
{"id":49604,"date":"2015-03-12T09:26:52","date_gmt":"2015-03-12T07:26:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=49604"},"modified":"2015-03-12T09:26:52","modified_gmt":"2015-03-12T07:26:52","slug":"arte-lombarda-dai-visconti-agli-sforza-milano-al-centro-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/49604\/arte\/arte-lombarda-dai-visconti-agli-sforza-milano-al-centro-delleuropa.html","title":{"rendered":"Arte lombarda dai Visconti agli Sforza Milano al centro dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/03\/157.-Zanetto-Bugatto-Madonna-col-Bambino-e-angeli-Id-271.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-49607\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/03\/157.-Zanetto-Bugatto-Madonna-col-Bambino-e-angeli-Id-271-179x300.jpg\" alt=\"157. 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La vita di corte diventa la grande protagonista a Palazzo Reale, alla scoperta delle radici delle due famiglie che resero grande Milano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le circa <strong>duecentocinquanta opere in mostra<\/strong> sono state selezionate in modo da consentire al visitatore non solo di apprezzare la preziosit\u00e0 dei materiali e la bellezza dei singoli oggetti, ma anche di riconoscerne i legami formali e il linguaggio comune. La rassegna, che fa seguito alla mostra di Bramante a Brera e precede immediatamente la monumentale monografica dedicata Leonardo Da Vinci a Palazzo Reale, si inserisce in un percorso storico artistico<span style=\"text-decoration: line-through;\">,<\/span> fortemente voluto e sostenuto dal Comune di Milano, dalla Pinacoteca di Brera e da Skira editore, che ricostruisce quel periodo storico che fu una vera e propria \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d milanese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;<em>Una mostra importante e affascinante al tempo stesso, che racconta il ruolo fondamentale che la cultura artistica lombarda ha avuto tra il Trecento e il Cinquecento, quando in tutta Europa era sinonimo di qualit\u00e0 eccelsa e di straordinari talenti<\/em> &#8211; ha dichiarato l\u2019<strong>assessore alla Cultura Filippo Del Corno<\/strong> -. <em>Un progetto che racconta il contesto di quegli anni splendidi in cui a Milano lavorarono i pi\u00f9 grandi protagonisti della storia dell\u2019arte mondiale &#8211; da Giotto a Bramante, fino al genio di Leonardo da Vinci &#8211; lasciando nella nostra citt\u00e0 segni ancora vivi del loro talento innovatore. La premessa artistica perfetta per la grande mostra dedicata proprio a Leonardo che aprir\u00e0 il 15 aprile e che propone, all&#8217;interno del palinsesto di Expo in citt\u00e0 e a poche settimane dall\u2019avvio dell&#8217;Esposizione Universale, una vera e propria celebrazione della centralit\u00e0 e internazionalit\u00e0 di Milano, alla scoperta delle sue straordinarie origini storiche, artistiche e culturali<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La mostra del 1958 era <span style=\"text-decoration: line-through;\">anche<\/span> il frutto del lungo lavoro di ricerca, di valorizzazione e di restauro del patrimonio artistico ad opera di alcune personalit\u00e0 di alto profilo etico e intellettuale, attive negli istituti di tutela cittadini come <strong>Fernanda Wittgens, Franco Russoli, Gian Alberto Dell\u2019Acqua<\/strong>, protagoniste della difesa del patrimonio milanese e lombardo durante la Grande Guerra. La rassegna di oggi, che conserva lo stesso titolo, \u00e8 anch\u2019essa fortemente connotata dal punto di vista scientifico raccogliendo oggi i frutti di pi\u00f9 di cinquant\u2019anni di studi, che hanno toccato i pi\u00f9 diversi settori storici e artistici<span style=\"text-decoration: line-through;\">,<\/span> e fatto registrare passi avanti molto significativi nelle conoscenze e anche nella conservazione, nel restauro e nella valorizzazione del patrimonio milanese e lombardo. \u201c<em>Oggi l\u2019arte lombarda della fine del Medioevo e del Rinascimento <\/em>\u2013 affermano i due curatori <strong>Mauro Natale<\/strong> e <strong>Serena Romano<\/strong> \u2013 <em>appare come una realt\u00e0 storica di grande rilievo internazionale, che estende le proprie diramazioni ai maggiori paesi europei<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A pi\u00f9 di cinquant\u2019anni dall\u2019esposizione di Palazzo Reale, <strong>questa nuova splendida mostra propone una rilettura della storia artistica lombarda, riconoscendo nelle aperture e nelle relazioni con gli altri territori una parte sostanziale della sua identit\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il percorso della mostra si svolge attraverso <strong>una serie di tappe in ordine cronologico<\/strong>, che costituiscono altrettante <strong>sezioni e sottosezioni<\/strong>, che illustrano la progressione degli eventi e la densit\u00e0 della produzione artistica: <strong>pittura, scultura, oreficeria, miniatura, vetrate<\/strong>,<strong> con una vitalit\u00e0 figurativa che soddisfa le esigenze della civilt\u00e0 cortese e conquista rinomanza internazionale al punto da divenire sigla d\u2019eccellenza riconosciuta:<\/strong> l\u2019\u201couvraige de Lombardie\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo una breve sezione introduttiva che offre il contesto storico, presentando una galleria di ritratti delle due dinastie di grandi committenti, <strong>i decenni centrali del Trecento<\/strong> costituiscono <strong>la prima sezione espositiva<\/strong>, dedicata a illustrare come <strong>i Visconti abbiano impresso una svolta fondamentale alla cultura lombarda<\/strong>, dapprima importando a Milano e in Lombardia artisti \u201cstranieri\u201d \u2013 i toscani <strong>Giotto<\/strong> e <strong>Giovanni di Balduccio<\/strong> \u2013 poi aprendo cantieri nelle capitali del ducato, nelle citt\u00e0 satelliti, nelle campagne, occupando gli spazi urbani e rinnovando quelli ecclesiastici; fondando biblioteche, come quella di Pavia, che fu una delle pi\u00f9 importanti del mondo occidentale e fu poi in gran parte spostata in Francia dopo la conquista del ducato.<\/p>\n<p>Sono qui esposte opere di grandissimo pregio e di svariate ed eccelse tecniche: dipinti su tavola, affreschi, vetrate, sculture in marmo, legno, pietra, oreficerie, miniature, bronzi, ricami, arazzi; tra gli altri, <strong>i manoscritti<\/strong> <em>Liber Pantheon<\/em> del 1331 e il <em>Libro d\u2019Ore Bodmer <\/em>dalla Morgan Library (prestito eccezionale che non fu concesso nel 1958), <strong>splendide vetrate<\/strong> dalla chiesa di Santa Maria Matris Domini di Bergamo, uniche del Trecento esistenti in Lombardia, alcune mirabili <strong>opere in marmo<\/strong> di <strong>Giovanni di<\/strong> <strong>Balduccio<\/strong>, del<strong> Maestro di Viboldone <\/strong>e di<strong> Bonino da Campione <\/strong>provenienti, oltre che dalla Lombardia, da importanti musei europei e americani, disegni, tavole e affreschi di <strong>Giovanni da Milano<\/strong>, di <strong>Giusto de\u2019 Menabuoi<\/strong>, del<strong> Maestro di San Nicol\u00f2 dei Celestini.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si assiste qui alla trasformazione del linguaggio figurativo lombardo, <\/strong>dapprima ancora legato alla tradizione autoctona, come nella austera e arcaica <em>Madonna col Bambino<\/em> del <strong>Maestro degli Osii<\/strong> (1330 circa), poi innovato dagli artisti toscani, intrisi di cultura francese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una seconda tappa sar\u00e0 quella degli anni attorno al 1400<\/strong>, dove domina Gian Galeazzo Visconti, personaggio chiave del tardo gotico lombardo: <strong>sono gli anni del grande cantiere del Duomo di Milano. <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata in questo caso fondamentale la collaborazione con la Fabbrica del Duomo, che ha generosamente accettato di smontare dalle guglie ed esporre in mostra alcune statue della Cattedrale e alcune vetrate, altrimenti difficilmente visibili.<\/p>\n<p>Per non alterare l\u2019allestimento recentemente ripensato del Museo del Duomo, si \u00e8 deciso di non privare di opere le sale dedicate a questi anni, che potranno cos\u00ec costituire un\u2019utile integrazione alla visita della mostra.<\/p>\n<p>Al volgere del 1400, grazie alla personalit\u00e0 magnetica e intraprendente di Gian Galeazzo, i rapporti della corte milanese con le altre corti e gli altri grandi cantieri europei \u2013 specialmente Parigi, ma anche Praga, Vienna, Budapest, le Fiandre \u2013 sono strettissimi e contribuiscono alla <strong>fioritura di una cultura gotica che rappresenta uno dei punti culminanti dell\u2019esposizione<\/strong>.<\/p>\n<p>I protagonisti di questa stagione sono <strong>Giovannino de\u2019 Grassi <\/strong>e in seguito<strong> Michelino da Besozzo<\/strong>: entrambi lavorano al cantiere del Duomo, e vengono esposte a Palazzo Reale opere notevolissime come alcuni preziosi manoscritti \u2013 il <em>Taccuino di disegni<\/em>, <em>l\u2019Offiziolo Visconti<\/em> e il <em>Landau Finaly 22<\/em> di <strong>de\u2019 Grassi<\/strong> e il <em>Libro d\u2019Ore<\/em> di <strong>Michelino <\/strong>da Avignone. Questo straordinario momento creativo corrisponde all\u2019apice del fasto della corte pavese verso la quale convergono artisti di primissimo piano, italiani e stranieri come <strong>Jean d\u2019Arbois, Gentile da Fabriano, <\/strong>di cui \u00e8 in mostra una splendida tavola da Pavia e<strong> Pisanello.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella <strong>terza sezione<\/strong> si passa al lungo regno di <strong>Filippo Maria Visconti<\/strong>, molto diverso da Gian Galeazzo, con una personalit\u00e0 nevrotica, non adatta a riunire una vita di corte di qualit\u00e0. Comincia la crisi del ducato e molti artisti lasciano la Lombardia, disperdendosi. Michelino da Besozzo va infatti a Venezia, Verona e Vicenza, poi rientra a Milano, ma non lavora pi\u00f9 per la committenza ducale. In questa sezione domina comunque il linguaggio tardo-gotico con largo uso di materiali preziosi, ori, vestiti sfarzosi, con opere straordinarie: le tavole di <strong>Michelino<\/strong> di Verona (Civici Musei d\u2019Arte &#8211; Museo di Castelvecchio), di Siena (Pinacoteca Nazionale) e di New York (Metropolitan Museum); magnifici manoscritti di seguaci di Michelino, il bellissimo polittico con <em>Madonna col Bambino, Santo e donatore<\/em> (1447) di <strong>Maestro<\/strong> <strong>Paroto<\/strong>; e ancora pale d\u2019altare, messali, miniature, i celebri <em>Tarocchi<\/em> di <strong>Bonifacio Bembo<\/strong>, di cui sar\u00e0 eccezionalmente ricomposto in mostra il capolavoro costituito dall\u2019<em>Incoronazione<\/em> del Museo di Cremona e dalle due tavole che l\u2019affiancavano, ora al Museo di Denver; inoltre una serie di opere di alta oreficeria di straordinaria maestria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il capitolo successivo, <strong>la quarta sezione<\/strong>, mette a fuoco <strong>l\u2019importanza capitale dello snodo figurativo che corrisponde alla fine dinastica dei Visconti e alla presa di potere di Francesco Sforza<\/strong> (gli anni intorno al 1450) fino a tutto il periodo di governo di <strong>Galeazzo Maria Sforza<\/strong>. Le iniziative di <strong>Francesco Sforza<\/strong> si collocano all\u2019insegna della continuit\u00e0 con il passato, ma integrano anche nuove esperienze favorite dalla politica di alleanze sulle quali il duca poggia il proprio potere. Anche il progressivo spostamento della sede della corte da Pavia a Milano, destinata a diventare a breve l\u2019unica capitale stabile del ducato, facilita l\u2019avvento di nuove maestranze e nuove tendenze: il razionalismo figurativo di <strong>Vincenzo Foppa<\/strong> che si apre al linguaggio padovano si confronta con il naturalismo di origine fiamminga che filtra da Genova e seduce i signori italiani. \u00c8 il periodo delle grandi botteghe che si spartiscono il lavoro delle grandi imprese decorative al Castello Sforzesco a Milano e a Pavia: <strong>Foppa, Bembo, Zanetto Bugatto, Bergognone<\/strong>. Sfilano opere straordinarie come i <em>Santi Stefano e Ambrogio<\/em> di <strong>Donato de Bardi<\/strong> (collezione privata); le splendide tavole di <strong>Vincenzo Foppa<\/strong> da Pisa e dalla Pinacoteca di Brera; un magnifico e rarissimo <em>Cristo in piet\u00e0 tra i santi Ambrogio e Agostino<\/em>, del <strong>Maestro di Chiaravalle<\/strong>; la tavola <em>Madonna con bambino e angeli<\/em> (1460-70) di <strong>Zanetto Bugatto<\/strong> dalla Collezione Villa Cagnola &#8211; Gazzada (Varese), finalmente riavvicinata\u00a0 agli altri elementi che l\u2019affiancavano (<em>Santi<\/em> ora in collezione privata); il prezioso trittico di <strong>Gottardo Scotti<\/strong> (Museo Poldi Pezzoli); una serie di sculture in legno intagliato e dipinto e in terracotta, di un gusto gi\u00e0 rinascimentale, anche se fortemente lombardo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una quinta e ultima tappa sar\u00e0 infine dedicata agli anni di Ludovico il Moro e alla spaccatura provocata dalla sua caduta e dall\u2019arrivo dei Francesi<\/strong>: sono anni di cambiamenti radicali nell\u2019urbanistica, nell\u2019architettura e in generale nella produzione artistica grazie alla presenza a Milano di personalit\u00e0 eccezionali come <strong>Bramante, Leonardo <\/strong>e<strong> Bramantino<\/strong>. In questi anni, malgrado la crisi del sistema politico e la fragilit\u00e0 delle finanze dello stato, le botteghe lavorano a pieno regime: Milano produce ed esporta meravigliosi prodotti di lusso come smalti, oreficerie, ricami eseguiti in gran parte sulla base di progetti elaborati da artisti di primo piano, secondo un procedimento che anticipa quello del moderno \u201cdesign\u201d. Stimolata dall\u2019ambizione sfrenata del duca, la produzione artistica \u00e8 sottesa da uno spirito di emulazione\/concorrenza nei confronti delle altre corti padane, legate a quella sforzesca da stretti rapporti famigliari oltre che da interessi economici e politici comuni: la sezione prende in esame in modo particolare le relazioni con Ferrara, Bologna, e con Mantova. Vi sono esposte sculture in marmo di <strong>Giovanni Antonio Amadeo<\/strong>, importanti tavole di <strong>Bernardino Butinone<\/strong> (abitualmente inaccessibili perch\u00e9 di antiche collezioni private), la bella tavola <em>Madonna con il Bambino, sante Dorotea e Caterina<\/em>, <em>angeli<\/em> dal Petit Palais di Parigi; vetrate dal Duomo di Milano e alcune tavole di <strong>Foppa<\/strong>, tra cui la mirabile <em>Annunciazione<\/em> (1500 circa) dal Palazzo Borromeo all\u2019Isola Bella (Stresa) e la <em>Madonna in trono con il Bambino e angeli<\/em> dal Mus\u00e9e des Beaux-Arts di Digione; le due tavole di <strong>Bernando Zenale<\/strong> dagli Uffizi; la splendida <em>Madonna in trono con il Bambino <\/em>e<em> il Salvator Mundi <\/em>di <strong>Bergognone<\/strong> dalla collezione Borromeo; il celebre manoscritto <em>Ore all\u2019uso degli Umiliati <\/em>con iconografia da Bergognone, dalla British Library di Londra, <span style=\"text-decoration: underline;\">mai esposto<\/span>; e anche qui una serie strepitosa di opere di oreficeria, reliquiari, medaglioni, messali, manoscritti, bronzi, dove emerge con tutta la sua forza la cosidetta arte lombarda. La mostra si chiude con opere che attestano l\u2019impatto avuto in Lombardia da <strong>Leonardo<\/strong> e <strong>Bramante<\/strong>, con dipinti di <strong>Giovanni Antonio Boltraffio, Ambrogio de Predis, Bernardo Zenale.<\/strong><\/p>\n<p>SCHEDA INFORMAZIONI SEDE<\/p>\n<p>Palazzo Reale Piazza Duomo, 12 &#8211; 2012 1 Milano<\/p>\n<p>DATE Dal 12 marzo al 28 giugno 2015<\/p>\n<p>ORARI \u2022 Luned\u00ec : 14.30 -19.30 \u2022 Marted\u00ec, Mercoled\u00ec, Venerd\u00ec e Domenica : 9.30 -19.30 \u2022 Gioved\u00ec e Sabato: 9.30 -22.30 La biglietteria chiude un\u2019ora e mezza prima<\/p>\n<p>ORARI FESTIVIT\u00c0 Domenica 5 aprile (Pasqua): 9.30 -19.30 Luned\u00ec 6 aprile: 9.30 -19.30 Sabato 25 aprile : 9.30 -22.30 Venerd\u00ec 1 \u00b0 maggio : 9.30 -19.30 Luned\u00ec 1 \u00b0 giugno: 9.30 -19.30 Marted\u00ec 2 giugno : 9.30 -19.30<\/p>\n<p>INFORMAZIONI \u2022 Infoline: 02.92800375 (dal luned\u00ec al sabato dalle 8.00 alle 18.30)<\/p>\n<p>SITO INTERNET www.viscontisforza.it www.comune.milano.it\/palazzoreale<\/p>\n<p>PRENOTAZIONI SCUOLE (biglietti e visite guidate) (diritto di prevendita \u20ac 1,00 a persona) \u2022 Ufficio scuole: 02.92800375 (dal luned\u00ec al sabato dalle 8.00 alle 18.30; pagamento: carta di credito o bonifico)<\/p>\n<p>PRENOTAZIONI GRUPPI (biglietti e visite guidate) (diritto di prevendita \u20ac 1,50 a persona) \u2022 Ufficio gruppi: 02.92800375 (dal luned\u00ec al sabato dalle 8.00 alle 18.30; pagamento: carta di credito o bonifico)<\/p>\n<p>PREVENDITA BIGLIETTI (diritto di prevendita \u20ac 1,50 a persona) \u2022 www.viscontisforza.it \u2022 Infoline: 02.92800375 (dal luned\u00ec al sabato dalle 8.00 alle 18.30) \u2022 Punti vendita Vivaticket<\/p>\n<p>BIGLIETTI VISCONTI \u2022 Intero \u20ac 12,00 \u2022 Ridotto \u20ac 10,0 0 \u2022 Club Skira \u20ac 9,00 \u2022 Gruppi \u20ac 10,00 \u2022 Scuole \u20ac 6,00 \u2022 Famiglia \u20ac 16,00 (1 adulto + 1 ragazzo di et\u00e0 inferiore a 14 anni)<\/p>\n<p>BIGLIETTI VISCONTI + LEONARDO \u2022 Biglietto giornaliero \u20ac 18,00 (visita mostra Visconti Sforza e accesso diretto alla mostra di Leonardo) \u2022 Biglietto Open \u20ac 20,00 (visita Leonardo il giorno dell\u2019acquisto e visita libera alla mostra Visconti Sforza)<\/p>\n<p>VISITE GUIDATE E PACCHETTI TURISTICI \u2022 Ad Artem: 02.6597728 &#8211; info@adartem.it \u2022 Aster: 02 20404175 &#8211; info@spazioaster.it<\/p>\n<p>PREZZI DELLE VISITE GUIDATE PER SCUOLE E GRUPPI \u2022 Scuole \u20ac 70,00 \u2022 Gruppi \u20ac 100,00 \u2022 Scuole (in lingua straniera) \u20ac 90,00 \u2022 Gruppi (in lingua straniera) \u20ac 120,00<\/p>\n<p>VISITE GUIDATE PER SINGOLI E FAMIGLIE \u2022 Tutti i sabati e le domeniche alle ore 16.00 visite guidate per i visitatori singoli (\u20ac 8,00 oltre al biglietto) \u2022 Tutte le domeniche alle ore 15.00 visite guidate per le famiglie (\u20ac 7,00 oltre al biglietto) \u00c8 consigliata la prenotazione: Infoline 02.92800375<\/p>\n<p>VISITE GUIDATE PER SINGOLI \u201cINTRIGHI A CORTE \u201d \u2022 Tutti i gioved\u00ec alle ore 19.00 e le domeniche alle ore 10.30 visite guidate speciali a tema per i visitatori singoli (\u20ac 8,00 oltre al biglietto) \u00c8 consigliata la prenotazione: Infoline 02.92800375 VISITE RISERVATE ED EVENTI IN MOSTRA Per associazioni, gruppi e aziende \u00e8 possibile prenotare visite riservate alla mostra e attivit\u00e0 di Corporate Hospitality. Per informazioni: Skira editore , ufficio eventi eventi@skiragrandimostre.it<\/p>\n<p>CATALOGO Skira<\/p>\n<p>dida foto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>84) Id 130<\/p>\n<p>Michelino da Besozzo e Pietro da Pavia, <em>Severino Boezio, De consolatione philosophi\u00e6<\/em> (1390-1395)<\/p>\n<p>codice in pergamena; 6 x 42 cm<\/p>\n<p>Cesena, Biblioteca Malatestiana<\/p>\n<p>157) Id 271<\/p>\n<p>Maestro della Madonna Cagnola (Zanetto Bugatto), <em>Madonna col Bambino e angeli<\/em> (1470-475)<\/p>\n<p>tempera grassa su fondo oro zecchino applicato a guazzo; 103,5 x 63,5 cm<\/p>\n<p>Gazzada (Varese), Collezione \u201cVilla Cagnola\u201d<\/p>\n<p>32) Id 205<\/p>\n<p>Bonino da Campione, <em>Prudenza <\/em>(1360-1370 circa)<\/p>\n<p>marmo, 67,7&#215;19,1&#215;15,2 cm<\/p>\n<p>Washington, National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 La mostra che apre il 12 marzo a Palazzo Reale si ispira in modo programmatico, ma criticamente rivisto, alla grande esposizione Arte lombarda dai Visconti agli Sforza, allestita nel 1958 nelle stesse sale, risanate dopo i bombardamenti del 1943: un progetto che aveva allora costituito l\u2019affermazione dell\u2019identit\u00e0 culturale milanese e lombarda e della &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/49604\/arte\/arte-lombarda-dai-visconti-agli-sforza-milano-al-centro-delleuropa.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Arte lombarda dai Visconti agli Sforza Milano al centro dell\u2019Europa<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[14872,1015,17,640,639],"class_list":["post-49604","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-arte-lombarda","tag-europa","tag-milano","tag-sforza","tag-visconti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49604","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49604"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49604\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49610,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49604\/revisions\/49610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49604"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49604"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49604"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}