
{"id":48701,"date":"2015-02-12T09:09:33","date_gmt":"2015-02-12T07:09:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=48701"},"modified":"2015-02-12T09:09:33","modified_gmt":"2015-02-12T07:09:33","slug":"delirious-new-york-apache-teatro-litta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/48701\/teatro\/delirious-new-york-apache-teatro-litta-2.html","title":{"rendered":"DELIRIOUS NEW YORK &#8211; APACHE &#8211; TEATRO LITTA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/01-OHT-dny-ph-Lara-Virgulti-20091.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-48702\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/01-OHT-dny-ph-Lara-Virgulti-20091-500x272.jpg\" alt=\"01-OHT-dny - ph Lara Virgulti, 2009\" width=\"500\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/01-OHT-dny-ph-Lara-Virgulti-20091-500x272.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/01-OHT-dny-ph-Lara-Virgulti-20091-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/01-OHT-dny-ph-Lara-Virgulti-20091-900x490.jpg 900w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/01-OHT-dny-ph-Lara-Virgulti-20091.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>12 \u2013 15 febbraio \/ sala la cavallerizza \/ prima milanese \/ DELIRIOUS NEW YORK<br \/>\n<\/strong><br \/>\nIl secondo lavoro della stagione 2015 di APACHE \u00e8 un omaggio a uno dei pi\u00f9 influenti testi d\u2019architettura contemporanea, scritto da Rem Koolhaas e messo in scena da OHT, compagnia che da sempre si muove al confine dei linguaggi tra arti performative, installazione e design.<\/p>\n<p>Nato nel 2009, lo spettacolo \u00e8 stato ripreso nel 2013 e presentato nella sua forma attuale al festival Kilowatt di Sansepolcro e al MAXXI di Roma lo scorso novembre.<\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p>DELIRIOUS NEW YORK<\/strong><strong><\/p>\n<p><\/strong><strong>idea e regia<\/strong> Filippo Andreatta &#8211; <strong>drammaturgia<\/strong> Filippo Andreatta, Ilaria Mancia &#8211; <strong>di e con<\/strong> Filippo Andreatta, Fiora Blasi, Patric Schott, Sara Rosa Losilla &#8211; <strong>light designer<\/strong> Arnaud Poumarat &#8211; <strong>in coproduzione con<\/strong> Inteatro &#8211; <strong>residenze artistiche<\/strong> Centrale Fies, REACT! Festival Santarcangelo dei Teatri &#8211; <strong>si ringrazia<\/strong> Milo Adami, Michel Carlana, Luka Skansi<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<em>Delirious New York<\/em> mette in scena una serie di episodi urbani simbolo del manhattanismo, una teoria inespressa perch\u00e9 troppo ambiziosa: nel suo libro cardine, vero e proprio manifesto retroattivo di Manhattan, Koolhaas sostiene infatti che la griglia architettonica della citt\u00e0 non vada analizzata studiando i palazzi che la compongono, ma indagando la psicologia di chi li ha costruiti. L\u2019immaginazione \u00e8 alla base del delirio architettonico di New York, ed \u00e8 il collante degli episodi urbani messi in scena da OHT.<br \/>\nIl pubblico \u00e8 testimone di un patchwork teatrale d\u2019immagini che irrompono in un libero e personale processo d&#8217;associazione affidato alla mente e all&#8217;esperienza del singolo spettatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In scena coesistono quattro persone che pur parlando la stessa lingua o lingue diverse, non riescono a comunicare fra loro. Eppure continuano a parlarsi, a raccontarsi e a raccontare cercando di ottenere qualcosa da questa situazione senza preoccuparsi troppo di come. Forse l\u2019alacrit\u00e0 con cui cercano di soprassedere a questa incomunicabilit\u00e0 \u00e8 una metafora del loro desiderio d\u2019identit\u00e0? Forse, ma il punto di partenza rimane il testo di architettura contemporanea che come nessun altro \u00e8 riuscito a introdursi nella genesi di una citt\u00e0 mitologica degli Stati Uniti d\u2019America come New York City.<br \/>\nLo spettacolo cela un\u2019indagine sul comportamento umano all\u2019interno della citt\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Nato in forma di workshop itinerante all\u2019Universit\u00e0 IUAV di Venezia, il progetto teatrale e performativo \u00e8 stato presentato all\u2019interno di Manifesta 7 \u2013 Parallel Events per poi diventare uno spettacolo completo attraverso la vittoria del concorso REACT! del Festival di Santarcangelo nel 2009 sotto la direzione artistica di Ermanna Montanari.<\/p>\n<p>Nella stagione 2013\/14, <em>Delirious New York<\/em> \u00e8 stato rimesso in scena attraverso un progetto di \u201cmicrocredito culturale\u201d presentato al MiBAC e sostenuto dalla PAT &#8211; Provincia Autonoma di Trento, per facilitare la promozione di eventi collaterali in istituzioni non esclusivamente teatrali. Per tanto, il progetto si pone come un prodotto ecologico che, a partire da un sostegno alla circuitazione, viene ospitato all\u2019interno di spazi alternativi ad un costo sostenibile.<\/p>\n<p><strong>OHT \u2013 Office for a Human Theatre<\/strong><br \/>\nFondata nel 2008 dopo la vittoria di Nuove Sensibilit\u00e0, premio nazionale per giovani registi al Napoli Teatro Festival Italia, OHT ha collaborato con istituzioni prestigiose tra cui la Josef and Anni Albers Foundation (USA), la Whitechapel Gallery di Londra, l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Vienna, il MAXXI di Roma, il Museo MADRE e il Teatro Pubblico Campano, Palazzo Grassi a Venezia e il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. I progetti di OHT sono un\u2019investigazione sulla realt\u00e0 e la sua rappresentazione, e sono stati portati sia in spazi teatrali che museali partendo dalla convinzione che la relazione fra le arti performative e visive ruoti attorno al coinvolgimento del pubblico piuttosto che nell\u2019infiltrazione fra i diversi generi.<\/p>\n<p><strong>officeforahumantheatre<\/strong><strong>.org<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rem Koolhaas<\/strong><br \/>\nNato a Rotterdam. Dopo essersi laureato alla Architecture Association School di Londra nel 1972, riceve la Harkness Fellowship per viaggiare e studiare negli Stati Uniti D\u2019America. In questo periodo scrive \u201cDelirious New York\u201d che i critici hanno definito un classico dell\u2019architettura della societ\u00e0 moderna.<\/p>\n<p>Nel 1975, sempre a Londra, fonda l\u2019Office for Metropolitan Architecture (OMA) con Madelon Vriesendorm, Elia e Zoe Zenghelis. Con OMA realizza una serie di edifici che entrano nella storia recente dell\u2019architettura come il nuovo Teatro Olandese a Hauge, la casa della musica di Porto e il nuovo campus all\u2019Illinois Institute of Technology di Chicago. Attualmente, il suo studio ha sedi a Rotterdam, New York, Beijing, Hong Kong e Doha. Pi\u00f9 recentemente, Rem Koolhaas \u00e8 direttore di \u201cFundamentals\u201d mostra della Biennale di Venezia, sezione di Architettura presentata nel giugno 2014.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>APACHE <\/strong>nasce nel 2014 dalla volont\u00e0 di Teatro Litta di dare spazio a quelle espressioni di sperimentazione, di contaminazione di linguaggi, di rischio, che altrimenti rimarrebbero relegate in riserve, come accade spesso alle espressioni pi\u00f9 fresche e vitali del contemporaneo, nicchie che invece di preservare impediscono la crescita. Per il teatro, escludere o lasciare a festival e rassegne la cura di queste realt\u00e0 costituisce un peccato mortale: limitarsi a perpetuare una forma storica e storicizzata di spettacolo significa diventare sempre pi\u00f9 custode dello status quo e sempre meno luogo di confronto, di innovazione reale. Per questo APACHE propone da gennaio a giugno, per una settimana al mese, 6 compagnie, 6 prime milanesi, 6 tra gli esempi pi\u00f9 interessanti di quello che si muove ogni giorno intorno, accanto e sotto di noi.<\/p>\n<p><strong><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">INFORMAZIONI<br \/>\n<\/span><\/strong><strong>Sala La Cavallerizza<\/strong> &#8211; Repliche: da gioved\u00ec a sabato ore 21:00 &#8211; domenica ore 17:00 &#8211; Biglietti: intero \u20ac10, under 25 e over 60 \u20ac8 &#8211; Abbonamento:\u00a0<strong>APACHE 6 spettacoli \u20ac40<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><br \/>\nBIGLIETTERIA<\/span><\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>C.so Magenta 24, Milano<br \/>\n&#8211; <strong>ritiro biglietti <\/strong>luned\u00ec\/sabato &#8211; 18:00\/20:00 <strong><br \/>\n&#8211; informazioni e prenotazioni telefoniche <\/strong>luned\u00ec a sabato \u2013 15:00\/19:30 &#8211; 02.86.45.45.45<br \/>\n<strong>&#8211; prenotazione mail<\/strong> <a href=\"mailto:promozione@teatrolitta.it\">promozione@teatrolitta.it<\/a><\/p>\n<p><strong>&#8211; prevendita online<\/strong> biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito e nei punti vendita Vivaticket<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 12 \u2013 15 febbraio \/ sala la cavallerizza \/ prima milanese \/ DELIRIOUS NEW YORK Il secondo lavoro della stagione 2015 di APACHE \u00e8 un omaggio a uno dei pi\u00f9 influenti testi d\u2019architettura contemporanea, scritto da Rem Koolhaas e messo in scena da OHT, compagnia che da sempre si muove al confine dei linguaggi &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/48701\/teatro\/delirious-new-york-apache-teatro-litta-2.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">DELIRIOUS NEW YORK &#8211; APACHE &#8211; TEATRO LITTA<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[14468,14555,5660],"class_list":["post-48701","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-teatro","tag-apache","tag-delirious-new-york","tag-teatro-litta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48701","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48701"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48701\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48703,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48701\/revisions\/48703"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48701"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48701"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48701"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}