
{"id":477,"date":"2009-04-15T08:43:15","date_gmt":"2009-04-15T06:43:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=477"},"modified":"2009-04-15T08:56:45","modified_gmt":"2009-04-15T06:56:45","slug":"michal-helfman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/477\/arte\/michal-helfman.html","title":{"rendered":"MICHAL HELFMAN"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Normal\">&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/public\/it\/thumb-adancer.jpg\" border=\"0\" width=\"120\" height=\"180\" \/><\/span><span class=\"Normal\">mercoled&igrave; 15 aprile 2009, ore 11.00 &#8211; 13.00<br \/> Corso di Porta Nuova, 38 &#8211; Milano<br \/> CARDI BLACK BOX<br \/> Saranno presenti:<br \/> Barbara Berlusconi, socio fondatore<br \/> Nicol&ograve; Cardi, socio fondatore e A.D. Cardi Black Box<br \/> Martina Mondadori, socio fondatore<br \/> Sarah Cosulich Canarutto, direttore artistico Cardi Black Box<br \/> Michal Helfman, artista<br \/> <\/span><span class=\"Normal\">Inaugurazione ore 18-21 su invito<\/span><\/p>\n<p><span class=\"Normal\">Cardi Black Box, nuova galleria d&rsquo;arte contemporanea internazionale caratterizzata da un approccio fortemente innovativo e sperimentale, presenta nella sede italiana a Milano, in Corso di Porta Nuova 38, la sua seconda esposizione, dedicata alla giovane artista israeliana Michal Helfman.<\/p>\n<p> Nata nel 1973 a Tel Aviv, Helfman &egrave; alla sua prima personale in Europa. La mostra, a cura di Sarah Cosulich Canarutto, sar&agrave; aperta al pubblico da gioved&igrave; 16 aprile a mercoled&igrave; 20 maggio 2009.<br \/> Per accogliere la mostra, lo spazio espositivo di Cardi Black Box &egrave; stato completamente trasformato dall&rsquo;artista che ne ha mutato profondamente l&rsquo;architettura interna: giochi di volumi, di luci e di specchi generano visioni e alterazioni delle quali il visitatore diviene inconsapevole protagonista. Circondato, lo spettatore si trasforma in voyeur: condivide il desiderio, il disordine e la caleidoscopica illusione espressi dai video e dalle monumentali e composite installazioni di Michal Helfman.<\/p>\n<p> La mostra<br \/> Nella sua nuova opera, The Lesson, concepita specificatamente per questa mostra e prodotta da Cardi Black Box, Michal Helfman presenta un ambiente spettacolare e al tempo stesso destabilizzante: l&#39;omonimo video capovolge uno studio di danza classica, trasformandolo in un curioso night club. Ruotata di 90 gradi, la sbarra diviene un palo da pole dancing, il movimento rigoroso ed elegante della ballerina classica si trasforma nel moto aggressivo e sensuale di una spogliarellista. Il sipario si chiude e la scena si sposta in mezzo all&#39;oceano con l&#39;esplosione di una piattaforma petrolifera tratta da immagini di cronaca. Con questo contrasto, The Lesson richiama metaforicamente universo femminile e sguardo predominante maschile, mettendo in evidenza il rapporto tra uomo e donna attraverso l&#39;analisi di stereotipi sociali e di ruolo.<br \/> L&#39;opera riprende il tema dal video in una composita installazione costituita da sculture e elementi che, attraverso un gioco di inversioni e alterazioni, contribuiscono a disorientare e rompere i confini tra individuo e spazio, tra oggetto e azione. La conflittualit&agrave; tra tecnologia industriale e sensualit&agrave; emotiva, artificialit&agrave; e iperrealt&agrave;, architettura e decorazione sono i concetti chiave alla radice della sua analisi artistica: anche gli oggetti e le figure appaiono in liquefazione, in stato di transizione, come se volessero trasformare la loro essenza e, di conseguenza, il nostro modo di guardare cio&#39; che ci circonda.<!--more--><\/p>\n<p> Lo spazio condiviso, in Just be good to me, video installazione che completa la mostra al piano superiore, si fonde con quello privato e personale dell&#39;artista, per sottolineare l&#39;ambiguit&agrave; su cui poggiano le nostre certezze. Con una originale prospettiva naturalistica che vede il movimento comporsi attraverso una sequenza di tanti fermo immagine, l&#39;artista racconta il rapporto tra uomo e natura attraverso l&#39;elaborazione di un tema pittorico classico come quello della maternit&agrave;. La scena di carattere quotidiano di una madre con un bimbo rivela pero&#39; subito la propria artificiosit&agrave;: si tratta di un piccolo set in un angolo remoto di deserto. L&#39;apparato di sovrastrutture dell&#39;uomo, la cultura specchiata nell&#39;imponenza della natura, rivelano allora la propria fragilit&agrave;. Il deserto, spazio vuoto e immutabile incorniciato da una quinta di rocce, e&#39; il luogo ove la madre si incammina col figlio in un delicato equilibrio tra natura e cultura in cui emerge l&#39;assenza dell&#39;uomo, il padre. Lo spettatore assiste al placido calar della sera finche&#39; una folla di lune piene sembra emergere, gonfiandosi, dal cielo, distruggendo con ridondanza e inspiegabilit&agrave; la volta celeste. Come la madre e il figlio sono inghiottiti dal paesaggio desertico, e&#39; ora lo spazio naturale a piegarsi alla dimensione decorativa e kitsch di queste lune reminescenti palle stroboscopiche da discoteca.<\/p>\n<p> Il soggetto dell&#39;opera di Michal Helfman, che fa convergere temi e simbologie della storia dell&#39;arte, elementi autobiografici e l&#39;immaginario psichedelico dei locali notturni in un lavoro scevro di significati politici, riflette sull&#39;interazione tra lo spettatore e lo spazio fisico, e sull&#39;influenza che l&#39;architettura del nostro vissuto opera sullo sguardo e sulla percezione, in un gioco di inversioni e capovolgimenti non soltanto di ruoli ma di modi di percepire e di interpretare il mondo che ci circonda. L&#39;artista trasforma un&#39;immagine in icona, in simbolo del dualismo estremo che esiste tra natura\/cultura, apparenza\/realt&agrave;, singolo\/collettivit&agrave;. Tra illusione, finzione e realt&agrave;, ancora una volta Helfman immerge lo spettatore nel complesso gioco di relazioni tra uomo e contesto, spazio e azione.<\/p>\n<p> Ufficio Stampa<br \/> Paola C. Manfredi Comunicazione<br \/> Corso Italia 8 &ndash; 20122 Milano Tel.0245485093<br \/> press@paolamanfredi.com Contatti:<br \/> Paola C. Manfredi<br \/> +39 335 54 55 539<br \/> Paola.manfredi@paolamanfredi.com<br \/> Andrea della Valentina<br \/> Andrea.dellavalentina@paolamanfredi.com<\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;mercoled&igrave; 15 aprile 2009, ore 11.00 &#8211; 13.00 Corso di Porta Nuova, 38 &#8211; Milano CARDI BLACK BOX Saranno presenti: Barbara Berlusconi, socio fondatore Nicol&ograve; Cardi, socio fondatore e A.D. 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