
{"id":48484,"date":"2015-02-05T18:57:41","date_gmt":"2015-02-05T16:57:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=48484"},"modified":"2015-02-05T18:57:41","modified_gmt":"2015-02-05T16:57:41","slug":"teatro-menotti-amerika","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/48484\/teatro\/teatro-menotti-amerika.html","title":{"rendered":"TEATRO MENOTTI  AMERIKA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/4-Morosi-Ferraro-Anzaldo-spettacolo-AmerikaIMG_2265Ph-Salvatore-Pastore-Ag-Cubo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-48485\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/4-Morosi-Ferraro-Anzaldo-spettacolo-AmerikaIMG_2265Ph-Salvatore-Pastore-Ag-Cubo-500x333.jpg\" alt=\"4 - Morosi-Ferraro-Anzaldo spettacolo AmerikaIMG_2265Ph Salvatore Pastore Ag Cubo\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/4-Morosi-Ferraro-Anzaldo-spettacolo-AmerikaIMG_2265Ph-Salvatore-Pastore-Ag-Cubo-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/4-Morosi-Ferraro-Anzaldo-spettacolo-AmerikaIMG_2265Ph-Salvatore-Pastore-Ag-Cubo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/02\/4-Morosi-Ferraro-Anzaldo-spettacolo-AmerikaIMG_2265Ph-Salvatore-Pastore-Ag-Cubo.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TEATRO MENOTTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>dal 5 al 15 febbraio<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>AMERIKA<\/strong><\/p>\n<p>di Franz Kafka<\/p>\n<p>traduzione e adattamento di Fausto Malcovati<\/p>\n<p>con Giovanni Anzaldo, Ugo Maria Morosi, Carla Ferraro<\/p>\n<p>e Giovanni Serratore, Fulvio Barigelli, Matteo Mauriello<\/p>\n<p>musiche ispirate alla cultura yiddish della vecchia Europa e al jazz nero di Scott Joplin adattate da\u00a0 Alessandro Panatteri<\/p>\n<p>eseguite dal vivo da Alessandro Panatteri (piano), Andy Bartolucci (batteria), Simone Salza (clarinetto)<\/p>\n<p>scene Emanuele Luzzati, riprese da Francesco Bottai<\/p>\n<p>costumi Lorenzo Cutoli \/ movimenti coreografici Carla Ferraro<\/p>\n<p><strong>regia Maurizio Scaparro<\/strong><\/p>\n<p>regista assistente Ferdinando Ceriani<\/p>\n<p>organizzazione generale Melina Balsamo<\/p>\n<p><strong>produzione Compagnia Gli Ipocriti<\/strong><\/p>\n<p>in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola di Firenze<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab<em>Quando il sedicenne Karl Rossmann, mandato in America dai suoi poveri genitori perch\u00e9 una cameriera l&#8217;aveva sedotto e aveva avuto un figlio da lui, entr\u00f2 con la nave a velocit\u00e0 ridotta nel porto di New York, vide la Statua della Libert\u00e0, che gi\u00e0 stava contemplando da tempo, come immersa in una luce d&#8217;un tratto pi\u00f9 intensa. Il braccio con la spada sembrava essersi appena alzato, e attorno alla sua figura spiravano liberi i venti<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha inizio l\u2019incompiuto romanzo <strong>AMERIKA<\/strong> di Franz Kafka scritto giusto cento anni fa, tra il 1911 e il 1914, e pubblicato postumo nel 1927.<\/p>\n<p><strong>Karl Rossmann<\/strong>, giovane ebreo europeo, viene inviato in America come un pacco postale per sfuggire ad uno scandalo che lo vede coinvolto con una domestica; deve raggiungere lo zio Jacob, un autentico \u201czio d\u2019America\u201d affinch\u00e9 gli trovi un lavoro e una sistemazione. Lo spettacolo, diretto da Maurizio Scaparro (che gi\u00e0 nel 2000 aveva avuto una prima fortunata edizione), racconta, attraverso vari quadri, la storia di un ragazzo boemo che va in America, incontra un fuochista tedesco, fa un pezzo di strada con un disoccupato irlandese e uno francese, ha come compagno di lavoro un ragazzo italiano.<\/p>\n<p>Nell\u2019adattamento di Fausto Malcovati e con la complicit\u00e0 della musica jazz di Scott Joplin, Scaparro ripercorre cos\u00ec la storia e le tribolazioni dell\u2019emigrante Rossmann, del suo viaggio nel Nuovo Mondo, della sua vita errante in cerca di un benessere che sembra sempre a portata di mano ma che rimane inafferrabile (il sogno americano?).<\/p>\n<p>L\u2019America, nella visione fantastica ma sorprendentemente profetica di Kafka, non necessariamente deve avere a che fare con l\u2019America reale, tuttavia ne rivela gi\u00e0 i suoi mali, le sue contraddizioni, ma anche la sua dirompente vitalit\u00e0.<\/p>\n<p>Lo spettacolo viene proposto in questa stagione ed \u00e8 stato presentato con grande successo al <em>Napoli Teatro Festival Italia<\/em> anche in occasione del semestre di Presidenza Italiana dell\u2019Unione Europea, per richiamare l\u2019attenzione su argomenti sempre pi\u00f9 attuali quali l\u2019emarginazione, la diversit\u00e0 e la condizione dell\u2019emigrante in un mondo dove i flussi migratori sono sempre pi\u00f9 massicci e spesso drammatici, dove l\u2019intolleranza affiora, sempre pi\u00f9 dura, accanto all\u2019accettazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note di regia di Maurizio Scaparro:<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Kafka, Scaparro e l&#8217;Europa delle diversit\u00e0<\/em><\/strong><strong><em> a cura di Fausto Malcovati <\/em><\/strong><em><br \/>\n<\/em><em><br \/>\nBisogner\u00e0 pur scrivere, un giorno o l\u2019altro, la storia delle riduzione teatrali a cui Maurizio Scaparro ha messo mano: tutte singolari, riuscite, attualissime. \u00c8 certo il caso di Amerika, a cui ho cominciato a lavorare con Maurizio nella prima edizione e che rinasce oggi alla vigilia della Presidenza Italiana dell&#8217;Unione Europea, mentre per anni America ed Europa si sono trovate a riflettere, anche inutilmente, sulle proprie origini, sulla propria storia, sui propri malesseri. Mentre lavoravo con Maurizio mi venivano in mente almeno altri due titoli di suoi spettacoli, che qui vanno comunque ricordati: Don Chisciotte e Memorie di Adriano.<br \/>\nDon Chisciotte aveva come sottotitolo Frammenti di un discorso teatrale, (che mi serve per proseguire il mio discorso). Si, anche Amerika avrebbe potuto avere lo stesso sottotitolo: anche perch\u00e9 il romanzo stesso di Kafka non \u00e8 compiuto, \u00e8 una serie di capitoli, di frammenti. E questo credo sia stato uno dei motivi che ha attirato Maurizio.<br \/>\n\u00c8 curioso osservare come l\u2019occhio e l\u2019orecchio di Maurizio lavorano di fronte a un testo: curioso soprattutto per uno come me, che della lettura ha fatto un mestiere, e che ritiene (almeno fino all\u2019incontro con Maurizio) di averlo svolto con soddisfazione. Maurizio mi ha insegnato molte cose che mi hanno inizialmente del tutto spiazzato.<br \/>\nIl primo livello, quello iniziale, di base, mi \u00e8 abbastanza familiare: si tratta di decidere quello che si vuole far dire oggi a un dato testo. E questo Maurizio lo ha chiarissimo fin dai primi passi. \u00c8 lapidario nel mettere a fuoco le linee su cui vuole orientare lo spettacolo. Qui, nella nostra Amerika, ce n\u2019erano tre, nate, credo, contemporaneamente nel vulcanico cervello di Maurizio.<br \/>\nAnzitutto Amerika \u00e8 un testo visionario: Kafka, come si sa, non \u00e8 mai stato in America, dunque tutto quello che dell\u2019America vede, racconta, descrive \u00e8 tutto frutto della sua fantasia, a cominciare dalla spada che la Statua della Libert\u00e0 brandisce nella prima pagina del romanzo e che, come si sa, non esiste. Prima linea: l\u2019America come un grande sogno kafkiano, come l\u2019allegoria di un mondo che non necessariamente deve avere a che fare con l\u2019America reale.<br \/>\nSeconda linea, legata in modo indissolubile alla prima a quella visionaria: l\u2019emarginazione, la diversit\u00e0, la condizione dell\u2019emigrante. Maurizio me l\u2019ha subito posta di fronte come chiave dello spettacolo all&#8217;inizio del nostro lavoro. E ancora di pi\u00f9 oggi, in un\u2019Europa dove i flussi migratori sono sempre pi\u00f9 massicci e spesso drammatici, dove l\u2019intolleranza affiora sempre pi\u00f9 dura accanto all\u2019accettazione, ecco uno spettacolo dove un ragazzo Boemo va in America, incontra un fuochista tedesco, fa un pezzo di strada con un disoccupato irlandese e uno francese, ha come compagno di lavoro un ragazzo italiano. Maurizio teneva molto a questa linea, voleva addirittura che ogni personaggio dicesse qualcosa nella sua lingua (anzitutto, il tedesco di Karl, ma anche il francese, l\u2019inglese e l&#8217;italiano); voleva che questa sua America fosse una sorta di Torre di Babele, che \u00e8 poi la direzione verso cui si \u00e8 mosso.<br \/>\nLa terza linea, la pi\u00f9 sorprendente, quella in cui mi trovavo meno a mio agio, \u00e8 quella musicale: qui Maurizio ha sfoderato tutto il suo istinto teatrale, il suo infallibile fiuto da uomo del palcoscenico. Nella sua prassi registica, credo, c\u2019\u00e8 un\u2019incessante koin\u00e8 di linguaggi (spaziale e scenografico, gestuale e vocale, musicale), ciascuno dei quali non pu\u00f2 fare a meno dell\u2019altro, ciascuno dei quali condiziona e stimola l\u2019altro. Mentre leggeva le pagine di Amerika, nel suo cervello pullulavano le associazioni musicali, gli si disegnavano continue proposte per una possibile colonna musicale. Di fronte alla mia stupefatta reticenza professorale, con una sicurezza un po\u2019 divertita e perfino un po\u2019 spudorata, mi diceva: qui penso a un pezzo di rag \u2013 time, qui ci vuole assolutamente una vecchia canzone boema, qui bisogna trovare una nenia ebraica, qui invece una marcia militare. In un primo momento ho pensato: ma questa \u00e8 pura follia, come si pu\u00f2 unire il cupo discorso kafkiano, tutto centrato sulla sopraffazione e sulla frustrazione, con il rag \u2013 time? Invece, nonostante le mie iniziali perplessit\u00e0 (i salti nel buio, nella vita come nel lavoro, mi hanno fatto sempre una gran paura), mi son reso conto che Maurizio aveva ragione, che l\u2019elemento musicale doveva esserci, che questa terza linea doveva mescolarsi alle altre due, la visionaria e la sociale: diventava anzi un elemento indispensabile al collegamento, alla mediazione.<br \/>\nVorrei aggiungere un\u2019altra nota al metodo di lavoro di Maurizio: la suggestione che su di lui esercita la parola. Come gi\u00e0 nelle precedenti esperienze di riduzioni teatrali di testi narrativi, Maurizio vuole nei confronti dell\u2019originale massimo rigore e rispetto. Non si riscrive Kafka, non si inventano battute diverse da quelle esistenti: dove c\u2019\u00e8 materiale dialogico dell\u2019autore, lo si deve conservare e utilizzare al massimo. E tuttavia per la parola dell\u2019autore Maurizio ha una sensibilit\u00e0 tutta speciale: ci sono frasi, battute che afferra, lascia risuonare dentro e su cui poi costruisce una proposta di lettura del tutto originale. Mi \u00e8 capitato molte volte, nel corso del lavoro insieme, di sentirmi dire: guarda che Karl a tale pagina dice questo, tienine conto, oppure non dimenticare che la cuoca a pagina tale guarda una fotografia, \u00e8 importante.<br \/>\nCos\u00ec Maurizio mi ha condotto per mano, nel suo modo apparentemente distratto, casuale, in realt\u00e0 assolutamente rigoroso e coerente, attraverso suggestioni che mescolano il testo kafkiano con la sua sensibilit\u00e0 e responsabilit\u00e0 registica, verso scelte precise, verso lo spettacolo che si costruiva sul palcoscenico del Piccolo Eliseo e che ora nel 2014 (a cento anni esatti dalla nascita di questo testo incompiuto) riparte da Napoli per l&#8217;Italia e l&#8217;Europa.<br \/>\nParlavo prima di koin\u00e8 di linguaggi: prima ancora che io mettessi mano ai primi abbozzi di copione, gi\u00e0 Maurizio sapeva come voleva che cominciasse lo spettacolo e mi descriveva lo stupore di Karl di fronte alla Statua della Libert\u00e0, mi faceva sentire gli odori e gli umori del porto di New York, mi guidava all\u2019interno della nave piena di emigranti in cui si perde Karl, vedeva sbucare da una porta scura il rozzo fuochista dall\u2019accento tedesco. E mi raccomandava il \u201ctema\u201d della fotografia, che \u00e8 poi quello del ricordo, del passato boemo ed ebraico del protagonista, il \u201ctema\u201d del teatro, presente in Brunelda e in Oklahoma, il \u201ctema\u201d della scrivania americana, allusione, con le sue misteriose manovelle, i suoi infiniti scomparti, a tutti gli attuali marchingegni della nuova tecnologia che avanza, altrettanto misteriosi (per me, almeno), e infine il \u201ctema\u201d del lungo viaggio verso Oklahoma, attraverso la grande America.<br \/>\nCome un veggente, che coglie con la sola imposizione delle mani il senso di un libro, cos\u00ec Maurizio ha visto, senza il bisogno di studi filologici, chiose, note e ricerche, quello che voleva far uscire dal testo. Da Amerika \u00e8 uscito un discorso in cui Maurizio crede, e di cui abbiamo bisogno: un discorso contro tutte le discriminazioni, contro tutti i razzismi, contro tutte le violenze e gli ottusi autoritarismi. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TEATRO MENOTTI<\/strong><\/p>\n<p>via Ciro Menotti 11, Milano<\/p>\n<p>tel. 02 36592544<\/p>\n<p><a href=\"mailto:biglietteria@tieffeteatro.it\">biglietteria@tieffeteatro.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Acquisti online<\/p>\n<p>con carta di credito su <a href=\"http:\/\/www.teatromenotti.org\/\">www.teatromenotti.org<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PREZZI<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>intero &#8211; \u20ac 25.00<\/p>\n<p>convenzioni &#8211; \u20ac 20.00<\/p>\n<p>ridotto\/under 25 &#8211; \u20ac 17,50<\/p>\n<p>ridotto\/over 65 (residenti a Milano) \u20ac 12,50<\/p>\n<p>ridotto\/over 65 (residenti fuori Milano) \u20ac 17,50<\/p>\n<p>prevendita &#8211; \u20ac 1,50<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ORARI SPETTACOLO<\/strong><\/p>\n<p>luned\u00ec riposo<\/p>\n<p>marted\u00ec, gioved\u00ec, venerd\u00ec, sabato\u00a0 &#8211; ore 20.30<\/p>\n<p>mercoled\u00ec\u00a0 &#8211; ore 19.30<\/p>\n<p>domenica &#8211; ore 17.00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; TEATRO MENOTTI dal 5 al 15 febbraio \u00a0 AMERIKA di Franz Kafka traduzione e adattamento di Fausto Malcovati con Giovanni Anzaldo, Ugo Maria Morosi, Carla Ferraro e Giovanni Serratore, Fulvio Barigelli, Matteo Mauriello musiche ispirate alla cultura yiddish della vecchia Europa e al jazz nero di Scott Joplin adattate da\u00a0 Alessandro Panatteri eseguite dal &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/48484\/teatro\/teatro-menotti-amerika.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">TEATRO MENOTTI  AMERIKA<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[14548,17,7382],"class_list":["post-48484","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-teatro","tag-amerika","tag-milano","tag-teatro-menotti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48484","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48484"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48484\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48486,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48484\/revisions\/48486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}