
{"id":46566,"date":"2014-11-13T11:09:53","date_gmt":"2014-11-13T09:09:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=46566"},"modified":"2014-11-13T11:09:53","modified_gmt":"2014-11-13T09:09:53","slug":"rodolfo-arico-sguardo-soggezione-lorenzelli-arte-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46566\/arte\/rodolfo-arico-sguardo-soggezione-lorenzelli-arte-milano.html","title":{"rendered":"Rodolfo Aric\u00f2  UNO SGUARDO SENZA SOGGEZIONE Lorenzelli Arte Milano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/1.-Loud-1965-215x340-olio-su-tela.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-46567\" src=\"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/1.-Loud-1965-215x340-olio-su-tela-500x333.jpg\" alt=\"1. Loud, 1965, 215x340, olio su tela\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/1.-Loud-1965-215x340-olio-su-tela-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/1.-Loud-1965-215x340-olio-su-tela-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.gdapress.it\/it\/..\/public\/it\/2014\/11\/1.-Loud-1965-215x340-olio-su-tela.jpg 850w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 13 novembre 2014 alle ore 18.30 inaugura la doppia mostra <strong><em>Uno sguardo senza soggezione<\/em><\/strong><em>, <\/em>antologica di Rodolfo Aric\u00f2, l\u2019artista milanese scomparso nel 2002 che, con la sua singolare coerenza inventiva, si \u00e8 affermato come uno dei pi\u00f9 originali protagonisti della seconda met\u00e0 del XX Secolo per l\u2019incessante rinnovamento del suo linguaggio espressivo in sintonia con le ricerche artistiche internazionali.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo \u00e8 stato concepito come un <em>iter <\/em>unitario che mette in relazione due gallerie milanesi, <strong>Lorenzelli Arte<\/strong> e <strong>A Arte Invernizzi<\/strong>, per ricostruire, attraverso la scelta di opere fondamentali, l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019artista a partire dalla met\u00e0 degli anni Sessanta sino agli inizi degli anni Novanta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mostra di Lorenzelli Arte esordisce con gli anni Sessanta che rappresentarono per Aric\u00f2 unmomento cruciale nella maturazione del suo linguaggio. In questo periodo prendono forma le <em>Shaped Canvas<\/em>, le tele sagomate \u201c<em>forme primarie oggetto di indagine al contempo spaziale, dimensionale e cromatica (\u2026) configurazioni volutamente instabili e indefinibili<\/em>\u201d (Luca Massimo Barbero). Tra questi lavori spicca in mostra <strong>Loud (1965\/66)<\/strong> -senz\u2019altro il capolavoro di questo periodo- imponente opera costituita dall\u2019unione di tele sagomate che assumono la valenza di archetipo e dove il colore si definisce attraverso una serie eterogenea di stesure che tradiscono l\u2019apparenza di monocromia. E\u2019 di questi anni la sua partecipazione alla Biennale di Venezia (1968) dove gli venne dedicata una sala. Per questa occasione Aric\u00f2 concep\u00ec tre grandi opere ambientali due delle quali, <strong>Strutture assonometriche (per Danny n.1)<\/strong> e <strong>Strutture<\/strong>, sono esposte al pubblico ricreando parzialmente l\u2019ambientazione veneziana dove rappresentavano il trionfo della pittura come spazio complesso, affatto annullato dalla struttura geometrica chiusa e dalla superficie definita che le ospitava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La ricerca di Aric\u00f2 matura nell\u2019ambito di un dialogo internazionale di riduzione espressiva e costituisce, come afferma sempre Luca Massimo Barbero, \u201c<em>una riflessione squisitamente europea che si concentra sulle coordinate di rappresentazione e costruzione dello spazio<\/em>\u201d. Negli anni successivi infatti la sua analisi si foocalizza sulle diverse modulazioni strutturali ed espressive legate alle forme primarie, dedicandosi ad un tipo di indagine non solo spaziale ma anche dimensionale e cromatica che si esplica in configurazioni volutamente instabili e indefinibili, come emerge nell\u2019opera <strong>Prospettiva per Paolo Uccello (1970)<\/strong>, una reinterpretazione della sua visione umanistica della storia dell\u2019arte e degli archetipi dell\u2019architettura. Appena due anni dopo dipinge il lavoro estremamente significativo <strong>Blues\u00a0 (1972<\/strong>) che apre alle successive esperienze pittoriche degli anni 70 di cui \u00e8 esempio <strong>Cat De A 4 Mentale A (1973).<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il decennio successivo rappresenta per Aric\u00f2 uno snodo fondamentale che lo conduce ad una dimensione sempre pi\u00f9 lirica. Le tele di questo periodo sono strutturate in maniera meno definita geometricamente e preludono alla progressione degli anni Novanta in cui la cognizione della tensione vitale accentua in lui la necessit\u00e0 di trascrivere in pittura la totalit\u00e0 dell\u2019assoluto in una relazione con lo spazio sempre pi\u00f9 fisica e corporale. Alla variazione della sagomatura corrisponde anche una diversa stesura del colore, molteplice e irregolare e molto pi\u00f9 intensa come si pu\u00f2 vedere nelle grandi tele <strong>Fuori posto buio (1990)<\/strong>, <strong>Poligono scuro (1990)<\/strong> e <strong>Dentro il Blu (1993)<\/strong> che chiudono il percorso della mostra. \u00a0In questi ultimi drammatici lavori le diverse modulazioni tonali vengono graffiate ed attraversate da linee irregolari e spezzate e si fa sempre pi\u00f9 intensa la sensazione che il colore, pur mostrandosi in modo evidente, voglia nascondere qualcosa, come se queste opere fossero sospese in bilico nella descrizione tragica dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In occasione della mostra verr\u00e0 pubblicata una monografia bilingue a cura di Luca Massimo Barbero, con la riproduzione delle opere esposte e un aggiornato apparato bio-bibliografico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCHEDA TECNICA MOSTRA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Titolo mostra<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Uno sguardo senza soggezione<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>A cura di<\/em><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Matteo Lorenzelli, Luca Massimo Barbero<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Sede<\/em><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lorenzelli Arte<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Milano, corso Buenos Aires, 2<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Periodo<\/em><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dal 14 novembre al 31 dicembre 2014<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Inaugurazione<\/em><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 gioved\u00ec 13 novembre 2014, ore 18.30<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Orari<\/em><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 marted\u00ec &#8211; sabato, ore 10.00\/13.00 &#8211; 15.00\/19.00.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 luned\u00ec su appuntamento. Festivi chiuso<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ingresso<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>libero<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Catalogo<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>lorenzelli arte<\/strong> <strong>n\u00b0 144 testo di Luca Massimo Barbero<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Come raggiungerci<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Metropolitana 1 (rossa), fermata Porta Venezia<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tram: 9, 29, 30, fermata p.zza Oberdan<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Passante ferroviario: Porta Venezia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Informazioni<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>+39.02.201914<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Federica Minesso: federica@lorenzelliarte.com<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 www.lorenzelliarte.com <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Gioved\u00ec 13 novembre 2014 alle ore 18.30 inaugura la doppia mostra Uno sguardo senza soggezione, antologica di Rodolfo Aric\u00f2, l\u2019artista milanese scomparso nel 2002 che, con la sua singolare coerenza inventiva, si \u00e8 affermato come uno dei pi\u00f9 originali protagonisti della seconda met\u00e0 del XX &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46566\/arte\/rodolfo-arico-sguardo-soggezione-lorenzelli-arte-milano.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Rodolfo Aric\u00f2  UNO SGUARDO SENZA SOGGEZIONE Lorenzelli Arte Milano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1436,17,14013],"class_list":["post-46566","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte","tag-lorenzelli-arte","tag-milano","tag-rodolfo-arico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46566"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46566\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46568,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46566\/revisions\/46568"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}