
{"id":46581,"date":"2014-11-13T11:43:52","date_gmt":"2014-11-13T09:43:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=46581"},"modified":"2014-11-13T11:43:52","modified_gmt":"2014-11-13T09:43:52","slug":"work-of-art-is-confession-antonio-syxty-orea-malia-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46581\/arte\/work-of-art-is-confession-antonio-syxty-orea-malia-milano.html","title":{"rendered":"A WORK OF ART IS A CONFESSION*   Antonio Syxty  Orea Mali\u00e0 Milano"},"content":{"rendered":"<p>Antonio Syxty torna ad esporre nello spazio creativo di Orea Mali\u00e0,<\/p>\n<p>in via Marghera 18, a Milano.<\/p>\n<p>La personale verr\u00e0 inaugurata gioved\u00ec 13 novembre, dalle 19.30<\/p>\n<p><em>A Work of art is a confession<\/em>* \u00e8 il titolo della nuova personale di Antonio Syxty, che verr\u00e0 ospitata nello spazio creativo di Orea Mali\u00e0, in via Marghera 18 (cortile interno), a Milano, dal 13 novembre 2014 al 10 gennaio 2015.<\/p>\n<p>L\u2019artista inaugura la sua nuova mostra scegliendo una linea di confine fra privato e pubblico, fra esibizione e confessione, fra riconoscimento e dichiarazione, fra menzogna e verit\u00e0: l\u2019arte pu\u00f2 essere anche una forma di confessione? E la confessione pu\u00f2 diventare una forma d\u2019arte? Confessione dell\u2019artista verso il mondo? O confessione del mondo verso l\u2019artista? Menzogna dell\u2019arte e verit\u00e0 della confessione, o viceversa?<\/p>\n<p>Natura e politica, economia e <em>scambi commerciali<\/em> si mescolano in questa serie di opere che hanno tutti lo stesso titolo: \u201cunknown\u201d, \u201csconosciuto\u201d. Ogni unknown \u00e8 per\u00f2 seguito da un numero (inventato dall\u2019artista), che \u00e8 seriale, cos\u00ec come seriale diventa sempre di pi\u00f9 l\u2019identificazione in codici della nostra esistenza sociale, in qualunque paese, a qualunque latitudine (Codice Fiscale, Social Security Number, National Insurance Number e cos\u00ec via).<\/p>\n<p>Queste identit\u00e0 &#8211; sconosciute, appunto &#8211; guardando l\u2019obbiettivo del fotografo mettono in atto una muta confessione, che a sua volta si ribalta o si rifrange in chi guarda l\u2019opera.<\/p>\n<p>Alcuni ritratti fotografici sono di Olivia Gozzano, altri di Alessandro Saletta e altri ancora invece fanno parte di quelle immagini rese <em>anonime<\/em> dal web e scelte dall\u2019artista per il suo intento <em>confessionale <\/em>e insieme<em> esibizionistico<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019intenzione \u00e8 quella di tracciare un percorso ambiguo e fuorviante fra ci\u00f2 che \u00e8 pubblico e ci\u00f2 che \u00e8 privato inserendo un filtro colorato\/colorante davanti alle immagini a loro volta volutamente impoverite, decolorate, fotocopiate, plastificate con l\u2019intento di <em>mentire<\/em>, spersonalizzando il soggetto.<\/p>\n<p>Compaiono anche &#8211; sempre con il titolo di <em>unknown<\/em> &#8211; alcune identit\u00e0 note all\u2019artista, come alla gran parte delle persone, ma non per questo meno <em>sconosciute<\/em> delle altre (Yuri Gagarin, John Lennon, Harvey Oswald, Jan Palach, Kim Jong-Un, Milton Friedman, Michail Kalashnikov).<\/p>\n<p>Anche queste identit\u00e0 &#8211; di <em>dominio pubblico<\/em> &#8211; vengono <em>trattate dall\u2019artista<\/em> e contrapposte\u00a0 talvolta a uno spazio bianco o unite da un limbo rosso, con l\u2019intento di suggerire a chi guarda l\u2019opera, attraverso lo spazio vuoto, una nuova possibilit\u00e0 di identificazione o di immaginazione del soggetto ritratto, quasi in forma di <em>you do the portrait.<\/em><\/p>\n<p>A far da contrappunto agli <em>unknown<\/em> umani ci sono gli animali, trattati anch\u2019essi allo stesso modo. In questo caso l\u2019intento \u00e8 quello di capovolgere il gioco della confessione dichiarando che la vera <em>natura animale<\/em> si fa portatrice dell\u2019assetto socio-economico del sistema, mentendo a se stessa in una muta <em>confessione degenerativa<\/em> che diventa scambio commerciale abnorme e surreale.<\/p>\n<p>E a sovrintendere al gioco della confessione alcune opere di grande formato &#8211; anch\u2019esse su tela &#8211; si ispirano invece all\u2019opera di Beuys e al movimento situazionista e surrealista riproponendo un nuovo ordine costituito, tentando di strutturare il pensiero eversivo dell\u2019arte in una sorta di codice per una <em>nuova pietas<\/em>. O per una <em>nuova vanitas<\/em> dell\u2019arte?<\/p>\n<p>Tutte le opere sono realizzate con tecnica mista, su carta, legno, canvas e poliestere bianco.<\/p>\n<p>La mostra rimarr\u00e0 aperta fino al 10 gennaio 2015, nei seguenti orari: dalle 9.30 alle 19.30 (marted\u00ec, mercoled\u00ec e venerd\u00ec); dalle 11.00 alle 21.00 (gioved\u00ec); dalle 9.00 alle 19.00 (sabato).<\/p>\n<p><em>*A WORK OF ART IS A CONFESSION fa parte del ciclo MONEY TRANSFER ART PROJECT<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 Antonio Syxty<\/strong><\/p>\n<p>Regista\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 teatro,\u00a0 cinema,\u00a0 televisione\u00a0\u00a0 ed\u00a0\u00a0 eventi\u00a0 speciali,\u00a0 Syxty inizia nella seconda met\u00e0 degli anni \u201870 come <em>performer<\/em> nelle gallerie d\u2019arte e negli spazi underground, collaborando con artisti, designer, architetti e musicisti di quel periodo. Il suo \u00e8 un percorso fortemente segnato dall\u2019arte concettuale\u00a0 e comportamentale di quegli anni.<\/p>\n<p>Negli anni \u201980 il suo percorso si sposta progressivamente verso il teatro, che lui stesso indica come un\u2019<em>arte comportamentale <\/em>con infinite derive e declinazioni legate allo scambio delle identit\u00e0 e al situazionismo narrativo.<\/p>\n<p>Da allora il suo percorso si formalizza nella professione di regista, prima di teatro poi di cinema e televisione (RAI, Mediaset), con frequenti contaminazioni in altri ambiti della comunicazione (pubblicit\u00e0, film istituzionali, moda, concerti e qualsiasi altra forma di evento dal vivo), \ufb01no a definirsi, in alcuni casi, come un <em>regista di spazi e di comportamenti.<\/em><\/p>\n<p>Dal 2007 ha iniziato un progetto artistico chiamato <em>Money Transfer<\/em>, che trae ispirazione dagli effetti emotivi causati dal denaro e dall\u2019economia nella nostra vita di tutti i giorni. Il progetto iniziato con un\u2019indagine legata al <em>plastic money<\/em> (carte di credito come opere d\u2019arte) si \u00e8 espanso progressivamente e naturalmente proliferando in una sorta di economia globale del gesto artistico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Syxty torna ad esporre nello spazio creativo di Orea Mali\u00e0, in via Marghera 18, a Milano. La personale verr\u00e0 inaugurata gioved\u00ec 13 novembre, dalle 19.30 A Work of art is a confession* \u00e8 il titolo della nuova personale di Antonio Syxty, che verr\u00e0 ospitata nello spazio creativo di Orea Mali\u00e0, in via Marghera 18 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46581\/arte\/work-of-art-is-confession-antonio-syxty-orea-malia-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">A WORK OF ART IS A CONFESSION*   Antonio Syxty  Orea Mali\u00e0 Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[14017,17,14018],"class_list":["post-46581","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-antonio-syxty","tag-milano","tag-orea-malia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46581"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46582,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46581\/revisions\/46582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}