
{"id":49080,"date":"2015-02-21T09:40:08","date_gmt":"2015-02-21T07:40:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=49080"},"modified":"2015-02-21T09:40:08","modified_gmt":"2015-02-21T07:40:08","slug":"la-big-band-di-paolo-tomelleri-suona-duke-ellington","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/49080\/spettacoli\/la-big-band-di-paolo-tomelleri-suona-duke-ellington.html","title":{"rendered":"La Big Band di Paolo Tomelleri suona Duke Ellington"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/Tomelleri-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-49081\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/Tomelleri-1-300x300.jpg\" alt=\"Tomelleri 1\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/Tomelleri-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/Tomelleri-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/Tomelleri-1-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/Tomelleri-1-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/Tomelleri-1-676x676.jpg 676w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/Tomelleri-1.jpg 1234w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>CONCERTO STRAORDINARIO<\/p>\n<p><strong>IL GRANDE DUCA<\/strong><\/p>\n<p><em>La Big Band di Paolo Tomelleri <\/em><\/p>\n<p><em>suona Duke Ellington<\/em><\/p>\n<p><strong>Sabato 21 febbraio 2015 &#8211; ore 21.00<\/strong><\/p>\n<p>Auditorium di Milano \u2013 largo Mahler<\/p>\n<p><strong>Paolo Tomelleri<\/strong>, jazzista amato e stimato in tutto il mondo sia per le sue qualit\u00e0 musicali che umane, \u00e8 un grande amico de laVerdi. Numerose sono state le sue apparizioni all\u2019Auditorium di Milano, alla guida di una Big Band che, come il suo leader, condivide successi e apprezzamenti in ogni angolo del pianeta. Ecco dunque che, dopo il grande successo di \u201cNatale in Jazz\u201d del dicembre scorso, la \u201ccasa della musica\u201d milanese ospiter\u00e0 nuovamente il grande clarinettista vicentino alla guida della sua band, formata da musicisti del calibro di Tony Arco, Emilio Soana, Daniele Moretto, Rudy Migliardi, Fabrizio Bernasconi, ai quali si aggiunge \u00a0la voce cristallina di Celeste Castelnuovo.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento \u00e8 per <strong>sabato 21 febbraio (ore 21.00)<\/strong>: sul palco dell\u2019<strong>Auditorium di Milano <\/strong>in<strong> largo Mahler<\/strong> l\u2019orchestra di 20 elementi diretta da Paolo Tomelleri, si esibir\u00e0 in un concerto all\u2019insegna del grande <strong>Duke Ellington<\/strong>, in originali versioni di celebri brani del compositore statunitense (tra cui <em>Caravan<\/em>, <em>Mood-Indigo<\/em>, <em>Sophisticated Lady<\/em>, <em>It don\u2019t mean a thing<\/em>, <em>Solitude<\/em>), che ha contribuito a fare storia del jazz e della musica americana del Novecento.<\/p>\n<p>(<strong>Biglietti \u20ac 15.00\/9.00.\u00a0 Info e prenotazioni<\/strong>: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar \u2013 dom ore 14.30 \u2013 19.00, tel. 02.83389401\/2\/3; biglietteria via Clerici 3 (Cordusio),\u00a0 orari apertura: lun \u2013 ven\u00a0 ore 10.00 \u2013 19.00, sab ore 14.00 \u2013 19.00, tel. 02.83389.334 \u00a0<a href=\"http:\/\/www.laverdi.org\/\">www.laverdi.org<\/a>).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paolo Tomelleri e la Big Band<\/strong><\/p>\n<p>La big band trae origini dalle primitive <em>marchin\u2019 bands<\/em>, ovvero le orchestre costituite da un insieme di strumenti a fiato sostenuti da strumenti a percussione, che suonavano per le strade di New Orleans durante matrimoni, feste di ogni tipo e funerali: erano vere e proprie sfilate musicali che si adattavano alla circostanza, ma sempre mantenendo la stessa impronta. Con il passare del tempo, e con l\u2019arrivo di musicisti pi\u00f9 preparati sul piano tecnico, la musica cominci\u00f2 a essere scritta in partitura, per dare un\u2019organizzazione pi\u00f9 consona ai vari strumenti impiegati. Nacquero cos\u00ec le prime <em>big band<\/em> nel senso pi\u00f9 compiuto del termine, non pi\u00f9 impiegate per marce stradali, ma in locali al chiuso (le <em>ballrooms<\/em>) e nei teatri. Famose nella storia del jazz sono le grandi orchestre di Fletcher Henderson, Benny Goodman, Glenn Miller, Duke Ellington, Count Basie, che vissero da protagoniste gli anni d\u2019oro del periodo <em>swing<\/em>, a ridosso del secondo conflitto mondiale. \u00c8 a queste grandi orchestre che la Big Band di Paolo Tomelleri \u2013 una delle pochissime permanentemente attive in Italia e non solo &#8211; si ispira, presentando alcuni fra i brani pi\u00f9 rappresentativi del genere swing.<\/p>\n<p>Del resto, non \u00e8 un caso che proprio Tomelleri riesca ancora oggi, a dispetto dei tempi non propriamente favorevoli, a tenere viva una tradizione che sa rinnovarsi e adattarsi alle esigenze del pubblico, pur mantenendo inalterata la sua impronta originale e originaria.<\/p>\n<p>Tomelleri &#8211; per tutti, al di qua come al di l\u00e0 dell\u2019Oceano, \u201cil Benny Goodman italiano\u201d &#8211; entra subito a far parte della famiglia dei musicisti di jazz, unendosi ai Windy City Stompers per cominciare una carriera lunghissima, piena di collaborazioni sempre ad alto livello, in Italia cos\u00ec come all\u2019estero.<\/p>\n<p>Tomelleri \u00e8 autore, tra l\u2019altro, di musiche da film, spettacoli teatrali, documentari, jingle pubblicitari, libri di armonia, solfeggio e studio del clarinetto. Ha inoltre scritto e arrangiato musica per svariate case discografiche, ha suonato tutti i giorni praticamente in tutto il mondo, partecipando ai pi\u00f9 importanti festival jazz europei, che si contendono la sua presenza.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il programma<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019<em>espressionismo<\/em> del Duca<\/strong><\/p>\n<p>Inizialmente concepiti come brani strumentali, poi divenuti anche vocali, gran parte dei brani in programma sono stati registrati da un infinito numero di artisti di grande valore: da Ella Fitzgerald a Nat \u201cKing\u201d Cole, da Frank Sinatra a Louis Armstrong a Thelonious Monk.<\/p>\n<p>Nel caso del \u201cDuca\u201d, si parla spesso di musica espressionista e l\u2019idea che le sue composizioni fossero dei \u201cquadri musicali\u201d o che egli riuscisse a \u201cdipingere con i suoni\u201d fu un concetto pi\u00f9 volte narrato dallo stesso musicista (coltiv\u00f2 in giovent\u00f9 anche una certa passione per la pittura, accarezzando l\u2019idea d\u2019intraprendere la carriera di cartellonista pubblicitario).<\/p>\n<p>Il brano <em>Mood indigo<\/em>, su testo di Irving Mills, \u00e8 uno dei pi\u00f9 significativi esempi dell\u2019espressionismo di Ellington. In origine intitolato <em>Dreamy Blues<\/em>, fu composto nel 1930 per una trasmissione radiofonica. La canzone <em>In a Sentimental Mood<\/em> (1935), su testo di Irving Mills e Manny Kurtz, sarebbe nata a Durham (Carolina del Nord), come nelle parole del Duca: \u00abAvevamo danzato in un magazzino di tabacco e, dopo, un mio amico, dirigente della North Carolina Mutual Insurance Company, diede una festa per noi. Stavo suonando il pianoforte quando un altro nostro amico ebbe dei problemi con due ragazze. Per rappacificarli, composi questa canzone l\u00e0 per l\u00e0, con una ragazza su ciascun lato del pianoforte\u00bb. Il titolo della canzone <em>It Don\u2019t Mean a Thing (If It Ain\u2019t Got That Swing)<\/em> del 1931, su testo di Irving Mills, \u00e8 una frase spesso pronunciata da Bubber Miley (ex trombettista di Ellington) che in quei giorni stava morendo di tubercolosi. Divenne rapidamente famosa anche perch\u00e9 esprimeva \u00abil sentimento musicale che era condiviso dalla maggioranza dei musicisti jazz dell\u2019epoca\u00bb. Fu la prima canzone a usare nel titolo il termine \u201cswing\u201d, segnando l\u2019inizio di quella che sar\u00e0 poi chiamata \u201cet\u00e0 dello swing\u201d. Il brano rest\u00f2 per decenni nel repertorio dell\u2019orchestra di Ellington (fino al suo scioglimento), in programma quasi in ogni concerto.<\/p>\n<p>Il ruolo di cantante per questo pezzo era per solito ricoperto da Ray Nance, al quale si deve l\u2019idea di cantare il refrain \u201cDuh-wah-du-wah-du-wah-du\u201d (nelle prime versioni, riff degli ottoni). <em>Take the A Train<\/em> (1938) \u00e8 un jazz standard composto da Billy Strayhorn. Il titolo della canzone fu ispirato dalla linea A della metropolitana di New York, che portava dall\u2019estremo est di Brooklyn fino ad Harlem e all\u2019estremo nord di Manhattan, connettendo quelli che al tempo erano i pi\u00f9 popolosi quartieri di colore. Divenne il pezzo di punta di Duke Ellington e spesso fu il primo eseguito da Ella Fitzgerald nei suoi concerti. <em>The star-crossed lovers<\/em>, nota anche con il titolo <em>Pretty Girl<\/em> (Ellington-Strayhorn), si rif\u00e0 all\u2019espressione coniata da Shakespeare in Romeo e Giulietta per la coppia di amanti ostacolati da una cattiva stella \u00c8 il numero nove dell\u2019album <em>Such Sweet Thunder<\/em>, pubblicato nel 1957 dalla Columbia Records, strutturato in dodici brani ispirati alle opere del grande bardo.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Organico<\/strong><\/p>\n<p><strong>Trombe<\/strong> Daniele Moretto, Stefano Bassalti, Roberto Villani, Marco Fior<\/p>\n<p><strong>Tromboni<\/strong> Rudy Migliardi, Andrea Andreoli, Claudio Barbieri, Pierluigi Salvi<\/p>\n<p><strong>Sassofoni <\/strong>Gianpaolo Casu, Paolo Kromberg, Alberto Buzzi, Enzo Lamendola,<\/p>\n<p>Gilberto Tarocco<\/p>\n<p><strong>Pianoforte<\/strong> Fabrizio Bernasconi<\/p>\n<p><strong>Chitarra <\/strong>Sergio Farina<\/p>\n<p><strong>Contrabbasso<\/strong> Marco Mistrangelo<\/p>\n<p><strong>Batteria<\/strong> Tony Arco<\/p>\n<p><strong>Voce <\/strong>Celeste Castelnuovo<\/p>\n<p>Direttore e Clarinetto<strong> Paolo Tomelleri<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CONCERTO STRAORDINARIO IL GRANDE DUCA La Big Band di Paolo Tomelleri suona Duke Ellington Sabato 21 febbraio 2015 &#8211; ore 21.00 Auditorium di Milano \u2013 largo Mahler Paolo Tomelleri, jazzista amato e stimato in tutto il mondo sia per le sue qualit\u00e0 musicali che umane, \u00e8 un grande amico de laVerdi. 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