
{"id":47884,"date":"2015-01-15T11:41:23","date_gmt":"2015-01-15T09:41:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=47884"},"modified":"2015-01-15T11:41:23","modified_gmt":"2015-01-15T09:41:23","slug":"gmaraniello-attratti-fondazione-marconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/47884\/arte\/gmaraniello-attratti-fondazione-marconi.html","title":{"rendered":"G:Maraniello AtTRATTI Fondazione Marconi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/01\/12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-47885\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/01\/12-300x200.jpg\" alt=\"Copyright 2014 \u00a9 ARMELLIN F.\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/01\/12-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/01\/12-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2015\/01\/12-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Maraniello <\/strong><\/p>\n<p><strong>A<em>T<\/em>TRATTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inaugurazione: 15 gennaio 2015 dalle ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>La Fondazione Marconi presenta un\u2019antologica di Giuseppe Maraniello con opere comprese tra la fine degli anni Settanta e i giorni nostri.<\/p>\n<p>Giuseppe Maraniello, napoletano per nascita e formazione, si trasferisce a Milano dal 1971 dove d\u00e0 inizio a un\u2019intensa attivit\u00e0 espositiva.<\/p>\n<p>Esordisce in un\u2019epoca di sperimentazione dell\u2019uso di fotografia e video ma decide presto di ricercare nuovi orizzonti, dedicandosi al recupero della pittura e ai linguaggi tradizionali dell\u2019arte. L\u2019influsso delle esperienze poveristiche e concettuali degli anni Sessanta diventa per lui il punto di partenza per affermare una maggiore libert\u00e0 espressiva.<\/p>\n<p>Attento e sensibile protagonista dell\u2019arte contemporanea, l\u2019artista volge la sua vis creativa al recupero di miti e forme ancestrali, reinterpretati e tradotti nel linguaggio plastico della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Sin dagli inizi negli anni Settanta l\u2019itinerario artistico di Maraniello, in bilico tra pittura e scultura, si confronta dunque con la classicit\u00e0, una sfida che lo induce a valutare la possibilit\u00e0 di una dimensione temporale e a intraprendere scelte formali ben precise.<\/p>\n<p>Il fascino delle sue opere deriva dal loro essere pitture e sculture al tempo stesso e dal combinare, in una magica coincidenza, imprendibili coppie dialettiche come arcaico e moderno, maschile e femminile, colore e forma, superficie e volume, pieni e vuoti.<\/p>\n<p>Attraverso gli elementi del colore e della forma, del racconto e dell\u2019astrazione, dell\u2019equilibrio e del disequilibrio, l\u2019artista compone un suo personale universo di figuralit\u00e0, di creature ironiche, ludiche e simboliche.<\/p>\n<p>Patine e cromatismi, riflessi chiaroscurali ed equilibri plastici vengono da lui sapientemente distillati in un nuovo e consapevole vocabolario iconografico, con lo sguardo sempre rivolto all\u2019interno del corpo scultoreo e della sua memoria.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo nelle sale della Fondazione Marconi, recentemente ampliate e rinnovate, consentir\u00e0 una ricognizione su oltre trent\u2019anni di rapporti di Giuseppe Maraniello con, rispettivamente, lo studio Marconi, Gi\u00f2 Marconi e Fondazione Marconi.<\/p>\n<p>La Fondazione Marconi realizzer\u00e0 un catalogo per l\u2019occasione, edito da Cambi Editore, a cura di Tommaso Trini che verr\u00e0 presentato al pubblico l\u201911 febbraio 2015.<\/p>\n<p>Completa la mostra una selezione di piccole opere, esposte allo Studio Marconi \u201965 di via Tadino 17.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Note biografiche<\/strong><\/p>\n<p>Giuseppe Maraniello nasce a Napoli nel 1945. Nel 1971 si trasferisce a Milano. Frequenta la galleria di Luciano Inga Pin, dove esporr\u00e0 dal 1973-75. Successivamente abbandona la fotografia a favore della pittura e dei linguaggi tradizionali dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Espone in spazi pubblici con mostre collettive, tra le quali \u201cL\u2019estetico e il selvaggio\u201d, Galleria Civica d\u2019Arte Moderna, Modena, 1979 a cura di Giorgio Cortenova, nel 1980 a cura di Achille Bonito Oliva \u201cItaliana Nuova Immagine\u201d Loggetta Lombardesca, Ravenna. Nello stesso anno, con Francesca Alinovi, Renato Barilli e Roberto Daolio, partecipa alla mostra \u201cDieci anni dopo i nuovi nuovi\u201d Galleria d\u2019Arte Moderna, Bologna. Nel 1982 partecipa a \u201cArte Italiana 1960-1982\u201d Hayward Gallery, Londra, a cura di Guido Ballo, Renato Barilli e Flavio Caroli.<\/p>\n<p>Espone allo Studio Marconi (1984 e 1987).<\/p>\n<p>Nel 1985 Gillo Dorfles lo invita a partecipare alla mostra-evento \u201cIntorno al flauto magico\u201d Palazzo della Permanente, Milano. Nel 1990 partecipa con una sala personale alla XLIV Biennale d\u2019Arte di Venezia con una presentazione in catalogo di Lea Vergine. Nel medesimo anno espone al Palazzo della Virreina di Barcellona, al Palazzo di Cristallo di Madrid e al Matildenh\u00f6he Darmstadt in occasione della mostra \u201cL\u2019altra scultura\u201d, a cura di Renato Barilli.<\/p>\n<p>\u00c8 tra i protagonisti della mostra itinerante \u201cCadenze, figure dell\u2019arte italiana degli anni \u201990\u201d, a cura di Pier Giovanni Castagnoli che nel 1992 \u00e8 ospitata dal Sofia Imber di Caracas e dal Museo d\u2019arte Moderna di Bogot\u00e0. Nel 1993 la Galleria Civica di Trento e la Galleria d\u2019Arte Moderna di Bologna, Villa delle Rose, gli dedicano un\u2019ampia retrospettiva, a cura di Pier Giovanni Castagnoli e Danilo Eccher. I giardini del Centro S. Chiara di Trento ospitano in permanenza una sua grande scultura. L\u2019anno successivo partecipa alla mostra \u201cL\u2019incanto e la trascendenza\u201d, Castel Ivano, Ivano Fracena, Trento, a cura di Danilo Eccher che, con Dede Auregli, curer\u00e0 nel 1997 la mostra \u201cArte Italiana, Materiali Anomali\u201d alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Bologna che dal 1996 ospita una sua scultura. Nel 1998 Lea Vergine lo invita alla mostra \u201cTrash &#8211; Quando i rifiuti diventano arte\u201d a Palazzo delle Albere, Trento. Nello stesso anno espone con Luigi Mainolfi al Centro Arti Visive \u201cPescheria\u201d di Pesaro. Nel 2000 espone in contemporanea alla galleria Fumagalli di Bergamo e alla galleria Gi\u00f2 Marconi a Milano, \u201cBoomerang\u201d. Nel 2001 un\u2019opera a quattro mani con Arnaldo Pomodoro \u00e8 collocata nella Cattedrale St. John Evangelist di Milwaukee, USA. Nel 2004 il Comune di Ischia gli dedica una retrospettiva alla Torre Guevara, curata da Massimo Bignardi. Nel 2004, al Mart di Rovereto partecipa alla mostra \u201cIl bello e le bestie\u201d, curata da Lea Vergine, Giorgio Verzotti e Jean-Hubert Martin.<\/p>\n<p>Nel 2006 inaugura con una sua mostra personale, la Galleria Civica di Arco di Trento, a cura di Giovanna Nicoletti. Nel 2009 installa nella citt\u00e0 di Terni un\u2019opera pubblica permanente alta 24 metri in Piazza dei Poeti e da luglio a ottobre tiene un\u2019importante retrospettiva, a cura di Danilo Eccher, a Firenze in Piazza Pitti nel Giardino di Boboli e nel confinante edificio \u201cLe Pagliere\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2012 la Galleria Lorenzelli di Milano ospita un\u2019importante mostra personale, \u201cIn-Es\u201d, a cura di Alberto Fiz. Nello stesso anno espone in permanenza presso le Gallerie d\u2019Italia, Milano nel \u201cCantiere del \u2019900 &#8211; Opere dalle collezioni Intesa San Paolo\u201d, a cura di Francesco Tedeschi.<\/p>\n<p>Nel 2013 colloca un\u2019opera di grandi dimensioni all\u2019ingresso dell\u2019Istituto Mario Negri, Milano. Nel 2014 alla Saint Thomas Chapel, Yale University, New Haven, USA installa un Crocifisso in bronzo a grandezza naturale, dietro l\u2019altare.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea<\/strong><\/p>\n<p>Via Tadino 15 &#8211; 20124 Milano<\/p>\n<p>Tel. 02 29 41 92 32 &#8211; Fax 02 29 41 72 78<\/p>\n<p><strong>info@fondazionemarconi.org<\/strong><\/p>\n<p><strong>www.fondazionemarconi.org<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inaugurazione:<\/strong> 15 gennaio 2015 dalle ore 18.00<\/p>\n<p><strong>Durata della mostra:<\/strong> dal 16 gennaio al 28 febbraio 2015<\/p>\n<p><strong>Orario:<\/strong> marted\u00ec &#8211; sabato 10-13, 15-19<\/p>\n<p><strong>Ingresso gratuito<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Maraniello ATTRATTI Inaugurazione: 15 gennaio 2015 dalle ore 18.00 Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2015 \u00a0La Fondazione Marconi presenta un\u2019antologica di Giuseppe Maraniello con opere comprese tra la fine degli anni Settanta e i giorni nostri. 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