricchezza varietale\u00bb. Pi\u00f9 dura in <b><i>Belgio<\/i><\/b>, dove la concorrenza con la Francia \u00e8 ancora impari, \u00abma il consumatore &#8211; spiega <b>Karel Wilmots di Kwart Cgv<\/b> &#8211; \u00e8 molto preparato, e sa riconoscere e premiare il giusto rapporto qualit\u00e0\/prezzo, su tutte le fasce di prezzo, e non importa da che regione arrivi un vino\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\">La <b><i>Francia<\/i><\/b>, insomma, \u00e8 l\u2019eterna rivale, certo non l\u2019unica da cui guardarsi, eppure, anche qui, c\u2019\u00e8 una nicchia di consumatori che hanno imparato ad apprezzare l\u2019Italia del vino, \u00absalita alla ribalta dopo il boom dei prezzi di Bordeaux: il consumatore francese &#8211; rivela <b>Olivia Baldy di Millesima<\/b> &#8211; ha trovato nel vino italiano esattamente ci\u00f2 che cercava. Ottimi vini al giusto prezzo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vinitaly ha chiesto ad alcuni buyer dei pi\u00f9 importanti e interessanti mercati le prospettive dell\u2019export enologico. Buone per tutti, nonostante i cambiamenti di scenario di alcuni Paesi e la necessit\u00e0 di trovare il giusto approccio alle varie situazioni. Opportunit\u00e0 anche in Francia grazie all\u2019ottimo rapporto qualit\u00e0\/prezzo dei vini italiani. 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