
{"id":49798,"date":"2015-03-16T02:37:30","date_gmt":"2015-03-16T00:37:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=49798"},"modified":"2015-03-16T02:37:30","modified_gmt":"2015-03-16T00:37:30","slug":"agora-dalla-piazza-al-teatro-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/49798\/cultura\/agora-dalla-piazza-al-teatro-roma.html","title":{"rendered":"AGORA\u2019 dalla piazza al teatro Roma"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Iniziativa realizzata con il contributo di Citt\u00e0 Metropolitana di Roma Capitale<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Presentano<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>AGORA\u2019 dalla piazza al teatro<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>14 marzo | 14 giugno 2015<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0(ingresso libero)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Al via da <strong>sabato<\/strong> <strong>14 marzo<\/strong> <strong>2015 <\/strong>il progetto teatrale <strong>AGORA\u2019 \u2013 dalla piazza al teatro<\/strong>, \u00a0ideata dall\u2019Associazione Culturale <strong>Il Naufragarem\u00e8dolce<\/strong> e realizzata con il sostegno di Citt\u00e0 Metropolitana di Roma Capitale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>AGORA\u2019 &#8211; dalla piazza al teatro<\/strong> \u00e8 stato pensato come spazio culturale aperto, in cui gli artisti e i cittadini si sono incontrati, confrontati e insieme hanno dato inizio ad una nuova storia. Uno spazio dove l\u2019evento artistico si fonde con le esigenze del territorio e le racconta. Un racconto di territori, \u00e8 un canto che vuole resistere al dramma comune dell\u2019esistenza. \u00c8 un bisogno primario di cultura, bene comune che si oppone alla disgregazione del tessuto sociale. E\u2019 un modo diverso di fruire e fare arte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La rassegna con il concerto del gruppo Taiko Trio, dalle <strong>ore 17.30<\/strong> i cittadini di Manziana all\u2019interno della <strong>Sala Titina De Filippo<\/strong> assisteranno al concerto-spettacolo di percussioni del primo gruppo italiano di tamburi giapponesi composto da Rita Superbi, Catia Castagna e Marilena Bisceglia utilizzando i tamburi giapponesi artigianalmente composti da Vincenzo Ridolfi sulla base dei modelli e delle dimensioni dei tamburi giapponesi. A seguire lo spettacolo <strong>Canta-Storie <\/strong>spettacolo di canti e racconti a partire dalla tradizione orale, in cui alle favole raccolte da Calvino si intrecciano canzoni della tradizione popolare del centro-sud. Lo spettacolo nasce come ricerca sulla memoria e la possibilit\u00e0 di tramandare storie. Le storie sono legate ed evocano un mondo sonoro e canoro che partendo dagli antichi stornellatori, arriva ai giorni nostri rielaborato da autori della levatura di Domenico Modugno o di Pier Paolo Pasolini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>AGORA\u2019 &#8211; dalla piazza al teatro<\/strong> prosegue il suo tour nei comuni di Arsoli, Subiaco, Formello.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La manifestazione si concluder\u00e0 il mese di giugno nella cittadina di Formello con il progetto fotografico curato da Tania Cipolla e Federica Principi <strong>Mettiamoci la faccia: la cultura \u00e8 il pane dell\u2019anima<\/strong> con proiezione finale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>PROGRAMMA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>MARZO \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 MANZIANA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">sabato 14 ore 17,30 (MANZIANA, Sala Titina De Filippo)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>TAIKO TRIO<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si dice che l&#8217;O-DAIKO, il grande tamburo, riproduca il suono del battito del cuore ampliandolo e interpretandone accelerazioni, sussulti, rallentamenti: una vibrazione profonda che risuona gi\u00e0 nell&#8217;aria, anticipata dal gesto preparatorio, quasi una danza, del musicista che si accinge a percuotere il tamburo. Questi concerti-spettacoli vogliono essere un punto d&#8217;incontro tra piu&#8217; culture: i ritmi ed i movimenti che i maestri giapponesi hanno trasmesso a Rita Superbi, vengono arricchiti da musiche e danze che si ispirano alle nostre e ad altre tradizioni, in un percorso non solo uditivo che, attraverso momenti di particolare impatto visivo, coinvolger\u00e0 il pubblico in modo del tutto inaspettato. I tamburi utilizzati dal gruppo sono stati realizzati artigianalmente da Vincenzo Ridolfi (direttore della rivista &#8220;Percussioni&#8221;), sulla base dei modelli e delle dimensioni dei tamburi giapponesi. L\u2019energia del tamburo giapponese (Taiko) viene trasmessa a chi l\u2019ascolta dalle tre percussioniste: Rita Superbi, fondatrice del Gruppo Taiko, primo gruppo italiano di tamburi giapponesi, Catia Castagna, attrice e percussionista, e Marilena Bisceglia, percussionista e aikidoka. Taiko No Koe (la voce del tamburo) Rita Superbi Catia Castagna Marilena BiscegliaEleganza e potenza dei movimenti, precisione nell\u2019esecuzione con spazi dedicati a piccole e \u201cgiocose\u201d improvvisazioni, ma senza la pretesa di \u201cessere giapponesi\u201d, usando quindi la tecnica del taiko che viene per\u00f2 qui \u201ccontaminata\u201d dalle precedenti esperienze artistiche delle tre percussioniste.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Canta-Storie<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Spettacolo di canti e racconti a partire dalla tradizione orale, in cui alle favole raccolte da Calvino si intrecciano canzoni della tradizione popolare del centro-sud. Lo spettacolo nasce come ricerca sulla memoria e la possibilit\u00e0 di tramandare storie. Le storie sono legate ed evocano un mondo sonoro e canoro che partendo dagli antichi stornellatori, arriva ai giorni nostri rielaborato da autori della levatura di Domenico Modugno o di Pier Paolo Pasolini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">sabato 21 ore 17,30 (MANZIANA, Sala Titina De Filippo)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Drum Circle<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il Drum Circle \u00e8 una modalit\u00e0 rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, render\u00e0 possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscir\u00e0 a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libert\u00e0 di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sar\u00e0 l&#8217;unico aspetto normativo. Stabilir\u00e0 per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignit\u00e0 nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d&#8217;arte. Ecco perch\u00e9 il drum circle \u00e8 adatto a chiunque, di qualsiasi et\u00e0 ed estrazione sociale, e si pu\u00f2 fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all&#8217;aperto o al chiuso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">domenica 22 ore 18 (MANZIANA, Sala Titina De Filippo)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Zit!<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il progetto Zit! nasce come studio sulla comunicazione e sull\u2019impossibilit\u00e0 di comunicare, in bilico tra realt\u00e0 e surrealt\u00e0, tra piccoli momenti di quotidiana follia ed esistenziali speculazioni sul linguaggio e sulle relazioni. Partendo da una molecola dialogica che contiene in s\u00e9 un ossimoro \u2013 l\u2019invito alla comunicazione e la chiusura della comunicazione stessa (dici!&#8230;zitta!) \u2013 abbiamo cominciato un percorso di improvvisazione che ha dato vita a due personaggi impantanati in un\u2019atmosfera beckettiana, tesi a cercare un dialogo che non riesce a svilupparsi verbalmente. Questa impossibilit\u00e0 di dire genera invece un ricchissimo dialogo di suoni, gesti, automatismi, ecolalie, ritmi, parole-suono che esprime la relazione, i ruoli, le condizioni psichiche, i fraintendimenti, le delusioni, le conflittualit\u00e0, le complicit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Mettiamoci la faccia<\/strong> (Mostra fotografica)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In ogni Comune coinvolto nel progetto \u201cAgor\u00e0: dalla piazza al teatro\u201d due fotografe \u2013 nella fase di preparazione della rassegna \u2013 prenderanno contatto con i singoli cittadini incontrati per strada, gli alunni delle scuole (elementari, medie e superiori), gli anziani dei centri anziani, i frequentatori delle biblioteche, dei luoghi di aggregazione, delle piazze&#8230; tutti i luoghi in cui poter coinvolgere gli abitanti interessati a partecipare attivamente alla manifestazione creando una performance fotografica che chiuder\u00e0 la rassegna, mettendoci appunto la faccia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>APRILE \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ARSOLI<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">sabato 18 ore 16,30 (ARSOLI, Piazza Valeria)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>TAIKO TRIO <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si dice che l&#8217;O-DAIKO, il grande tamburo, riproduca il suono del battito del cuore ampliandolo e interpretandone accelerazioni, sussulti, rallentamenti: una vibrazione profonda che risuona gi\u00e0 nell&#8217;aria, anticipata dal gesto preparatorio, quasi una danza, del musicista che si accinge a percuotere il tamburo. Questi concerti-spettacoli vogliono essere un punto d&#8217;incontro tra piu&#8217; culture: i ritmi ed i movimenti che i maestri giapponesi hanno trasmesso a Rita Superbi, vengono arricchiti da musiche e danze che si ispirano alle nostre e ad altre tradizioni, in un percorso non solo uditivo che, attraverso momenti di particolare impatto visivo, coinvolger\u00e0 il pubblico in modo del tutto inaspettato. I tamburi utilizzati dal gruppo sono stati realizzati artigianalmente da Vincenzo Ridolfi (direttore della rivista &#8220;Percussioni&#8221;), sulla base dei modelli e delle dimensioni dei tamburi giapponesi. L\u2019energia del tamburo giapponese (Taiko) viene trasmessa a chi l\u2019ascolta dalle tre percussioniste: Rita Superbi, fondatrice del Gruppo Taiko, primo gruppo italiano di tamburi giapponesi, Catia Castagna, attrice e percussionista, e Marilena Bisceglia, percussionista e aikidoka. Taiko No Koe (la voce del tamburo) Rita Superbi Catia Castagna Marilena BiscegliaEleganza e potenza dei movimenti, precisione nell\u2019esecuzione con spazi dedicati a piccole e \u201cgiocose\u201d improvvisazioni, ma senza la pretesa di \u201cessere giapponesi\u201d, usando quindi la tecnica del taiko che viene per\u00f2 qui \u201ccontaminata\u201d dalle precedenti esperienze artistiche delle tre percussioniste.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Canta-Storie <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il Drum Circle \u00e8 una modalit\u00e0 rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, render\u00e0 possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscir\u00e0 a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libert\u00e0 di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sar\u00e0 l&#8217;unico aspetto normativo. Stabilir\u00e0 per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignit\u00e0 nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d&#8217;arte. Ecco perch\u00e9 il drum circle \u00e8 adatto a chiunque, di qualsiasi et\u00e0 ed estrazione sociale, e si pu\u00f2 fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all&#8217;aperto o al chiuso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0domenica 19 ore 16,30 (ARSOLI, Piazza Valeria)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Drum Circle! <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il Drum Circle \u00e8 una modalit\u00e0 rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, render\u00e0 possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscir\u00e0 a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libert\u00e0 di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sar\u00e0 l&#8217;unico aspetto normativo. Stabilir\u00e0 per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignit\u00e0 nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d&#8217;arte. Ecco perch\u00e9 il drum circle \u00e8 adatto a chiunque, di qualsiasi et\u00e0 ed estrazione sociale, e si pu\u00f2 fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all&#8217;aperto o al chiuso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">sabato 25 ore 21 (ARSOLI, Teatro La Fenice)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Zit!<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il progetto Zit! nasce come studio sulla comunicazione e sull\u2019impossibilit\u00e0 di comunicare, in bilico tra realt\u00e0 e surrealt\u00e0, tra piccoli momenti di quotidiana follia ed esistenziali speculazioni sul linguaggio e sulle relazioni. Partendo da una molecola dialogica che contiene in s\u00e9 un ossimoro \u2013 l\u2019invito alla comunicazione e la chiusura della comunicazione stessa (dici!&#8230;zitta!) \u2013 abbiamo cominciato un percorso di improvvisazione che ha dato vita a due personaggi impantanati in un\u2019atmosfera beckettiana, tesi a cercare un dialogo che non riesce a svilupparsi verbalmente. Questa impossibilit\u00e0 di dire genera invece un ricchissimo dialogo di suoni, gesti, automatismi, ecolalie, ritmi, parole-suono che esprime la relazione, i ruoli, le condizioni psichiche, i fraintendimenti, le delusioni, le conflittualit\u00e0, le complicit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Mettiamoci la faccia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In ogni Comune coinvolto nel progetto \u201cAgor\u00e0: dalla piazza al teatro\u201d due fotografe \u2013 nella fase di preparazione della rassegna \u2013 prenderanno contatto con i singoli cittadini incontrati per strada, gli alunni delle scuole (elementari, medie e superiori), gli anziani dei centri anziani, i frequentatori delle biblioteche, dei luoghi di aggregazione, delle piazze&#8230; tutti i luoghi in cui poter coinvolgere gli abitanti interessati a partecipare attivamente alla manifestazione creando una performance fotografica che chiuder\u00e0 la rassegna, mettendoci appunto la faccia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>MAGGIO \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 SUBIACO<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">sabato 16<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Canta-Storie<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Spettacolo di canti e racconti a partire dalla tradizione orale, in cui alle favole raccolte da Calvino si intrecciano canzoni della tradizione popolare del centro-sud. Lo spettacolo nasce come ricerca sulla memoria e la possibilit\u00e0 di tramandare storie. Le storie sono legate ed evocano un mondo sonoro e canoro che partendo dagli antichi stornellatori, arriva ai giorni nostri rielaborato da autori della levatura di Domenico Modugno o di Pier Paolo Pasolini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">domenica 17<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Drum Circle!<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il Drum Circle \u00e8 una modalit\u00e0 rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, render\u00e0 possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscir\u00e0 a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libert\u00e0 di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sar\u00e0 l&#8217;unico aspetto normativo. Stabilir\u00e0 per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignit\u00e0 nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d&#8217;arte. Ecco perch\u00e9 il drum circle \u00e8 adatto a chiunque, di qualsiasi et\u00e0 ed estrazione sociale, e si pu\u00f2 fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all&#8217;aperto o al chiuso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">sabato 23<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Zit!<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il progetto Zit! nasce come studio sulla comunicazione e sull\u2019impossibilit\u00e0 di comunicare, in bilico tra realt\u00e0 e surrealt\u00e0, tra piccoli momenti di quotidiana follia ed esistenziali speculazioni sul linguaggio e sulle relazioni. Partendo da una molecola dialogica che contiene in s\u00e9 un ossimoro \u2013 l\u2019invito alla comunicazione e la chiusura della comunicazione stessa (dici!&#8230;zitta!) \u2013 abbiamo cominciato un percorso di improvvisazione che ha dato vita a due personaggi impantanati in un\u2019atmosfera beckettiana, tesi a cercare un dialogo che non riesce a svilupparsi verbalmente. Questa impossibilit\u00e0 di dire genera invece un ricchissimo dialogo di suoni, gesti, automatismi, ecolalie, ritmi, parole-suono che esprime la relazione, i ruoli, le condizioni psichiche, i fraintendimenti, le delusioni, le conflittualit\u00e0, le complicit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Mettiamoci la faccia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In ogni Comune coinvolto nel progetto \u201cAgor\u00e0: dalla piazza al teatro\u201d due fotografe \u2013 nella fase di preparazione della rassegna \u2013 prenderanno contatto con i singoli cittadini incontrati per strada, gli alunni delle scuole (elementari, medie e superiori), gli anziani dei centri anziani, i frequentatori delle biblioteche, dei luoghi di aggregazione, delle piazze&#8230; tutti i luoghi in cui poter coinvolgere gli abitanti interessati a partecipare attivamente alla manifestazione creando una performance fotografica che chiuder\u00e0 la rassegna, mettendoci appunto la faccia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>GIUGNO \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 FORMELLO<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">domenica 7 (FORMELLO, Cortile Palazzo Chigi)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>TAIKO TRIO <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si dice che l&#8217;O-DAIKO, il grande tamburo, riproduca il suono del battito del cuore ampliandolo e interpretandone accelerazioni, sussulti, rallentamenti: una vibrazione profonda che risuona gi\u00e0 nell&#8217;aria, anticipata dal gesto preparatorio, quasi una danza, del musicista che si accinge a percuotere il tamburo. Questi concerti-spettacoli vogliono essere un punto d&#8217;incontro tra piu&#8217; culture: i ritmi ed i movimenti che i maestri giapponesi hanno trasmesso a Rita Superbi, vengono arricchiti da musiche e danze che si ispirano alle nostre e ad altre tradizioni, in un percorso non solo uditivo che, attraverso momenti di particolare impatto visivo, coinvolger\u00e0 il pubblico in modo del tutto inaspettato. I tamburi utilizzati dal gruppo sono stati realizzati artigianalmente da Vincenzo Ridolfi (direttore della rivista &#8220;Percussioni&#8221;), sulla base dei modelli e delle dimensioni dei tamburi giapponesi. L\u2019energia del tamburo giapponese (Taiko) viene trasmessa a chi l\u2019ascolta dalle tre percussioniste: Rita Superbi, fondatrice del Gruppo Taiko, primo gruppo italiano di tamburi giapponesi, Catia Castagna, attrice e percussionista, e Marilena Bisceglia, percussionista e aikidoka. Taiko No Koe (la voce del tamburo) Rita Superbi Catia Castagna Marilena BiscegliaEleganza e potenza dei movimenti, precisione nell\u2019esecuzione con spazi dedicati a piccole e \u201cgiocose\u201d improvvisazioni, ma senza la pretesa di \u201cessere giapponesi\u201d, usando quindi la tecnica del taiko che viene per\u00f2 qui \u201ccontaminata\u201d dalle precedenti esperienze artistiche delle tre percussioniste.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Drum Circle! <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il Drum Circle \u00e8 una modalit\u00e0 rinnovata di fare musica, si tratta di un insieme di individui che suonando insieme si fondono in un unico organismo pulsativo: una orchestra. Un orchestra estemporanea che, guidata da facilitatori, render\u00e0 possibile la partecipazione a chiunque. Questa orchestra riuscir\u00e0 a creare la propria musica. Senza spartito, senza imposizioni, nella stessa libert\u00e0 di un pennello sulla tela. La pulsazione, quindi la vibrazione della frequenza primordiale sar\u00e0 l&#8217;unico aspetto normativo. Stabilir\u00e0 per tutti in egual misura il tempo da seguire o meglio da mantenere. Tutti quindi hanno egual importanza e dignit\u00e0 nella musica, indipendentemente da cosa suonano. Ecco la musica democratica, la musica di e per tutti, la musica che ci insegna a stare insieme senza conflitti, in armonia, la musica che rende lo stare insieme una vera e propria forma d&#8217;arte. Ecco perch\u00e9 il drum circle \u00e8 adatto a chiunque, di qualsiasi et\u00e0 ed estrazione sociale, e si pu\u00f2 fare in qualsiasi posto: una piazza, uno stadio, all&#8217;aperto o al chiuso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">domenica 14 (FORMELLO, Palazzo Chigi)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Canta-Storie<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Spettacolo di canti e racconti a partire dalla tradizione orale, in cui alle favole raccolte da Calvino si intrecciano canzoni della tradizione popolare del centro-sud. Lo spettacolo nasce come ricerca sulla memoria e la possibilit\u00e0 di tramandare storie. Le storie sono legate ed evocano un mondo sonoro e canoro che partendo dagli antichi stornellatori, arriva ai giorni nostri rielaborato da autori della levatura di Domenico Modugno o di Pier Paolo Pasolini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Zit!<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il progetto Zit! nasce come studio sulla comunicazione e sull\u2019impossibilit\u00e0 di comunicare, in bilico tra realt\u00e0 e surrealt\u00e0, tra piccoli momenti di quotidiana follia ed esistenziali speculazioni sul linguaggio e sulle relazioni. Partendo da una molecola dialogica che contiene in s\u00e9 un ossimoro \u2013 l\u2019invito alla comunicazione e la chiusura della comunicazione stessa (dici!&#8230;zitta!) \u2013 abbiamo cominciato un percorso di improvvisazione che ha dato vita a due personaggi impantanati in un\u2019atmosfera beckettiana, tesi a cercare un dialogo che non riesce a svilupparsi verbalmente. Questa impossibilit\u00e0 di dire genera invece un ricchissimo dialogo di suoni, gesti, automatismi, ecolalie, ritmi, parole-suono che esprime la relazione, i ruoli, le condizioni psichiche, i fraintendimenti, le delusioni, le conflittualit\u00e0, le complicit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Mettiamoci la faccia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In ogni Comune coinvolto nel progetto \u201cAgor\u00e0: dalla piazza al teatro\u201d due fotografe \u2013 nella fase di preparazione della rassegna \u2013 prenderanno contatto con i singoli cittadini incontrati per strada, gli alunni delle scuole (elementari, medie e superiori), gli anziani dei centri anziani, i frequentatori delle biblioteche, dei luoghi di aggregazione, delle piazze&#8230; tutti i luoghi in cui poter coinvolgere gli abitanti interessati a partecipare attivamente alla manifestazione creando una performance fotografica che chiuder\u00e0 la rassegna, mettendoci appunto la faccia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziativa realizzata con il contributo di Citt\u00e0 Metropolitana di Roma Capitale Presentano AGORA\u2019 dalla piazza al teatro 14 marzo | 14 giugno 2015 \u00a0(ingresso libero) \u00a0 Al via da sabato 14 marzo 2015 il progetto teatrale AGORA\u2019 \u2013 dalla piazza al teatro, \u00a0ideata dall\u2019Associazione Culturale Il Naufragarem\u00e8dolce e realizzata con il sostegno di Citt\u00e0 Metropolitana &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/49798\/cultura\/agora-dalla-piazza-al-teatro-roma.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">AGORA\u2019 dalla piazza al teatro Roma<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[2534,27],"class_list":["post-49798","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","tag-agora","tag-roma"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49798"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49798\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49799,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49798\/revisions\/49799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}