
{"id":48750,"date":"2015-02-12T23:54:39","date_gmt":"2015-02-12T21:54:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=48750"},"modified":"2015-02-13T10:05:08","modified_gmt":"2015-02-13T08:05:08","slug":"bit-2015-conferenza-stampa-di-apertura-marche-dentro-expo-e-fuori-expo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/48750\/turismo\/bit-2015-conferenza-stampa-di-apertura-marche-dentro-expo-e-fuori-expo.html","title":{"rendered":"BIT 2015, conferenza stampa di apertura \u201cMarche dentro Expo e Fuori Expo\u201d"},"content":{"rendered":"<p class=\"ecxMsoNormal\">\u201cC\u2019\u00e8 una rinnovata fiducia e un\u2019aria di speranza verso il nostro Paese, un clima che sta cambiando in maniera anticiclica e che si respira anche qui al Bit di Milano. Una ritrovata attenzione anche internazionale e una curiosit\u00e0 verso le proposte originali delle regioni. Tutti ci aspettiamo un recupero di prestigio del nostro Paese e che dai sette anni di durissima crisi, di cui quattro di recessione, si entri finalmente nella ripresa, augurandoci che l\u2019Esposizione Universale di Milano significhi il rilancio del profilo nazionale e una nuova espansione. Questo \u00e8 lo spirito con cui le Marche partecipano a Expo 2015, con leale collaborazione con il governo nazionale e un forte senso di rinascita, perch\u00e9 si costruisca un nuovo Rinascimento, di cui le Marche sono state protagoniste nella storia\u201d. Cos\u00ec il presidente della Regione Gian Mario Spacca, nella giornata inaugurale di BIT 2015, ha introdotto la conferenza stampa \u201cLe Marche a Expo e fuori Expo\u201d a cui hanno preso parte Raimondo Orsetti, dirigente regionale del servizio Internazionalizzazione, Aldo Bonomi, sociologo e incaricato insieme a Giuseppe De Rita di collegare i rapporti tra il Padiglione Italia e i territori italiani\u00a0 e Mina, responsabile\u00a0 delle Relazioni Esterne di Expo 2015. Presenti i titolari di alcune delle 15 aziende testimonial: Vincenzo Spinosi, Francesca Fileni, Silvano Lattanzi e Orietta Varnelli, mentre Angela Velenosi, Enrico Loccioni, Iginio Straffi e Adolfo Guzzini hanno inviato i loro rappresentanti. \u201cLa ricchezza delle Marche &#8211; ha aggiunto il presidente Spacca \u2013 \u00e8 fatta di capitale umano e imprenditoriale molto forte, che sar\u00e0 rappresentato a Expo dai testimonial, esempi di un modello diffuso e integrato allo stesso tempo. Vogliamo trasmettere il messaggio che nelle Marche ogni attivit\u00e0, da quella culturale a quella strettamente economica, \u00e8 ispirata da amore, attenzione al dettaglio, autenticit\u00e0 e passione che si riassume in un concetto: alta qualit\u00e0. La stessa che vogliamo offrire al turista. Il profumo che oggi emana dallo stand regionale si chiama l\u2019Infinito, come la poesia pi\u00f9 amata del nostro Leopardi ed \u00e8 una delle tante suggestioni profonde che si possono vivere nella nostra regione, dall\u2019arte al paesaggio inconfondibile, all\u2019accoglienza fatta da persone straordinarie. Un invito, dunque, a godere la grande bellezza che possediamo. Ogni esigenza di vacanza ha una risposta nei sei cluster (dal mare all\u2019enogastronomia, passando per la cultura e il turismo religioso: Mare. Le Marche in blu; Cultura. The Genius of Marche; Dolci colline e antichi borghi; Parchi e natura attiva; Made in Marche. Gusto a km. 0 e shopping di qualit\u00e0; Spiritualit\u00e0 e meditazione) e nei sette network di prodotto, privilegiando anche un rapporto diretto sul web e sui pi\u00f9 frequentati social network\u201d. Raimondo Orsetti ha ricordato che le Marche \u2013 con compiti di coordinamento delle regioni italiane e che lavorano gi\u00e0 da un anno in previsione di Expo \u2013 si propongono come sistema e con un\u2019unica identit\u00e0, arricchita dalle pi\u00f9 preziose peculiarit\u00e0 ed eccellenze dei nostri territori\u201d. Gli stessi testimonial regionali infatti, sono aziende, in prevalenza dell\u2019agroalimentare, che raccontano una storia di impresa sul territorio che verr\u00e0 <i>circuitata<\/i> sul web magazine di Padiglione Italia. Accanto a loro ci sono poi gli \u201cambassador\u201d dell\u2019Expo, personaggi importanti nei loro settori di provenienza che saranno gli illustri portavoce del messaggio dell\u2019evento \u201cNutrire il Pianeta\u201d. Per le Marche, Expo ne ha selezionati tre: Moreno Cedroni, Elisa Di Francisca e Raphael Gualazzi. A Milano, nel quartiere Brera, uno spazio di 300 mq diventer\u00e0 una vetrina per le Marche. La novit\u00e0 di oggi \u00e8 che si \u00e8 raggiunto l\u2019accordo con la Pinacoteca di Brera che custodisce molte opere \u201cmarchigiane\u201d provenienti dalla spoliazione napoleonica e che saranno \u201csegnalate\u201d, in modo da costruire un percorso espositivo delle \u201cMarche disperse\u201d, a <i>marcatura<\/i> di un territorio ricco di storia e fascino. Ma Expo continuer\u00e0 nelle Marche con molte iniziative locali e per questo si stanno potenziando servizi e strutture. Alberto Mina ha ringraziato le Marche, la tenacia e il lavoro paziente del presidente Spacca nel perseguire gli obiettivi di Expo in linea con quella che \u00e8 la strategia comunicativa: la partecipazione attiva dei territori, ma sotto una regia unica e centrale, perch\u00e9 il messaggio sia efficace. \u201cL\u2019Orgoglio Italia\u201d \u2013 ha detto \u2013 non \u00e8 retorica celebrativa, \u00e8 realt\u00e0. E proprio dalle Marche abbiamo raccolto l\u2019identit\u00e0 e l\u2019essenza dei contenuti, per rendere credibile una narrazione in cui ritrovarsi. Le Marche narrano una storia che \u00e8 l\u2019Italia, quella dei saperi e del saper fare e che dal passato traggono insegnamento per il futuro\u201d. Aldo Bonomi ha detto di avere un debito di riconoscenza verso le Marche, \u201cperch\u00e9 qui, un anno fa, grazie alla determinazione e al lavoro costante del presidente Spacca e di Orsetti, ho capito che si poteva partire per mettere insieme i contenuti. Merito anche di un territorio che ha saputo tenere assieme lo<i> scheletro contadino e metalmezzadro<\/i>, senza il quale non ci sarebbe bellezza e non sarebbe stato possibile nemmeno quel concetto di prospettiva, sia artistica che qui \u00e8 nata con Piero della Francesca, e filosofica come idea di futuro. Lo stesso significato che si distilla nella longevit\u00e0 attiva, come regione dove si vive a lungo perch\u00e9 la qualit\u00e0 del cibo \u00e8 ancora un valore essenziale ed espressione della qualit\u00e0 della vita e del saper fare. Le imprese marchigiane \u2013 ha proseguito \u2013 seguono un ossimoro che mi piace: il vostro \u00e8 un <i>capitalismo dolce<\/i>, che tiene conto cio\u00e8 delle proporzioni, della coesione sociale, della dimensione e quindi del limite, inteso come opportunit\u00e0 per affrontare e superare le avversit\u00e0. Il sistema marchigiano \u00e8 fatto, contemporaneamente, di reti lunghe che si spingono all\u2019internazionalizzazione e da reti corte della localizzazione. Tenere assieme queste reti costituisce un paradigma italiano, un potere attrattore dettato dalla dolcezza, un laboratorio dove si elaborano le prospettive di vita\u201d. (ad\u2019e)<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019\u00e8 una rinnovata fiducia e un\u2019aria di speranza verso il nostro Paese, un clima che sta cambiando in maniera anticiclica e che si respira anche qui al Bit di Milano. Una ritrovata attenzione anche internazionale e una curiosit\u00e0 verso le proposte originali delle regioni. 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