
{"id":46553,"date":"2014-11-13T01:59:34","date_gmt":"2014-11-12T23:59:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gdapress.it\/it\/?p=46553"},"modified":"2014-11-13T01:59:34","modified_gmt":"2014-11-12T23:59:34","slug":"museo-pecci-milano-mostra-suzanne-lacy-gender-agendas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46553\/spettacoli\/museo-pecci-milano-mostra-suzanne-lacy-gender-agendas.html","title":{"rendered":"Museo Pecci Milano mostra &#8220;Suzanne Lacy &#8211; Gender Agendas&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\" align=\"center\"><b style=\"font-weight: bold;\">SUZANNE LACY<\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\" align=\"center\"><b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">Gender Agendas<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\" align=\"center\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\" align=\"center\"><b style=\"font-weight: bold;\">14 novembre 2014 \u2013 6 gennaio 2015<\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\" align=\"center\"><b style=\"font-weight: bold;\">Inaugurazione:\u00a0\u00a0gioved\u00ec 13 novembre 2014 ore 19.00<\/b><b style=\"font-weight: bold;\"><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><a style=\"font-weight: inherit; color: #0068cf;\" target=\"_blank\" name=\"_GoBack\"><\/a>In attesa della riapertura della rinnovata sede di Prato, prevista per la primavera 2015, il Centro per l&#8217;arte contemporanea Luigi Pecci riparte con una nuova stagione nella sua succursale distaccata milanese, il\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">Museo Pecci Milano<\/b>, che ha sede in\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">Ripa di Porta Ticinese 113<\/span>. Con l\u2019occasione d\u00e0 il via ad una nuova linea di investigazione, dedicata a protagonisti dell&#8217;arte internazionale che abbiano svolto ricerche pionieristiche negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">Sar\u00e0\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">Suzanne Lacy<\/b>,\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">dal 14 novembre 2014 al 6 gennaio 2015<\/b>, ad aprire la serie con una mostra retrospettiva tematica, dal titolo\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">Gender Agendas<\/i><\/b>.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">La mostra offre\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">per la prima volta in Europa un\u2019ampia presentazione delle opere dell&#8217;artista di Los Angeles<\/b>, conosciuta come uno degli autori che fin dai primi anni Settanta, nella West Coast, hanno compiuto un lavoro cruciale mescolando l\u2019arte emergente con l\u2019impegno sociale. La sua attivit\u00e0 spazia dalle esplorazioni del corpo alle riflessioni intime, fino alla strutturazione di grandi manifestazioni pubbliche che coinvolgono decine di artisti e migliaia di spettatori. \u00c8 quest&#8217;ultima la parte che costituisce il filo conduttore principale della mostra, seguendo uno dei\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">leitmotiv<\/i>\u00a0della sua ricerca: l&#8217;indagine sulla condizione femminile, talvolta svolta in modo pi\u00f9 intimo, altre volte attraverso una forte carica politica e civile, nella considerazione del potere dell\u2019arte come strumento di lotta e di promozione di idee libertarie e progressiste.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">Nella mostra,\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">curata dal nuovo direttore Fabio Cavallucci in collaborazione con Megan Steinman<\/b>, vengono presentati alcuni dei lavori in cui l\u2019artista ha toccato i temi cruciali della condizione femminile: lo sfruttamento sessuale e la violenza, l\u2019invecchiamento e la considerazione che i media hanno della donna anziana, le questioni sociali che vanno dal razzismo alle condizioni di lavoro e di classe. Temi che, se negli anni Settanta e Ottanta erano provocatori e avanguardisti, oggi sono ancora all&#8217;ordine del giorno. L&#8217;arte diviene cos\u00ec uno strumento utile, da una parte per scavare pi\u00f9 profondamente i significati e le aspirazioni personali di tutte le centinaia di anonime performer che altrimenti non avrebbero accesso ai sistemi di comunicazione, dall&#8217;altra per mettere in evidenza, attraverso l&#8217;amplificazione dei media, le tematiche dei movimenti di liberazione femminile.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">La mostra raccoglie i riadattamenti di\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">alcuni tra i lavori pi\u00f9 importanti di Suzanne Lacy<\/b>. Tra questi\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">Prostitution Notes,<\/i>\u00a0(1974)<\/b>, un&#8217;indagine sulle prostitute e sul loro sfruttamento in alcune aree di Los Angeles, basata su interviste nei bar e nei locali da loro frequentati.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">In<\/i><\/b><b style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Mourning and In Rage<\/i><\/b>\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">(1977<\/b>) \u00e8 un\u2019opera creata quando a Los Angeles ci fu il brutale strangolamento di dieci donne per opera di un serial killer. Suzanne Lacy, insieme ad altre attiviste, si present\u00f2 davanti al municipio della citt\u00e0 con dieci figure femminili, coperte dalla testa ai piedi con tuniche nere, ciascuna a denunciare tutti i tipi di violenza sulle donne, oltre all\u2019omicidio, spostando l\u2019attenzione dei mass media dalle storie specifiche delle vittime, alla cultura generale della violenza.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">The Crystal Quilt<\/i><\/b>\u00a0(<b style=\"font-weight: bold;\">1985-1987<\/b>) \u00e8 forse l\u2019opera pi\u00f9 celebre, quella con cui la Tate Modern ha deciso di aprire The Tanks, il nuovo spazio dedicato all&#8217;arte performativa nel 2012. La performance, rappresentata ora da un time-lapse di pochi minuti, si svolse nella hall di un centro commerciale a Minneapolis: 460 donne di et\u00e0 superiore ai sessant&#8217;anni, sedute ai tavoli disposti secondo il disegno di una grande tovaglia realizzata da Miriam Shapiro, discutevano tra loro confrontando le proprie esperienze e i propri ricordi con analisi sociologiche sul mancato utilizzo delle potenzialit\u00e0 della vecchiaia. Ogni dieci minuti le donne erano invitate a cambiare la posizione delle mani sulla tavola, modificando cos\u00ec il disegno della grande tovaglia. Alla fine della performance il pubblico, coinvolto sulla scena, scompose le forme geometriche dei tavoli, trasformando l&#8217;austero ordine in una forma caleidoscopica di colori.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">Non mancano poi lavori pi\u00f9 recenti, come\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">Full Circle<\/i>\u00a0(1994<\/b>), una serie di monumenti in pietra dedicati a donne importanti di Chicago e\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">Storying<\/i><i style=\"font-style: italic;\">Rape<\/i>\u00a0(2012)<\/b>, una discussione svoltasi nella City Hall della citt\u00e0 di Los Angeles tra importanti personalit\u00e0 dei media, dell\u2019associazionismo e della politica, incentrata sulla necessit\u00e0 di individuare forme pi\u00f9 efficaci di comunicazione per descrivere la violenza sessuale e porre la societ\u00e0 di fronte al problema con uno sguardo pi\u00f9 urgente.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">La mostra \u00e8 arricchita da una sezione di archivio, video e cartaceo, che racconta la multiforme personalit\u00e0 dell\u2019artista, attraverso i molti lavori, compresi quelli iniziali legati alle tematiche del corpo e della carne.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">Suzanne Lacy si manifesta cos\u00ec come una pioniera, che ha anticipato tanti aspetti divenuti tipici dell\u2019arte degli anni successivi, compreso l\u2019arte partecipativa degli anni Novanta, quella miscela di tendenze in cui il pubblico entra a far parte dell\u2019opera, poi definite da Bourriaud &#8220;estetica relazionale&#8221;.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">In programma anche la\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">ripresentazione, dal 12 al 14 novembre, della celebre performance<\/b>\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">\u201cThree<\/i>\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Weeks in May<\/i>\u201d<\/b>, realizzata per la prima volta nel 1977 nello shopping center del municipio di Los Angeles.\u00a0\u00a0Per tre settimane Suzanne Lacy raccolse dalla polizia informazioni sugli stupri e suoi luoghi in cui erano stati compiuti, segnalandoli con un timbro rosso\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\"><i style=\"font-style: italic;\">Rape<\/i><\/b>\u00a0(stupro) sulla mappa della citt\u00e0. Giorno dopo giorno la mappa si tinse rapidamente di rosso, formando un\u2019inedita geografia della violenza cittadina. L\u2019artista volle poi mettere in evidenza, con un timbro pi\u00f9 leggero, il terribile rapporto per cui, a ogni stupro denunciato, ce ne fossero nove passati sotto silenzio.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">A Milano la performance sar\u00e0 replicata tre volte, anche grazie al coinvolgimento di molte associazioni legate alla difesa dei diritti delle donne: alla preview stampa (12 novembre, ore 12.00), all\u2019opening della mostra (13 novembre, ore 19.00) e in occasione della discussione sulla violenza sulle donne organizzato in collaborazione con la Naba, la Nuova Accademia di Milano (venerd\u00ec 14 novembre, ore 11.00). Anche alla luce dei recenti\u00a0\u00a0dati sulle violenze domestiche in Italia la performance di Suzanne Lacy non sar\u00e0 quindi un semplice riadattamento o rievocazione storica, ma un punto di domanda che riguarda tutti, non solo come spettatori, ma come cittadini.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">E\u2019 prevista la realizzazione di un\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">catalogo,<\/b>\u00a0primo di una serie pubblicata da\u00a0<b style=\"font-weight: bold;\">Mousse<\/b>, che riassume l&#8217;intero percorso di Suzanne Lacy, con un testo di Sally Tallant, direttrice della Biennale di Liverpool, un\u2019intervista di Fabio Cavallucci all\u2019artista, e la riproduzione di gran parte delle sue opere dagli anni Settanta ad oggi.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">La mostra di Suzanne Lacy a Milano \u00e8 una produzione del Centro per l&#8217;arte contemporanea Luigi Pecci, promosso da Regione Toscana e Comune di Prato in accordo con lo SpazioBorgogno. La produzione delle opere dell&#8217;artista \u00e8 resa possibile grazie al sostegno di Franco Soffiantino. Partner tecnici Romagna Fiere, Studi d\u2019Arte Cave Michelangelo e Castello del Trebbio.<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">Milano, novembre 2014<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\">\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">INFORMAZIONI<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">MOSTRA:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>SUZANNE LACY.\u00a0<i style=\"font-style: italic;\">Gender Agendas<\/i><b style=\"font-weight: bold;\"><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">DURATA:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>14 novembre 2014 \u2013 6 gennaio 2015<b style=\"font-weight: bold;\"><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Ingresso:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0gratuito<\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Inaugurazione:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>gioved\u00ec 13 novembre 2014 ore 19.00<b style=\"font-weight: bold;\"><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Sede:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>MUSEO PECCI MILANO, Ripa di Porta Ticinese 113\u00a0\u00a0Milano<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Orari:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>Da marted\u00ec a domenica dalle ore 12.00 alle ore 19.00. Luned\u00ec chiuso<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Informazioni:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>Tel. 02-36695249-40\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0www.centropecci.it<b style=\"font-weight: bold;\"><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Mostra promossa da:\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>Regione Toscana e Comune di Prato<b style=\"font-weight: bold;\"><\/b><\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Prodotta da:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. In accordo con SpazioBorgogno<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Partner:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>Franco Soffiantino<\/p>\n<p class=\"ecxMsoNormal\" style=\"color: #444444;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Partner tecnici:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/b>Romagna Fiere, Studi d\u2019Arte Cave Michelangelo e Castello del Trebbio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SUZANNE LACY Gender Agendas \u00a0 14 novembre 2014 \u2013 6 gennaio 2015 Inaugurazione:\u00a0\u00a0gioved\u00ec 13 novembre 2014 ore 19.00 \u00a0 In attesa della riapertura della rinnovata sede di Prato, prevista per la primavera 2015, il Centro per l&#8217;arte contemporanea Luigi Pecci riparte con una nuova stagione nella sua succursale distaccata milanese, il\u00a0Museo Pecci Milano, che ha &hellip; <a href=\"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/46553\/spettacoli\/museo-pecci-milano-mostra-suzanne-lacy-gender-agendas.html\" class=\"more-link\">Read more <span class=\"screen-reader-text\">Museo Pecci Milano mostra &#8220;Suzanne Lacy &#8211; Gender Agendas&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[14007,17,3760,14008],"class_list":["post-46553","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-spettacoli","tag-gender-agendas","tag-milano","tag-museo-pecci","tag-suzanne-lacy"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46553"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46553\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46554,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46553\/revisions\/46554"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gdapress.it\/it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}