
{"id":47577,"date":"2014-12-20T10:34:57","date_gmt":"2014-12-20T08:34:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=47577"},"modified":"2014-12-20T10:34:57","modified_gmt":"2014-12-20T08:34:57","slug":"la-collezione-delle-icone-russe-agli-uffizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/47577\/arte\/la-collezione-delle-icone-russe-agli-uffizi.html","title":{"rendered":"LA COLLEZIONE  DELLE ICONE RUSSE AGLI UFFIZI"},"content":{"rendered":"<p><strong>FIRENZE &#8211; GALLERIA DEGLI UFFIZI<\/strong><\/p>\n<p><strong>DAL 20 DICEMBRE 2014 AL 1\u00b0 FEBBRAIO 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA COLLEZIONE<\/strong><\/p>\n<p><strong>DELLE ICONE RUSSE AGLI UFFIZI<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione, nuovo appuntamento del ciclo \u2018<em>i mai visti\u2019<\/em>, propone 81 icone di propriet\u00e0 delle Gallerie fiorentine, che costituiscono il pi\u00f9 antico nucleo collezionistico d\u2019immagini sacre russe esistente fuori dal mondo ortodosso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 20 dicembre 2014 al 1\u00b0 febbraio 2015, la Sala delle Reali Poste del Museo fiorentino accoglie la mostra della \u201c<em>Collezione delle icone russe agli Uffizi<\/em>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>La rassegna, promossa dall\u2019Associazione Amici degli Uffizi e curata da Valentina Conticelli, Daniela Parenti della Direzione della Galleria e Vincenzo Gobbo, realizzata col contributo dell\u2019Ente Cassa di Risparmio di Firenze, \u00e8 parte integrante del ciclo <strong>\u2018i mai visti\u2019, <\/strong>che ogni anno offre al pubblico l\u2019opportunit\u00e0 di approfondire temi legati ad opere poco note delle sue collezioni.<\/p>\n<p>La mostra presenta <strong>81 icone<\/strong> delle Gallerie fiorentine, costituenti<strong> il pi\u00f9 antico nucleo collezionistico di icone russe esistente al di fuori del mondo ortodosso<\/strong>.<\/p>\n<p>I due esemplari pi\u00f9 antichi, un\u2019icona mariana e quella raffigurante la <em>Decollazione del Battista<\/em>, sono databili fra la fine del XVI secolo e l\u2019inizio del XVII e conservano ancora la coperta d\u2019argento, detta <em>oklad<\/em>, che le rendeva gradite al gusto principesco di casa Medici, trovando posto fin dal Seicento fra le suppellettili della cappella di Palazzo Pitti.<\/p>\n<p>Ad eccezione di pochi esemplari, tuttavia, la collezione giunse a Firenze in epoca lorenese ed \u00e8 costituita per la maggior parte da icone databili alla prima met\u00e0 del XVIII secolo; i caratteri stilistici che le accomunano sono tali da far supporre che possano essere state acquistate per piccoli gruppi in qualche bottega provinciale della Russia centrale. S\u2019ignorano gli eventi che hanno portato questa raccolta a Firenze. Una scritta presente sul retro dell\u2019icona con le <em>Storie di Cristo<\/em> porta a ipotizzare un legame con la chiesa ortodossa della Santissima Trinit\u00e0 di Livorno, eretta alla fine del sesto decennio del XVIII secolo con il favore del granduca Francesco Stefano di Lorena. Nell&#8217;ambito della strategia propagandistica messa in atto da Caterina di Russia durante la guerra con i Turchi (1768-1774), nel corso della quale la flotta russa soggiorn\u00f2 a Livorno, la zarina fece ricorso pi\u00f9 volte a doni votivi, tributandoli anche alle comunit\u00e0 ortodosse d&#8217;occidente, ed \u00e8 possibile che la collezione delle icone oggi agli Uffizi si origini in un episodio legato a questo particolare momento storico.<\/p>\n<p>\u201cSono grata agli Amici degli Uffizi e al personale della Direzione della Galleria \u2013 commenta il Soprintendente <em>ad interim<\/em> per il Polo Museale Fiorentino, <strong>Alessandra Marino<\/strong> \u2013 per la volont\u00e0 di mantenere viva la tradizione dell\u2019appuntamento espositivo di fine anno con \u2018i mai visti\u2019. Quest\u2019anno i visitatori troveranno ad attenderli una serie di icone russe appartenenti alla Galleria e che, attraverso questa iniziativa, trova luogo e motivo per essere ammirata e apprezzata, a conferma del gusto collezionistico delle dinastie medicea e lorenese che ha attraversato i secoli ed \u00e8 giunto sino a noi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDa qualche mese &#8211; ricorda <strong>Antonio Natali<\/strong>, Direttore della Galleria degli Uffizi &#8211; \u00e8 tornata agli Uffizi, dalla Galleria dell\u2019Accademia, la collezione d\u2019icone che intorno al 1782 era stata esposta da Luigi Lanzi e Giuseppe Pelli Bencivenni nel \u201cGabinetto di pitture antiche\u201d, in una coabitazione con le tavole dei maestri operosi ai primordi dell\u2019arte italiana che \u00e8 emblematica d\u2019una riscoperta critica per la quale \u00e8 invalsa la formula di \u2018fortuna dei primitivi\u2019. L\u2019esposizione riguarda un settore del patrimonio degli Uffizi \u2018mai visto\u2019 dai visitatori, ai quali sar\u00e0 dato agio di conoscere una cultura antica e nuova\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 davvero un piacere &#8211; afferma <strong>Maria Vittoria Rimbotti<\/strong>, Presidente degli Amici degli Uffizi &#8211; presentare alla citt\u00e0 la nostra strenna natalizia. Da oltre un decennio l\u2019Associazione che ho l\u2019onore di presiedere, partecipa attivamente all\u2019organizzazione della mostra del ciclo de \u2018i mai visti\u2019, che propone aspetti della collezione del Museo poco noti e raramente esposti. Quest\u2019anno &#8211; prosegue Maria Vittoria Rimbotti &#8211; l\u2019attenzione si \u00e8 focalizzata sulla pi\u00f9 antica collezione di icone russe esistenti fuori dal mondo ortodosso di propriet\u00e0 della Galleria degli Uffizi, che testimoniano il raffinato gusto collezionistico fiorentino, iniziato gi\u00e0 in ambito mediceo e proseguito con la casata lorenese, attento a forme di espressione artistica di grande ricercatezza, nate e sviluppate in paesi e culture solo apparentemente lontane da quelle italiane\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe icone russe &#8211; sottolinea <strong>Daniela Parenti<\/strong> &#8211; giunsero agli Uffizi da Palazzo Pitti nel corso della risistemazione della Galleria promossa da Pietro Leopoldo, che comport\u00f2 lo spostamento di intere branche del collezionismo mediceo e il trasferimento di molti capolavori agli Uffizi dalle regge granducali. Le icone \u201cgreco-mosche\u201d furono sistemate nel \u201cGabinetto di pitture antiche\u201d come significative testimonianze della riscoperta delle antichit\u00e0 cristiane e della pittura delle origini, ed introducevano ai dipinti toscani a fondo oro come pure ai capisaldi del primo di Rinascimento di Angelico, Paolo Uccello, fino a Botticelli accanto a coppe paleocristiane, smalti e mosaici. Questo insolito, ma innovativo accostamento di opere \u201cprimitive\u201d fu smantellato alla fine del XVIII per far posto a un diverso ordinamento e le icone russe furono relegate nella villa medicea di Castello, dove rimasero fino al XX secolo. Depositate quindi a Palazzo Pitti e poi alla Galleria dell\u2019Accademia, tornano nuovamente agli Uffizi, in virt\u00f9 degli spazi in accrescimento del progetto Nuovi Uffizi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019esposizione &#8211; dichiara <strong>Vincenzo Gobbo<\/strong> &#8211; dell\u2019interessante gruppo d&#8217;icone russe si suddivide in tre sezioni che raggruppano le tavole dipinte aventi per tema il Cristo, la Madre di Dio e le diverse figure di santi che animano il Credo ortodosso. Dal punto di vista artistico, le icone della collezione fiorentina costituiscono un insieme eterogeneo all&#8217;interno del quale si trovano immagini sacre caratterizzate da una discreta qualit\u00e0 nella resa iconografica, a cui s&#8217;alternano quelle in cui lo stile &#8216;popolare&#8217; \u00e8 evidenziato da tratti pi\u00f9 semplici e ingenui\u201d.<\/p>\n<p>Firenze, 19 dicembre 2014<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA COLLEZIONE DELLE ICONE RUSSE AGLI UFFIZI<\/strong><\/p>\n<p>Firenze, Galleria degli Uffizi &#8211; Sala delle Reali Poste<\/p>\n<p><strong>20 dicembre 2014 &#8211; 1 febbraio 2015<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Orari<\/strong>: da marted\u00ec a domenica, ore 10.00 &#8211; 17.00<\/p>\n<p><strong>Ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p><strong>Informazioni<\/strong>: \u00a0 tel. (+39) 055 285610 &#8211; (+39) 055 2646456<\/p>\n<p><a href=\"mailto:info@amicidegliuffizi.it\">info@amicidegliuffizi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Catalogo: Sillabe<\/strong>, a cura di Valentina Conticelli, Vincenzo Gobbo e Daniela Parenti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Visite guidate <\/strong>gratuite a cura degli assistenti alla fruizione e vigilanza della Galleria degli Uffizi<\/p>\n<p>A partire dal 7 gennaio 2015: mercoled\u00ec, ore 14.30 e 15.45; gioved\u00ec, 10.15 e 11.30<\/p>\n<p><strong>Laboratori didattici gratuiti su prenotazione<\/strong>, a cura di Cristina Bonavia, Serena Mannori, Ilenia Ulivi<\/p>\n<p>27 dicembre 2014, 3-10-17-24 e 31 gennaio 2015, ore 10.30<\/p>\n<p>Per prenotazioni: <a href=\"mailto:cristinabonavia@gmail.com\">cristinabonavia@gmail.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FIRENZE &#8211; GALLERIA DEGLI UFFIZI DAL 20 DICEMBRE 2014 AL 1\u00b0 FEBBRAIO 2015 LA COLLEZIONE DELLE ICONE RUSSE AGLI UFFIZI L\u2019esposizione, nuovo appuntamento del ciclo \u2018i mai visti\u2019, propone 81 icone di propriet\u00e0 delle Gallerie fiorentine, che costituiscono il pi\u00f9 antico nucleo collezionistico d\u2019immagini sacre russe esistente fuori dal mondo ortodosso. 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