
{"id":46853,"date":"2014-11-21T10:54:20","date_gmt":"2014-11-21T08:54:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=46853"},"modified":"2014-11-21T10:54:20","modified_gmt":"2014-11-21T08:54:20","slug":"maga-allistituto-svizzero-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46853\/arte\/maga-allistituto-svizzero-milano.html","title":{"rendered":"Il MA*GA all&#8217;Istituto Svizzero di Milano"},"content":{"rendered":"<table style=\"color: #444444;\" border=\"0\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\" valign=\"middle\">\n<p class=\"ecxtesto_mail\" style=\"color: black;\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/marco_poloni_tpome_dpx_rec001366.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46854\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/marco_poloni_tpome_dpx_rec001366-300x225.jpg\" alt=\"marco_poloni_tpome_dpx_rec001366\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/marco_poloni_tpome_dpx_rec001366-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/marco_poloni_tpome_dpx_rec001366-500x375.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"ecxtesto_mail\" style=\"color: black;\" align=\"center\"><strong style=\"font-weight: bold;\">Marco Poloni<\/strong><\/p>\n<p class=\"ecxtesto_mail\" style=\"color: black;\" align=\"center\"><strong style=\"font-weight: bold;\">Codename: Osvaldo, case study #1: The Pistol of Monika Ertl<\/strong><\/p>\n<p class=\"ecxtesto_mail\" style=\"color: black;\" align=\"center\">Nell\u2019ambito di: Voglio vedere le mie montagne<\/p>\n<p class=\"ecxtesto_mail\" style=\"color: black;\" align=\"center\">22 novembre \u2014 20 dicembre 2014<\/p>\n<p class=\"ecxtesto_mail\" style=\"color: black;\" align=\"center\">Opening:\u00a0 venerd\u00ec 21 novembre 2014, ore 18.00<\/p>\n<p class=\"ecxtesto_mail\" style=\"color: black;\" align=\"center\">Milano, Istituto Svizzero\u00a0 (via Vecchio Politecnico 3)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"ecxtesto_12\" valign=\"top\">Voglio vedere le mie montagne \u00e8 un\u2019esposizione curata da Noah Stolz e articolata su tre istituzioni: il Museo MAGA di Gallarate, che \u00e8 promotore del progetto e presso il quale avr\u00e0 luogo la mostra principale con vernissage il 7 febbraio 2015; il Museo Cantonale d\u2019Arte di Lugano e l\u2019Istituto Svizzero di Milano che ospitano a loro volta due signi\ufb01cativi momenti espositivi legati al progetto.<\/p>\n<p>Codename:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Osvaldo,\u00a0\u00a0\u00a0 case\u00a0\u00a0 study\u00a0\u00a0 #1\u00a0 costituisce\u00a0\u00a0\u00a0 il\u00a0 primo\u00a0 atto\u00a0\u00a0 del\u00a0 programma\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di\u00a0 scambi\u00a0\u00a0\u00a0 binazionali\u00a0 Viavai, Contrabbando\u00a0\u00a0 culturale\u00a0\u00a0 Svizzera\u00a0\u00a0 \u2013\u00a0\u00a0 Lombardia,\u00a0\u00a0 la\u00a0\u00a0 mostra\u00a0\u00a0 aprir\u00e0\u00a0\u00a0 il\u00a0 21\u00a0\u00a0 novembre\u00a0\u00a0 2014\u00a0\u00a0 alle\u00a0\u00a0 ore\u00a0\u00a0 18.00\u00a0\u00a0 all\u2019Istituto Svizzero di Milano e sar\u00e0 visitabile \ufb01 no al 20 dicembre 2014.<\/p>\n<p>L&#8217;artista Marco Poloni presenta, in questa occasione, la prima tappa del ciclo intitolato Codename: Osvaldo che si articoler\u00e0 successivamente in una serie di nuove con\ufb01 gurazioni ed eventi. La mostra avr\u00e0 attivi al suo interno i laboratori di Radio Tramontana e di Stella Maris.<\/p>\n<p>In occasione dell&#8217;opening, due squadre di Radio Tramontana, una dalla Casa Salecina sul Maloja e l\u2019altra all\u2019ISR di Milano, realizzeranno una serata radiofonica, collegando virtualmente i due luoghi tramite una web radio. LapTopRadio (<a style=\"font-weight: inherit; color: #0068cf;\" href=\"http:\/\/www.laptopradio.org\/\" target=\"\">www.laptopradio.org<\/a>) \u00e9 una struttura sperimentale che esplora le possibilit\u00e0 di network radio e broadcasting tramite trasmissioni nomadi. Il laboratorio di Radio Tramontana sar\u00e0 poi presente durante tutta l\u2019esposizione all\u2019ISR sotto forma d\u2019installazione, dando la possibilit\u00e0 di ascoltare i documenti sonori e l\u2019archivio dell\u2019emissione radio del 21 novembre.<\/p>\n<p>La piattaforma Stella Maris organizzer\u00e0 un evento collaterale di presentazione del progetto cinematogra\ufb01 -co &#8220;Una Cuba mediterranea&#8221; che rappresenta il fulcro del ciclo Codename: Osvaldo, attualmente in fase di post produzione.<\/p>\n<p>Al titolo Codename: Osvaldo corrisponde una serie di opere di Marco Poloni i cui aneddoti riconducono tutti ad un unico personaggio, Giangiacomo Feltrinelli. In questa prima tappa espositiva viene proposto il ciclo The pistol of Monika Ertl in cui Poloni tesse le trame di una narrazione non lineare e il cui soggetto \u00e8 appunto la pistola con la quale la terrorista tedesca Monika Ertl uccise il comandante Quentanilla, il presunto killer di Che Guevara.<\/p>\n<p>La costellazione di fotogra\ufb01 e, di spezzoni di footage 16 mm, di documenti e testi che compongono l\u2019opera nel suo insieme raccontano in modo poetico la genesi di una incerta mitologia le cui maglie aperte lasciano spazio ad abbaglianti epifanie.<\/p>\n<p>Monika Ertl era la \ufb01 glia preferita del cineasta e fotografo Hans Ertl, capo operatore del controverso \ufb01 lm di Leni Riefenstahl, \u201cOlympia\u201d, che ritrae i giochi olimpici di Berlino del 1936. Ertl si era trasferito a La Paz con la sua famiglia dopo la \ufb01 ne della seconda guerra mondiale. Alla \ufb01 ne degli anni sessanta Monika entr\u00f2 a far parte dell&#8217;Armata di liberazione nazionale boliviana, venne addestrata alla guerrilla, prima in Chile e poi a Cuba. Il revolver che utilizz\u00f2 per uccidere Quintanilla si suppone le sia stato dato dallo stesso Feltrinelli.<\/p>\n<p>Voglio vedere le mie montagne \u00e8 la celebre frase pronunciata da Segantini sul letto di morte, allo stesso tempo questa frase rimanda anche ad un opera di Joseph Beuys. Con questo titolo l\u2019artista tedesco sigla infatti uno dei suoi lavori pi\u00f9 importanti e complessi, un vero e proprio testamento, ma anche una delle sue opere pi\u00f9 accademiche e cattedratiche. Alle radici romantiche di Segantini Beuys oppone la guerra, mentre all\u2019immagine mitologica del maestro morente \u00e8 sovrapposta quella di un giovane Beuys insonne. La \ufb01 nestra da cui Segantini vede le sue montagne diventa la porta di un armadio da cui il ragazzo vedeva uscire un uomo nero, il paesaggio alpino corrisponde invece ad una narrazione costituita da oggetti ordinatamente disposti nello spazio e materiali poveri che rimandano alla costruzione delle fondamentali mitologie personali dell\u2019artista. Sullo sfondo ci sono la seconda guerra mondiale, la psicanalisi e l\u2019antroposo\ufb01a.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione Voglio vedere le mie montagne non corre per\u00f2 il rischio di essere intesa come un omaggio letterale a maestri del passato, bens\u00ec al loro spirito di profanazione. A questo spirito la mostra vuole aggiungere un nuovo strato di signi\ufb01 cati, ulteriori azioni che confermino una sorta di tradizione dell\u2019atto profanatore e tentino, questa volta attraverso un\u2019orchestrazione collettiva, una rappresentazione trasversale e plurale del paesaggio transalpino contemporaneo.<\/p>\n<p>Paesaggio che da molti secoli corrisponde ad un area di \u201ccon\ufb01 ne espanso\u201d, in continuo processo di ride\ufb01 nizione, di ritrattazione e continuamente alla ricerca di una propria precisa identit\u00e0. In tempi relativamente recenti questo privilegiato stato di irrequietezza ha facilitato l\u2019af\ufb01 orare di momenti di notevole apertura in alternanza a moti di testarda autonomia.<\/p>\n<p>Voglio vedere le mie montagne si presenta quindi come un\u2019esposizione collettiva, la cui forma altro non \u00e8 se non il risultato di una forma di contrattazione con il reale, un tentativo di dar luce agli aspetti latenti di una contemporaneit\u00e0 che ci appare divisa e fatica a trovare l\u2019immagine di se stessa. Nicolas Bourriaud ci insegna che \u201cessere radicanti signi\ufb01ca mettere in moto le proprie radici, in contesti e formati eterogenei, negando loro il potere di de\ufb01 nire completamente la propria identit\u00e0, traducendo idee, transcodi\ufb01 cando immagini, trapiantando comportamenti, scambiando invece di imporre\u201d. Gli artisti invitati ad intervenire in questa esposizione hanno cercato di innestare il proprio pensiero in un paesaggio da loro vissuto allo stesso tempo come familiare ed estraneo. Molti di questi artisti sono infatti di origine italo-svizzera e il loro lavoro \u00e8 permeato da questioni identitarie e antropologiche.<\/p>\n<p>Voglio vedere le mie montagne nel suo insieme \u00e8 il frutto di mesi di lavoro e di ricerca, del dialogo tra curatore, artisti e istituzioni coinvolte, di progettazione e attuazione di laboratori collettivi e individuali, di scambi di aneddoti e documenti, che hanno dato luogo ad una mappatura di \u201coggetti\u201c tutti portatori di complessit\u00e0.<\/p>\n<p>I\u00a0\u00a0 frammenti\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 questa\u00a0\u00a0 esperienza\u00a0\u00a0 condivisa,\u00a0\u00a0 come\u00a0\u00a0 in\u00a0\u00a0 un\u2019opera\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 traduzione,\u00a0\u00a0 andranno\u00a0\u00a0 a\u00a0\u00a0 ricomporre\u00a0\u00a0 l\u2019immagine corale del paesaggio transalpino di oggi. Non un paesaggio speci\ufb01 co, ma un paesaggio plurale, che trascende con\ufb01ni e che si prende gioco dello stesso concetto della spazio-temporalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco Poloni Codename: Osvaldo, case study #1:The Pistol of Monika Ertl<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di: Voglio vedere le mie montagne<\/p>\n<p>22 novembre \u2014 20 dicembre 2014<\/p>\n<p>Opening:\u00a0 venerd\u00ec 21 novembre 2014, ore 18.00<\/p>\n<p>Milano, Istituto Svizzero\u00a0 (via Vecchio Politecnico 3)<\/p>\n<p>Tel. +39 02 76016118<\/p>\n<p>milano@istitutosvizzero.it<\/p>\n<p><a style=\"font-weight: inherit; color: #0068cf;\" href=\"http:\/\/www.istitutosvizzero.it\/\" target=\"_blank\">www.istitutosvizzero.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prossimamente:<\/p>\n<p>Voglio vedere le mie montagne<\/p>\n<p>Museo MAGA, Gallarate<\/p>\n<p>7 febbraio \u2014 15 marzo 2015<\/p>\n<p>www.museomaga.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Voglio vedere le mie montagne<\/p>\n<p>Museo Cantonale di Lugano<\/p>\n<p>14 febbraio \u2014 15 marzo 2015<\/p>\n<p>www.museo-cantonale-arte.ch<br \/>\nPer ulteriori informazioni:<\/p>\n<p>Museo MAGA, Gallarate<\/p>\n<p>tel. 0331 706011<\/p>\n<p>www.museomaga.it<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Poloni Codename: Osvaldo, case study #1: The Pistol of Monika Ertl Nell\u2019ambito di: Voglio vedere le mie montagne 22 novembre \u2014 20 dicembre 2014 Opening:\u00a0 venerd\u00ec 21 novembre 2014, ore 18.00 Milano, Istituto Svizzero\u00a0 (via Vecchio Politecnico 3) &nbsp; Voglio vedere le mie montagne \u00e8 un\u2019esposizione curata da Noah Stolz e articolata su tre &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46853\/arte\/maga-allistituto-svizzero-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Il MA*GA all&#8217;Istituto Svizzero di Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[2482,1268,17],"class_list":["post-46853","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-istituto-svizzero","tag-maga","tag-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46853","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46853"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46853\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46855,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46853\/revisions\/46855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46853"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46853"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46853"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}